Progetto Cerimoniali & #ISPANApoli

Progetto Cerimoniali & #ISPANApoli Il "Progetto Cerimoniali" è nato nel 2008 da un'intuizione del dott. Attilio Antonelli, ex- funzionario Storico dell'arte e direttore del progetto.

Il "Progetto Cerimoniali" prevede la trascrizione di una serie di manoscritti inediti degli archivi italiani e spagnoli redatti dai maestri di cerimonie del Palazzo Reale di Napoli a partire dal Cinquecento fino alla fine del Settecento. Sono attualmente membri del progetto:
- Attilio Antonelli, direttore del Progetto Cerimoniali (ex-funzionario Storico dell'arte);
- Serena Terreri, cura del sito

internet (Archeologa);
- Milena Morreale, responsabile segreteria redazionale e cura dell'indice analitico (Archeologa);
- Verònica Gallego Manzanares, cura dell'indice onomastico (Storica dell'arte);
- Emanuela Ingenito, cura dell'apparato iconografico (Storica dell'arte);
- Nunzia Sarnelli, cura dell'indice dei luoghi (studentessa di Storia dell'arte);
- Melania Meluzis, segreteria (Linguista).

𝐔𝐧 𝐯𝐢𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐍𝐚𝐩𝐨𝐥𝐢 𝐯𝐢𝐜𝐞𝐫𝐞𝐚𝐥𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥’𝐞𝐭𝐚̀ 𝐬𝐩𝐚𝐠𝐧𝐨𝐥𝐚 Si svolgerà venerdì 14 maggio 2021 il convegno internazionale «𝐍𝐚𝐩𝐨...
11/05/2021

𝐔𝐧 𝐯𝐢𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐍𝐚𝐩𝐨𝐥𝐢 𝐯𝐢𝐜𝐞𝐫𝐞𝐚𝐥𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥’𝐞𝐭𝐚̀ 𝐬𝐩𝐚𝐠𝐧𝐨𝐥𝐚

Si svolgerà venerdì 14 maggio 2021 il convegno internazionale «𝐍𝐚𝐩𝐨𝐥𝐢 𝐞 𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐫𝐭𝐢 𝐯𝐢𝐜𝐞𝐫𝐞𝐚𝐥𝐢 𝐧𝐞𝐥𝐥’𝐞𝐭𝐚̀ 𝐬𝐩𝐚𝐠𝐧𝐨𝐥𝐚» che il team di ricerca del Progetto Cerimoniali - coordinato dal dott. 𝐀𝐭𝐭𝐢𝐥𝐢𝐨 𝐀𝐧𝐭𝐨𝐧𝐞𝐥𝐥𝐢 - ha organizzato in collaborazione con prestigiose istituzioni universitarie d’Europa, in occasione dell’uscita del volume 𝐂𝐞𝐫𝐢𝐦𝐨𝐧𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐯𝐢𝐜𝐞𝐫𝐞𝐠𝐧𝐨 𝐬𝐩𝐚𝐠𝐧𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐢 𝐍𝐚𝐩𝐨𝐥𝐢 𝟏𝟓𝟑𝟓-𝟏𝟔𝟑𝟕 (arte’m 2019) che completa una collana di cinque volumi, editi tra il 2012 e oggi.

Il 𝐏𝐫𝐨𝐠𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐂𝐞𝐫𝐢𝐦𝐨𝐧𝐢𝐚𝐥𝐢 nasce nel 2008 con lo scopo di portare alla luce i 𝐋𝐢𝐛𝐫𝐢 𝐝𝐢 𝐜𝐞𝐫𝐢𝐦𝐨𝐧𝐢𝐞: fonti manoscritte inedite redatte dai maestri di cerimonie del 𝐏𝐚𝐥𝐚𝐳𝐳𝐨 𝐑𝐞𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐍𝐚𝐩𝐨𝐥𝐢 con i dettagli del cerimoniale di corte, della vita quotidiana della città e dei rapporti del Regno di Napoli con le altre corti europee.
Il "corpus caeremoniale" riscoperto e pubblicato in questi anni ha arricchito le fonti della storia napoletana, alimentato gli studi sul Palazzo Reale di Napoli e la sua corte, incrementando la conoscenza della capitale e del Regno, con contributi di novità in campo artistico, storico, musicale, sociale, economico.
La cabina di regia del convegno è di 𝐆𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐌𝐮𝐭𝐨 (Università di Napoli Federico II) affiancato da 𝐀𝐧𝐧𝐚 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐑𝐚𝐨 (Università di Napoli Federico II) e da 𝐀𝐮𝐫𝐞𝐥𝐢𝐨 𝐌𝐮𝐬𝐢 (Università di Salerno).
Interverranno studiosi ed esperti di varie università europee per parlare dell’interessante sistema sociale instauratosi a Napoli con la monarchia sp****la e del complesso sistema cerimoniale che gli spagnoli introdussero nella capitale vicereale.
L'evento, che a causa della pandemia non si è potuto svolgere in presenza nel 2020, è online sulla 𝐩𝐢𝐚𝐭𝐭𝐚𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚 𝐙𝐨𝐨𝐦 a cui potrete partecipare inserendo l’ID della riunione e la password indicati in locandina.
Palazzo Reale di Napoli Associazione AeneA

⬇️ 𝐏𝐞𝐫 𝐢𝐧𝐟𝐨 ⬇️

Per la rubrica 🇪🇸   🇮🇹 - Festività𝐒𝐚𝐧 𝐆𝐞𝐧𝐧𝐚̀, 𝐩𝐢𝐞𝐧𝐳𝐚𝐜𝐞 𝐭𝐮!Eccoci a festeggiare  il patrono principale della città! Genna...
19/09/2020

Per la rubrica 🇪🇸 🇮🇹 - Festività

𝐒𝐚𝐧 𝐆𝐞𝐧𝐧𝐚̀, 𝐩𝐢𝐞𝐧𝐳𝐚𝐜𝐞 𝐭𝐮!

Eccoci a festeggiare il patrono principale della città!
Gennaro, eletto Vescovo a Benevento, fu martirizzato a Pozzuoli il 19 settembre 305 presso la Solfatara. Aveva voluto portare conforto all’amico Sossio, diacono a Miseno, imprigionato, ma fu a sua volta arrestato. Esposto con altri nel locale Anfiteatro Flavio per essere sbranato dagli orsi, ne uscì indenne e morì nobilmente di spada.
Una pia donna ne raccolse il sangue in due ampolline. La pietra su cui fu decollato – miracolo nel miracolo –, conservata oggi nella chiesa della Solfatara, diventa rosso sangue nello stesso momento in cui si liquefà il sangue in Duomo.
I viceré di Napoli si recavano annualmente alla festa del glorioso San Gennaro, caratterizzata da numerose luminarie, partecipando alla processione che si svolgeva nel ‘Borgo di San Gennaro’. Il sangue del santo si scioglie anche in altre due date: il primo sabato di maggio (traslazione del sangue a Napoli) e il 16 dicembre (quel giorno del 1631 San Gennaro protesse Napoli dalla spaventosa eruzione del Vesuvio).

📸 Onofrio Palumbo e Didier Barra, 𝘚𝘢𝘯 𝘎𝘦𝘯𝘯𝘢𝘳𝘰 𝘱𝘳𝘰𝘵𝘦𝘨𝘨𝘦 𝘭𝘢 𝘤𝘪𝘵𝘵𝘢̀ 𝘥𝘪 𝘕𝘢𝘱𝘰𝘭𝘪, 1652, Napoli, chiesa della Santissima Trinità dei Pellegrini (foto L. Pedicini)

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Per la rubrica 🇪🇸   🇮🇹 - Festività𝗙𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝗣𝗶𝗲𝗱𝗶𝗴𝗿𝗼𝘁𝘁𝗮: 𝟴 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲 𝟭𝟲𝟬𝟴Quel giorno il viceré conte di Benavente non pot...
08/09/2020

Per la rubrica 🇪🇸 🇮🇹 - Festività

𝗙𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝗣𝗶𝗲𝗱𝗶𝗴𝗿𝗼𝘁𝘁𝗮: 𝟴 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲 𝟭𝟲𝟬𝟴

Quel giorno il viceré conte di Benavente non poté intervenire al consueto “passeggio” di Chiaia. Benavente era quello che aveva fatto sì che l’acqua del Formale scorresse per il borgo di Chiaia con nove fontane fino a Mergellina e alla chiesa di Nostra Signora di Piedigrottta.
Quell’anno delegò suo figlio don Juan de Zúñiga. Era presente il capitano Miguel de Castro che descrive enfaticamente la festa: ”Quel giorno tutta Napoli si riversa alla festa. Vanno diecimila dame riccamente vestite con un’infinità di carrozze e vanno diecimila cavalieri a cavallo o in carrozza, destando meraviglia per tanta eleganza e bellezza. Trecento principi e titolati meravigliosamente vestiti sfilano come su di un prato fiorito. Assieme alle dame ingioiellate va anche molta gente plebea”. Alla festa si esibirono le cantanti Angela Arqueros y Osorio e Adriana Basile con i musici della Ca****la Reale.
A S. Maria di Piedigrotta è sepolto uno dei primi viceré, il Conte di Capaccio, morto nel 1515.

📸 𝘐𝘭 𝘤𝘰𝘳𝘵𝘦𝘰 𝘥𝘦𝘪 𝘳𝘦𝘢𝘭𝘪 𝘢 𝘗𝘪𝘦𝘥𝘪𝘨𝘳𝘰𝘵𝘵𝘢, meta del XVIII secolo,
Napoli, collezione Valerio

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Per la rubrica 🇪🇸   🇮🇹 - Festività𝗦𝗮𝗻 𝗚𝗶𝗼𝘃𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗱𝗲𝗰𝗼𝗹𝗹𝗮𝘁𝗼: 𝟮𝟵 𝗮𝗴𝗼𝘀𝘁𝗼Il 29 agosto a Napoli, così come in tutta la Chiesa u...
29/08/2020

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𝗦𝗮𝗻 𝗚𝗶𝗼𝘃𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗱𝗲𝗰𝗼𝗹𝗹𝗮𝘁𝗼: 𝟮𝟵 𝗮𝗴𝗼𝘀𝘁𝗼

Il 29 agosto a Napoli, così come in tutta la Chiesa universale da tempo immemorabile, si celebra il martirio di san Giovanni Battista (san Giovani decollato), un grande santo festeggiato solennemente anche nella sua nascita il 24 giugno.
Il 29 agosto il viceré di Napoli, per onorare il Precursore, si recava a san Gregorio Armeno (detta anche popolarmente san Ligorio o santa Patrizia) e a Santa Maria Donnaromita. In queste chiese infatti si conservava una reliquia del sangue del martire che si liquefaceva in queste date.
A Donnaromita, come attesta il dotto abate Carlo Celano, «il sangue, in ogni volta che in sua presenza vi si dice la messa, in legersi il suo Evangelio, si vede liquefare appunto come fusse uscito all’hora dal corpo; e molte volte, posto alla presenza della costa del detto santo che similmente in questa chiesa si conserva, ha fatto l’istesso effetto, miracolo degno d’essere da tutti veduto».

📸 Michelangelo Merisi, detto Caravaggio, 𝘚𝘢𝘭𝘰𝘮𝘦 𝘳𝘪𝘤𝘦𝘷𝘦 𝘭𝘢 𝘵𝘦𝘴𝘵𝘢 𝘥𝘪 𝘎𝘪𝘰𝘷𝘢𝘯𝘯𝘪 𝘉𝘢𝘵𝘵𝘪𝘴𝘵𝘢,1607, Londra, National Gallery

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Per la rubrica 🇪🇸   🇮🇹 - Festività𝟮𝟱 𝗮𝗴𝗼𝘀𝘁𝗼: 𝘀𝗮𝗻𝘁𝗮 𝗣𝗮𝘁𝗿𝗶𝘇𝗶𝗮 𝘃𝗲𝗿𝗴𝗶𝗻𝗲Patrizia di Costantinopoli, santa del VII secolo, è d...
25/08/2020

Per la rubrica 🇪🇸 🇮🇹 - Festività

𝟮𝟱 𝗮𝗴𝗼𝘀𝘁𝗼: 𝘀𝗮𝗻𝘁𝗮 𝗣𝗮𝘁𝗿𝗶𝘇𝗶𝗮 𝘃𝗲𝗿𝗴𝗶𝗻𝗲

Patrizia di Costantinopoli, santa del VII secolo, è dal 1625 compatrona della città di Napoli. Viene festeggiata il 25 agosto. Il suo sangue gode della liquefazione (il martedì e il 25 agosto).
Era nata a Costantinopoli da ricca famiglia discendente dall’imperatore Costantino. La leggenda parla di un suo giovanile donarsi a Cristo e del rifiuto di sposare Costante II. Recatasi a Roma fu consacrata vergine dal Papa e diede i suoi beni ai poveri. Intrapreso un pellegrinaggio in Terra santa, naufragò di fronte a Napoli ove fu assistita dai basiliani dell’isolotto di Megaride (Castel dell’Ovo). Morì poco dopo a 21 anni ed ebbe sepoltura nel monastero dei SS. Nicandro e Marciano (poi detto di S. Patrizia) sulla collina di Caponapoli. Dal 1922 è custodita e venerata dalle Suore Crocifisse Adoratrici dell’Eucarestia nella chiesa di San Gregorio Armeno. Qui si recava il viceré di Napoli ogni 25 agosto per venerare la reliquia e conversare con le monache benedettine.

📸 Busto argenteo di santa Patrizia, 1642, Napoli, Duomo, Ca****la del Tesoro di san Gennaro

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Per la rubrica 🇪🇸   🇮🇹 - Festività𝟮𝟰 𝗮𝗴𝗼𝘀𝘁𝗼: 𝗦𝗮𝗻 𝗕𝗮𝗿𝘁𝗼𝗹𝗼𝗺𝗲𝗼 𝗮𝗽𝗼𝘀𝘁𝗼𝗹𝗼Il 24 agosto, per la festa di san Bartolomeo, il vic...
24/08/2020

Per la rubrica 🇪🇸 🇮🇹 - Festività

𝟮𝟰 𝗮𝗴𝗼𝘀𝘁𝗼: 𝗦𝗮𝗻 𝗕𝗮𝗿𝘁𝗼𝗹𝗼𝗺𝗲𝗼 𝗮𝗽𝗼𝘀𝘁𝗼𝗹𝗼

Il 24 agosto, per la festa di san Bartolomeo, il viceré di Napoli si recava nella chiesa di santa Patrizia detta anche di S. Gregorio Armeno, dove, tra le numerosissime reliquie conservate (del Legno della S. Croce, di un chiodo della Passione, di S. Gregorio Armeno, del sangue di S. Giovanni Battista e di Santa Patrizia, di S. Pantaleone, S. Mauro, S. Biagio, S. Donato e molte altre), c’era quella del sangue raggrumato dell’apostolo Bartolomeo.
Il viceré non si recava invece a Benevento, dove si conserva la reliquia principale del santo, poiché la città – e tutto il suo territorio, l’antico Ducato - era da secoli una enclave pontificia fuori dalla sua giurisdizione.
Vale la pena ricordare che la Campania può vantare le reliquie di tre apostoli: oltre a Bartolomeo, anche Matteo (Salerno) e Andrea (Amalfi). In queste due ultime città il viceré si recava annualmente per rendere omaggio agli apostoli.

📸 Mattia Preti, 𝘔𝘢𝘳𝘵𝘪𝘳𝘪𝘰 𝘥𝘪 𝘚𝘢𝘯 𝘉𝘢𝘳𝘵𝘰𝘭𝘰𝘮𝘦𝘰, L'Aquila, Museo d'Arte Nazionale d'Abruzzo

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Per la rubrica 🇪🇸   🇮🇹 - Festività𝟭𝟱 𝗮𝗴𝗼𝘀𝘁𝗼: 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗥𝗲𝗴𝗶𝗻𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝗹𝗮 𝘃𝗶𝗰𝗲𝗿𝗲𝗴𝗶𝗻𝗮Fino a metà Seicento per la festa del 𝟭𝟱 𝗮𝗴𝗼𝘀...
15/08/2020

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𝟭𝟱 𝗮𝗴𝗼𝘀𝘁𝗼: 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗥𝗲𝗴𝗶𝗻𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝗹𝗮 𝘃𝗶𝗰𝗲𝗿𝗲𝗴𝗶𝗻𝗮

Fino a metà Seicento per la festa del 𝟭𝟱 𝗮𝗴𝗼𝘀𝘁𝗼 - 𝗔𝘀𝘀𝘂𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗠𝗮𝗱𝗼𝗻𝗻𝗮, a cui è dedicato il 𝗗𝘂𝗼𝗺𝗼 cittadino - il viceré di Napoli, non potendo “invadere” la chiesa dell’arcivescovo, era solito recarsi assieme alla viceregina o alla 𝗰𝗵𝗶𝗲𝘀𝗮 𝗱𝗶 𝗦. 𝗠𝗮𝗿𝗶𝗮 𝗥𝗲𝗴𝗶𝗻𝗮 𝗖𝗼𝗲𝗹𝗶 dalle canonichesse regolari lateranensi (oggi Suore della Ca**tà di Santa Giovanna Antida Thouret), oppure alla 𝗰𝗵𝗶𝗲𝘀𝗮 𝗱𝗶 𝗦. 𝗠𝗮𝗿𝗶𝗮 𝗗𝗼𝗻𝗻𝗮𝗿𝗲𝗴𝗶𝗻𝗮 dalle clarisse.
Più tardi, invece, invalse l’uso di recarsi al 𝗰𝗼𝗻𝘃𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗦𝗮𝗻 𝗟𝘂𝗶𝗴𝗶 𝗱𝗶 𝗣𝗮𝗹𝗮𝘇𝘇𝗼 (oggi s. Francesco di Paola), di fronte a Palazzo reale, per venerare la reliquia del Latte della Madonna (𝘴𝘪𝘤) conservato in due caraffine che il cappellano maggiore gli offriva da baciare. La reliquia, come attesta il Celano, si liquefaceva in occasione delle feste mariane dell’anno.
L’Assunzione, insieme ad altre feste come l’Immacolata, Natale e Pentecoste, era una data con messa di precetto e il viceré si accostava a comunicarsi unitamente ai cavalieri dell’ordine cavalleresco a cui apparteneva.

(cfr. Cerimoniale … 1650-1717, alla data)

📸 Facciata della chiesa di Santa Maria Regina Coeli (dal web)

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Per la rubrica 🇪🇸   🇮🇹 - Festività𝟖 𝐚𝐠𝐨𝐬𝐭𝐨: 𝐒𝐚𝐧 𝐃𝐨𝐦𝐞𝐧𝐢𝐜𝐨 𝐝𝐢 𝐆𝐮𝐳𝐦𝐚́𝐧, 𝐮𝐧 𝐩𝐚𝐭𝐫𝐨𝐧𝐨 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐭𝐨Tra i santi più noti, influenti...
08/08/2020

Per la rubrica 🇪🇸 🇮🇹 - Festività

𝟖 𝐚𝐠𝐨𝐬𝐭𝐨: 𝐒𝐚𝐧 𝐃𝐨𝐦𝐞𝐧𝐢𝐜𝐨 𝐝𝐢 𝐆𝐮𝐳𝐦𝐚́𝐧, 𝐮𝐧 𝐩𝐚𝐭𝐫𝐨𝐧𝐨 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐭𝐨

Tra i santi più noti, influenti e decisivi per la cristianità, san Domenico (1170-1221), castigliano di nobile lignaggio, fondò l’Ordine dei Predicatori, che nel corso dei secoli ha fornito alla Chiesa numerosi santi e uomini di cultura, impegnati nella predicazione, nell’insegnamento e nello studio della dottrina cristiana.
Santo fin dal 1234, grazie agli spagnoli è 𝗽𝗮𝘁𝗿𝗼𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝗡𝗮𝗽𝗼𝗹𝗶 𝗱𝗮𝗹 𝟭𝟲𝟰𝟭, quando era 𝘃𝗶𝗰𝗲𝗿𝗲́ 𝗶𝗹 𝗱𝘂𝗰𝗮 𝗱𝗶 𝗠𝗲𝗱𝗶𝗻𝗮 𝗧𝗼𝗿𝗿𝗲𝘀, anche lui un Guzmán.
In Francia lottò contro catari e albigesi. Dopo l’incontro con San Francesco d’Assisi, volle che i suoi frati fossero anche mendicanti. Fondò conventi ovunque vi fossero università. Morì a Bologna dopo avervi fondato un convento. A san Domenico si deve inoltre l'istituzione della preghiera del Rosario.
Il 𝗰𝗼𝗻𝘃𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗦𝗮𝗻 𝗗𝗼𝗺𝗲𝗻𝗶𝗰𝗼 𝗺𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼𝗿𝗲 𝗮 𝗡𝗮𝗽𝗼𝗹𝗶, fondato nel 1231, è stato il primo insediamento dell’ordine dei Domenicani nel Regno di Napoli. La basilica è tra i principali monumenti cittadini.

🥳 Felice onomastico a chi oggi festeggia!!

📸 Doménikos Theotokópoulos (detto El Greco), 𝘚𝘢𝘯 𝘋𝘰𝘮𝘦𝘯𝘪𝘤𝘰 𝘪𝘯 𝘱𝘳𝘦𝘨𝘩𝘪𝘦𝘳𝘢, particolare, collezione privata

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📰 03.08.2020: la Repubblica Napoli parla di noi, con la recensione del quinto volume della collana "I Cerimoniali della ...
04/08/2020

📰 03.08.2020: la Repubblica Napoli parla di noi, con la recensione del quinto volume della collana "I Cerimoniali della corte di Napoli" a firma dell'illustre professore Aurelio Musi 🖋

Buona lettura 🤓

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Per la rubrica 🇪🇸   🇮🇹 - Lingua𝗢' 𝘃𝗮𝘀𝗰𝗶𝗼Perdersi per i vicarielli di Napoli significa incantarsi di fronte alla rapprese...
01/08/2020

Per la rubrica 🇪🇸 🇮🇹 - Lingua

𝗢' 𝘃𝗮𝘀𝗰𝗶𝗼

Perdersi per i vicarielli di Napoli significa incantarsi di fronte alla rappresentazione della sua vita quotidiana: donne intente nelle faccende domestiche, anziani che attendono la fine della calura, familiari e vicini che chiacchierano o si intrattengono giocando a scopa.
Scene uniche che si svolgono nei 𝘃𝗮𝘀𝗰𝗶 o 𝗯𝗮𝘀𝘀𝗶, abitazioni di un solo vano disposte a livello della strada, la cui porta spesso funge anche da finestra. Simbolo della miseria e del degrado della povera gente, il loro diffondersi nel XVI e XVII secolo dimostra ancora una volta la capacità dei Napoletani di adattare le risorse a disposizione e di beffarsi dell’autorità. Quando gli spagnoli decisero infatti di bloccare lo sviluppo urbano per evitare lo spopolamento delle campagne, contadini e artigiani si insediarono nei depositi e nelle botteghe dei piani bassi dei palazzi, trasformandoli in vere e proprie case.
Il termine “basso” deriva proprio dallo spagnolo "𝙖𝙗𝙖𝙟𝙤", ovvero “giù”.

✍️ Nunzia Mammella

📸 Uno dei bassi dei quartieri spagnoli di Napoli, sorvegliato dalla figura della pittrice Artemisia Gentileschi (1593-1654) realizzata dall'artista Roxy in the Box nell'ambito del progetto di street art "Chatting"

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𝗦𝗮𝗻𝘁’𝗔𝗻𝗻𝗮: 𝗰’𝗲̀ 𝗺𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗶 𝘃𝗲𝗱𝗲Sant’Anna di Palazzo, per trovarla, bisogna cercarla.Sta nel cuore dei Quartieri spagnoli,...
26/07/2020

𝗦𝗮𝗻𝘁’𝗔𝗻𝗻𝗮: 𝗰’𝗲̀ 𝗺𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗶 𝘃𝗲𝗱𝗲

Sant’Anna di Palazzo, per trovarla, bisogna cercarla.
Sta nel cuore dei Quartieri spagnoli, dove una volta sorgeva una chiesetta edificata nel 1572 (subito dopo la vittoria di Lepanto e la proclamazione della festa del Rosario da parte del papa Gregorio XIII) da Michele Lauro e donata ai Domenicani che vi fondarono un convento che prese il nome di Rosario di Palazzo, per via della nuova festività e perché prossimo a Palazzo reale. Qui Carlo di Borbone sistemò la Stamperia reale che diede alla luce i magnifici volumi delle Antichità di Ercolano.
La vicina parrocchia – intitolata a Sant’Anna e detta di Palazzo - edificata nel 1562, che fu parrocchia – povera - degli spagnoli e dei soldati acquartierati a Napoli, crollò nel 1958 quando aveva il nome di Sant’Anna Vecchia.
Il titolo parrocchiale fin dal 1819 era passato al Rosario che divenne così Sant’Anna di Palazzo in Rosario di Palazzo, da tutti detta semplicemente Sant’Anna (festa: 26 luglio).
Affidata oggi al clero diocesano, essa merita senz’altro una visita.

📸 Interno della chiesa di Sant'Anna

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Per la rubrica 🇪🇸   🇮🇹 - Festività𝗦𝗮𝗻 𝗚𝗶𝗮𝗰𝗼𝗺𝗼 𝗔𝗽𝗼𝘀𝘁𝗼𝗹𝗼 𝗻𝗲𝗹 𝘀𝘂𝗼 𝗽𝗮𝗹𝗮𝘇𝘇𝗼, 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝘂𝗮 𝗰𝗵𝗶𝗲𝘀𝗮Che San Giacomo – uno dei dodici...
25/07/2020

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𝗦𝗮𝗻 𝗚𝗶𝗮𝗰𝗼𝗺𝗼 𝗔𝗽𝗼𝘀𝘁𝗼𝗹𝗼 𝗻𝗲𝗹 𝘀𝘂𝗼 𝗽𝗮𝗹𝗮𝘇𝘇𝗼, 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝘂𝗮 𝗰𝗵𝗶𝗲𝘀𝗮

Che San Giacomo – uno dei dodici Apostoli, detto il Maggiore, tanto venerato in Spagna – sia di casa anche a Napoli lo dimostra il fatto che lo stesso edificio del Comune – 𝗣𝗮𝗹𝗮𝘇𝘇𝗼 𝗦𝗮𝗻 𝗚𝗶𝗮𝗰𝗼𝗺𝗼 – prende il nome da lui. Ciò si deve al cuore nascosto del palazzo.
Sulla destra della facciata si apre infatti l’ingresso alla 𝗰𝗵𝗶𝗲𝘀𝗮 𝗱𝗶 𝗦𝗮𝗻 𝗚𝗶𝗮𝗰𝗼𝗺𝗼 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗦𝗽𝗮𝗴𝗻𝗼𝗹𝗶, detta così perché radunava attorno al culto del Santo tutti gli spagnoli presenti nel Regno. La chiesa - infelicemente fatta sparire nel ventre di un edificio borbonico, carica di storia e di monumenti, tra cui la maestosa tomba marmorea monumentale del suo fondatore, don 𝗣𝗲𝗱𝗿𝗼 𝗱𝗲 𝗧𝗼𝗹𝗲𝗱𝗼, il grande viceré a cui è dedicata la strada principale della città – è deplorevolmente ancora non visitabile.
L’apostolo, patrono dell’Europa cristiana e della Spagna in particolare, è sepolto nel suo tempio di Santiago de Compostela, da secoli meta di intensi pellegrinaggi lungo el Camino de Santiago.

📝𝗟𝗮 𝘀𝘂𝗮 𝗳𝗲𝘀𝘁𝗮 cade da sempre il 𝟮𝟱 𝗹𝘂𝗴𝗹𝗶𝗼.
Tanti auguri a chi oggi festeggia!!! 🥳

📸 Chiesa di San Giacomo degli Spagnoli (veduta absidale),
particolare dalla 𝘗𝘪𝘢𝘯𝘵𝘢 𝘥𝘪 𝘕𝘢𝘱𝘰𝘭𝘪 di Jan van Stinemolen (1582) conservata all'Albertina di Vienna (la chiesa è indicata dalla freccia gialla).

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Indirizzo

Piazza Museo, Porticato Galleria Principe Di Napoli, 9
Naples
80135

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 14:00
Martedì 09:00 - 14:00
Mercoledì 09:00 - 14:00
Giovedì 09:00 - 14:00
Venerdì 09:00 - 14:00

Telefono

+39 3929742894

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