03/09/2026
Domenica si corre il GP d'Italia ed è doveroso un flash sulla storia della Lotus a Monza.
La scuderia debutta nel 1958 con Graham Hill e Cliff Allison sulla Lotus 16 (6° e 7° posto). Nel 1959 non ottiene grandi risultati, mentre nel 1960 boicotta la gara con gli altri costruttori inglesi per la pericolosità della sopraelevata.
Nel 1961 debutta Jim Clark, protagonista del terribile incidente con Von Trips alla Parabolica che causa la morte del pilota tedesco e di 14 spettatori, nell'ultimo anno sull'anello sopraelevato. Nel 1962 Clark centra la prima pole e nel 1963 vince gara e titolo con la Lotus 25.
Dopo edizioni anonime, nel 1967 Clark è protagonista di un'impresa con la Lotus 49: in testa alla gara, fora e finisce doppiato. Rientrato in pista, batte più volte il record del circuito, si sdoppia, supera tutti e torna 1°, chiudendo però 3° per un guasto alla p***a della benzina.
Nel 1969 Jochen Rindt ottiene pole e 2° posto; lo stesso Rindt perderà la vita durante le prove del 1970. Nel 1971 Emerson Fittipaldi corre con la Lotus 56B a turbina, mentre nel 1972 vince gara e titolo con la 72 nero-oro JPS (primo anno con le varianti). È l'epoca d'oro per il team, che vince anche nel 1973 e 1974 con Ronnie Peterson.
Nel 1977 vince Mario Andretti dopo una gara tiratissima. Nel 1978 il tragico incidente al via costa la vita a Ronnie Peterson. Seguono anni bui fino al 1985, con pole e 3° posto di Ayrton Senna, che si piazza 2° anche nel 1987.
Successivamente il declino: da segnalare solo lo spettacolare incidente di Derek Warwick su Lotus Lamborghini nel 1990. Nessun risultato fino al 1993, mentre dal 2012 al 2015 il marchio torna a Monza, pur non trattandosi della storica scuderia originale.