Corpo di ballo del Teatro san Carlo

Corpo di ballo del Teatro san Carlo Questa pagina si prefigura l'obiettivo di diffondere in modo trasversale la situazione precaria nella quale versano i Corpi di Ballo in Italia.

19/02/2022
Siamo ancora qui, per l’ennesima volta, a rivolgere una richiesta di aiuto, in difesa della nostra arte, del nostro lavo...
18/02/2022

Siamo ancora qui, per l’ennesima volta, a rivolgere una richiesta di aiuto, in difesa della nostra arte, del nostro lavoro, del nostro teatro.
Siamo danzatrici, siamo danzatori, apparteniamo al corpo di ballo di questo teatro meraviglioso, il Teatro San Carlo di Napoli, nel quale lavoriamo da decenni.
Siamo entrati in questo teatro in punta di piedi, con tanto rispetto, con tanta ammirazione, speranza e professionalità. Eppure siamo quasi tutti, ancora oggi, dei precari.
Il corpo di ballo è, ancora oggi, formato per 2/3 da danzatrici e danzatori precari. Oggi esistiamo e domani non siamo più nessuno, nonostante portiamo avanti la programmazione di balletto del teatro, nonostante ce la mettiamo tutta per onorare il nostro mestiere.
In seguito alla pronuncia della Corte di Giustizia dell’Unione Europea sull’abuso del contratto a tempo determinato nelle Fondazioni lirico-sinfoniche, l’Italia è stata richiamata affinché il precariato in questo ambiente di lavoro fosse, una volta per tutte, risanato. Affinché venisse riconosciuta dignità ai quei lavoratori, come noi, che svolgono la propria professione artistica nelle Fondazioni.
All’interno di questo scenario, le Fondazioni hanno dovuto proporre al Ministero della Cultura e al Ministero dell’Economia e delle Finanze delle nuove dotazioni organiche a tempo indeterminato che potessero stabilizzare i precari storici.
Ed è qui che è nato il problema più grande che ci colpisce e per il quale siamo a lanciare un ultimo appello disperato di aiuto.
Il Teatro San Carlo di Napoli ha proposto una dotazione organica di 40 danzatori, ma, considerando che i posti di lavoro disponibili da assegnare in questo caso sarebbero circa 20/25, questa dotazione organica non risulta essere idonea a garantire un’occupazione stabile per tutti noi, precari da anni, ma indispensabili per la programmazione del teatro.
E così, ci ritroviamo in uno stato di ancora più incertezza, in una situazione sul filo del rasoio, che, da un momento all’altro, ci trasformerà da precari in disoccupati.
Una dotazione organica di 40 danzatori non sarà mai sufficiente a sanare il precariato storico!

Ci rivolgiamo al Sovrintendente del Teatro affinché possa trovare una soluzione col Ministero della Cultura, visto che ancora la dotazione organica di 40 non è stata approvata ufficialmente e che comunque può essere sempre modificata, per aumentare il numerico di danzatrici e danzatori, almeno a 50, e per poter dare un’opportunità di lavoro stabile in primis a tutti noi precari e poi, ovviamente, anche a nuovi colleghi esterni.

Chiediamo ascolto al Ministero della Cultura, affinché le ultime sue dichiarazioni pubbliche a favore dei corpi di ballo possano concretizzarsi e non restare soltanto intenzioni non realizzate. Il Teatro San Carlo è un gioiello nazionale e internazionale ed occorre l’intervento del Ministero per garantire un’occupazione a tutti i danzatori che hanno investito una vita intera per questo teatro.

Chiediamo un supporto speciale alle Organizzazioni sindacali, perché, nonostante il problema del precariato colpisca tutti i settori, quello maggiormente interessato è senza dubbio il corpo di ballo, che da anni è quasi completamente precario.

E infine, ma non per ultimo, desideriamo pregare il nostro amato e caloroso pubblico di sostenerci. Noi siamo gli artisti che, in ogni spettacolo, condividono con voi la magia del teatro. Siateci vicini. Abbiamo bisogno, anche in questa occasione, della vostra solidarietà.

Siamo lavoratrici e lavoratori che amano questo teatro e se oggi siamo qui è perché è l’ultima chance che ci è rimasta per rivendicare il nostro diritto al lavoro, un diritto sancito anche dalla nostra Costituzione.
Ascoltateci, per favore!
Danza Error System Ministero della Cultura Dario Franceschini - pagina ufficiale Gaetano Manfredi Vincenzo De Luca Regione CampaniaComune di Napoli CGIL Confederazione Generale Italiana del Lavoro UIL - Unione Italiana del Lavoro CISL FP Nazionale

27/10/2020

"Un popolo senza teatro è un popolo morto".

PERDONATECI... Ci rivolgiamo al pubblico presente ieri in sala, in attesa dello spettacolo delle 19.00 del Lago dei Cign...
16/06/2019

PERDONATECI... Ci rivolgiamo al pubblico presente ieri in sala, in attesa dello spettacolo delle 19.00 del Lago dei Cigni.
A fronte di un silenzio assordante alle varie richieste di tutela per il precariato di tutta la fondazione del teatro San Carlo, il nostro settore, il più colpito, che porta in scena un Lago dei Cigni con 60 elementi di cui solo 15 stabili, decidiamo due giorni fa di proclamare lo stato di agitazione e solo ieri (14/06/2019) dopo un secco NO da parte della sovrintendenza all'ennesima richiesta di un accordo che tutelasse un minimo di lavoro al precariato, abbiamo preso l'amara decisione di scioperare e far saltare la prima del Lago dei Cigni , con l'appoggio dell'orchestra.
Abbiamo lottato fino alle 19.30 e solo dopo aver confermato lo sciopero è stato finalmente firmato un accordo che -ATTENZIONE- non stabilizza nessuno ma garantisce un minimo di lavoro per chi da anni in quel teatro lavora con dedizione e passione, portando in scena spettacoli di livello riconosciuti e applauditi in tutto il mondo.
Chiediamo ancora scusa al pubblico per aver deluso le aspettative di una serata che doveva essere all'insegna dell'arte, ma è un'epoca buia per quest'ultima e noi siamo stanchi di tacere.

Lungi da me innescare una polemica, ma ho letto una risposta di uno dei sindacati firmatari dell’ormai famoso comunicato...
28/03/2019

Lungi da me innescare una polemica, ma ho letto una risposta di uno dei sindacati firmatari dell’ormai famoso comunicato all’apparenza spazza-ballerini, pubblicato in un sito gestito dalla CGIL , a seguito della pubblicazione della mia lettera che potete leggere qui in un precedente post. Per amore di trasparenza le pubblico qui di seguito entrambe:
1
il post di Emanuela Bizi della Segreteria Nazionale CGIL

2
la mia risposta di semplice cittadino italiano, nell’articolo definito ex ballerino (anche se dopo l’ex, qualcosina l’ho poi fatta nella danza...)

1.
Emanuela Bizi // 27 marzo 2019 alle 15:37
Premetto che chiunque può esprimere le proprie opinioni purché sostenute dai fatti. La lettura artificiosamente errata del comunicato, attribuisce al sindacato le posizioni del Ministro. Sembra che, tanto per cambiare, il sindacato sia colpevole di tutto quello che succede. Detto ciò il documento a cui si fa riferimento riporta essenzialmente la posizione del Ministro e non la discussione che è stata fatta nell’incontro. Sfido chi scrive a smentirlo.
La SLC CGIL da tempo sta ponendo in tutte le sedi il tema della condizione dei ballerini nei teatri lirico sinfonici. Nella discussione abbiamo sottolineato il bisogno di includere nei percorsi di stabiizzazione tutti i soggetti ora esclusi dal Ministro, compresi i ballerini.
La lettera inviata successivamente non era un “toppa” ma un ribadire quello che avevamo già chiesto senza ottenere risposte. Per completezza di informazione il Ministero si è detto disponibile a trovare una soluzione solo per gli amministrativi, escludendo quindi maestri collaboratori e danzatori. Per questo motivo stiamo sollecitando un’interrogazione parlamentare.
Non ci fermeremo qui. Ma non accettiamo accuse false e strumentali.
Per giunta durante l’incontro di oggi con i sovrintendenti, alla nostra specifica richiesta di stabilizzare i ballerini, la risposta è stata il silenzio più assordante. Ed è caduta nel silenzio anche la nostra richiesta di un finanziamento specifico per sostenere l’operazione di stabiizzazione dei precari. Senza questo tutto è aria fritta.
E’ evidente che siamo per l’ennesima volta di fronte ad una fase estremamente critica e chi gioca a dividere i lavoratori si rende responsabile di far fallire l’obiettivo di tutela di tutti i lavoratori delle Fondazioni Lirico Sinfoniche.

2. Ecco la mia risposta :
Luciano Cannito //27 marzo 2019//
alle 19:40
Non è mai stata mia intenzione dividere i lavoratori. Queste riflessioni le ho scritte una settimana dopo aver letto il documento, sulla mia pagina privata FB, in questo caso senza sigle o associazioni alle spalle perché decine e decine di lavoratori, appunto i ballerini, mi stavano inondando di messaggi chiedendo aiuto a me, privato cittadino, proprio perché si sono sentiti abbandonati da tutti, inclusi i sindacati. Potrei mostrare più di cento messaggi che mi sono arrivati in privato, senza contare quelli pubblicati sulle mie pagine social. Se si arriva al punto che i lavoratori chiedono aiuto alle singole persone private, direi che il sindacato qualche domanda debba pur porsela... O la colpa è mia che tento di dar voce a questi lavoratori trasparenti, anzi invisibili? Non è a me che pagano la quota mensile della tessera di iscrizione. Lottare contro la discriminazione culturale della danza e contro la discriminazione contrattuale e di trattamento dei ballerini non è il mio lavoro e lo faccio gratuitamente e con amore perché reputo che per noi adulti sia un dovere sacro e imprescindibile, così come prenderci cura delle passioni sane a positive dei nostri giovani perché renderà migliore nostro mondo futuro. Sono però giovani, a volte giovanissimi e voi sindacati dovreste avere l’obbligo morale ed etico di tutelare proprio questi ragazzi che non sanno nulla di leggi e regole. Hanno paura di non poter più lavorare, hanno paura che se si ribellano li licenziano o non rinnovano loro il contratto. Sono fragili, tutti gli dicono sempre che non ci sono soldi e loro ingenuamente ci credono perché non conoscono gli sprechi mostruosi e le inenarrabili e le vergognose gestioni fallimentari del passato delle Fondazioni, di cui solo la loro categoria sembra stia pagando oggi il prezzo.
Dunque sono io che divido i lavoratori? Il Ministro ha ricevuto la vostra delegazione mentre alla mia richiesta di incontro non ha neppure risposto. Avete avuto un incontro importante ed avete stilato un comunicato. Scrivete che erano le proposte del Ministro e probabilmente è così. Però sembra essere stato scritto come il risultato di una vittoria del Sindacato a seguito di un incontro ufficiale, non di un comunicato stampa del Ministero della Cultura. Forse l’ho interpretato male io e me ne scuso. Non mi pare essere stato il solo ad interpretarlo così però. Ci saremo dunque sbagliati in tanti. Perdonateci tutti.
Siamo però felicissimi se, come scrivete in questo post dove mi accusate di dividere i lavoratori, state concretamente impegnandovi per portare ai tavoli di discussione questa clamorosa discriminazione culturale dell’arte di eccellenza della danza, trattata come un’arte di serie B. Le Fondazioni Lirico Sinfoniche sono nate per produrre cultura di musica, lirica e balletto. Per questo noi contribuenti italiani paghiamo il 50% di tutto il FUS nazionale. Per legge dello Stato le Fondazioni devono avere piante organiche con Orchestre, Cori e Corpi di Ballo. È questo che io chiedo e che chiedono centinaia di migliaia di famiglie italiane che investono per anni risorse economiche e logistiche per l’educazione dei propri figli nella cultura coreutica. Se il Sindacato lotterà per far riaprire i corpi di ballo che esistono in tutti i paesi culturalmente avanzati del mondo come motore propulsivo di attrazione culturale per le giovani generazioni verso le arti di eccellenza di musica lirica e balletto, allora saremo tutti con voi. Senza se e senza ma. Non esisteranno divisioni. Credetemi. Nessuno le vuole e nessuno le cerca. In bocca al lupo dunque. Avete dimostrato nella vostra gloriosa storia di aver vinto battaglie epocali. Ebbene, vincete anche questa e la storia ve ne renderà merito.

Luciano Cannito

58 elementi 43 precari15 stabili Questi siamo NOI!Il Balletto Classico è alla portata di un Pubblico Ampio, ha da sempre...
26/03/2019

58 elementi
43 precari
15 stabili
Questi siamo NOI!

Il Balletto Classico è alla portata di un Pubblico Ampio,
ha da sempre affascinato tutte le Generazioni
dai più piccoli ai veterani del Teatro,
ma forse non Tutti sanno che:
- la Preparazione di un Ballerino per un Titolo di Repertorio deve essere al pari di quella di un Atleta;
- servono un minimo di 58 elementi per portare in Scena Capolavori come “Il lago dei cigni”, e di questi nel nostro Teatro solo 15 sono STABILI e 43 invece PRECARI,
che lavorano in media 4/5 mesi l’anno;
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Questa è l'Attuale Situazione delle Fondazioni Lirico-Sinfoniche in Italia:I Teatri cancellati con una linea ROSSA aveva...
23/03/2019

Questa è l'Attuale Situazione delle Fondazioni Lirico-Sinfoniche in Italia:
I Teatri cancellati con una linea ROSSA avevano un "Corpo di Ballo Stabile"
Ora siamo rimasti in quattro...
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Questo documento firmato dalle Segreterie Nazionali, Uscito pochi giorni fa, dimostra quanto il "Settore Ballo" sia INVI...
22/03/2019

Questo documento firmato dalle Segreterie Nazionali,
Uscito pochi giorni fa, dimostra quanto il "Settore Ballo"
sia INVISIBILE agli occhi del Governo.
L'Ennesimo Schiaffo alla dignità di ogni Tersicoreo.
Stiamo assistendo alla MORTE di un'Arte,
sotto lo sguardo Indifferente di tutti.
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Naples

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