Associazione Territorio e Progresso

Associazione Territorio e Progresso Associazione culturale che opera nelle aeree di Cataforìo, San Salvatore e Mosorrofa (Reggio Calabria)

18/06/2024

IL TRUCCO DELLA LEGA PER DISTRUGGERE IL PORTO DI GIOIA TAURO.
Anche dal ministero delle Infrastrutture dei Trasporti arriva la conferma: le navi più grandi non riusciranno a passare (La Repubblica,18 giugno 2024). Nel 2023 sono transitate 5 navi da crociera e 15 porta container di altezza superiore a 65 metri. Esattamente quello che abbiamo denunciato nel consiglio comunale di Reggio Calabria quando parlavamo dei "Cavalli di T***a" infiltrati a Reggio Calabria con il seguito di tanti Ucciallì calabresi . Ucciallì era un pirata calabrese che si vendette ai turchi per fare razzie nella nostra regione. Dopo cinque secoli la storia si ripete.

14/05/2024

ESCURSIONE, DOMENICA 26 MAGGIO 2024 A TRAPEZZOMATA ORGANIZZATA DA TERRITORIO E PROGRESSO E DAL CAI REGGIO CALABRIA. CI SARA' UNA VISITA GUIDATA PRESSO LA STRUTTURA DELLA SORICAL PER CONOSCERE LE FASI E LE TECNOLOGIE UTILIZZATE PER LA POTABILIZZAZIONE DELL'ACQUA DEL MENTA. LO STORICO PROF. ORLANDO SORGONA' CI RACCONTERA' ANCHE LA STORIA DEL CONVENTO BASILIANO DI TRAPEZZOMATA E DELL'ANTICA CITTA' DI SANT'AGATA ,

I ruderi testimoniano la storia del monastero di Trapezzomata a località difronte all'abitato di Cataforio.
Il monastero di S. Maria Assunta sorgeva in contrada Trapezzomata di Cataforio, nel territorio compreso tra l’Aspromonte e la riva meridionale del Sant’Agata.
Gli squarci aperti dalle acque negli antichi fondali marini che costituiscono i terreni dell’altipiano sono stati scolpiti nei secoli in forme nette, restituendo un panorama di gole e dirupi unico nel suo genere.
Le antiche strutture murarie sopravvivono ancora all’interno di un’area di circa 6000 mq, all’interno delle opere di ingegneria del nuovo acquedotto che, collegato alla diga del Menta.
I suoi ruderi costituiscono una delle testimonianze architettoniche più significative delle strutture conventuali diffuse nel territorio reggino.
Esso era sorto sulle rovine di un precedente monastero, dedicato a S. Eustrizio, che venne danneggiato da calamità naturali nel secolo decimo.
La custodia del monastero era affidata ai monaci basiliani, come testimoniato dalle visite pastorali (anni 1457, 1571, 1595, 1682) degli arcivescovi reggini all’interno di quella che veniva definita “zona greca”
In dotazione alla chiesa risultavano oltre a “un quadro in tavola con un Deo Padre et Transfigurazione della Madonna, con diverse altre immagini di santi...” numerosi parati e paramenti sacri molti dei quali riportavano lo stemma del cardinale Carafa.
Altri elementi importanti, annotati nel testo di una visita pastorale di Mons. D'Afflitto, i “Libri dell’Abbazia”: “...un pezzo di tre mesi di Minii in stampa. Un altro pezzo di Minio a mano in pergamena. Un Anapistolario con un altro pezzo di Minio a mano. Un Messale alla greca. L’Epistole scritte a mano. Un pezzo di Sinaxario. Uno Sticcherario. Homelie sopra l’Epistole. Un altro Messale romano. Doi Evangelii. Un Tipico, Una legenda di santi grande. Doi quadri del Salvatore e della Madonna in tavola......
Distrutto dal terremoto del 5 febbraio 1783, dell’intera struttura sopravvisse la chiesetta, che dopo l’allontanamento dei frati, continuò ad essere oggetto di culto sino al terremoto del 28 dicembre 1908. Il dipinto su tela del XVI secolo, raffigurante la Madonna col Bambino con a sinistra S. Giovanni Battista ed a destra S. Basilio venne successivamente trasferito nella chiesa parrocchiale di Cataforio.
Dell’antico monastero sono rimasti grossi avanzi di muratura, sommersi di vegetazione e ulteriormente danneggiati dagli incendi degli ultimi anni. Non è visibile nemmeno una cisterna, oggi riempita di terra, in uno spazio regolare che delimitavano le cellette dei monaci. Questo sito rischia di scomparire cancellando una storia che andrebbe salvaguardata. Al riguardo ricordiamo che per il completamento del progetto dell'invaso del Menta era previsto il recupero del monastero di Trapezzomata. Ci domandiamo che fine ha fatto quel progetto? Che fine hanno fatto i 350mila euro previsti per questo sito basiliano? La Sorical e la Sovrintendenza alla salvaguardia dei Beni Culturali possono dirci qualcosa?

Indirizzo

Via D. Cozzupoli 107
Mosorrofa

Sito Web

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