Cretto Earth Fest

Cretto Earth Fest Cretto Earth Fest, in occasione del centenario della nascita di Alberto Burri

A Milano fino al 14 GennaioFondazione Luigi Rovati Corso Venezia 52 Milano
10/12/2023

A Milano fino al 14 Gennaio
Fondazione Luigi Rovati Corso Venezia 52 Milano

Poche cose sono pericolose per un artista come il cimentarsi con la decorazione natalizia, direi quasi nessuna. Se la fai "strana" ti distruggono perchè hai ...

20/12/2018
23/08/2018
22/08/2018

Trailer del video di AUDIOGHOST68, di Giancarlo Neri e Roberto Del Naja. Il video sarà presentato in anteprima assoluta alla 21a edizione di ARTECINEMA -…

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22/01/2018

AUDIOGHOST68 - IL FILM, regia di Giuseppe Lanno e Giancarlo Neri, che racconta "AUDIOGHOST68 - l'arte si fa in mille" performance d'arte appositamente concepita per il Grande Cretto Gibellina dal musicista Robert Del Naja e dall'artista Giancarlo Neri in occasione del centenario della nascita di Alberto Burri, verrà proiettato per la prima volta al pubblico, all'interno della mostra PAUSA SISMICA 1968/2018 - Cinquant’anni dal terremoto del Belìce, vicende e visioni a cura di Fondazione Orestiadi presso Fondazione Sant'Elia, Palermo dal 28 gennaio al 13 marzo 2018. Un occasione da non perdere!!!

Fondazione Sant’Elia
via Maqueda 81 | Palermo
28 gennaio - 13 marzo 2018
Orari: martedì | venerdì 9,30 > 18,30
sabato | domenica 10 > 13 e 15,30 > 18,30. Chiuso il lunedì

PAUSA SISMICA. 1968/2018
Cinquant’anni dal terremoto del Belìce, vicende e visioni.
Palermo, Palazzo Sant’Elia
28 gennaio - 13 marzo 2018

Il 14 e il 15 gennaio del 1968 la Valle del Belìce viene colpita da un violento terremoto che causa gravi danni alle città della zona. Gibellina, insieme a Salaparuta, Montevago e Poggioreale, è quasi del tutto rasa al suolo.
Per il sisma morirono quasi 300 persone (ma il numero esatto non si saprà mai), 1000 furono i feriti e 70 mila gli sfollati.
Nell’anno del cinquantenario, la mostra PAUSA SISMICA 1968/2018. Cinquant’anni dal terremoto del Belìce, vicende e visioni, ripercorre la storia di Gibellina dal terremoto alla costruzione della città nuova sino al coinvolgimento di artisti e intellettuali della scena nazionale ed internazionale, per iniziativa del suo sindaco, Ludovico Corrao. La mostra è curata dalla Fondazione Orestiadi e coprodotta dalla Fondazione Sant’Elia, in collaborazione con il Comune di Gibellina.
A raccontare la vicenda sono le opere degli artisti, radicate nell’identità di Gibellina Nuova, le fotografie, i video, i materiali documentari raccolti durante un lungo lavoro di ricerca tra diverse istituzioni che qui compongono la trama di una memoria viva: cinquant’anni densi di avvenimenti, per una storia che attraversa i cambiamenti sociali che proprio dalla Valle del Belìce in quel periodo stavano nascendo dal basso, diventandone parte integrante.
La mostra dipana diversi temi, che nel loro intrecciarsi, restituiscono la complessità dell’accaduto: le immagini dei primi fotografi giunti sul luogo del sisma Enzo Brai, Nino Giaramidaro, Melo Minnella, Nicola Scafidi, i video provenienti dagli archivi della RAI sino ai 13 lunghi anni di permanenza delle popolazioni nelle baraccopoli, prima del trasferimento nella città nuova. Tra i documenti, anche quattro foto di Letizia Battaglia che raggiunse la baraccopoli nei primissimi anni Settanta. Alla ricostruzione e a Gibellina Nuova è dedicata un’intera sezione che esplora l’urbanistica, le architetture, le sculture attraverso i modelli delle opere: da Purini e Thermes, Pietro Consagra, Ludovico Quaroni, Fausto Melotti, Nanda Vigo.
Contemporaneamente alla città di Gibellina, si ricostruiva la sua comunità, per la quale un ruolo fondamentale ha svolto il teatro, come momento di rifondazione di valori, ma anche come strumento pratico di aggregazione dei saperi degli artigiani finalizzato alla produzione di scenografie, costumi e opere d’arte. Sono esposte opere di Emilio Isgrò, Mimmo Paladino, Arnaldo Pomodoro, i bozzetti di Gaetano Cipolla, i testi di Franco Scaldati, le musiche di Giovanna Marini per “Le Troiane” di Thierry Salmon.
Dal costante dialogo tra gli artigiani e i numerosi artisti italiani e stranieri che a Gibellina hanno trascorso lunghi periodi di creazione nascono i “prisenti”, grandi drappi portati in processione durante la festa di San Rocco e ricamati dalle donne di Gibellina. Nelle scuderie di Palazzo Sant’Elia saranno esposti il prisente storico (25 mt.), e i prisenti di Carla Accardi, Michele Canzoneri, Sami Bhuran, Nja Mahdaoui.
Una sezione è dedicata agli atelier di tanti artisti tra i quali, Schifano, Rotella, Scialoja, Angeli. Tra i contributi video, una intervista di Giuseppe Occhipinti per Telescirocco a Mario Schifano durante la sua permanenza a Gibellina.
A fare da contraltare alla vita della città nuova è la realizzazione del Cretto di Alberto Burri, un progetto unico al mondo, ancora oggi depositario di un valore artistico, etico, comunitario che si rinnova ogni giorno. In mostra è presente il video “Audioghost ‘68”, progetto di Giancarlo Neri e Robert Del Naja, realizzato sul Cretto di Gibellina nell’ottobre del 2015.
La parte conclusiva della mostra fa riferimento alle visioni a partire dal Museo delle Trame Mediterranee con l’installazione di Antonio De Luca e Stalker “la Biblioteca siculo-araba” – 30 lastre in cristallo illuminate con luce di wood che descrivono le città siciliane come furono viste dal geografo al-Idrisi oltre ad una inedita installazione di Mustafa Sabbagh “http502:bad gateway”, 2017, il video “Tierra sin males (2011) dell’artista statunitense Susan Kleinberg, l’installazione “Stato d’emergenza” di Claudio Beorchia, le immagini di Daesung Lee “On the shore of a vanishing Island”(2011) – presentate alla prima edizione di Gibellina Photoroad, Festival Internazionale di Fotografia open air e la foto di Adrian Paci “Home to go” (2001) dove si affrontano i temi dell’emigrazione, il nomadismo, l’identità.

L’immagine della mostra è ripresa da una installazione creata dal duo svedese Bigert&Bergström nel 1992 per la mostra “Paesaggio con rovine” a cura di Achille Bonito Oliva. L’opera andata distrutta negli anni Duemila, è stata nuovamente realizzata dalla Fondazione Orestiadi e sarà collocata, alla fine dell’esposizione, all’ingresso della città di Gibellina, come originariamente pensato dai due artisti.


PAUSA SISMICA 1968/2018
Cinquant’anni dal terremoto del Belìce, vicende e visioni
Fondazione Sant’Elia
via Maqueda 81 | Palermo
28 gennaio - 13 marzo 2018
Orari: martedì | venerdì 9,30 > 18,30
sabato | domenica 10 > 13 e 15,30 > 18,30. Chiuso il lunedì
Biglietti: Intero € 5 | ridotto € 4
Biglietti scolaresche: € 3 euro a studente, visita guidata € 2 con prenotazione obbligatoria scrivendo a [email protected] o [email protected]

Organizzazione:
Fondazione Orestiadi | Fondazione Sant’Elia
sito http://www.fondazioneorestiadi.it | Pagina FB:/orestiadi
Sito http://www.fondazionesantelia.it | Pagina FB:/Fondazione Sant’Elia

Patrocini: Commissione Europea
Assessorato regionale ai Beni Culturali e all’Identità Siciliana
Comune di Palermo
Città Metropolitana di Palermo
Partner
Comune di Gibellina | CRESM di Gibellina | Rai Sicilia | Rai Teche|
Comune di S. Margherita di Belice | Museo della Memoria di S.Margherita di Belice
Video dagli archivi del Giornale di Sicilia

14/01/2017

L'EVENTO STORICO

14 Gennaio 1968, dalle ore 13:28 un totale di 16 scosse nelle sole prime 24 ore radono al suolo Montevago, Gibellina, Salaparuta e Poggioreale. Altri paesi come Santa Margherita di Belice, Santa Ninfa, Partanna e Salemi registrano dall'80 al 70% di edifici distrutti. La drammaticità della situazione si rende evidente soltanto con l'arrivo dei primi soccorsi. Le strade sono state risucchiate dalla terra, la pioggia, con la sua sfortunata puntualità, ha reso la piana un acquitrino in cui si affonda fino alle caviglie, un'unica grande fossa di fango e macerie.
Gli anni che seguirono il terremoto sono costellati dagli appalti e le buone intenzioni che da sempre circondano queste vicende: troppi soldi spesi, soldi mal spesi, opere incompiute. Ma ciò che ci preme raccontare, a fronte dell'idea di una valle che rimane fantasma anche dopo il terremoto, è una Gibellina nuova, che non vuole dimenticare il passato e contemporaneamente si mette a lavoro per rinnovarsi, mettendosi in gioco con proposte culturali di un certo spessore.
Partiamo da un evento artistico che attinge alla vicenda del terremoto per creare memoria e consapevolezza come “Audioghost68”, installazione partecipativa ideata da Robert Del Naja e Giancarlo Neri, nella quale i partecipanti vengono equipaggiati con torce per scoprire tutti i cunicoli del famoso Cretto di Burri mentre radio disseminate su tutta la superficie del Cretto diffondono nell'etere i suoni e le voci originali della cronaca del Gennaio 1968.
L'assessore alla cultura di Gibellina, Giuseppe Zummo, riferisce a riguardo: “Sentire la gente dialogare, lungo le “vie” del Grande Cretto, riportando alla “luce” i ricordi di un tempo passato, le emozioni che quei luoghi “emettevano”, la memoria della tragedia immane che ne cambiò il destino, è stata una soddisfazione indescrivibile. AUDIOGHOST 68 è stato tutto questo. Le “vene” del Cretto nella Vecchia Gibellina devono continuare a “brillare”.
Ma Gibellina offre altre iniziative di pregio come il festival delle Orestiadi, giunto quest'anno alla sua ###V edizione; Gibellina Photoroad, e tanto altro.
La natura, per quanto prepotente, ci insegna che dalle macerie è sempre possibile rinascere.

https://www.youtube.com/watch?v=9mLtRv4e9X0

Alcuni momenti durante la serata inaugurale di ARTECINEMA - Festival Internazionale di Film sull'Arte contemporanea -
21/12/2016

Alcuni momenti durante la serata inaugurale di ARTECINEMA - Festival Internazionale di Film sull'Arte contemporanea -

The 21st Artecinema International Festival of Films on Contemporary Art, curated by Laura Trisorio | 5 October 2016 Teatro San Carlo 6-7-8-9 October 2016 Teatro Augusteo | Photostory: www.artecinema.com Ⓒ Francesco Squeglia

Il GrandeCretto su Rainews.it
15/12/2016

Il GrandeCretto su Rainews.it

Nel gennaio del 1968 un violento terremoto rase al suolo la città di Gibellina, nella Valle del Belice, in Sicilia. Molti tra i maggiori artisti italiani furono chiamati a realizzare le loro opere per abbellire la nuova Gibellina che sarebbe stata edificata. Uno di loro, Alberto Burri, volle lasciar...

AUDIOGHOST6817_10_2015 | 17_10_2016(Ph. S. Martinciglio)
17/10/2016

AUDIOGHOST68
17_10_2015 | 17_10_2016
(Ph. S. Martinciglio)

Indirizzo

Via San Carlo 98/F
Naples
80133

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