OBVIA, acronimo di Out of Boundaries Viral Art dissemination, è un progetto di comunicazione e valorizzazione adottato nel 2016 dal direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Paolo Giulierini. Nasce in ambito universitario dalla sinergia tra l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, rappresentata dalla professoressa Daniela Savy, l’Università della Campania "Luigi Vanvitelli", r
appresentata dalla professoressa Carla Langella e il MANN. Partecipa attualmente il professor Francesco Bifulco, Federico II. Hanno partecipato altri docenti universitari, il prof Stefano Consiglio e numerosi studenti, tirocinanti, laureandi, borsisti e ricercatori. Il progetto OBVIA si basa sul concetto di disseminazione dell’immagine del MANN attraverso la veicolazione di prodotti multimediali e letterari, una forma innovativa di audience development che, portando le opere custodite dal MANN all’esterno dei suoi confini fisici, le avvicina ai visitatori che diventano il fulcro centrale dell’intero progetto. Lo scopo è infatti quello di utilizzare linguaggi diversi per ciascuno dei pubblici della cultura, dai Baby Boom alla Generazione Z, dai ricercatori agli appassionati, fino a intercettare il non-pubblico e i visitatori potenziali, con l’obiettivo di rendere la cultura democratica, coinvolgendo emotivamente i visitatori ed aumentando non solo il loro numero, ma anche la loro partecipazione alla vita attiva del museo. Le strategie adottate nell’ambito del progetto OBVIA si configurano principalmente:
- nell’utilizzo di linguaggi contemporanei come spot, cartoon, fumetti, poesie, musica, video d'autore per raccontare ed avvicinare il patrimonio culturale alle svariate sensibilità;
- nella promozione di mostre con la scuola di Comix, con Comicon e con partner della rete ExtraMANN;
- nella partecipazione a festival, come quello di Giffoni e quello del festival del cinema Archeologico tramite la riproduzione di video, e a fiere del settore, come la borsa del turismo con la letteratura prodotta da Erri De Luca;
- nella promozione di prestiti di opere ad istituzioni internazionali come la corte di Giustizia dell’UE per raggiungere 27 Stati
- nella partecipazione a mostre nazionali e internazionali, attraverso la disseminazione di video appositamente prodotti;
- nell’utilizzo delle tecnologie multimediali all’avanguardia, dal videomapping, all’ologramma come strumento di storytelling digitale;
- nell’attivazione di partnership con le principali infrastrutture culturali (teatro San Carlo di Napoli, rete di Cinema indipendenti, Museo Ferroviario di Pietrarsa, teatro Bellini, Accademia di Belle arti) e di trasporto (stazioni ferroviarie, treni, aeroporti, metropolitane) per attrarre il pubblico che viaggia con la disseminazione delle opere d’arte provenienti dal MANN e raccontate attraverso videoproduzioni in loop;
- nella promozione di reti territoriali con i cittadini, le associazioni, i siti archeologici, attraverso la creazione di un network stabile tra soggetti che, nell’ambito della città, gestiscono e promuovono siti culturali in ottica di open innovation, che hanno dato vita ad uno dei prodotti più importanti dell’intero progetto, ovvero la rete ExtraMANN. Ciò ha permesso di aprire il Museo al territorio, portandolo “out of boundaries”, ma al contempo ha dato vita ad una migrazione “inside of boundaries” di decine di migliaia di visitatori di età differenti che hanno partecipato alle attività del Mann.