23/08/2026
Oggi la città di Giovinazzo festeggia la sua protettrice, la Madonna di Corsignano.
«La tradizione, che basa il suo racconto non su fonti documentarie certe, ma sulla narrazione del frate giovinazzese Ludovico Morola (1587), e ancora, su quanto scrisse Padre Enrico Lotrofa cappuccino da Noia (1856), ci riferisce della donazione dell’icona, prelevata dalla chiesa maggiore dov’era molto venerata dai Padri Basiliani nella città di Edessa, da parte del cavaliere crociato Gereteo Alesbojsne di ritorno dalla Terra Santa nel 1187 e giunto presso l’antico casale di Corsignano dipendente dalla Universitas Juvenacina perché stanco, malato e bisognoso di cure.
Rinfrancato nello spirito e ristabilitosi nel corpo, il crociato decise di ringraziare, per le cure ricevute, la comunità del casale di cui fu ospite, donando l’icona di Madonna con Bambino. Era il 1188. Da quel momento, la Madonna raffigurata prenderà definitivamente il nome di Santa Maria di Corsignano a sottolineare il profondo legame con la località Cursinianum che per prima ha accolto il quadro e dove da subito si sono manifestati i primissimi e molteplici miracoli che ne hanno poi determinato il culto e cristallizzato la devozione plurisecolare.
Un culto spontaneo che non nasce da accordi di Chiesa, non si costituisce nel tempo, ma è immediato ed improvviso, all’unisono con l’esperienza da parte dei primissimi giovinazzesi devoti che ebbero la fortuna di “toccare con mano” la potenza del quadro usufruendo delle prime grazie, su tutte la pioggia.
Da quel momento non è più necessario avvalersi di una ipotetica letteratura locale utile a suffragare la sacralità dell’immagine.
L’Archivio della Cattedrale custodisce tracce della costante riconoscenza del popolo giovinazzese tra donazioni, ex-voto e tutto quanto possa con umiltà dirLe “grazie” e facendo sì che gli eventi, le testimonianze miracolistiche e di fede, gli interventi provvidenziali elargiti da quella Cara Figura, raccontino più di quanto possa fare lo scritto, perché parlano al cuore e narrano della nostra comunità che si riconosce tale e trova identità in quel volto ambrato».
ph Studio Fotografico Dino Mottola
Testo di Nunzia Stufano estratto da "I colori di Giovinazzo. La pittura tra importazioni e botteghe locali dal Medioevo al contemporaneo" - Claudio Grenzi Editore
Disponibile presso bookshop Museo diocesano Molfetta e Info Point Giovinazzo