10/07/2026
Abbiamo appreso con profondo dolore della scomparsa di Patrizia Nitti, nipote dello statista Francesco Saverio Nitti, economista meridionalista, politico antifascista, deputato di Muro Lucano, già Presidente del Consiglio di Ministri del Regno d’Italia e più volte Ministro.
Nata a Parigi il 30 marzo 1944, proprio durante il lungo esilio in Francia durante il fascismo di tutta la famiglia Nitti, Patrizia era figlia del dott. Federico Nitti (medico e ricercatore dell’Institut Pasteur, noto per le sue scoperte sui sulfamidici, condotte insieme alla sorella Filomena e al marito di questa, Daniel Bovet, quest’ultimo insignito del Nobel per la Medicina proprio per questi studi), e di Giuliana Cianca (figlia del sen. Alberto Cianca esponente di Giustizia e Libertà e del Partito d’Azione che fu ministro per la Consulta nel primo governo De Gasperi).
Non sorprende, quindi, che Patrizia, vissuta in tale clima culturale e politico, fosse nota per il suo impegno come antifascista, iscritta e militante nell’ANPI, oltre che per il suo lavoro come curatrice di mostre d’arte e di eventi culturali: per il contributo dato alla promozione internazionale dell’alta cultura italiana il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi le conferì, nel 2003 l’onorificenza della Stella d’Italia, oltre all’onorificenza di Cavaliere Ufficiale della Repubblica del 1990 e l’Ordre du Mèrit della Repubblica francese del 2002.
Come la zia Filomena, che noi vogliamo ricordare per la sua iniziativa e l’impegno profuso per la nascita del Centro Culturale Franco-Italiano di Muro Lucano negli anni successivi al terremoto del 1980, Patrizia Nitti è sempre stata presente in Basilicata, in particolare a Melfi, città natale del nonno, per la realizzazione delle strutture stabili che hanno in questi anni portato luce e valorizzazione al pensiero e all’opera di Francesco Saverio Nitti.