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La solidarietà non è reato!
02/05/2022

La solidarietà non è reato!

Andrea Costa, presidente dell'associazione Baobab Experience che da anni con generosità aiuta tante persone migranti e rifugiate, è sotto processo.

L’accusa verterebbe su un reato mal formulato di favoreggiamento dell’immigrazione irregolare che critichiamo da tempo.

In Italia, come in altri paesi dell’Unione europea, il reato di favoreggiamento dell’immigrazione irregolare viene punito a prescindere dal profitto materiale per il presunto facilitatore, di fatto impedendo di distinguere tra trafficanti di esseri umani e chi fa assistenza umanitaria.

Una riforma dell’articolo 12 del Testo unico sull'immigrazione risulta, quindi, sempre più urgente per evitare che quella norma continui a essere utilizzata per ostacolare chi si adopera per assistere rifugiati e migranti per motivi umanitari e di solidarietà.

Procedimenti penali per favoreggiamento dell’immigrazione irregolare nei confronti di attivisti, volontari e associazioni hanno spesso un effetto paralizzante e ostacolano l'attività umanitaria, ben prima che si arrivi a un'eventuale sentenza.

Auspichiamo quindi l’assoluzione di Andrea Costa e la fine della criminalizzazione della solidarietà nei confronti di attivisti e associazioni.

Ad Andrea Costa, la nostra piena solidarietà.

La solidarietà non è reato!

Ricordo infatti che il Comune di Mola di Bari non solo è beneficiario di un finanziamento regionale sulla street art ma ...
12/02/2022

Ricordo infatti che il Comune di Mola di Bari non solo è beneficiario di un finanziamento regionale sulla street art ma si è dotato di un apposito Regolamento per la street art e nel mese di aprile 2021 dove abbiamo definito l’elenco degli spazi comuni da poter utilizzare per la Street Art, tramite apposita domanda al Comune, con allegata l’ipotesi progettuale.

Tutte le scritte sui muri sono fastidiose ma alcune molto di più. Questa che abbiamo cancellato in Piazza Kennedy era una di quelle. Continueremo a rimuoverne altre presenti sul territorio ed a promuovere invece la Street Art come forma d’arte.

Ricordo infatti che il Comune di Mola di Bari non solo è beneficiario di un finanziamento regionale sulla street art ma si è dotato di un apposito Regolamento per la street art e nel mese di aprile 2021 dove abbiamo definito l’elenco degli spazi comuni da poter utilizzare per la Street Art, tramite apposita domanda al Comune, con allegata l’ipotesi progettuale.

I muri comuni individuati sono:
👉 muro perimetrale Campo Sportivo “Caduti di Superga” – via Aldo Moro (competenza comunale)
👉 cabina elettrica di via Canudo (competenza e-distribuzione spa);
👉 muro perimetrale scuola materna “Prolungamento via Fiume” (competenza comunale);
👉 sottopasso ferroviario di Via Caracappa (competenza R.F.I.);
👉 muro perimetrale campetti via A. Volta (competenza comunale ma confine con privati);
👉muro perimetrale IISS Majorana – Da Vinci (competenza Città Metropolitana);
👉 muro perimetrale Prolungamento di via Fiume – lato via Caracappa (competenza comunale ma confine con privati);
👉 sottopasso SS 16 e relativo muro terrapieno – via Mastro Fabrizio (competenza ANAS spa);
👉 celle frigorifere – Zona Industriale (competenza comunale);
👉 muro RFI – via San Sabino (competenza R.F.I.);
👉 sottopasso SS 16 via San Sabino (competenza ANAS spa);
👉 muro perimetrale “Giardini di Don Pedro” (competenza comunale);

Invito gli artisti interessati a promuovere iniziative di questo tipo.

Informazioni e modulistica è consultabile qui ⤵️
https://bit.ly/3gHCGEZ

🏆 Coppa d'Africa 2021  #3 giornata. Si sta giocando la terza ed ultima giornata del Girone B. Malawi ⚽️ Senegal Zimbabwe...
18/01/2022

🏆 Coppa d'Africa 2021 #3 giornata.

Si sta giocando la terza ed ultima giornata del Girone B.
Malawi ⚽️ Senegal
Zimbabwe ⚽️ Guinea.

🎈 Ricordatevi della partita Zimbabwe vs Guinea perché entra nella Storia, per la prima volta infatti sarà una donna ad arbitrare una gara della competizione: la ruandese Mukansanga. Una delle promesse del Calcio africano.

👀 Intanto il Girone A (parleremo successivamente della situazione degli altri Gironi) si è chiuso con il Camerun capolista seguito dal Burkina Faso e sicuramente qualificati (ricordiamo che si qualificano le prime due classificate di ogni girone e le quattro migliori terze). Ci potrebbero essere delle possibilità anche per Capo Verde che ha conquistato comunque 4pnt ed è dietro solo per la differenza reti. Mattatore del Girone è stato Vincent Aboubakar, attaccante del Camerun ed ex Porto, che sta sicuramente sorprendendo per la sua capacità di finalizzare la quantità di gioco proposta dalla sua squadra e si candida a diventare il migliore marcatore di tutto il Torneo.
Il Girone è stato uno dei più interessanti della competizione. Anche l'ultima classificata Etiopia, al 137 posto della Classifica FIFA, ha mostrato un calcio più che accettabile strappando un punto alla Burkina Faso e segnando due gol nelle tre partite disputate (anche se ha subito il tracollo contro il Camerun).
Burkina Faso e Capo Verde, 60esimo e 73esimo nella Classifica FIFA, si sono giocate la qualificazione di diritto come da pronostico ad inizio competizione. L'ha spuntata la Burkina Faso nonostante il passo falso contro l'Etiopia (pareggio per 1 a 1) ma probabilmente è la squadra ha convinto di più tra le due.
Un commento a parte lo merita il Camerun, 50esimo nella Classifica FIFA, che ha cominciato stentando (anche se vincendo) contro il Burkina Faso alla prima giornata. Vedendo anche quelle che sono state le difficoltà di tutte le squadre di prima fascia, non possiamo che ridimensionare anche quelle del Camerun ed infatti la vittoria contro l'Etiopia ci ha mostrato una squadra solida che si candida alla semifinale, spinta dal pubblico di Casa.

🥇 Camerun 7pnt (Leoni Indomabili)
🥈 Burkina Faso 4pnt (Stalloni)
🥉 Capo Verde 4pnt (Squali blu)
❌ Etiopia 1pnt (Walyas)

Coppa d'Africa 2021, si è conclusa oggi la seconda giornata del Girone A. Di seguito un commento alle partite con un foc...
13/01/2022

Coppa d'Africa 2021, si è conclusa oggi la seconda giornata del Girone A. Di seguito un commento alle partite con un focus sui soprannomi delle Squadre e la classifica finale 👇

Camerun ⚽ Etiopia
👉 Si è giocata alle ore 17 a Yaoundé nello Stadio Paul Biya la prima partita della seconda giornata della Coppa d'Africa. In campo il Camerun, chiamato a riscattare la prestazione opaca mostrata contro la Sierra Leone (che comunque si è conclusa con una vittoria per due reti a uno). Dall'altra parte l'Etiopia che prova a conquistare almeno un punto che potrebbe diventare determinante per superare il turno come terza ripescata.
Il nostro racconto inizia con il re della savana, il leone. Simbolo di forza ineguagliabile, è stato adottato da diverse rappresentative. Nel 1972 è la federazione camerunese a scegliere come simbolo questo autentico emblema della fauna africana, affiancandogli l'aggettivo "indomabili", che si rivelerà ben presto assolutamente calzante. Da allora, infatti, il Camerun si è aggiudicata cinque edizioni del torneo continentale (1984, 1988, 2000, 2002 e 2017), oltre ad una serie impressionanti di ottimi piazzamenti fra le prime quattro. Se non bastasse questo a giustificare il soprannome di "Leoni indomabili", aggiungiamoci anche che il Camerun è la nazionale africana più presente alle fasi finali dei Mondiali, ben 7. Memorabili la prima, con i tre pareggi nel girone degli Azzurri ai Mundial spagnolo dell'82, e quella del 1990, con l'Italia sempre nel destino.
Indomabili anche difronte alla tragedia della morte in campo di Marc Vivien Foé nel corso della semifinale di Confederations Cup 2003 contro la Colombia. Nella finalissima contro la Francia solo un golden goal nei tempi supplementari di Henry ne fermò la corsa verso la conquista del trofeo da dedicare al compianto compagno.
Leoni indomabili, infine, come i 6 camerunesi in grado di conquistare il Pallone d'Oro africano: Eto'o (4 volte), Roger Milla e N'Kono (entrambi 2 trofei), Onguéné, Abega e Mboma.
Parafrasando Gaetano Curreri e gli Stadio, ecco cosa lega la nazionale etiope al soprannome Walyas. Ancora una volta in nostro soccorso arriva la fauna, assolutamente specifica delle alture etiopi. Nel Paese del C***o d'Africa, infatti, le capre walie sono una specie protetta in quanto a rischio estremo di estinzione. Un pericolo talmente incombente da aver condotto all'istituzione di un Parco Nazionale, quello del Semen. Simile ad uno stambecco, in grado di vivere sui dirupi a 4 500 metri di altezza, la capra walie campeggia fiera nello stemma della nazionale di calcio Etiope, che spera di raggiungere vette sportive altrettanto elevate.
Mister Toni Conceição schiera il Camerun con un 442 con Choupo-Moting che fa coppia con Aboubakar in attacco mentre sulle due fasce si muovono Toko Ekambi e Moumi Ngamaleu. Al centro della difesa si vede J. Castelletto che gioca nel FC Nantes e può vantare una doppia nazionalità francese. Al centro del campo Anguissa e Hongla, centrocampista del Verona, si alternano nella fase di interdizione ed in quella di costruzione della manovra ed inserimento per creare superiorità numerica.
Risponde l'Etiopia che si schiera con un 451 che diventa chiaramente un 4141 in fase di possesso palla. Tra i pali Shanko guida la difesa dove i terzini Hamid e Yesuf sono costantemente chiamati alle verticalizzazioni per seguire le imbucate delle ali dei leoni indomabili. In attacco Abubeker, Gebremichael e Hotessa cercano di tenere costantamente sotto pressione la retroguardia del Camerun. L'allenatore è Wubetu Abate.
Nel primo tempo la partita è bellissima. Le due squadre si affrontano a tutto campo. Sorprende l'atteggiamento degli walyas che ruggiscono contro i Leoni indomabili in una danza tra attacco e difesa fatta di densità in mezzo al campo e verticalizzazioni che fanno correre le ali muovendo entrambe le squadre che cambiano con facilità il modulo tra fase di possesso e di non possesso. Etiopia in gol al 4 minuto. Dawa Hotessa calcia di destro dal centro dell'area piccola dopo aver eluso la pressione di Collins Fai (da rivedere la sua verticale). Palla nell'angolino in basso a destra del portiere. Assist da destra di Amanuel Gebremichael che crossa dopo essersi lanciato in profondità superando Tolo in velocità. Immediata la reazione del Camerun che al minuto 8 trova il pareggio con Karl Toko Ekambi che di testa trafigge Shanko (in questo caso colpevole una verticale completamente da rivedere di Suleman Hamid). La partita continua in questo modo con balzi e rimbalzi tra un'area e l'altra ed occasioni interessanti per entrambe le squadre. Il possesso palla ride al Camerun ma l'Etiopia si dimostra micidiale in contropiede. Da rivedere per entrambe le squadre le dinamiche difensive ma si è vista una buona qualità nella fase di costruzione del gioco.
Inizia il secondo tempo a ritmi altissimi, sembra che l'intervallo non sia mai arrivato. Almeno per il Camerun. Infatti aggredisce subito l'avversario ed in cinque minuti chiude la partita. Al minuto 53 Vincent Aboubakar sigla il suo terzo gol nella competizione con un colpo di testa da centro area su un bell'assist dalla destra. Ancora al minuto 55 sempre Aboubakar imbottisce il suo score con un altro gol, questa volta da posizione molto ravvicinata su assist di Hongla. Ottima partita nel secondo tempo del mediano del Verona che recupera, distribuisce, crea superiorità numerica ed è sicuramente l'ago della bilancia del Camerun. Etiopia ormai domata e spenta, non riesce mai ad accendere il contropiede come nel primo tempo. Saltano le fasi di possesso e di non possesso, regna il caos. Mister Abate prova a cambiarne tre contemporaneamente per rimettere in piedi un racconto godibile ma al minuto 67 arriva il quarto gol del Camerun. Karl Toko Ekambi dopo una sterzata rientra sulla destra e lascia partire un tiro da centro area indirizzando la palla nell'angolino in basso a destra del portiere che non può fare nulla. Bellissimo il passaggio filtrante del solito Martin Hongla che finalizza nel migliore dei modi un contropiede dei Leoni indomabili che hanno dimostrato di avere fisicità e tattica per arrivare in fondo alla competizione.
La partita finisce 4 a 1 per il Camerun che escono dal campo e sembrano gridare al Torneo: ecco, noi siamo questo.

Capo Verde ⚽ Burkina Faso
👉 Sempre a Yaoundé nello Stadio Paul Biya alle 19 si è giocata Capo Verde contro Burkina Faso. Tubarões Azuis (Squali blu) contro Les Etalons (gli Stalloni).
Capo Verde schierato con un 343 dove D. Tavares e J. Fortes cercano di muovere la squadra dove J. Tavares si presenta come finalizzatore sostenuto da Jamiro Monteiro e Garry Rodrigues, attaccante del Olympiacos Pireo (dieci presenze stagionali ed un assist all'attivo), che invece provano a creare sulla trequarti.
Risponde il Burkina Faso con una formazione studiata per esaltare le caratteristiche sulle fasce di Hassane Bandé e Steeve Yago sulla sinistra e Issa Kaboré e G. Sangaré sulla sinistra. Interessante la posizioni di cerniera di I. Tourè e Adama Guira. Presente Edmond Tapsoba in difesa e la guida del giocatore del Bayer 04 Leverkusen (14 presenze ed un gol stagionale) si fa sentire.
Scacco alla Regina con il Cavallo bianco. No, non si tratta di una spericolata mossa degli scacchi ma della leggenda che racconta l'origine del soprannome della nazionale di calcio del Burkina Faso, Les Etalons, gli Stalloni. Il Paese ha cambiato nome nel 1984, per volontà del grande Presidente Thomas Sankara, fra i leader più carismatici della storia africana e non solo. Si è liberato di quel nome, Alto Volta, ancora intriso di colonialismo e ha abbracciato quello di Burkina Faso, il Paese degli uomini integri. La leggenda è quella che racconta la nascita dei Mossi, popolazione nativa dell'area centrale del Burkina Faso attuale. In un tempo imprecisato viveva una principessa, Yennega, figlia preferita del Re Naba Nedega. Yennega amava tutti gli animali ma in particolar modo i cavalli, animali all'epoca cavalcati solo dagli uomini. Yennega riuscì a convincere il padre ad affidarle un cavallo ed in poco tempo divenne un'amazzone senza pari, suscitando la gelosia delle altre donne e l'ammirazione degli uomini. Re Naba Nedega la condusse con sé in battaglia e anche lì la principessa Yennega dimostrò coraggio e abilità guerriere. Alcuni ritenevano che fosse giunto il momento di darla in sposa ma il padre considerava tutti i pretendenti inadeguati. Inizialmente lusingata dalle aspettative del padre, Yennega dovette presto convincersi del fatto che suo padre non volesse concederla in sposa a nessuno. Così una notte decise di salire a cavallo e galoppare verso nord. Dopo aver attraversato molti villaggi, si imbatté in un giovane cacciatore di nome Rialé che, credendola un ragazzo, la accolse per la notte nella sua capanna. Solo al mattino Rialé si rese conto che si trattava di una donna, peraltro figlia di un re. Anche Rialé aveva nobili origini. I due giovani non si lasciarono più. Dalla loro unione nacque un figlio, Ouedraogo, che nella lingua dei Mossi si traduce con stallone, per onorare la memoria del cavallo che aveva permesso la fuga di Yennega e la loro conoscenza. Gli Stalloni del Burkina Faso onorano il loro passato anche attraverso i brillanti risultati sportivi, il 2° posto nella Coppa d'Africa 2013 e le due semifinali raggiunte nel 1998 e nel 2017. Riusciranno a cavalcare spediti verso la vittoria dell'edizione 2022?
Il primo tempo si gioca sugli errori individuali. Burkina Faso più vivace sulle due fasce, Capo Verde in difficoltà sul filtro. Possesso palla equilibrato ma gli Stalloni sembrano avere più voglia di portare a casa i tre punti. Più falli fatti dalla squadra di Kamou Malo ed anche più occasioni da goal create, senza troppa fortuna. Gli Squali blu cercano di fraseggiare a centrocampo per provare a mettere ordine e rispondere in maniera efficace alle fasi di possesso del Burkina Faso. D. Tavares è il giocatore più presente per il Capo Verde, molto propositivo cerca di innescare le azioni offensive della sua squadra. Per la Burkina Faso è la fascia destra che lavora meglio con il tandem Kaboré Sangaré che muove la fase di possesso dentro cui spesso si inserisce Bayala per provare a verticalizzare a favore di Abdoul Tapsoba.
Al minuto 39, dopo un sostanziale equilibrio, Burkina Faso in vantaggio. Cross bellissimo dalla destra di Sangaré su cui si fa trovare pronto in tuffo di petto Hassane Bandé che ribadisce in rete l'invito del compagno. Solita esultanza a pugno chiuso degli Stalloni che ricordano in questo modo Thomas Sankara.
Il secondo tempo scivola via in maniera non proprio entusiasmante. Si registra al minuto 52 una botta di Bayala, ribattuta dal portiere Vozinha del Capo Verde. Al 62 Rodrigues, spostato sulla sinistra, rientra sul destro ed impegna Koffi. Le due squadre sembrano stanche. Sorprende l'atteggiamento del Capo Verde che non accelera alla ricerca del pareggio.
La partita finisce 1 gol a zero per gli Stalloni che salgono a 3 punti con Capo Verde subito dietro il Camerun a punteggio piegno. La prossima partita deciderà la qualificazione. Sulla carta Burkina Faso in vantaggio nel confronto con l'Etiopia, si candidano così seriamente agli ottavi di finale della Coppa d'Africa.

🥇 Camerun pnt. 6
🥈 Burkina Faso pnt. 3
🎲 Capo Verde pnt. 3
🥄 Etiopia pnt. 0

👉 La prima giornata dei Gironi eliminatori di Coppa d'Africa si conclude senza troppe sorprese. I tempi praticamente ine...
13/01/2022

👉 La prima giornata dei Gironi eliminatori di Coppa d'Africa si conclude senza troppe sorprese. I tempi praticamente inesistenti della preparazione hanno condizionato soprattutto le squadre di prima fascia che hanno dovuto aggregare in poco tempo giocatori proveniente da diversi campionati. Solo la Nigeria si è già presentata in una condizione atletica e tattica già in formato final four.

✅ Guidano il Gruppo A il Camerun e Capo Verde. La vittoria del Camerun per 2 a 1 contro il Burkina Faso, dopo essere passati addirittura in svantaggio, assume più valore alla luce del trend della prima giornata della Competizione. Rimane comunque il Burkina Faso l'incognita del Gruppo che potrebbe sempre giocarsi la qualificazione con Capo Verde.
✅ Nel Gruppo B a pieni punti ci sono Senegal e Guinea e dovrebbe essere questa anche la classifica alla fine del turno. Anche il Senegal, uno dei favoriti per le semifinali, non ha particolarmente brillato nella prima partita del Torneo.
✅ Punteggio pieno per Gabon e Marocco nel Gruppo C che si fa interessante soprattutto per i prossimi risultati del Ghana che andranno ad inseguire la qualificazione giocandosela fino all'ultimo minuto con il Gabon vincente contro le Comore.
✅ Pareggiano Guinea-Bissau e Sudan nel Gruppo D mentre la Nigeria batte l'Egitto. Quella tra Nigeria ed Egitto era una partita da tripla, che poteva finire in qualunque modo. Però la vittoria della Nigeria è stata spettacolare sotto il profilo del controllo del campo e del dominio della partita che ha davvero impressionato gli addetti ai lavori. Da verificare nel proseguo del Torneo, quando la preparazione delle altre squadre (ed anche il piglio competitivo) aumenterà di giri.
✅ Nel Gruppo E Costa d'Avorio a punteggio pieno, senza sorprese. Ha sorpreso invece il pareggio dell'Algeria contro la Sierra Leone. La squadra magrebina ha sicuramente mostrato il gioco migliore fino ad ora (con la Nigeria) ma non è riuscita a concretizzare la quantità enorme di occasioni create.
✅ Nel Gruppo F (sotto la sintesi delle partite) Mali e Gambia a punteggio pieno. Partita molto discussa quella tra Tunisia e Mali con l'arbitro che ha fischiato più di una volta la fine dell'incontro, sempre in anticipo. Scatenando le ire funeste dei tunisini. Gambia invece all'esordio assoluto nella Competizione porta a casa tre punti che potrebbero essere determinanti nella qualificazione, ancor più storica, agli ottavi di finale.

Complessivamente si può dire che il bottino della prima giornata ha penalizzato le squadre "arabe" che evidentemente hanno bisogno di un rodaggio maggiore per sfruttare al meglio le caratteristiche tecniche dei propri talenti. Sono state facilitate invece le squadre più "fisiche" africane che hanno compensato i tempi ristretti della preparazione con l'atletismo e soprattutto hanno beneficiato di aver convocato per la maggior parte giocatori dei campionati interni al continente.

Tunisia ⚽ Mali
📰 Va in scena a Limbe l'esordio di Tunisa e Mali nella competizione.
Kbaïer schiera le Aquile di Cartagine con uno spregiudicato 3-4-3. Pacchetto difensivo composto da Bronn, Talbi e Ifa, cerniera centrale di centrocampo affidata a Laïdouni (25 anni, 21 presenze, 4 assist e 4 reti fra campionato ungherese ed Europa League con il Ferencvaros). A completare il reparto sulle fasce a destra Mathlouthi e a sinistra Maâloul (terzino con il vizio del gol, 5 reti e 1 assist in 8 presenze con gli egiziani del Al Ahly). In attacco grandi speranze riposte in Hannibal Mejbri (18 anni, di proprietà del Manchester Utd), a supporto di Khazri (7 reti sin qui in Ligue 1, 66 presenze e 22 reti in Nazionale) e Sliti.
Sul fronte opposto il Mali, diretto da Magassouba (C.T. ad interim dal 2017, anche a causa della difficilissima situazione attraversata dal Paese dell'Africa occidentale) si schiera con un 4-2-3-1. Mounkoro a difesa dei pali, difesa guidata da Sacko e dall'interessante Boubakar Koyuaté (classe '97, piedi educati, fisico da corazziere, con buona rapidità e capace di costruire gioco), affiancati da Massadio Haidara e il capitano Hamari Traoré (vincitore della Coupe de France 2019 con il Rennes). Samassekou e Amadou Haidara (23 anni, cartellino di proprietà del RB Lipsia, per molti addetti ai lavori destinato a ripercorrere la carriera di Naby Keita). I due Adama Traoré (a destra quello ammirato con lo Sheriff Tiraspol, al centro l'erculeo attaccante del Wolverhampton) e Moussa Djenepo (23 anni, un passato allo Standard Liegi, attualmente in forza al Southampton, 22 presenze e 3 reti sin qui con il Mali) a supporto di Ibrahima Koné (tripletta all'esordio in Nazionale nel 2017, poi 4 anno senza presenze con la maglia del Mali).
La partita, che non offre grandi emozioni nei primi 45', diventa assolutamente imprevedibile nel suo sviluppo nella ripresa. Dopo una manciata di secondi, un disimpegno scarabocchiato dalla retroguardia tunisina recapita la sfera al limite dell'area ad Amadou Haidara che di controbbalzo calcia d'istinto inducendo Skhiri al fallo di mano. Dal dischetto Ibrahima Koné spiazza nettamente Ben Said.
Due minuti dopo il vantaggio dalla destra Adama Traoré mette alle corde la retroguardia tunisina e solo un'uscita bassa di Ben Said evita conseguenze peggiori. Al 55' doppia chance per il pareggio: prima punizione di Khazri alzata sopra la traversa da Mounkoro poi, sul successivo corner, Skhiri prova a farsi perdonare l'episodio del rigore, sfiorando il pareggio di testa su sponda del compagno di reparto Ifa.
Al 75' altro rigore, accordato dopo Var check, ancora per fallo di mano, stavolta di Djenepou in area maliana. Dagli 11 metri Khazri si fa ipnotizzare da Mounkoro.
Finale al calor bianco. All'85', probabilmente per un errore nel settaggio del cronometro, il direttore di gara decreta la fine dell'incontro con cinque minuti d'anticipo. Richiamato dai suoi assistenti, lo zambiano Janny Sikawaze torna sui suoi passi: la partita può proseguire. Nei concitatissimi minuti restanti, evidentemente in confusione, Sikawaze mostra un rosso diretto a Bilal del Mali per un intervento scomposto a centrocampo. Poi completa la sua personale galleria degli orrori ignorando gli almeno 5 minuti di recupero previsti. Al nuovo e stavolta definitivo triplice fischio, lo staff della Tunisia avvia una sorta di caccia all'uomo, con Sikawaze costretto ad uscire scortato dalle forze dell'ordine e il match successivo ritardato di 45' per sedare gli animi infuocati sugli spalti.

Mauritania ⚽ Gambia
📰 Completa il Gruppo F la sfida tra la Mauritania ed il Gambia che si è tenuta sempre nello stadio di Limbe. L'incontro è cominciato ca. 45 minuti dopo l'orario previsto da tabellino (le 17) a causa degli strascichi polemici di Tunisia Mali (che, in pratica, è finita tre volte per una cognizione del tempo non esattamente "tempistica" dell'arbitro). Le due squadre sono relativamente nuove nella competizione. La Mauritania ha all'attivo solo la partecipazione del 2019 (in un girone simile con l'Angola al posto del Gambia) mentre per il Gambia è l'esordio assoluto. Grande emozione quindi per gli scorpioni.
Didier Da Rosa schiera la Mauritania con un 352 (che diventa facilmente un 532 in fase di non possesso) con Dellahi e Karamoko che hanno il compito di muoversi su tutta la fascia, muovendo anche gli schemi di gioco che vedono unico vero riferimento offensivo l'attivissimo Kamara.
Risponde il Gambia allenato da Tom Saintfiet con un 442 molto fluido che spesso si trasforma in 532 in fase di non possesso con l'appoggio di uno dei centrocampisti alla fase difensiva. Le stelle attese sono il doriano O. Colley che guida maestosamente la difesa, Musa Barrow ed Ebrima Colley che spaziano tra la mediana e la trequarti ed il romanista D. Darboe che però comincia dalla panchina questa prima sfida.
L'esordio del Gambia è strepitoso ma solo per il risultato finale dell'incontro. Al decimo minuto del primo tempo Ablie Jallow (di proprietà del Metz ma gioca in Belgio), protagonista inatteso, stoppa la palla al limite dell'area e disegna una splendida traiettoria mancina che punisce gli almoravidi accarezzando il palo. Buona comunque l'interpretazione dello scenario da parte di Musa Barrow che legge bene l'azione e trova l'imbucata giusta per il compagno. Il primo tempo è effervescente ma la palla è quasi sempre tra i piedi della Mauritania che trovano le motivazioni giuste per provare a riportare immediatamente la partita in parità. Dal canto loro gli Scorpioni gambiani resistono anche grazie al portiere Modou Jobe, provando a ripartire in contropiede. Ci si aspettava di più dal Gambia che ha in mezzo al campo dei valori tecnici sicuramente superiori alla squadra avversaria. Ma sono davvero troppo pochi i palloni toccati, soprattutto da Ebrima Colley che appare piuttosto in ombra.
A inizio ripresa è il doriano Omar Colley a sfiorare il raddoppio con un colpo di testa su calcio d’angolo mentre la Mauritania si appoggia al dinamismo perpetuo del capitano, Aboubakar Kamara, decisamente il più combattivo e l'ultimo a gettare la spugna. Grande prova di personalità. L'ultimo squillo è però ancora di Musa Barrow, designato alla fine miglior giocatore dell'incontro, che costringe Babacar Diop al tuffo per evitare il raddoppio degli scorpioni.
Ora guidano il Gruppo E Mali e Gambia, entrambi con 3 punti ed entrambe le squadre si candidano in questo modo a passare il turno ed arrivare agli ottavi di finale, risultato che sarebbe davvero straordinario per l'esordiente Gambia.

🥇 Mali pnt. 3 | Democracy Index 4.33 | Libertà di Stampa 33,50
🥈 Gambia pnt. 3 | Democracy Index 4.49 | Libertà di Stampa 30,76
🎲 Mauritania pnt. 0 | Democracy Index 4.32 | Libertà di Stampa 35,25
🥄 Tunisia pnt. 0 | Democracy Index 6.59 | Libertà di Stampa 29,53

06/01/2022

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06/01/2022

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05/01/2022

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28/12/2021

Nella foresta al confine tra Polonia e Bielorussia, al freddo e senza diritti, si ammassano migliaia di persone. Sono siriani, iracheni, curdi e yemeniti. Sono vittime dell’ennesimo conflitto geopolitico.

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