Fondazione Premio Antonio Biondi

Fondazione Premio Antonio Biondi Il suo obiettivo principale è la realizzazione di progetti che promuovano la creatività artistica.

28/05/2026

Il dottor Giancarlo Pizzutelli, dirigente Asl Frosinone, ricorda una delle idee più significative del pensiero di Aldo Moro: lo Stato deve essere al servizio delle persone, e non il contrario.
Un principio semplice ma fondamentale, che mette al centro la dignità dei cittadini e il ruolo delle istituzioni come strumento di tutela, ascolto e vicinanza ai bisogni reali della comunità.
Una visione che ancora oggi rappresenta un riferimento importante per chi crede in una politica realmente orientata al bene comune.

28/05/2026

Lino Diana, ex senatore della Repubblica Italiana, ricorda Aldo Moro come un autentico esempio di coscienza democratica e di proposta di rinnovamento della politica.
Una figura capace di interpretare il cambiamento senza rinunciare ai valori, costruendo percorsi nuovi attraverso il dialogo, l’ascolto e il senso profondo delle istituzioni.
Il pensiero e l’azione di Moro restano ancora oggi un punto di riferimento per chi crede in una politica capace di evolversi, mettendo al centro il bene comune.

28/05/2026

Ermisio Mazzocchi, già funzionario del PCI, ha offerto una riflessione profonda sul delicato rapporto tra Democrazia Cristiana e Partito Comunista negli anni di Aldo Moro.
Un equilibrio complesso, segnato da differenze profonde ma anche dalla necessità di costruire un dialogo nell’interesse del Paese. In questo contesto, Moro seppe distinguersi come autentico statista: capace di mediare, ascoltare e tenere insieme visioni diverse per un bene più alto.
Una lezione ancora attuale: il confronto e il dialogo non sono segni di debolezza, ma strumenti fondamentali per costruire il futuro.

28/05/2026

Enzo Moriconi, presidente del Consiglio comunale di Morolo e assessore alla cultura, ha richiamato con sensibilità e profondità la grande lezione di Aldo Moro: la capacità di dialogo.

Un dialogo autentico, fatto di ascolto, rispetto e confronto, che Moro ha saputo incarnare come fondamento della vita democratica.

Un messaggio che resta attuale e necessario: solo attraverso il dialogo si costruiscono comunità più unite, consapevoli e capaci di affrontare le sfide del presente.

28/05/2026

Luciano Milani, consigliere di amministrazione della Banca Popolare del Frusinate, ha richiamato con forza il valore del confronto: ascolto, dialogo e rispetto come basi per costruire insieme.
Un principio che trova radici profonde nell’esempio di Aldo Moro, statista che ha fatto del confronto uno strumento essenziale della vita democratica.
Oggi più che mai, riscoprire questi valori significa dare forza alle comunità e guardare al futuro con responsabilità condivisa.

28/05/2026

Alberto Volponi ci ha lasciato una testimonianza preziosa, capace di attraversare il tempo e parlare ancora al presente: il suo ricordo di Aldo Moro come uno statista profondamente attento ai giovani.
Non solo un protagonista della vita politica italiana, ma un uomo che sapeva ascoltare, comprendere e investire sulle nuove generazioni, riconoscendo in esse non un futuro astratto, ma una responsabilità concreta del presente. Moro vedeva nei giovani una forza vitale, una risorsa da coltivare con cura, dialogo e fiducia.
Nel racconto di Volponi emerge un’immagine autentica: quella di un leader che non si limitava alle istituzioni, ma che cercava un contatto umano, diretto, fatto di parole semplici e visione profonda. Un esempio che oggi, forse più che mai, merita di essere ricordato.
Riscoprire queste testimonianze significa interrogarsi su che tipo di politica vogliamo: una politica distante o una politica capace di ascoltare davvero, soprattutto i più giovani.
Il ricordo di Volponi ci invita a non dimenticare che il futuro si costruisce solo se qualcuno, oggi, sceglie di crederci.

28/05/2026

Giuseppe Fioroni, già ministro dell’Istruzione ed ex presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di Aldo Moro, ricorda: non fu ucciso solo un uomo, ma un’idea di democrazia.
Una democrazia integrale, compiuta, capace di includere davvero il Paese.
Un monito ancora attuale: la democrazia va difesa e costruita ogni giorno.

MOROLO RICORDA ALDO MORO: IL VALORE ATTUALE DEL DIALOGO Un confronto partecipato e ricco di contenuti quello che si è sv...
24/05/2026

MOROLO RICORDA ALDO MORO: IL VALORE ATTUALE DEL DIALOGO

Un confronto partecipato e ricco di contenuti quello che si è svolto a Morolo in occasione del convegno “Il coraggio del dialogo. Aldo Moro oggi”, promosso dalla Fondazione Antonio Biondi per ricordare la figura dello statista democristiano.
Ad aprire l’incontro è stato il sindaco di Morolo, Gino Molinari, che ha sottolineato l’importanza di mantenere viva la memoria di una delle personalità più significative della storia repubblicana. A portare il proprio saluto anche il presidente del consiglio comunale e assessore alla cultura di Morolo, Enzo Moriconi, che ha offerto una testimonianza personale particolarmente intensa. «Io ero lì quel giorno del ritrovamento del corpo», ha ricordato, descrivendo un clima di forte tensione.Sventolavano bandiere della Democrazia Cristiana. Un ricordo che, pur nella sua tragicità, resta impresso nella sua memoria di giovane studente universitario. Moro, ha sottolineato, rappresenta ancora oggi il valore e il coraggio del dialogo.
A fare gli onori di casa Luigi Canali, presidente della Fondazione Antonio Biondi, mentre il dibattito è stato moderato dal giornalista Dario Facci.
Tra i relatori, particolarmente atteso l’intervento di Giuseppe Fioroni, già Ministro della Pubblica Istruzione e presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul caso Moro. Fioroni ha offerto una riflessione articolata sulla figura dello statista, sottolineando come Aldo Moro vada compreso nella sua profondità politica e umana, al di là delle letture superficiali o ideologiche.
Nel suo intervento si è soffermato in particolare sul significato della morte di Moro, evidenziando come lo statista sia stato ucciso per affermare una certa idea di democrazia in Italia: una democrazia integrale e compiuta, non piegata a logiche parziali o di equilibrio forzato. Moro – ha ricordato Fioroni – rappresentava una visione politica capace di superare le contrapposizioni ideologiche, ponendosi in alternativa a modelli incompiuti di democrazia. In questa prospettiva, la sua azione si collocava anche in una dimensione europea, orientata a un’Europa più politica e meno subordinata agli equilibri internazionali.
Ha sottolineato anche l'importanza della commissione d'inchiesta che svolge un lavoro che non ha solo valore storico, ma rappresenta un impegno civile per la verità e per la tenuta delle istituzioni democratiche.
Di forte impatto anche il contributo di Alberto Volponi, già parlamentare della Repubblica Italiana, che ha tracciato un ritratto umano e politico di Moro, definendolo «il politico più sensibile», capace di cogliere nei giovani i protagonisti del cambiamento. Moro, ha ricordato Volponi, amava il confronto diretto con gli studenti, ai quali era profondamente legato: tra gli oggetti che portava sempre con sé, anche una borsa contenente tesi universitarie, lette per comprendere aspettative e visioni delle nuove generazioni.
Tra gli interventi anche quello di Ermisio Mazzocchi, già funzionario del Partito Comunista Italiano, che ha ricostruito il complesso rapporto tra la Democrazia Cristiana e il Partito Comunista Italiano, evidenziando come Moro abbia sempre perseguito la strada del dialogo tra le diverse culture politiche.
Nel corso dell’incontro si è affrontato anche il tema delle circostanze della prigionia, con riferimenti a elementi fisici e clinici che, secondo alcuni interventi, renderebbero complessa la ricostruzione tradizionale dei 55 giorni del sequestro.
Al centro del dibattito è rimasta la visione politica di Moro, fondata sul dialogo come strumento essenziale della democrazia, orientata all’allargamento dell’area democratica e alla costruzione di un confronto inclusivo. In questo contesto è stato richiamato anche il pensiero di Eugenio Scalfari, che in un’intervista del 1978 evidenziava la distanza di Moro da modelli consociativi ritenuti non sostenibili.
A chiudere il quadro, il ricordo dell’uomo: «buono, onesto, profondamente cristiano», la cui azione politica era guidata da un forte senso etico e dalla convinzione che il dialogo dovesse prevalere sulla sopraffazione.
Non sono mancati riferimenti all’impegno di Moro come ministro della Pubblica Istruzione, quando promosse interventi contro l’analfabetismo, fenomeno che all’epoca interessava una parte significativa della popolazione italiana, con punte particolarmente elevate anche nel territorio ciociaro.
Tra gli interventi anche quello di Luciano Milani, consigliere di amministrazione della Banca Popolare del Frusinate, che ha posto l’accento sul valore del confronto come strumento fondamentale della convivenza democratica. È infatti dal confronto, ha evidenziato, che nasce dalla possibilità di superare le diversità, costruendo il rispetto reciproco. Un percorso che rimette al centro la persona e richiama il ruolo dello Stato non come entità distante, ma come struttura al servizio dei cittadini e del bene comune.
Un’eredità da custodire e attualizzare.
Più che una semplice commemorazione, il convegno si è configurato come un momento di riflessione viva e attuale. La figura di Aldo Moro è emersa non solo nella dimensione storica, ma come riferimento concreto per leggere le fragilità e le tensioni del presente. In un tempo segnato da polarizzazioni e contrapposizioni spesso sterili, il richiamo al dialogo – inteso da Moro come metodo e come cultura politica – assume un valore ancora più urgente.
In questo senso, il ruolo della Fondazione Antonio Biondi si conferma centrale. Attraverso iniziative come questa, la Fondazione non solo custodisce la memoria, ma promuove attivamente spazi di confronto e crescita civile, ponendosi come punto di riferimento culturale per il territorio. Un impegno che mira a trasmettere alle nuove generazioni il valore della partecipazione consapevole e della responsabilità democratica.
Il messaggio che arriva da Morolo è chiaro: la lezione di Moro non può restare confinata alla memoria, ma deve tradursi in pratica quotidiana, nella capacità di ascoltare, comprendere e costruire ponti.
A conclusione dell’incontro, il presidente della Fondazione, Luigi Canali, ha sottolineato: «Ricordare Aldo Moro non significa soltanto rendere omaggio alla sua memoria, ma assumersi la responsabilità di rendere attuali i valori che ha incarnato. Come Fondazione vogliamo continuare a promuovere momenti di confronto e di crescita civile, affinché il dialogo torni ad essere il cuore della vita democratica e un punto di riferimento per le nuove generazioni».
Un’eredità impegnativa, ma necessaria. Perché il coraggio del dialogo, oggi come allora, rappresenta una delle condizioni fondamentali per la tenuta e lo sviluppo della democrazia.

La Fondazione Premio Antonio Biondi desidera esprimere un sentito ringraziamento all’Università degli Studi di Cassino e...
19/05/2026

La Fondazione Premio Antonio Biondi desidera esprimere un sentito ringraziamento all’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale per l’eccellente organizzazione del convegno “Filosofia della soggettività vs filosofia della natura. Il caso italiano”, che ha rappresentato un momento di alto valore scientifico e culturale.
Un particolare riconoscimento va al Chairman, il Professor Gennaro Auletta, per la competenza e la guida dei lavori, così come al Professor Gianluca Lauta, direttore del dipartimento di lettere e filosofia dell’ateneo.
Il convegno si è distinto per la qualità dei relatori, tra cui il Professor Ciro Ciliberto, il Professor Giuseppe Gembillo e il Professor Paolo Bassotti, che hanno offerto contributi di grande spessore.
Nel pomeriggio, sotto la presidenza del Professor Gaspare Polizzi, si sono susseguiti interventi altrettanto significativi, tra cui quelli del Professor Stefano Zappoli e del Professor Fabio Milazzi.
La Fondazione desidera altresì sottolineare con soddisfazione la propria partecipazione attiva all’iniziativa: a nome del Presidente, Luigi Canali, Cinzia Cerroni, che cura le pubbliche relazioni, ha portato i saluti della Fondazione, evidenziando la proficua e consolidata collaborazione con l’Università e illustrando le principali iniziative promosse dalla Fondazione.
In tale ambito, Cerroni ha posto particolare attenzione alle attività rivolte ai giovani, con specifico riferimento ai bandi del Premio destinati agli studenti e, in particolare, alla sezione dedicata alle tesi di laurea, quale concreta espressione dell’impegno nella promozione della ricerca e della formazione accademica.
Il tema oggetto del convegno ha offerto un’importante occasione di riflessione sul rapporto, sempre attuale e fecondo, tra la dimensione della soggettività e quella della natura, evidenziando come tale dialettica costituisca uno snodo centrale del pensiero filosofico italiano. Il confronto tra queste due prospettive, lungi dall’essere meramente teorico, si rivela oggi particolarmente significativo anche alla luce delle trasformazioni scientifiche e culturali contemporanee, che richiedono un dialogo sempre più stretto tra saperi e discipline.
La Fondazione rinnova, dunque, la propria gratitudine a tutti gli organizzatori e partecipanti per aver reso possibile un confronto così ricco e stimolante.

“IL CORAGGIO DEL DIALOGO: ALDO MORO OGGI" AL CENTRO DEL CONVEGNO DELLA FONDAZIONE ANTONIO BIONDI Si terrà sabato  23 mag...
19/05/2026

“IL CORAGGIO DEL DIALOGO: ALDO MORO OGGI" AL CENTRO DEL CONVEGNO DELLA FONDAZIONE ANTONIO BIONDI

Si terrà sabato 23 maggio alle ore 16.30, presso l’Auditorium Comunale di Morolo, il convegno dal titolo “Il coraggio del dialogo: Aldo Moro oggi”, promosso dalla Fondazione Premio Antonio Biondi.
L’iniziativa intende offrire un momento di riflessione sull’attualità del pensiero di Aldo Moro, figura centrale della storia politica italiana e simbolo di dialogo e confronto democratico. In un contesto storico e sociale segnato da divisioni e polarizzazioni, riscoprire la lezione di Moro significa riaffermare il valore del confronto, della mediazione e della responsabilità politica come strumenti essenziali per la tenuta delle istituzioni democratiche.
Il convegno si propone dunque non solo come occasione di memoria, ma anche come spazio di analisi e approfondimento sull’importanza del dialogo nella vita pubblica contemporanea, richiamando l’urgenza di una politica capace di ascolto e di costruzione condivisa.
I saluti istituzionali saranno affidati al sindaco di Morolo, Gino Molinari.
Interverranno:�Luigi Canali, presidente della Fondazione Premio Antonio Biondi;�Giuseppe Fioroni, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul caso Moro;�Lorenzo Lupetti e Alberto Volponi, già parlamentari della Repubblica Italiana;�Luciano Milani, dirigente della Banca Popolare del Frusinate.
A moderare sarà il giornalista Dario Facci.
L’evento è aperto al pubblico.
In un tempo in cui il dibattito pubblico appare spesso segnato da contrapposizioni nette e da un linguaggio divisivo, iniziative come questa assumono un valore particolarmente significativo. Tornare a riflettere sulla figura di Aldo Moro significa interrogarsi sulla qualità della nostra democrazia e sulla necessità di recuperare una cultura politica fondata sul rispetto, sull’ascolto e sulla ricerca di soluzioni condivise. Il dialogo, oggi come allora, non è solo un metodo, ma una responsabilità.

Indirizzo

Via Garibaldi 34
Morolo
03017

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