04/08/2026
CANTA RO'
Questo è un viaggio, un viaggio reale, perché c’è una donna che si reca in una stazione, sale su un treno, parte e poi scende. Vive lì uno stralcio della sua vita e poi riparte, desiderosa di qualcosa di più soddisfacente, bramosa di una vita dignitosa. E allora di nuovo una stazione, un viaggio e poi un nuovo arrivo. Questo è un viaggio, un viaggio immateriale, perché c’è una donna che va alla stazione della vita, che sale su un treno e poi scende. Vive lì uno stralcio della sua vita e poi riparte, desiderosa di qualcosa di più soddisfacente, bramosa di una vita dignitosa. E allora di nuovo una stazione, un viaggio e poi un nuovo arrivo. I due viaggi si intersecano, realtà e interiorità convivono perché si ricongiungono nella meta agognata, che è la felicità di vivere e di vivere cantando.
Rosa Balistreri vive una vita in movimento, si sposta in vari luoghi della Sicilia prima e dell’Italia dopo, ma ciò che c’è dentro di lei è immutabile: il desiderio, o meglio l’urgenza, di cantare. Amava cantare, cantava per sé stessa, per i vicini, che le dicevano Canta Ro’, cantava per dimenticare i guai, per non morire, per sentirsi libera. Preferiva il canto al pane e questo, nella Sicilia di quegli anni in cui si pativa la fame, significava scegliere tra il digiuno e il canto. Il testo, senza alcun intento esaustivo, si pone l’obiettivo di raccontare la donna e non solo la cantante. O meglio la cantante è lo strumento per arrivare alla donna. Vengono percorse alcune, non tutte, le tappe della sua vita che intercorrono tra Licata, il paese di origine e la Calabria dove poi avrà un malore, che la condurrà alla morte il 20 settembre 1990 all’età di 63 anni. La sua è una vita che ha conosciuto fame, miseria, ingiustizia, violenza, sopraffazione. Ma lei non si è rassegnata, la sua volontà e il suo coraggio hanno avuto la meglio sulla rassegnazione. Questi aspetti della sua personalità ne giustificano l’idea di raccontarla a teatro. Ma c’è altro. La sua vita di donna, raccontata cantando, diventerà un megafono della nostra Sicilia: la povertà degli ultimi, la lotta per sopravvivere alla miseria, la condizione delle donne e le brutalità subite, la disparità tra poveri e ricchi e la rabbia che cresce di fronte a palesi ingiustizie. Per cui raccontare Rosa è raccontare la Sicilia e il suo cantare è non solo un agire performativo ma anche politico, nel suo significato più autentico e pregnante. Del resto Rosa voleva essere un cantastorie, una donna che canta e cunta, perché la sua esperienza diventi il caleidoscopio in cui tante altre vite si riflettono. Dopo aver conosciuto la sua storia, mettere in scena questo spettacolo ci è sembrato una necessità. Come non accettare la sua richiesta accorata:
Quannu iu muoru, faciti can nun muoru, riciti a tutti, chiddu ca vi rissi.
Quannu iu muoru, nun vi sintiti suli,
ca suli nun vi lassu mancu rintra u fuossu
Quannu iu muoru, cantati i ma canti, nun bo scuddati,
cantatili a tutti banni.
Quannu iu muoru, pinsatimi ogni tantu,
ca pi sta terra ncruci iu muoru senza vuci.
IMPORTANTE
Per quanto riguarda
CANTA RO'
A CAUSA DI MOTIVI *NON IMPUTABILI* ALLA COMPAGNIA TEATRALE LO SPETTACOLO "CANTA RO'" SI TERRÀ PRESSO L'ATRIO COMUNALE DI PALAZZO SAN DOMENICO GIORNO 13 AGOSTO ALLE ORE 21:30 ANZICHÉ NELL' ANFITEATRO "LORENZO LA MONICA" NEL PARCO SAN GIUSEPPE U TIMPUNI.
🎭*`SI LEVA IL SIPARIO 🎭
INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI_
ai numeri
3387563980
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(9.00-13.00/15.00-21.00)
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