02/09/2024
Nel lento ed inesorabile incedere della vita, il moto perenne delle cose è segnato da un ondivago altalenare che unisce e divide. E’ la stessa parola “Con-Divisione” che ne spiega il significato più puro attraverso un trattino che ne rappresenta l’essenza. Un piccolo tratto nero che stacca ma contemporaneamente crea una legame tra pezzi indistinti di anima e il sentire chiaro e netto che ne forma il suo tutt’uno.
Gaetano Fracassio ha scelto di donare una parte del suo mondo che nasce composto da piccoli pezzi e si unifica in opere che ne manifestano la sua sensibilità e il suo essere inquieto: uno sfogo nell’arte e nella creazione di installazioni che colgono a pieno l’essenza del suo vivere ramingo di foscoliana memoria. In tutto questo irrompe sempre, gradito e fragile, il senso del viaggio. I percorsi dell’artista non sono mai netti. Spaziano e si librano in un universo unico e insondabile nel quale le piccole particelle compongono l’intero e lo offrono alla più indistinta generosità.
Con-Divisioni non è una mostra d’arte. E’ una esperienza sensoriale che genera moti di emozione che nascono blandi, coccolati dall’ambiente in pietra di raro calore e che si tramutano velocemente in freddi vortici nei quali l’animo di ognuno si abbandona alle proprie specialità. E, quindi, esplode l’idea di questo pubblico indistinto che si approccia alla arte di Fraccassio e si divide in insiemi accomunati da gesti, da sensazioni, da influenze e da significati.
Tutto unisce ma tutto divide. Tutto è uguale ma è quello stesso uguale che contiene e detiene in sé il senso del suo contrario. L’unione è sempre montata dall’urgenza: l’emozione lenta diviene vortice veloce, il pubblico indistinto si trasforma in singolarità individuale, l’approccio al calore diviene un confluire freddo e scostante. Qualcuno si tuffa in un oceano che è la propria storia, qualcun altro rifugge dai fantasmi del proprio passato per gongolarsi in una apparente ed effimera serenità che nasconde il magma ma non lo limita né lo seduce.
Una calda sedia a dondolo come luogo di solitudine beata e di riflessione introspettiva si mostra minacciata da metalli segnati dal tempo come flotte di guerrieri pronti a lanciare la guerra ad un mondo che su quel lento basculare appare piatto ed, invece, muove scosse telluriche di incipiente e sbalorditiva animosità introspettiva. Dando le spalle al mondo in una greve ombra di solitudine, uno statico e scarno confessionale offre allo spettatore la visione di una minuscola barchetta a contenere le miserie di ognuno e a sperare di riuscire ad abbandonarle in un mare che ne rappresenta la sua liberazione quasi ossessiva..
La vita di ogni uomo è fatta di viaggi: siano essi fisici o mentali sono sempre il simbolo di passaggi nello spazio e nel tempo. Alcuni volgono ad una ideale libertà, anelito di traguardi raggiunti ed inaspettati. Altri sono bloccati nei loro percorsi da reti che ne frenano la velocità ma ne limitato l’espandere come con ogni piccolo pesce che nuota in un mare dalla forte valenza universale. Il mare trionfa su tutto, anche sul suo orizzonte infinito nel quale piccole barche solcano tempestose o affrontano lente e lunghe risalite verso la terra ferma.
Se qualcuno si sente perduto, in “Con-Divisioni” potrà anche trovare il proprio fil rouge: magari nella mano di un amico loquace che donerà ascolto o nella profondità di un silenzio colmo che da fuori apparirà povero e sconsiderato eppure nasconderà una grande intimità. Su tutto si svelerà l’io, mosso dall’incombere di una vita anche’essa divisa in giorni, in ore e in minuti non sempre con-divisi. Ed, allora, ecco apparire un io composto da piccoli pezzi che uniti insieme donano sacro ed imperituro fuoco ad ogni peculiare e straordinaria esistenza.