Il libro nella giungla

Il libro nella giungla Qual è il ruolo del libro oggi, nell'epoca del web e dei social forum? La pagina "Il libro Nella giungla", evocando il libro di avventure per ragazzi di R.

Kipling "Il libro Della giungla", si prefigge di far emergere la funzione che può ancora avere il libro nella formazione dei ragazzi e nella maggiore consapevolezza dei più grandi, anche nell'epoca del web e dei social forum. Con ciò, non si vuole associare a tutti i costi la giungla alla società attuale, intesa come luogo infido dove si lotta contro ostacoli e difficoltà di ogni tipo e dove la le

galità e l'onestà si scontrano, spesso, contro le leggi della violenza, dell'astuzia e della corruzione. Piuttosto, si pensa ad un altro tipo di giungla, quella mediatica, intesa come spazio abbagliante di possibilità, caratterizzato da una ricca vegetazione di contenuti più o meno validi e attraversato da caotici flussi d'informazioni intricati come liane. La presente pagina, pur avendo cambiato il suo nome originario "Mercatino del libro usato", continua a fare riferimento, per quanto riguarda l'acquisto e la vendita di libri usati, al profilo facebook "Mercatino del libro usato", che trovate a questo link:

https://www.facebook.com/mercatinodellibro.usato.31?fref=ts

Post di notte  #01: SciroccoGuccini ha posizionato la telecamera nel centro di Bologna e vede, registra, racconta senza ...
19/01/2026

Post di notte #01: Scirocco
Guccini ha posizionato la telecamera nel centro di Bologna e vede, registra, racconta senza lesinare dettagli con un piano sequenza che passa dal ventoso ambiente esterno all'anima squarciata dei personaggi ispirandosi "a fatti realmente accaduti". Protagonista il poeta Adriano Spatola mentre spia attraverso la vetrina di un bar Giulia Niccolai, poetessa e compagna di vita, alla fine del loro amore. Hanno un appuntamento, ma lui è in bilico sul sentimento per un'altra donna e resta a guardarla mentre Giulia lo attende invano. Poi, rassegnata, in lacrime, si fa trasportare via dallo scirocco.
Titoli di coda. Ma noi sappiamo che Adriano Spatola morirà un anno dopo e Giulia Niccolai scapperà in India dove si farà monaca buddhista.
Scirocco cambia il senso di Guccini per la canzone. E viceversa.

Al di là della vita che cerchi, o che fatichi a far funzionare, ce n'è un'altra che ti sta aspettando. E' la vita che vi...
29/12/2025

Al di là della vita che cerchi, o che fatichi a far funzionare, ce n'è un'altra che ti sta aspettando. E' la vita che vivrai quando ti lascerai alle spalle tutto ciò che la rendeva inaccessibile. E' la vita che è sempre stata lì; quella che è ben salda, perché tutte le tessere combaciano. E' la vita che nel profondo hai sempre voluto; quella da cui ti separa soltanto una decisione. E se nel tentativo di ottenerla tu dovessi smarrire la via, allora mi auguro che tornerai a queste pagine e che prenderai ciò che ti serve, lasciando lì quello che ora non ti aiuta, ma che qualcun altro potrebbe trovare utile - qualcuno che magari, in futuro, potresti essere anche tu. Mi auguro che tu custodisca ciò che hai letto e che, quando arriverà il momento di compiere il passo successivo, tu scopra di avere già piantato il seme che, germogliando, darà vita alla versione migliore di te stesso.
Da leggere quando..
non riesci a concederti di essere felice
hai il cuore spezzato e credi che non guarirà mai
non capisci perché le persone siano così sgarbate
stai facendo del tuo meglio ma va tutto storto
senti che non hai la vita che volevi
non capisci perché qualcosa che un tempo era importante per te adesso ti sembri del tutto sbagliato
temi di non riuscire a superare la sfida che ti aspetta
ti paragoni sempre agli altri
vorresti cambiare la tua vita, ma non sai da dove cominciare
ti preoccupi troppo di quello che pensano gli altri
pensi di non meritare l'amore
non sai quello che vuoi
ti aspetti sempre che stia per capitare qualcosa di brutto
hai bisogno di lasciarti qualcosa alle spalle, pur sapendo che farà male
hai perso qualsiasi punto di riferimento
ti senti solo e non capisci il perché
non sai qual è il tuo scopo
temi di non trovare ciò che è destinato a te
ti senti incompreso
la paura ti paralizza
credi dover accettare qualsiasi critica perché ti aiuterà a migliorare
non sai se trattenere qualcosa o lasciarla andare
hai perso la speranza
vorresti tirarti indietro
non sai quale sarà il tuo prossimo passo
credi di aver toccato il fondo
ti senti in trappola, come se nulla potesse mai cambiare
senti che il tuo mondo sta cadendo a pezzi

PupazzaLa mia pischina nuda bercia dal microfono di una stazione bombardata.Perlustro la palude, smattinizzata, esclusiv...
21/12/2025

Pupazza
La mia pischina nuda bercia dal microfono di una stazione bombardata.
Perlustro la palude, smattinizzata, esclusivamente tardo-pomeridiana. Incanalata nell'uggia nel peggiore dei modi, e col paramento a lutto smontabile, pieghevole, portatile, salvaspazio.
Non ce li ho i vostri saloni massicci, i vostri villoni, le vostre montagne ferme di disastro. Ma pago lo stesso.

La mente del principianteIl gioco strategico Go è nato circa tremila anni fa in Cina. La leggenda vuole che i signori de...
07/12/2025

La mente del principiante
Il gioco strategico Go è nato circa tremila anni fa in Cina. La leggenda vuole che i signori della guerra e i generali l’abbiano inventato ispirandosi alle pietre che posizionavano sulle mappe per mettere a punto i loro piani di battaglia.
Oltre a essere il più antico gioco di strategia della storia, è anche uno dei più complessi.

Raccogliendo il gu**to di sfida, alcuni scienziati hanno elaborato un programma d’intelligenza artificiale chiamato AlphaGo. Questo programma ha imparato a giocare da autodidatta, studiando oltre centomila partite già disputate. Poi ha continuato a giocare con sé stesso fino a quando non è stato pronto a sfidare il grande maestro di Go.
Alla mossa 37 del secondo match, la macchina ha dovuto prendere una decisione che avrebbe condizionato il resto della partita. Apparentemente c’erano due sole opzioni praticabili. L’opzione A sarebbe stata la riprova che il computer aveva optato per una strategia d’attacco. L’opzione B sarebbe stata segno di una strategia difensiva.
Il computer, però, scelse una terza mossa, una mossa che nell’arco di migliaia di anni nessun giocatore aveva mai compiuto.

Che cosa ha permesso alla macchina di concepire una mossa che nessun giocatore esperto aveva mai compiuto in migliaia di anni?
Non è stata necessariamente la sua intelligenza. E’ stato il fatto che la macchina aveva imparato il gioco partendo da zero, senza avvalersi di un maestro, senza alcun intervento umano, nessuna lezione nata dall’esperienza di qualcun altro. L’intelligenza artificiale si è attenuta alle regole del gioco, non alle norme culturali ad esse sottese da millenni. Non ha tenuto conto delle tradizioni e delle convenzioni di Go vecchie tremila anni. Non ha accettato la narrativa su quale sia il modo corretto per affrontare questo gioco. Non è stato frenato da credenze limitanti.

Il grande maestro che stava giocando contro la macchina ne è rimasto così spiazzato da alzarsi e uscire dalla stanza. Quand’è tornato, non sfoggiava più la sua abituale e sicura compostezza: era visibilmente scosso e frustrato dall’accaduto. Alla fine, ha vinto AlphaGo.

In conclusione, il computer ha vinto quattro match su cinque e il grande maestro si è ritirato per sempre dai tornei.

Per vedere ciò che nessun essere umano ha mai visto prima, per sapere ciò che nessun essere umano ha mai saputo prima, per creare ciò che nessun essere umano ha mai creato prima potrebbe essere necessario vedere attraverso occhi che non hanno mai visto, sapere attraverso una mente che non ha mai saputo, creare con mani che non hanno mai creato.
Questa è la mente del principiante: uno degli stati dell’essere più difficili da raggiungere da un’artista, proprio perché richiede di abbandonare tutto ciò che le nostre esperienze ci hanno insegnato.

La Grassa mandò giù un altro sorso d'acqua e ricominciò a raccontare: "Il fattaccio accadde il diciotto giugno  del 1952...
22/04/2025

La Grassa mandò giù un altro sorso d'acqua e ricominciò a raccontare: "Il fattaccio accadde il diciotto giugno del 1952. Galeazzo e Lucrezia erano partiti la mattina presto per Catania. La loro bambina, Eugenia, soffriva di una grave forma di dermatite. Quel giorno avevano fissato un consulto per farla visitare da un bravissimo dermatologo, un professore che veniva dal continente ogni due o tre mesi. Per loro ogni occasione era buona per andare a Catania. Per non avere intralci, di comune accordo, avevano lasciato Giacomino e Rachele al palazzo".
"Giacomino e Rachele erano tra loro cuginetti. Giusto?" chiese Bodoni.
"Be', si" confermò La Grassa. "Giacomino come vi ho detto prima, era il figlio di Galeazzo, mentre Rachele era la figlia di Manfredi, quindi erano tra loro cuginetti ed erano inseparabili. Essendo quasi coetanei, passavano tutto il loro tempo insieme a giocare. I loro genitori, comunque, quel giorno erano tranquilli. Sapevano di averli lasciati in buone mani, quelle della servitù e soprattutto quelle dell'angelo custode, al quale avevano raccomandato di non perderli d'occhio.
All'inizio Santoro c'era rimasto male, aveva detto che sarebbe stato molto più utile se li avesse accompagnati a Catania, ma Galeazzo aveva insistito, gli aveva ordinato di restare coi ragazzini, così Angelo aveva dovuto obbedire."
"Avete una memoria formidabile."
"Ho pensato e ripensato per anni ad ogni momento di quel maledetto giorno e me lo sono impresso a fuoco nel cervello. Potrò dimenticare la mia data di nascita, potrò dimenticare come mi chiamo, ma tutto ciò che accadde quel giorno non lo dimenticherò mai."

Il punto chiave è la debolezza, - proseguì. Tutto è nato da lì. Una debolezza che tu non puoi capire.…La debolezza è qua...
08/02/2025

Il punto chiave è la debolezza, - proseguì. Tutto è nato da lì. Una debolezza che tu non puoi capire.

La debolezza è qualcosa che imputridisce dentro di noi, come una cancrena. Io la sentivo già quando ero adolescente. Per questo ero sempre irritato. Riesci a capire cosa significhi sentire che dentro di te qualcosa sta progressivamente marcendo? Nel tuo corpo?

È come una malattia ereditaria: sai che ce l’hai, ma non puoi fare nulla per guarirne. Non è qualcosa che sparisca a uno schiocco di dita. Può solo peggiorare.

Naturalmente tutti gli esseri umani hanno dei lati deboli. Ma la vera debolezza è rara quanto la vera forza. È qualcosa che ti trascina di continuo nelle tenebre. Tu non la conosci, eppure esiste realmente, a questo mondo. E non vi si pone rimedio con vaghi assiomi.

41. Lo Zen di JoshuJoshu cominciò lo studio dello Zen quando aveva sessant’anni e continuò sino agli ottanta, allorché r...
01/02/2025

41. Lo Zen di Joshu
Joshu cominciò lo studio dello Zen quando aveva sessant’anni e continuò sino agli ottanta, allorché realizzò lo Zen.
Insegnò dall’età di ottant’anni sino a quando raggiunse i centovent’anni,
Una volta uno studente gli domandò: “Se nella mia mente non c’è nulla, che cosa devo fare?”.
Joshu rispose: “Buttalo via”.
“Ma se non c’è nulla, come faccio a buttarlo via?” insistette l’allievo.
“Bè,” disse Joshu “allora attualo”.

La foto analogica è una cosa. Non di rado la conserviamo con cura come un oggetto che ci sta a cuore. La sua fragile mat...
18/01/2025

La foto analogica è una cosa. Non di rado la conserviamo con cura come un oggetto che ci sta a cuore. La sua fragile materialità è esposta all’Altro, al degrado.

La fotografia analogica incarna la fugacità anche sul piano del referente. L’oggetto fotografato si allontana inesorabilmente nel passato. La fotografia è a lutto.

La fotografia analogica trasferisce dal negativo sulla carta le tracce di luce emanata dall’oggetto.

Il medium digitale trasforma invece i raggi di luce in dati, vale a dire in relazioni numeriche. I dati sono privi di luce: non sono né chiari né scuri. Interrompono la luce vitale. Il medium digitale infrange la relazione magica che lega l’oggetto alla fotografia mediante la luce.

Il medium digitale traspone la luce in dati, e in tal modo essa si perde. Nella fotografia digitale, l’alchimia cede il passo alla matematica, smitizzando la fotografia stessa.

La fotografia digitale non è un’emanazione del referente, bensì un’eliminazione del referente.

La fotografia analogica quale medium del ricordo racconta una storia, un destino. Ad avvolgerla è un orizzonte romanzesco.

La fotografia digitale non è romanzesca, bensì episodica.

Niente rivela la finezza o la grossolanità della nostra cultura, la nostra scarsa o buona educazione tanto velocemente q...
12/01/2025

Niente rivela la finezza o la grossolanità della nostra cultura, la nostra scarsa o buona educazione tanto velocemente quanto la conversazione: rivela l’intera storia della nostra vita, e quello che diciamo – e come lo diciamo – tradisce i nostri segreti, rivela al mondo la nostra vera statura.
[…]
Molti di noi non sono solo cattivi conversatori, ma anche cattivi ascoltatori.
[…]
Una delle cause del declino della nostra capacità di conversare è la mancanza di empatia: siamo troppo egoisti, troppo impegnati a pensare al nostro benessere, troppo attaccati al nostro piccolo mondo, troppo intenti a promuovere noi stessi, per interessarci agli altri. Senza empatia nessuno può essere un buon conversatore: dobbiamo essere in grado di entrare nella vita degli altri, di viverla insieme a loro, di essere buoni ascoltatori e buoni parlatori.

07/01/2025
…derivato dal cappero fresco, ma non cappero frescoQuante altre volte mi è capitato di avere tra i denti un   fresco? Ne...
31/12/2024

…derivato dal cappero fresco, ma non cappero fresco
Quante altre volte mi è capitato di avere tra i denti un fresco? Nessuna! Quante altre volte un cappero: infinite. Perché non lo leggo come cappero, perché le chiavi gustative non si sovrappongono rendendo possibile il riconoscimento? Semplice. Quello in memoria è il gusto di un cappero sempre passato per un processo di lavorazione, dove il suo gusto, la sua freschezza, la sua naturalezza è stata toccata, profondamente cambiata, dal lavoro dell’uomo e del suo strumento di conservazione: per lo più sale, aceto talvolta. Quello che il mondo del cappero conosce, come gusto, è il risultato dello stravolgimento del suo profilo aromatico da parte del sale marino.

In realtà Battiato espone diverse volte, nelle sue stesse canzoni, la sua “ambiguità”, che è piuttosto espressione della...
04/12/2024

In realtà Battiato espone diverse volte, nelle sue stesse canzoni, la sua “ambiguità”, che è piuttosto espressione della parzialità della nostra capacità di recepire il mondo se non per frammenti.
In senso olistico, ciascuno di questi frammenti contiene il tutto ma in movimento, in magnetiche giravolte di livelli di realtà, in un infinito e gioioso stordirsi, nel tempo, attraverso il tempo, di colori e sapori (quasi a riprendere spin, colore e sapore delle particelle subatomiche in fisica quantistica).
Spiegare Battiato, del resto, è sempre un po’ tradirne le intenzioni, che non vogliono farsi imprigionare da una logica che il Nostro vuole superare, insieme a tutto il pensiero occidentale.

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