17/12/2025
L’associazione culturale Gridas – Gruppo risveglio dal sonno, di Scampia, lancia un appello per evitare lo sgombero dallo storico centro sociale di Scampia di via Monterosa.
A seguito di una sentenza della Corte d’Appello per occupazione senza titolo, in favore dell’Acer (ex Istituto Autonomo Case Popolari, ente afferente alla Regione Campania), presunto proprietario del bene, il Gridas rischia di essere cacciato via dopo quasi 45 anni di attivismo, volontariato, iniziative culturali e di solidarietà, arte murale, carnevali sociali al servizio degli ultimi della periferia nord di Napoli e non solo. Il Gridas ha sempre agito per il bene del territorio senza ricevere alcun finanziamento né pubblico né privato, attivandosi sempre gratuitamente.
Il bene fu costruito tra gli anni Sessanta e Settanta per essere destinato ad attività di centro sociale. Il Gridas, sottraendolo all’incuria e all’abbandono, lo ha mantenuto nella sua destinazione d’uso, tenendo aperte le porte al quartiere, pagandone le utenze e cercando soluzioni per regolarizzare la propria presenza nello spazio. Già nel 2013 il Gridas vinse un processo penale con piena assoluzione per la sua opera gratuita al servizio della collettività.
A due mesi esatti dalla 44ª edizione del Carnevale Sociale di Scampia, che parte proprio dal centro sociale e a cui partecipano persone, bande musicali e associazioni da tutta Italia, il Gridas lancia un appello per far sentire la propria voce e farla giungere al Presidente della Regione Campania Fico, al Sindaco di Napoli Manfredi e al Dirigente dell’Acer Lebro, affinché consentano al Gridas di continuare la propria opera culturale, sociale e artistica di riscatto e risveglio della periferia di Napoli, come sempre gratuitamente e per il bene del prossimo.
Firmiamo tutt3 su https://www.change.org/p/gridas-a-scampia-a-rischio-di-sgombero?source_location=search
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Questo striscione campeggia nel nostro cortile da molti anni: è presente nelle foto e nelle riprese dei concerti e accompagna la quotidianità della vita dello spazio da così tanto tempo.
Tant3 bambin3 e compagn3 di altre città ci chiedono spesso della storia del Gridas, del significato dell’acronimo e del motivo della resistenza perpetua dello spazio sociale di Scampia.
A causa del periodo che viviamo, oggi la stessa domanda interroga la nostra città e il suo rapporto con la memoria.
Un rischio della “Nuova Napoli” è quello di sacrificare sull’altare del nuovismo la storia delle realtà sociali che hanno dato un enorme contributo per cambiare in meglio la nostra città, con i murales, i laboratori e il Carnevale Sociale. C’entra forse anche una certa attitudine a seguire modelli in modo acritico, con una forma di pigrizia mentale.
La Napoli che vuole l’emancipazione e quella che promuove la ca**tà contrastano con il racconto patinato del reale che di solito viene diffuso. Secondo questa vulgata, i rapinatori cambierebbero vita per farsi ristoratori e imprenditori, e i diavoli che, secondo l’adagio, abitano il nostro paradiso si trasformerebbero in angeli grazie ai miracolosi benefici dell’industria turistica.
Ovviamente la verità è tutta un’altra storia: nessuno, tra quelli che dovrebbero assumersela, si fa carico della propria responsabilità.
La situazione che, allo stato attuale, vive la comunità del Gridas riassume bene tutte queste questioni cittadine che ci riguardano tutt3. Perché il Gridas ci dice di svegliarci dal sonno. Ci suggerisce di guardare in faccia la realtà intorno a noi e di farlo al di là delle retoriche di comodo, delle narrazioni edificanti ma, in fondo, farlocche. Sono tappeti che servono a coprire la polvere che finisce sotto.
L’esempio del Gridas è quello di non cedere al ricatto del potere. A ben vedere, la stessa condizione precaria del Centro Sociale Nuvola Rossa, sede delle attività del Gridas, è una vergogna istituzionale che andrebbe sanata immediatamente.
Si tratta di un monito valido per tutti i beni comuni a uso civico, per i centri sociali e per le associazioni: è necessario continuare a lottare, perché nulla ci è stato regalato e possiamo ancora conquistare tutto!