07/09/2026
La storia della Ca****la Sansevero attraversa oltre quattro secoli e racconta la trasformazione di un luogo di culto familiare in uno dei più straordinari complessi monumentali di Napoli.
Le origini sono legate a una leggenda riportata nel 1623 da Cesare d'Engenio Caracciolo nella sua Napoli Sacra. Intorno al 1590, secondo il racconto, un uomo innocente condotto in catene verso il carcere vide apparire un'immagine della Madonna dopo il crollo di una parte del muro del giardino del palazzo dei di Sangro, in piazza San Domenico Maggiore.
Poco dopo, il duca di Torremaggiore Giovan Francesco di Sangro fece costruire una piccola ca****la votiva, denominata Santa Maria della Pietà o Pietatella. Nei primi anni del Seicento fu suo figlio Alessandro di Sangro, patriarca di Alessandria, a promuovere importanti lavori di ampliamento, trasformando l'originario sacello in un tempio destinato anche a custodire le sepolture della famiglia.
Questa struttura rimase sostanzialmente invariata fino agli anni Quaranta del Settecento.
Fu allora che Raimondo di Sangro, settimo principe di Sansevero, diede avvio a una delle più ambiziose trasformazioni artistiche della Napoli del XVIII secolo. Il principe mantenne l'originaria struttura della Ca****la seicentesca, ma ne ripensò completamente l'apparato decorativo e il significato complessivo.
Chiamò presso di sé pittori e scultori rinomati, seguì personalmente le lavorazioni e concepì ogni intervento come parte di un progetto unitario. La Gloria del Paradiso, le statue delle Virtù, la Pudicizia e il Cristo velato furono inseriti in un percorso artistico di straordinaria coerenza.
La Ca****la Sansevero che oggi conosciamo è il risultato di questa lunga stratificazione: un luogo nato dalla devozione familiare, trasformato in mausoleo dinastico e infine ripensato da Raimondo di Sangro come un complesso artistico senza eguali.
Museo Ca****la Sansevero, molto altro da svelare.