11/10/2026
𝐏𝐎𝐒𝐈𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐃𝐄𝐋𝐋'𝐀𝐓𝐄𝐋𝐈𝐄𝐑 Sulle mostre e gli artisti
𝐋’𝐚𝐫𝐭𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐚𝐧𝐭𝐢𝐜𝐢𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐮𝐧 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐚 𝐯𝐞𝐧𝐢𝐫𝐞
L’Atelier Modica è uno spazio indipendente e autogestito dedicato all’arte contemporanea, alla ricerca e alla sperimentazione. Ma è anche, e soprattutto, uno spazio che nasce da una convinzione: l’arte non deve limitarsi a rappresentare il mondo così com’è, ma può contribuire a immaginare e rendere possibile il mondo che ancora non esiste.
Crediamo che l’arte possa essere avanguardia di una società diversa, anticipazione di nuove possibilità dell’esistenza, esercizio collettivo della libertà. Un mondo fondato sul rispetto reciproco, sul mutuo appoggio e sulla solidarietà; un mondo capace di liberarsi dalle relazioni di dominio, da ogni forma di repressione e sfruttamento, e di riconoscere a ogni essere umano pari dignità e diritti.
Per questo, la ricerca artistica che ci interessa non è separata dalla realtà sociale in cui prende forma. Ci interessa l’arte che interroga il presente, che ne mette in discussione le certezze, che apre crepe nell’ordine esistente e lascia intravedere altre forme di vita. Un’arte libera di sperimentare, di contraddirsi, di sorprendere; un’arte che non abbia paura di prendere posizione.
𝐋’𝐀𝐭𝐞𝐥𝐢𝐞𝐫 𝐫𝐢𝐟𝐢𝐮𝐭𝐚 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚 𝐝𝐢 𝐫𝐚𝐳𝐳𝐢𝐬𝐦𝐨, 𝐨𝐦𝐨𝐟𝐨𝐛𝐢𝐚 𝐞 𝐢𝐬𝐥𝐚𝐦𝐨𝐟𝐨𝐛𝐢𝐚, così come ogni discriminazione che neghi la dignità delle persone. Questi principi non costituiscono un orientamento accessorio, ma una parte essenziale dell’identità dello spazio e del modo in cui intendiamo vivere e condividere l’esperienza artistica.
Siamo inoltre accanto al popolo palestinese, alla sua lotta per la libertà, l’autodeterminazione e il diritto a vivere in pace e dignità. La Palestina rappresenta per noi una bussola morale e politica: ci ricorda che non è possibile immaginare una società libera ignorando l’oppressione altrui, né costruire un futuro comune accettando che alcuni esseri umani siano privati dei diritti fondamentali riconosciuti ad altri. La sua vicenda ci interroga tutti e ci invita a guardare criticamente alle strutture economiche e politiche del presente. Condanniamo il sionismo come parte di una politica coloniale e suprematista.
È anche da questa consapevolezza che nasce la necessità di superare un sistema di produzione fondato sullo sfruttamento e sulla disuguaglianza, per immaginare una società nella quale diritti e responsabilità siano condivisi, le risorse siano orientate al benessere collettivo e la dignità umana prevalga sul profitto.
In questo orizzonte, esporre all’Atelier significa entrare in uno spazio di incontro e confronto, dove le opere possono dialogare tra loro e con il mondo, generando domande, relazioni e possibilità. Non cerchiamo necessariamente un linguaggio artistico comune, né una particolare appartenenza stilistica. Ci interessa la pluralità delle ricerche, la libertà espressiva e la capacità di un’opera di aprire uno spazio di pensiero.
L’Atelier Modica è un piccolo spazio indipendente, ma aspira a essere parte di un orizzonte più grande: quello di una cultura capace di sottrarsi alla rassegnazione e di contribuire, attraverso la pratica artistica, alla costruzione di un mondo più libero, solidale e giusto.
Non soltanto un luogo in cui esporre, ma uno spazio da cui cominciare a immaginare il futuro.