13/01/2022
Coppa d'Africa 2021, si è conclusa oggi la seconda giornata del Girone A. Di seguito un commento alle partite con un focus sui soprannomi delle Squadre e la classifica finale 👇
Camerun ⚽ Etiopia
👉 Si è giocata alle ore 17 a Yaoundé nello Stadio Paul Biya la prima partita della seconda giornata della Coppa d'Africa. In campo il Camerun, chiamato a riscattare la prestazione opaca mostrata contro la Sierra Leone (che comunque si è conclusa con una vittoria per due reti a uno). Dall'altra parte l'Etiopia che prova a conquistare almeno un punto che potrebbe diventare determinante per superare il turno come terza ripescata.
Il nostro racconto inizia con il re della savana, il leone. Simbolo di forza ineguagliabile, è stato adottato da diverse rappresentative. Nel 1972 è la federazione camerunese a scegliere come simbolo questo autentico emblema della fauna africana, affiancandogli l'aggettivo "indomabili", che si rivelerà ben presto assolutamente calzante. Da allora, infatti, il Camerun si è aggiudicata cinque edizioni del torneo continentale (1984, 1988, 2000, 2002 e 2017), oltre ad una serie impressionanti di ottimi piazzamenti fra le prime quattro. Se non bastasse questo a giustificare il soprannome di "Leoni indomabili", aggiungiamoci anche che il Camerun è la nazionale africana più presente alle fasi finali dei Mondiali, ben 7. Memorabili la prima, con i tre pareggi nel girone degli Azzurri ai Mundial spagnolo dell'82, e quella del 1990, con l'Italia sempre nel destino.
Indomabili anche difronte alla tragedia della morte in campo di Marc Vivien Foé nel corso della semifinale di Confederations Cup 2003 contro la Colombia. Nella finalissima contro la Francia solo un golden goal nei tempi supplementari di Henry ne fermò la corsa verso la conquista del trofeo da dedicare al compianto compagno.
Leoni indomabili, infine, come i 6 camerunesi in grado di conquistare il Pallone d'Oro africano: Eto'o (4 volte), Roger Milla e N'Kono (entrambi 2 trofei), Onguéné, Abega e Mboma.
Parafrasando Gaetano Curreri e gli Stadio, ecco cosa lega la nazionale etiope al soprannome Walyas. Ancora una volta in nostro soccorso arriva la fauna, assolutamente specifica delle alture etiopi. Nel Paese del C***o d'Africa, infatti, le capre walie sono una specie protetta in quanto a rischio estremo di estinzione. Un pericolo talmente incombente da aver condotto all'istituzione di un Parco Nazionale, quello del Semen. Simile ad uno stambecco, in grado di vivere sui dirupi a 4 500 metri di altezza, la capra walie campeggia fiera nello stemma della nazionale di calcio Etiope, che spera di raggiungere vette sportive altrettanto elevate.
Mister Toni Conceição schiera il Camerun con un 442 con Choupo-Moting che fa coppia con Aboubakar in attacco mentre sulle due fasce si muovono Toko Ekambi e Moumi Ngamaleu. Al centro della difesa si vede J. Castelletto che gioca nel FC Nantes e può vantare una doppia nazionalità francese. Al centro del campo Anguissa e Hongla, centrocampista del Verona, si alternano nella fase di interdizione ed in quella di costruzione della manovra ed inserimento per creare superiorità numerica.
Risponde l'Etiopia che si schiera con un 451 che diventa chiaramente un 4141 in fase di possesso palla. Tra i pali Shanko guida la difesa dove i terzini Hamid e Yesuf sono costantemente chiamati alle verticalizzazioni per seguire le imbucate delle ali dei leoni indomabili. In attacco Abubeker, Gebremichael e Hotessa cercano di tenere costantamente sotto pressione la retroguardia del Camerun. L'allenatore è Wubetu Abate.
Nel primo tempo la partita è bellissima. Le due squadre si affrontano a tutto campo. Sorprende l'atteggiamento degli walyas che ruggiscono contro i Leoni indomabili in una danza tra attacco e difesa fatta di densità in mezzo al campo e verticalizzazioni che fanno correre le ali muovendo entrambe le squadre che cambiano con facilità il modulo tra fase di possesso e di non possesso. Etiopia in gol al 4 minuto. Dawa Hotessa calcia di destro dal centro dell'area piccola dopo aver eluso la pressione di Collins Fai (da rivedere la sua verticale). Palla nell'angolino in basso a destra del portiere. Assist da destra di Amanuel Gebremichael che crossa dopo essersi lanciato in profondità superando Tolo in velocità. Immediata la reazione del Camerun che al minuto 8 trova il pareggio con Karl Toko Ekambi che di testa trafigge Shanko (in questo caso colpevole una verticale completamente da rivedere di Suleman Hamid). La partita continua in questo modo con balzi e rimbalzi tra un'area e l'altra ed occasioni interessanti per entrambe le squadre. Il possesso palla ride al Camerun ma l'Etiopia si dimostra micidiale in contropiede. Da rivedere per entrambe le squadre le dinamiche difensive ma si è vista una buona qualità nella fase di costruzione del gioco.
Inizia il secondo tempo a ritmi altissimi, sembra che l'intervallo non sia mai arrivato. Almeno per il Camerun. Infatti aggredisce subito l'avversario ed in cinque minuti chiude la partita. Al minuto 53 Vincent Aboubakar sigla il suo terzo gol nella competizione con un colpo di testa da centro area su un bell'assist dalla destra. Ancora al minuto 55 sempre Aboubakar imbottisce il suo score con un altro gol, questa volta da posizione molto ravvicinata su assist di Hongla. Ottima partita nel secondo tempo del mediano del Verona che recupera, distribuisce, crea superiorità numerica ed è sicuramente l'ago della bilancia del Camerun. Etiopia ormai domata e spenta, non riesce mai ad accendere il contropiede come nel primo tempo. Saltano le fasi di possesso e di non possesso, regna il caos. Mister Abate prova a cambiarne tre contemporaneamente per rimettere in piedi un racconto godibile ma al minuto 67 arriva il quarto gol del Camerun. Karl Toko Ekambi dopo una sterzata rientra sulla destra e lascia partire un tiro da centro area indirizzando la palla nell'angolino in basso a destra del portiere che non può fare nulla. Bellissimo il passaggio filtrante del solito Martin Hongla che finalizza nel migliore dei modi un contropiede dei Leoni indomabili che hanno dimostrato di avere fisicità e tattica per arrivare in fondo alla competizione.
La partita finisce 4 a 1 per il Camerun che escono dal campo e sembrano gridare al Torneo: ecco, noi siamo questo.
Capo Verde ⚽ Burkina Faso
👉 Sempre a Yaoundé nello Stadio Paul Biya alle 19 si è giocata Capo Verde contro Burkina Faso. Tubarões Azuis (Squali blu) contro Les Etalons (gli Stalloni).
Capo Verde schierato con un 343 dove D. Tavares e J. Fortes cercano di muovere la squadra dove J. Tavares si presenta come finalizzatore sostenuto da Jamiro Monteiro e Garry Rodrigues, attaccante del Olympiacos Pireo (dieci presenze stagionali ed un assist all'attivo), che invece provano a creare sulla trequarti.
Risponde il Burkina Faso con una formazione studiata per esaltare le caratteristiche sulle fasce di Hassane Bandé e Steeve Yago sulla sinistra e Issa Kaboré e G. Sangaré sulla sinistra. Interessante la posizioni di cerniera di I. Tourè e Adama Guira. Presente Edmond Tapsoba in difesa e la guida del giocatore del Bayer 04 Leverkusen (14 presenze ed un gol stagionale) si fa sentire.
Scacco alla Regina con il Cavallo bianco. No, non si tratta di una spericolata mossa degli scacchi ma della leggenda che racconta l'origine del soprannome della nazionale di calcio del Burkina Faso, Les Etalons, gli Stalloni. Il Paese ha cambiato nome nel 1984, per volontà del grande Presidente Thomas Sankara, fra i leader più carismatici della storia africana e non solo. Si è liberato di quel nome, Alto Volta, ancora intriso di colonialismo e ha abbracciato quello di Burkina Faso, il Paese degli uomini integri. La leggenda è quella che racconta la nascita dei Mossi, popolazione nativa dell'area centrale del Burkina Faso attuale. In un tempo imprecisato viveva una principessa, Yennega, figlia preferita del Re Naba Nedega. Yennega amava tutti gli animali ma in particolar modo i cavalli, animali all'epoca cavalcati solo dagli uomini. Yennega riuscì a convincere il padre ad affidarle un cavallo ed in poco tempo divenne un'amazzone senza pari, suscitando la gelosia delle altre donne e l'ammirazione degli uomini. Re Naba Nedega la condusse con sé in battaglia e anche lì la principessa Yennega dimostrò coraggio e abilità guerriere. Alcuni ritenevano che fosse giunto il momento di darla in sposa ma il padre considerava tutti i pretendenti inadeguati. Inizialmente lusingata dalle aspettative del padre, Yennega dovette presto convincersi del fatto che suo padre non volesse concederla in sposa a nessuno. Così una notte decise di salire a cavallo e galoppare verso nord. Dopo aver attraversato molti villaggi, si imbatté in un giovane cacciatore di nome Rialé che, credendola un ragazzo, la accolse per la notte nella sua capanna. Solo al mattino Rialé si rese conto che si trattava di una donna, peraltro figlia di un re. Anche Rialé aveva nobili origini. I due giovani non si lasciarono più. Dalla loro unione nacque un figlio, Ouedraogo, che nella lingua dei Mossi si traduce con stallone, per onorare la memoria del cavallo che aveva permesso la fuga di Yennega e la loro conoscenza. Gli Stalloni del Burkina Faso onorano il loro passato anche attraverso i brillanti risultati sportivi, il 2° posto nella Coppa d'Africa 2013 e le due semifinali raggiunte nel 1998 e nel 2017. Riusciranno a cavalcare spediti verso la vittoria dell'edizione 2022?
Il primo tempo si gioca sugli errori individuali. Burkina Faso più vivace sulle due fasce, Capo Verde in difficoltà sul filtro. Possesso palla equilibrato ma gli Stalloni sembrano avere più voglia di portare a casa i tre punti. Più falli fatti dalla squadra di Kamou Malo ed anche più occasioni da goal create, senza troppa fortuna. Gli Squali blu cercano di fraseggiare a centrocampo per provare a mettere ordine e rispondere in maniera efficace alle fasi di possesso del Burkina Faso. D. Tavares è il giocatore più presente per il Capo Verde, molto propositivo cerca di innescare le azioni offensive della sua squadra. Per la Burkina Faso è la fascia destra che lavora meglio con il tandem Kaboré Sangaré che muove la fase di possesso dentro cui spesso si inserisce Bayala per provare a verticalizzare a favore di Abdoul Tapsoba.
Al minuto 39, dopo un sostanziale equilibrio, Burkina Faso in vantaggio. Cross bellissimo dalla destra di Sangaré su cui si fa trovare pronto in tuffo di petto Hassane Bandé che ribadisce in rete l'invito del compagno. Solita esultanza a pugno chiuso degli Stalloni che ricordano in questo modo Thomas Sankara.
Il secondo tempo scivola via in maniera non proprio entusiasmante. Si registra al minuto 52 una botta di Bayala, ribattuta dal portiere Vozinha del Capo Verde. Al 62 Rodrigues, spostato sulla sinistra, rientra sul destro ed impegna Koffi. Le due squadre sembrano stanche. Sorprende l'atteggiamento del Capo Verde che non accelera alla ricerca del pareggio.
La partita finisce 1 gol a zero per gli Stalloni che salgono a 3 punti con Capo Verde subito dietro il Camerun a punteggio piegno. La prossima partita deciderà la qualificazione. Sulla carta Burkina Faso in vantaggio nel confronto con l'Etiopia, si candidano così seriamente agli ottavi di finale della Coppa d'Africa.
🥇 Camerun pnt. 6
🥈 Burkina Faso pnt. 3
🎲 Capo Verde pnt. 3
🥄 Etiopia pnt. 0