18/01/2026
Un contrabbasso di 4 metri che ti suona nel sistema nervoso.
Si chiama ottobasso, ed è alto quasi 4 metri.
Nasce in Francia, e la data è scolpita: 1849.
Il liutaio è Jean-Baptiste Vuillaume, e il complice è Hector Berlioz.
E qui arriva il bello.
Berlioz lo aveva già messo nero su bianco nel suo trattato di strumentazione del 1843.
Lo descrive così: «suoni di potenza e bellezza considerevoli, pieni e forti senza essere aspri».
E propone pure la produzione di massa, “in ogni orchestra sinfonica del mondo” [1].
Comunque: questo mostro è a tre corde.
E l’idea era semplice e cattiva: spingere più giù il registro grave della musica romantica.
Nel confronto, i contrabbassi “normali” (già alti 1,9 metri) sembravano giocattoli.
Poi la storia fa la st***za, ma coi numeri.
Nell’Ottocento Vuillaume ne costruì solo tre originali.
Il primo lo mostrano all’Esposizione Universale di Londra del 1851.
Viene comprato da un privato, donato all’Opera di Londra, e distrutto in un incendio pochi anni dopo.
Il secondo passa dall’Esposizione Universale di Parigi del 1855.
Finisce nel Principato di Monaco e oggi giace al Conservatorio di Parigi, nel suo museo [1].
Il terzo viene acquistato a San Pietroburgo, probabilmente per la corte dello Zar.
Negli anni 1880 entra nella collezione del liutaio viennese Zach senior, poi in quella Salzer.
Dal 1924 è custodito dalla Gesellschaft der Musikfreunde, al Musikverein di Vienna [1].
Di questi, solo due sopravvivono intatti.
E adesso il plot twist moderno.
Oggi l’ottobasso è un unicorno vivente: esistono appena tre copie funzionanti al mondo.
La prima è una replica fedele del 1995 del liutaio Pierre Bohr.
Appartiene al musicista italiano Nicola Moneta, che l’ha misurata personalmente: il suo Do scende a 16,35 Hz.
È il limite inferiore dell’udibilità umana, perché l’orecchio medio sente da 20 Hz [1].
La seconda copia è del 2007, costruita da Antonio Dattis.
Sta al Musical Instrument Museum di Phoenix, in Arizona [1].
La terza la commissiona la musicista sperimentale norvegese G**o Moe al liutaio tedesco Wolfgang Staab.
Staab ha 25 anni di esperienza in restauri di bassi, sceglie legni leggeri e durissimi dalle Alpi, e ci mette 13 mesi.
Debutta nel 2010 in una chiesa di Oslo, all’Only Connect Festival of Sound [1].
Ieri Berlioz sognava orchestre invase da questi dinosauri sonori.
Oggi conti gli esemplari sulle dita e li trovi tra musei e pionieri solitari.
Il basso assoluto non chiede permesso: occupa spazio.
Ottobasso: quasi 4 metri, fino a 16,35 Hz.
Inventato nel 1849 da Vuillaume con Berlioz; citato nel trattato del 1843.
Nell’Ottocento: 3 originali, oggi 2 sopravvissuti (Parigi e Vienna).
Oggi: 3 copie moderne (1995 Bohr/Moneta; 2007 Dattis a Phoenix; 2010 Staab per G**o Moe).