24/10/2020
Eccomi di ritorno con un post...😎😊🤟
Se il cinema è certamente una forma d'arte, lo può essere anche lo spot pubblicitario o promozionale.
Recentemente mi sono purtroppo imbattuto in tutto quello che non dovrebbe essere uno spot promo: CALABRIA, TERRA MIA ... pubblicità di promozione della Regione Calabria.
La Calabria, come tante regioni del Sud, sta cercando di emergere grazie alla freschezza, all'intraprendenza e propositività delle fasce più giovani, che uniscono la ricerca ed il progresso all'incomparabile cultura millenaria della regione; tutto contornato da paesaggi mozzafiato e bellezza senza pari.
Questo, sulla carta, doveva il proposito regionale, commissionando uno spot (dal costo non risibile di 1,7mln di euro) niente meno che al regista Gabriele Muccino.
Ecco ... Il risultato è un'accozzaglia di stereotipi sul Meridione tutto, il quale, a voler ben vedere, ne risulta danneggiato.
In distese di clementine e balloni di fieno, si aggirano dei fuori luogo Raoul Bova e Rocío Múnoz Morales che, malgrado la loro bellezza, nulla c'entrano con un watchover delle particolarità regionali.
I bronzi di Riace non sono neanche menzionati, il Museo di Reggio Calabria dimenticato, il mare è contorno ai dolci sguardi dei due attori... In un tripudio di "coppole" (sì , coppole, avete capito) ed in cui il Bergamotto è miglior attore protagonista.
Nulla in merito, per esempio, ai gruppi di giovani industriali che, specie nel reggino, stanno cercando di migliorare le cose, oppure alla crescita delle strutture ricettive di quello che, con questo spot, si vorrebbe incentivare: il turismo.
Invece, una menzione speciale va alla soppressata ... Ma quella col finocchietto, però, si intende 😂😉
Insomma, più che un prodotto culturalmente utile alla regione, sembra un banale spot dedicato ad un pubblico, magari poco competente, che spera di trovare solo atmosfere familiari ed una situazione ferma agli anni '50, che potrebbe essere in qualsiasi regione del Sud. Nulla di più improprio.
Cinematograficamente (tecnicamente) parlando è anche un prodotto accettabile, ma non comunica, non parla, pertanto non porta a nessuna conclusione, né artistica né economica (uno degli intenti dello spot). È una traduzione metatestuale dei peggiori cliché.
A mio parere, si poteva e si doveva fare meglio... Decisamente 🙄