Il libro nella giungla

Il libro nella giungla Qual è il ruolo del libro oggi, nell'epoca del web e dei social forum? La pagina "Il libro Nella giungla", evocando il libro di avventure per ragazzi di R.

Kipling "Il libro Della giungla", si prefigge di far emergere la funzione che può ancora avere il libro nella formazione dei ragazzi e nella maggiore consapevolezza dei più grandi, anche nell'epoca del web e dei social forum. Con ciò, non si vuole associare a tutti i costi la giungla alla società attuale, intesa come luogo infido dove si lotta contro ostacoli e difficoltà di ogni tipo e dove la le

galità e l'onestà si scontrano, spesso, contro le leggi della violenza, dell'astuzia e della corruzione. Piuttosto, si pensa ad un altro tipo di giungla, quella mediatica, intesa come spazio abbagliante di possibilità, caratterizzato da una ricca vegetazione di contenuti più o meno validi e attraversato da caotici flussi d'informazioni intricati come liane. La presente pagina, pur avendo cambiato il suo nome originario "Mercatino del libro usato", continua a fare riferimento, per quanto riguarda l'acquisto e la vendita di libri usati, al profilo facebook "Mercatino del libro usato", che trovate a questo link:

https://www.facebook.com/mercatinodellibro.usato.31?fref=ts

La Grassa mandò giù un altro sorso d'acqua e ricominciò a raccontare: "Il fattaccio accadde il diciotto giugno  del 1952...
22/04/2025

La Grassa mandò giù un altro sorso d'acqua e ricominciò a raccontare: "Il fattaccio accadde il diciotto giugno del 1952. Galeazzo e Lucrezia erano partiti la mattina presto per Catania. La loro bambina, Eugenia, soffriva di una grave forma di dermatite. Quel giorno avevano fissato un consulto per farla visitare da un bravissimo dermatologo, un professore che veniva dal continente ogni due o tre mesi. Per loro ogni occasione era buona per andare a Catania. Per non avere intralci, di comune accordo, avevano lasciato Giacomino e Rachele al palazzo".
"Giacomino e Rachele erano tra loro cuginetti. Giusto?" chiese Bodoni.
"Be', si" confermò La Grassa. "Giacomino come vi ho detto prima, era il figlio di Galeazzo, mentre Rachele era la figlia di Manfredi, quindi erano tra loro cuginetti ed erano inseparabili. Essendo quasi coetanei, passavano tutto il loro tempo insieme a giocare. I loro genitori, comunque, quel giorno erano tranquilli. Sapevano di averli lasciati in buone mani, quelle della servitù e soprattutto quelle dell'angelo custode, al quale avevano raccomandato di non perderli d'occhio.
All'inizio Santoro c'era rimasto male, aveva detto che sarebbe stato molto più utile se li avesse accompagnati a Catania, ma Galeazzo aveva insistito, gli aveva ordinato di restare coi ragazzini, così Angelo aveva dovuto obbedire."
"Avete una memoria formidabile."
"Ho pensato e ripensato per anni ad ogni momento di quel maledetto giorno e me lo sono impresso a fuoco nel cervello. Potrò dimenticare la mia data di nascita, potrò dimenticare come mi chiamo, ma tutto ciò che accadde quel giorno non lo dimenticherò mai."

Il punto chiave è la debolezza, - proseguì. Tutto è nato da lì. Una debolezza che tu non puoi capire.…La debolezza è qua...
08/02/2025

Il punto chiave è la debolezza, - proseguì. Tutto è nato da lì. Una debolezza che tu non puoi capire.

La debolezza è qualcosa che imputridisce dentro di noi, come una cancrena. Io la sentivo già quando ero adolescente. Per questo ero sempre irritato. Riesci a capire cosa significhi sentire che dentro di te qualcosa sta progressivamente marcendo? Nel tuo corpo?

È come una malattia ereditaria: sai che ce l’hai, ma non puoi fare nulla per guarirne. Non è qualcosa che sparisca a uno schiocco di dita. Può solo peggiorare.

Naturalmente tutti gli esseri umani hanno dei lati deboli. Ma la vera debolezza è rara quanto la vera forza. È qualcosa che ti trascina di continuo nelle tenebre. Tu non la conosci, eppure esiste realmente, a questo mondo. E non vi si pone rimedio con vaghi assiomi.

41. Lo Zen di JoshuJoshu cominciò lo studio dello Zen quando aveva sessant’anni e continuò sino agli ottanta, allorché r...
01/02/2025

41. Lo Zen di Joshu
Joshu cominciò lo studio dello Zen quando aveva sessant’anni e continuò sino agli ottanta, allorché realizzò lo Zen.
Insegnò dall’età di ottant’anni sino a quando raggiunse i centovent’anni,
Una volta uno studente gli domandò: “Se nella mia mente non c’è nulla, che cosa devo fare?”.
Joshu rispose: “Buttalo via”.
“Ma se non c’è nulla, come faccio a buttarlo via?” insistette l’allievo.
“Bè,” disse Joshu “allora attualo”.

La foto analogica è una cosa. Non di rado la conserviamo con cura come un oggetto che ci sta a cuore. La sua fragile mat...
18/01/2025

La foto analogica è una cosa. Non di rado la conserviamo con cura come un oggetto che ci sta a cuore. La sua fragile materialità è esposta all’Altro, al degrado.

La fotografia analogica incarna la fugacità anche sul piano del referente. L’oggetto fotografato si allontana inesorabilmente nel passato. La fotografia è a lutto.

La fotografia analogica trasferisce dal negativo sulla carta le tracce di luce emanata dall’oggetto.

Il medium digitale trasforma invece i raggi di luce in dati, vale a dire in relazioni numeriche. I dati sono privi di luce: non sono né chiari né scuri. Interrompono la luce vitale. Il medium digitale infrange la relazione magica che lega l’oggetto alla fotografia mediante la luce.

Il medium digitale traspone la luce in dati, e in tal modo essa si perde. Nella fotografia digitale, l’alchimia cede il passo alla matematica, smitizzando la fotografia stessa.

La fotografia digitale non è un’emanazione del referente, bensì un’eliminazione del referente.

La fotografia analogica quale medium del ricordo racconta una storia, un destino. Ad avvolgerla è un orizzonte romanzesco.

La fotografia digitale non è romanzesca, bensì episodica.

Niente rivela la finezza o la grossolanità della nostra cultura, la nostra scarsa o buona educazione tanto velocemente q...
12/01/2025

Niente rivela la finezza o la grossolanità della nostra cultura, la nostra scarsa o buona educazione tanto velocemente quanto la conversazione: rivela l’intera storia della nostra vita, e quello che diciamo – e come lo diciamo – tradisce i nostri segreti, rivela al mondo la nostra vera statura.
[…]
Molti di noi non sono solo cattivi conversatori, ma anche cattivi ascoltatori.
[…]
Una delle cause del declino della nostra capacità di conversare è la mancanza di empatia: siamo troppo egoisti, troppo impegnati a pensare al nostro benessere, troppo attaccati al nostro piccolo mondo, troppo intenti a promuovere noi stessi, per interessarci agli altri. Senza empatia nessuno può essere un buon conversatore: dobbiamo essere in grado di entrare nella vita degli altri, di viverla insieme a loro, di essere buoni ascoltatori e buoni parlatori.

07/01/2025
…derivato dal cappero fresco, ma non cappero frescoQuante altre volte mi è capitato di avere tra i denti un   fresco? Ne...
31/12/2024

…derivato dal cappero fresco, ma non cappero fresco
Quante altre volte mi è capitato di avere tra i denti un fresco? Nessuna! Quante altre volte un cappero: infinite. Perché non lo leggo come cappero, perché le chiavi gustative non si sovrappongono rendendo possibile il riconoscimento? Semplice. Quello in memoria è il gusto di un cappero sempre passato per un processo di lavorazione, dove il suo gusto, la sua freschezza, la sua naturalezza è stata toccata, profondamente cambiata, dal lavoro dell’uomo e del suo strumento di conservazione: per lo più sale, aceto talvolta. Quello che il mondo del cappero conosce, come gusto, è il risultato dello stravolgimento del suo profilo aromatico da parte del sale marino.

In realtà Battiato espone diverse volte, nelle sue stesse canzoni, la sua “ambiguità”, che è piuttosto espressione della...
04/12/2024

In realtà Battiato espone diverse volte, nelle sue stesse canzoni, la sua “ambiguità”, che è piuttosto espressione della parzialità della nostra capacità di recepire il mondo se non per frammenti.
In senso olistico, ciascuno di questi frammenti contiene il tutto ma in movimento, in magnetiche giravolte di livelli di realtà, in un infinito e gioioso stordirsi, nel tempo, attraverso il tempo, di colori e sapori (quasi a riprendere spin, colore e sapore delle particelle subatomiche in fisica quantistica).
Spiegare Battiato, del resto, è sempre un po’ tradirne le intenzioni, che non vogliono farsi imprigionare da una logica che il Nostro vuole superare, insieme a tutto il pensiero occidentale.

Ciuscia. Lettere da Sudest. Rivista letteraria aperiodica (!?) - Numero 1 - Settembre 2024.
26/11/2024

Ciuscia. Lettere da Sudest. Rivista letteraria aperiodica (!?) - Numero 1 - Settembre 2024.

Contro la noiaNessun giorno senza un rischio. Il pericolo più grande è la prudenza, il calcolo. Esagerate. Siate sfrenat...
21/11/2024

Contro la noia
Nessun giorno senza un rischio. Il pericolo più grande è la prudenza, il calcolo. Esagerate. Siate sfrenati nei sensi e nell'immaginazione. Buttate via le copie. Dedicatevi agli atti unici. Ogni giornata è il vostro regno: convocate l'ebbrezza e la ragione, l'invisibile e la buona azione.

Disconosco questa Sicilia da sempreI’ve always disgregarded this Sicily.L’ho risalita in diagonale verso occidente.I tra...
10/11/2024

Disconosco questa Sicilia da sempre
I’ve always disgregarded this Sicily.
L’ho risalita in diagonale verso occidente.
I travelled the island diagonnally in a northwest direction.
Verso quell’estremità di terra che si serra a conca rovesciata.
Towards that stretch of land shaped like a reverse hollow.
Indugiando a disegnare ombre lacerate di montagne arse, da incendi e lapilli al sole.
I lingered, in my mind’s eye, to draw torn shadows of mountains burnt by fires and scorching sun.
Dal basso intravedo come una nostalgia d’isola azzurra, il mare.
Down below the valley I cast a yearning glance at the familiar island of blue, the Tyrrhenian Sea.
Quel Tirreno che a occidente indaga la Sicilia da una torre normanna verso Termini e la raggira verso il suo canale.
That same sea that scrutinizes western Sicily from the west, from atop a Norman tower, towards Termini, swerving around Sicily’s Canal.
Ancora montagne d’improvviso risalendo verso Mazara del Vallo.
Mountains came into view again as you move up in the direction of Mazara del Vallo.
Lascio a tergo la conurbazione di Palermo. Svincoli per Mondello, Sferracavallo, Capaci.
I leave behind the urban sprawl of Palermo, at the crossroads of Mondello, Sferracavallo and Capaci.
Capaci.
Capaci.

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