07/06/2026
SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO – SOLENNITÀ
Commento al Vangelo del giorno (Gv 6,51-58)
Nel deserto spaventoso della mia esistenza, sperimento spesso la fame di un senso profondo. Le parole di Gesù non sono un semplice invito rituale, ma uno shock vitale: «Se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo, non avete in voi la vita».
L’Eucaristia ribalta le leggi della fisica e del mio egoismo. Quando mi nutro dei cibi del mondo, sono io a assimilarli; quando mi accosto a questo Pane vivo, è Dio che assimila me. Vengo strappato alle mie solitudini, ai rancori e alle gelosie che frammentano le mie giornate, per essere innestato in un unico Corpo. Ricevere il Sangue di Cristo significa lasciar scorrere nelle mie vene il Suo stesso modo di amare, la Sua libertà, la Sua sete di giustizia.
Questo Sacramento si fa memoria impressa nel cuore, bussola nel pellegrinaggio verso la patria comune. Non posso più vivere per me stesso, arroccato a difendere i miei piccoli spazi. Custodire la vita significa accettare di perderla, trasformandomi io stesso in pane spezzato, in nutrimento per il fratello che mi cammina accanto. Solo in questo dono totale il mio cuore trova pace.