L'arte contemporanea raccontata ai bambini

L'arte contemporanea raccontata ai bambini L'arte contemporanea spiegata facile, dove sono i finiti i soldi per farmi studiare all'università

14/06/2026

Rosa e azzurro: una semplice scelta di colori o una costruzione culturale?
La risposta racconta molto del nostro modo di vedere il mondo.

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"È il semplice atto di guardare qualcosa che la rende bella."ll mondo dell’arte perde una delle sue voci più luminose.Da...
12/06/2026

"È il semplice atto di guardare qualcosa che la rende bella."

ll mondo dell’arte perde una delle sue voci più luminose.
David Hockney ha trasformato il modo in cui vediamo il colore, la luce e la quotidianità, lasciando un’eredità visiva inconfondibile.
Dalle piscine californiane ai paesaggi digitali, la sua opera ha sempre invitato a guardare di più, e guardare meglio.

09/06/2026

La filosofia di Christo e Jeanne-Claude si basa sull'impermanenza e sulla libertà: nascondere temporaneamente un monumento o un paesaggio non serve a distruggerlo, ma a svelarne la vera essenza e l'architettura sottostante. Le loro installazioni sono gratuite e non possedibili, pensate per esistere solo nella memoria di chi le ha vissute prima di sparire per sempre.

07/06/2026

Prima ancora che la iniziasse le trasmissioni ufficiali, Fontana ha usato i tubi catodici e le frequenze televisive come se fossero pennelli, proiettando forme di luce nello spazio. Non voleva che guardassi la TV: voleva trasformare la TV in arte spaziale.

01/06/2026

Con The Hotel, Sophie Calle trasforma il voyeurismo in performance e ci costringe a una domanda scomoda: "quanto della nostra intimità lasciamo dietro di noi senza accorgercene?”
Entra nelle stanze quando nessuno guarda. Apre valigie, legge appunti, osserva tracce di vite sconosciute. Non è un furto, non è un’indagine: è arte.

25/05/2026

Quando nasce il surrealismo?
Quando la realtà smette di sembrare reale.
Quando ciò che ci circonda appare familiare, ma qualcosa continua a sembrarci intimamente improprio, profondamente sbagliato.
Quando sentiamo stridere.

Stamattina sono andata al porto per vedere la strillatissima opera di un artista molto bravo che si chiama Vittorio Vali...
23/05/2026

Stamattina sono andata al porto per vedere la strillatissima opera di un artista molto bravo che si chiama Vittorio Valiante che ha realizzato un lavoro colossale, talmente grande da essere visibile da decine e decine di metri di distanza, sì che ritrae i migranti in partenza per quei viaggi rattoppati e pieni di speranza delle cui narrazioni il secolo scorso trasuda.
Non ho ancora deciso se mi piaccia o meno, perplessa proprio per la sua monumentalità: nella mia città anche l’arte, ormai, sembra diventata oggetto di misurazione, come se altezza, peso, dimensione, possano determinarne la qualità.
Ripenso invece, sullo stesso tema, ad un lavoro meraviglioso, dalla poesia altissima, di un’artista per cui ho grande affetto e stima. Si tratta di MARESISTERE di Roxy in the Box.
L’artista napoletana ha ricostruito un ambiente della Napoli popolare trasformando una stanza in memoria: non esattamente una installazione museale, ma piuttosto un luogo emotivo, quasi sospeso, dove ogni oggetto sembra trattenere il respiro di chi è partito. La luce è quella delle case antiche napoletane: bassa, laterale, malinconica; il letto, smesso, sembra appena lasciato da qualcuno che probabilmente non tornerà più. Le pareti trattengono i volti dei migranti, mentre gli oggetti quotidiani raccontano l’assenza più del viaggio stesso. L’America, terra foriera di dolore, scoperta e speranza resta fuori campo da questa narrazione: il senso dell’opera è nella partenza, in quello che lascia dietro di sè, è in quello che continua a vivere dopo l’addio: fotografie toccate troppe volte, lettere conservate in silenzio, letti rimasti ad aspettare.
È un’opera che parla piano, come fanno i ricordi più intimi.
Certo i registri espressivi di Valiante e Roxy sono diversissimi ma, chiamata a scegliere, preferisco mille volte la poesia degli oggetti dimenticati, i singhiozzi strozzati in gola, ai ritratti giganti di disgraziati in attesa su una banchina, pensati per imporsi nello spazio del porto e trasformare il tema della migrazione in immagine pubblica, retorica, quasi in un manifesto.

Nella   impossibile non parlare del Louvre.Il Louvre non è un museo, o almeno, non solo: è il simbolo di una clamorosa r...
18/05/2026

Nella impossibile non parlare del Louvre.

Il Louvre non è un museo, o almeno, non solo: è il simbolo di una clamorosa rivoluzione.
Per secoli quelle stanze hanno ospitato i re di Francia e i capolavori appesi alle pareti erano un privilegio esclusivo della corte, uno strumento per ribadire un potere. Il popolo, semplicemente, non aveva il diritto di guardarli.
Nel 1793, la Rivoluzione Francese ribalta, tra le altre cose, il concetto di arte che deve essere pubblica, democratica e legata all'educazione dei cittadini.
Nasce così il museo moderno inteso non più come una collezione privata accessibile a pochi, ma il patrimonio di un'intera nazione.

Momento orgoglio patriottico: Sal da Vinci infiamma il palco viennese dell’Eurovsion e per suggellare l’eterno legame co...
17/05/2026

Momento orgoglio patriottico: Sal da Vinci infiamma il palco viennese dell’Eurovsion e per suggellare l’eterno legame con l’amata Paola la bacia davanti all’opera più celebre di Gustav Klimt, riprendendone la posa.
The Kiss è certamente una delle immagini più romantiche della storia dell’arte: guardandolo con attenzione si scopre che i due amanti non sono immersi in un abbraccio reale ma piuttosto sembrano sospesi sul bordo di un precipizio avvolti in un nulla iperdecorato che ne suggerisce il galleggiamento in una dimensione sospesa tra sogno e realtà.
Le loro labbra non si toccano davvero, il bacio è fermo un istante prima-o un istante dopo- il suo compimento, congelato in una tensione quasi irreale. Figlio di un abile orafo Klimt padroneggia con destrezza la lavorazione della foglia oro al punto che i protagonisti del mancato bacio sembrano due icone sacre, pari a quelle della Basilica di San Vitale a cui Klimt si ispira. A rafforzare l’energia complementare tra i due sessi, i rettangoli sull’abito dell’uomo, associati a figure falliche e le spirali sulla tunica di lei che esprimono un sensuale femmineo. Quello che viene fuori è sì un’immagine d’amore ma anche una rappresentazione ambigua sospesa tra estasi ed inquietudine.

15/05/2026

Nel pieno della corsa allo spazio, mentre il mondo guarda alla Luna come simbolo di conquista e futuro, nasce per volontà di Andy Warhol il Moon Museum: una minuscola opera inviata nello spazio nel 1969.
Una piccola, gigantesca azione concettuale che trasforma la Luna, per la prima volta, in una colonia artistica.

Indirizzo

Naples

Sito Web

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