28/06/2022
Il "Silenzio Consenso"
I fatti:
l’11 febbraio 2021, Iliad chiede tramite pec al nostro Comune la disponibilità di un’area o di un edificio pubblico per installare un’antenna. Destinatari: “Ill.mo Sindaco, Settore Urbanistica, Ufficio Patrimonio”
il 3 marzo 2021 il Comune protocolla il ricevimento della pec inviata da Iliad con già allegata la richiesta di locazione e la bozza di contratto a favore del Comune, per l’affitto di 15 mq del lastrico solare ritenuto idoneo anche dai tecnici comunali, dopo un incontro avvenuto il 23 febbraio.
il 30 agosto 2021 nel pieno rispetto degli articoli 40, 41, 42, 43 e 44 del Decreto (più volte raccontato dal Sindaco come la "legge libera tutti, che permette ai gestori di telefonia di installare un’antenna anche nel vostro giardino!”), Iliad invia al Comune la Comunicazione del "Piano Annuale", dove viene individuata una nuova area. Questa volta privata, in via Sant’Antonio Abate. Il Comune protocolla lo stesso giorno ed ha -come da legge- 15 giorni per rispondere. Ma il Comune non risponde. Ah: a proposito, il decreto semplificazioni, poi convertito in legge nel luglio 2021, ha come obiettivo la “accelerazione e snellimento delle procedure”. Non cancella prerogative alle amministrazioni locali o tantomeno ai sindaci. L’amministrazione anzi “si deve pronunciare entro 30 giorni dal ricevimento della richiesta, e ne deve dare comunicazione pubblica per 30 giorni, pur senza diffondere i dati caratteristici dell’impianto”. E questo dopo aver fatto tutti i controlli e verifiche, anche nel rispetto dell’impatto ambientale e sanitario.
Il 28 ottobre 2021 Iliad invia al Comune (e all’ARPA e all’Aeronautica Militare), l’Istanza di Autorizzazione con tutti gli allegati tecnici, e chiede alla nostra amministrazione di convocare la Conferenza di Servizi entro 5 giorni. La nostra amministrazione non risponde. Dirà che era stata inviata solo al Suap, e che quindi la pec non era stata letta ai piani alti. Il conto alla rovescia, per arrivare all’ormai famoso “silenzio assenso” marca il calendario, implacabilmente.
L’8 novembre 2021 arriva il parere favorevole dell’ARPA (per i cultori dell’intrigo, inviata alla pec [email protected]...), che tuttavia non si esprime sul DM 07 dicembre 2016 in quanto questo ricadente nelle funzioni attribuite guarda caso al… Comune (sic!). Tra il 31 gennaio e la fine di febbraio 2022 arrivano il parere dell’Aeronautica Militare e l’autorizzazione sismica, dalla Regione Lazio.
Il 2 marzo 2022 Iliad si è oramai legalmente "conquistata" e nel totale silenzio dell’amministrazione, i 95 giorni di silenzio assenso che le permettono di operare in piena legalità, ed invia quindi al Comune la conclusione del procedimento amministrativo, senza dimenticare di riepilogare tutti fatti qui sopra esposti. Ha quindi ottenuto il diritto ad innalzare l’antenna in via Sant’Antonio Abate. Ciò nonostante, dà al Comune ulteriori 10 giorni per inviare indicazioni contrarie. Il Comune non risponde, e neppure dà notizia ad alcuno (ricordate: sarebbe obbligato ad esporre pubblicamente l’avviso per 30 giorni). Neppure una riga appare affissa o pubblicata in Albo Pretorio. La legge da ora prevede che Iliad, nel silenzio del comune protrattosi ben oltre 95 giorni, per aprire il cantiere possa presentare anche solo una autocertificazione.
24 aprile 2022: il giorno della sorpresa per tutti noi. Con formale comunicazione di inizio lavori comunicata per pec il 19 aprile, si apre il cantiere in via Sant’Antonio Abate. Iliad ha tutte le carte in regola, fatto salvo il posizionamento dei cartelli alle spalle del cantiere… La SCIA è del 28 ottobre 2021, l’ASL e l’ispettorato del lavoro sono correttamente informati, Tutto a posto. Tutto a posto?
Il 26 aprile 2022 la minoranza invia una richiesta di accesso agli atti urgente (con richiesta di risposta scritta) per conoscere i documenti relativi al cantiere, di cui ovviamente, non si è mai parlato in Consiglio Comunale.
Il 17 maggio 2022, dopo ripetute insistenze, riceviamo la documentazione che qui viene sommariamente descritta. Subito -lo stesso giorno- la minoranza prova a chiedere la sospensione del cantiere, con legittima denuncia presso la nostra stazione dei Carabinieri, evidenziando i rischi dell’antenna e l’apparente poca sicurezza del cantiere. Non conosciamo ancora l’esito della denuncia. Il giorno seguente il Sindaco posta su facebook un testo con allegato un triste fumetto che pare alludere a qualche interesse economico da parte della minoranza. Sorvoliamo.
Il 25 maggio 2022 la minoranza invia per pec al Comune una formale istanza di richiesta di sospensione in autotutela del cantiere. Poteva essere l’occasione per dimostrarsi tutti uniti ed evitare lo scempio. Magari proponendo, perché no, l’esproprio dell’area interessata, e quindi fatta sua, decidere lo spostamento dell’antenna. Non arriverà mai alcuna risposta (se non sberleffi sui social network).
Il 15 giugno 2022 il Tiburno dà ascolto alle doglianze e richieste del Comitato di cittadini costituitosi fin da aprile. Poco dopo, il sindaco posta su Facebook la sua versione dei fatti. Con il solito corredo di insulti e paradossi. Addirittura, lascia intendere che “la colpa dell’installazione dell’antenna è della minoranza”, citando anche due incontri informali ad invito last minute tra amministrazione, Comitato e minoranza, dove di fatto si è solo -purtroppo- perso tempo, permettendo l’innalzamento del palo di 36 metri a pochi passi dalle case. Ma, nello spregio delle sue funzioni (haimè) ancora una volta con dichiarazioni e allusioni offensive nei confronti dell’opposizione, ribadisce che “il sindaco, dopo il decreto semplificazioni, ha potere 0”. Sindaco, Assessori, colleghi di Consiglio, ne siete proprio sicuri?
Questi i fatti. I commenti a chi ha avuto la pazienza di leggerci sin qui. La verità è nelle carte, nelle leggi, nei regolamenti. Spesso anche nel buon senso, che crediamo sconsigli sempre un amministratore dal raccontare bugie ai propri datori di lavoro, ovvero i cittadini. Basterebbe fare il proprio dovere e questa nostra città sarebbe il luogo più bello e felice del mondo.