28/08/2026
𝐕𝐢𝐭𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨 𝐂𝐢𝐧𝐢 𝐞 𝐥𝐚 𝐫𝐢𝐧𝐚𝐬𝐜𝐢𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐂𝐚𝐬𝐭𝐞𝐥𝐥𝐨
Alla fine del Settecento, con la caduta della Repubblica di Venezia, iniziò per il Castello di Monselice un lungo periodo di declino.
Nei decenni successivi il complesso passò attraverso diverse proprietà, tra cui quella della famiglia Girardi-Cini, senza però riuscire a recuperare l’antico splendore.
Durante la Prima Guerra Mondiale, il Castello venne utilizzato dal Regio Esercito Italiano per scopi militari. Al termine del conflitto, nel 1919, fu abbandonato e risultò gravemente depredato dei suoi arredi e delle sue opere.
Poi, nel 1935, arrivò la svolta.
Per via ereditaria la proprietà passò al Conte Vittorio Cini, figura di grande cultura e raffinatezza, che decise di dedicarsi alla rinascita del complesso.
🖼️ Cini avviò una straordinaria attività di ricerca e raccolta: mobili, dipinti, tappeti, arazzi, ceramiche, strumenti musicali, stoffe e armi furono scelti con attenzione per ricreare negli ambienti del Castello l'atmosfera di un’antica dimora medievale e rinascimentale.
Ogni ambiente venne pensato affinché gli oggetti, le opere e gli arredi dialogassero tra loro e restituissero al visitatore l'immagine di una residenza storica vissuta nel corso dei secoli.
Grazie al suo intervento, il Castello di Monselice tornò così a essere un luogo da vivere, conoscere e ammirare. Quello che oggi vediamo nelle sale residenziali non è soltanto un insieme di oggetti antichi: è il risultato della visione di un uomo che volle restituire un’anima al Castello.
Ma quante storie possono ancora raccontare gli oggetti raccolti da Vittorio Cini? Vieni a visitare il Castello di Monselice e prova a scoprirlo dal vivo: quale sarà il dettaglio che attirerà per primo la tua attenzione?