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La calendula. E' una pianta erbacea, annuale o biennale, il colore dei fiori varia dal giallo paglierino all'arancione i...
01/04/2024

La calendula. E' una pianta erbacea, annuale o biennale, il colore dei fiori varia dal giallo paglierino all'arancione intenso.

In genere si propaga per seme e in questo è abilissima nel propagarsi da sè, infatti se seminata, si diffonde da sola.

I semi hanno un aspetto particolare, a mezzaluna, lisci da una parte e rugosi dall'altra. vanno raccolti quando il fiore è completamente sfiorito e presentano un aspetto grigio brunastro.

Il suo nome pare derivi dal greco "Kalein" - principio del mese - perché la sua fioritura sembra che si rinnovi ad ogni inizio del mese. Le "calendae" erano anche il primo giorno di ogni mese del calendario romano, che era a scansione lunare e coincideva con la luna nuova.

Questa sua caratteristica probabilmente per il fatto che fiorisce a scalare, durante tutta la primavera e l'estate (in Piemonte da marzo ad agosto).

Ha forti proprietà antinfiammatorie e decongestionanti e viene utilizzata per creme e tinture madri.

Mi stupisce ogni volta, la bellezza dei suoi fiori...

Quando la maestra lascia libero il bambino pur essendo una guida per lui, nascono capolavori come questo. Bello nella su...
26/01/2024

Quando la maestra lascia libero il bambino pur essendo una guida per lui, nascono capolavori come questo. Bello nella sua imperfezione

Il frassino, o Fraxinus Excelsior, albero meraviglioso legato alla mitologia norrena. Yggdrasill, il più importante, che...
06/09/2023

Il frassino, o Fraxinus Excelsior, albero meraviglioso legato alla mitologia norrena. Yggdrasill, il più importante, che sorregge i nove mondi.

Esiste anche il frassino da manna o Fraxinus ornus, chiamato anche orniello o albero della manna.

Il frassino da manna comincia a produrla dal sesto-ottavo anno.

La manna si raccoglie incidendo il tronco con un coltello: dall’incisione fuoriesce la linfa che si solidifica in cannoli biancastri.

Ha proprietà lassative, ed emollienti delle vie respiratorie

La Lunaria annua, conosciuta anche come “moneta del papa”o“medaglione del papa”o “erba d’argento”, e anche "erba luna", ...
21/04/2023

La Lunaria annua, conosciuta anche come “moneta del papa”o“medaglione del papa”o “erba d’argento”, e anche "erba luna", è una pianta biennale, appartiene alla famiglia delle crucifere ed è stata classificata dal botanico svedese Linneo.

In territorio anglosassone è conosciuta con il nome Perennial Honesty e ciò deriva dal fatto che il suo fiore è simbolo di chiarezza ed onestà nei sentimenti.

E’ una pianta erbacea che può raggiungere i 90 centimetri di altezza. E’ molto resistente, non necessita di particolari attenzioni e sopporta bene anche le temperature gelide fino a – 15 C°.

Il termine crucifere indica la particolare forma del fiore che somiglia nell’aspetto ad una croce e fiorisce normalmente al secondo anno di vita.

La Lunaria fiorisce da inizio primavera fino all’inizio dell’estate e il colore del fiore in genere è color violetto (Lunaria biennis Violet) ma esistono anche varianti bianche (Lunaria biennis Alba) o screziate.

In concomitanza con il fiore iniziano a formarsi i caratteristici medaglioni che danno il nome a questa pianta. Lentamente da piccoli e verdi, si ingrandiscono, seccano e contengono al suo interno i semi.

Una volta secche vengono usate per creare composizioni con fiori secchi.
Per il loro aspetto le silique, piatte e rotonde, che sul finire diventano color argento sono state associate alla luna, ed è per questo motivo che la pianta ha questo nome.

Il suolo adatto alla lunaria è un terreno povero. La pianta si adatta bene sia al sole che all’ombra, vicino alle siepi o ai grandi alberi. La sua resistenza le permette anche di prosperare ai bordi delle strade.

Le foglie della lunaria sono lievemente carnose e possono essere usate in cucina crude o cotte, e il loro sapore ricorda il cavolo. Anche i fiori sono commestibili e ricordano il sapore del rafano.

I frutti raccolti verdi durante la primavera hanno il sapore dei fiori e possono essere preparati in salamoia

Bibliografia:
Fiori spontanei del mediterraneo – Fabbri Editori – 1995 – David Burnie
Enciclopedia dei fiori da giardino – Ed. Mondadori – 2008
Enciclopedia delle piante da giardino – Edizioni White Star – 2005 - Klaas T. Noordhuis

Sitografia:
https://www.treccani.it/enciclopedia/carlo-linneo_%28Enciclopedia-dei-ragazzi%29/
https://www.actaplantarum.org/flora/flora_info.php?id=4866
https://www.naturainmentecalliopea.it/lunaria-annua-commestibile-ed-ornamentale/

L’alkekengiNome scientifico: Physalis alkekengi L.Nome comune: Alkekengi, Lanterna cineseGenere: PhysalisFamiglia: Solan...
27/02/2023

L’alkekengi

Nome scientifico: Physalis alkekengi L.
Nome comune: Alkekengi, Lanterna cinese
Genere: Physalis
Famiglia: Solanacee

E’una pianta di origine araba, importata nei primi secoli dopo Cristo dai medici arabi che la utilizzavano come medicinale.

Il suo habitat è molto vario. Dal mare ai 1000 mt, la pianta si riconosce per la lanterna che può avere colore verde, arancione o anche rosso acceso. In Italia, benchè si trovi in boschi o tra le siepi, le piante sono presenti perché sfuggite alla coltivazione.

Conosciuto anche come lanterna d’inverno, è una pianta perenne che produce bacche commestibili avvolte da un calice. I calici hanno l’aspetto di una piccola lanterna.

Così avvolto, il frutto rimane protetto da un involucro che inizialmente è di colore verde-grigio, dalla consistenza morbida, poi diviene di un arancione vivo e successivamente, accompagnando la maturazione del frutto, diviene giallo paglia, si secca e assume la consistenza della carta. In ultimo, se non raccolto, l’involucro assume la forma di una rete e lascia vedere al suo interno la bacca.

Ha una radice strisciante interrata molto profondamente che gli permette di propagarsi in modo naturale e di moltiplicarsi velocemente. Il fusto è alto circa 50 cm e può raggiungere i 60 cm.
Il fiore è di colore bianco, con cinque petali.

Il piccolo frutto contiene il doppio di vitamina C rispetto al limone e viene usata in pasticceria, ricoperta di cioccolato fondente, con l’involucro, ormai secco, rigirato all’indietro ed usata per portarlo alla bocca.
La parte aerea invece (fusto e foglie), non è commestibile, in quanto contiene alcaloidi in quantità sensibile.

Tra le sue erbe sinergiche, la melissa e il cardo mariano. Ciò significa che in presenza di esse l'alkekengi cresce meglio.

Un tempo si preparava, al momento della vendemmia, un vino aromatico facendo fermentare nel mosto una quantità di bacche di Alkekengi pari ai grappoli d’uva.

I frutti vengono impiegati anche in infusi e per le marmellate. La bacca ha una polpa arancione, dal retrogusto un po’ acidulo, che ricorda quello degli agrumi e contiene numerosi semi. E’ possibile produrre grappa usando le bacche. Il risultato sarà di un colore rosa intenso, dal profumo che ricorda il limone ed un gusto leggermente acidulo.

L’alkekengi, per questa sua capacità di produrre un frutto racchiuso all’interno di una piccola lanterna, che lentamente si sgretola, lasciando intatta la bacca, simboleggia la vita oltre la morte e il sentimento che resiste ad ogni prova.

https://erbeofficinali.org/dati/q_scheda_res.php?nv_erba=alkekengi
https://www.quadrifogliogarden.it/piante/piante-da-frutto/grappa-alkekengi/
https://www.giardinaggio.it/ortofrutta/frutteto/alkekengi.asp (foto)
• Riconoscere le erbe italiane – Jacopo Marioni – edizioni Meb – 1998
• Erbe spontanee commestibili della provincia di Cuneo – Riccardo Luciano e Carlo Gatti - Gruppo micologico cebano – Araba Fenice - 2007

Il Panda gigante• Nome cinese: "grande orso gatto" • Classe: mammiferi (mammalia)• Ordine: carnivori (carnivora)• Famigl...
09/01/2023

Il Panda gigante

• Nome cinese: "grande orso gatto"
• Classe: mammiferi (mammalia)
• Ordine: carnivori (carnivora)
• Famiglia: orsi (ursidae)
• Genere: urside (Ailuropoda)
• Specie: bianco e nero (melanoleuca)
• Dimensioni: fino 0.75 m d'altezza, 1.5 m di lunghezza
• Peso: fino a 150 kg
• Vita media: dai 15 ai 20 anni in natura, fino ai 30 anni in cattività
• Riproduzione: un cucciolo ogni due anni, si accoppiano in primavera e nascono in tarda estate.

Il panda è un mammifero a prole inetta esattamente come l’uomo, ciò significa che senza l’aiuto di un altro membro della stessa o di un’altra specie, il piccolo panda non riuscirebbe a sopravvivere.

Le femmine di panda danno alla luce i cuccioli nel periodo che va da luglio a settembre, dopo una gravidanza che dura dai 3 ai 5 mesi.

Alla nascita pesano circa 100 grammi, nascono completamente privi di peli e ciechi.

Pesano circa 1/900esimo del peso della loro madre. Questo fa di loro i più piccoli neonati in termini di proporzioni rispetto alla madre, tra tutti i mammiferi sono battuti solo dai marsupiali.

A tre settimane gli occhi si aprono e iniziano a spostarsi sulle zampe. A tre mesi pesano già 5 chili e a sei mesi iniziano a mangiare bambù.

A un anno pesano circa 40 chili e sono svezzati completamente: questo vuol dire che non dipendono più dalla madre per il cibo ma continueranno a vivere con lei fino ad un anno e mezzo.

Dopo lo svezzamento, il bambù costituirà il 99% della loro dieta.

Le montagne Min ospitano la più grande popolazione di panda in Cina: il 44% di tutti i panda. Qui sono state istituite 27 riserve per proteggere i panda e il loro habitat.

Il 5 settembre 2016, il panda gigante è stato rimosso dalla lista delle specie in via di estinzione.

Secondo la ricerca del World Wildlife Fund (WWF), nel 1988 i panda selvatici erano 1114. Nel 2003 il numero è salito a 1596 e 1864 nel 2014.

Particolarità: il palmo del panda gigante ha cinque dita e una sorta di "pollice": un osso più grande nelle zampe che li aiuta nella presa e ad arrampicarsi sugli alberi.



informazioni tratte da:

https://www.viaggio-in-cina.it/panda-gigante/caratteristiche.htm
https://www.ipanda.eu/panda-gigante/
https://www.nationalgeographic.it/wildlife/2020/10/laffascinante-sviluppo-dei-panda-giganti-nascono-ciechi-rosa-e-completamente

Il vischio (Viscum Album L.) è una pianta legnosa comune anche in Europa, alta fino a 1 - 2 metri. In Italia ne vivono 3...
28/12/2022

Il vischio (Viscum Album L.) è una pianta legnosa comune anche in Europa, alta fino a 1 - 2 metri.

In Italia ne vivono 3 specie: il Vischio comune (Viscum album), emiparassita su varie latifoglie e conifere; il Vischio quercino (Loranthus europaeus), emiparassita sulle querce e il Vischio del Ginepro (Arceuthobium oxycedri), emiparassita sui ginepri.

E’ semiparassita sui rami di circa 200 specie di piante legnose, soprattutto Rosacee (pero, melo, sorbo, mandorlo), Salicacee (salici) e Pinacee (abeti, larici, pini e cedri ecc.) e anche su tigli, pioppi, querce e ginepri.

Ha particolari radici che penetrano nel legno dei rami della pianta ospite e ne assorbono l'acqua e il nutrimento. Di solito la pianta ospite non subisce danni rilevanti, sempre che le piante di vischio non siano troppe.
Ciò vuol dire che cresce solo sui rami di altri alberi, grazie agli uccelli, in particolare tordi e merli, che lì trasportano i suoi semi dopo averne mangiato le bacche.

Presenta foglie piccole, coriacee e opposte e fiori piccoli gialli, poco appariscenti; i frutti sono bacche sferiche di un colore verde lucido o perlaceo, appiccicose e velenose.

Tutte le parti della pianta sono tossiche.
Il vischio deve il suo nome alla sostanza viscida contenuta nelle bacche che è, potenzialmente letale: la viscumina che è una proteina citotossica.
Gli estratti concentrati possono causare un'intossicazione importante.

Le bacche, tossiche per l'uomo non lo sono per gli uccelli i quali, diffondono i semi tramite gli escrementi.

Le caratteristiche medicinali del vischio erano conosciute già ai tempi di Ippocrate (460 – 370 a.c. circa) e Plinio (23 – 79 d.c.). Oggi sono conosciute le sue proprietà ipotensive e vasodilatatorie, antinfiammatorie, antispasmodiche e sedative, diuretiche e anche depurative. Il decotto di vischio è anche un ottimo rimedio contro i geloni.

Per le popolazioni celtiche, era considerato pianta sacra e dono degli dei.

Rappresentava la rigenerazione ed era collegato con l’inizio dell’anno: un simbolo di luce che trionfa sulle ombre, per la sua natura solare, la sua provenienza dal cielo e il suo legame con il solstizio d’inverno.

Oggi in molti paesi, continua ad essere considerato simbolo di buon augurio durante il periodo natalizio.



Informazioni tratte da:

https://www.treccani.it/enciclopedia/vischio

https://www.sardegnaforeste.it/flora/vischio

https://www.laboratorioaltevalli.it/blog/fiori-e-piante/il-vischio-un-parassita-sempreverde-simbolo-degli-innamorati-e-del-natale

http://www.conalpa.it/il-vischio-simbolo-di-rigenerazione/

L'Helleborus, conosciuto come Elleboro o rosa invernale o di Natale, è una bellissima pianta con fiori bianchi, color cr...
23/12/2022

L'Helleborus, conosciuto come Elleboro o rosa invernale o di Natale, è una bellissima pianta con fiori bianchi, color crema, verdi, color porpora e rosa.

Appartiene alla famiglia delle ranuncolacee ed è anche conosciuta per la sua tossicità e per le sue proprietà cardiotoniche. Ogni parte della pianta contiene alcaloidi che possono essere dannosi sia per l'uomo che per gli animali.

Oggi, solo le radici di Helleborus niger sono utilizzate per curare i problemi cardiovascolari. L'ingrediente principale è l'elleborina.

Fioriscono da novembre a febbraio, in pieno inverno. Gli habitat naturali di queste piante si trovano in Europa e anche in Italia. Tra le specie spontanee l’Helleborus Argutifolius o “Elleboro della Corsica” e l’Helleborus Foetidus.

Amano l’ombra, anche se in inverno crescono bene in posizioni soleggiate. Si possono riprodurre per divisione delle radici o per seme. La divisione permette di ottenere piante identiche mentre la propagazione per seme può portare a differenze tra le nuove piantine e la pianta madre.

La rosa di Natale era conosciuta come “orakelblume” o rosa dell’oracolo. Veniva utilizzata per predire il tempo dell'anno a ve**re. La notte della Vigilia di Natale venivano messi in un bicchiere d'acqua dodici boccioli di elleboro, uno per ogni mese dell'anno a ve**re. Durante la notte si osservavano i boccioli: se un bocciolo si schiudeva, il clima nel mese corrispondente sarebbe stato buono, se non si schiudeva, significava possibile maltempo.

Informazioni tratte da:

www.helleborus.de
https://www.uni-regensburg.de/bibliothek/startseite/index.html
www.elleboro.com

Il triangolo di Penrose, è una figura spaziale impossibile, resa famosa da Roger Penrose (1931 – tuttora vivente), che l...
21/12/2022

Il triangolo di Penrose, è una figura spaziale impossibile, resa famosa da Roger Penrose (1931 – tuttora vivente), che la descrisse nel 1958.
Questa figura ideata nel 1934 dall’artista svedese Oscar Reutersvärd (1915-2002) sembra apparentemente di forma triangolare, è formata da tre prismi a base quadrata uniti tra loro.
In realtà può essere una figura solo piana e non è possibile costruirla a tre dimensioni, è solo possibile darne una rappresentazione bidimensionale o realizzarne un esemplare tridimensionale che solo apparentemente, guardato in prospettiva sembra avere i tre spigoli uniti.
Nell’aspetto ricorda molto i disegni di Maurits Cornelis Escher (1898 – 1972)

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