L'a/telier

L'a/telier L'Atelier offre uno spazio ad artiste e artisti locali, nazionali e internazionali. Luogo d'incontro di diverse culture e approcci alle espressioni artistiche.

NON LUOGO DI SITUAZIONI E CONTEMPORANEITÀ
Spazio espositivo privato a Modica Alta ( RG )

L'A/telier è situato in una delle stradine principali di Modica Alta, in Via Pizzo. Uno spazio privato all'interno di un abitazione che si trasforma in galleria. Non siamo legati a nessuna organizzazione e nessun finanziamento per garantire la nostra assoluta indipendenza. L'arte deve essere libera, in ogni f

orma e norma, senza restrizioni di società e controllo dall'esterno, rappresentando la forma pura dell’espressione creativa. Per l'espressione dell'arte, tutti i sensi dovrebbero essere usati, senza nessun limite nelle forme di presentazione.

𝗦𝗜𝗧𝗨𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗠𝗜𝗖𝗥𝗢𝗙𝗢𝗡𝗢 𝗔𝗣𝗘𝗥𝗧𝗢, Contributi vocali, letture , poesie, testi eretici e ribelli, desideri : Pensieri sulla cas...
05/06/2026

𝗦𝗜𝗧𝗨𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗠𝗜𝗖𝗥𝗢𝗙𝗢𝗡𝗢 𝗔𝗣𝗘𝗥𝗧𝗢, Contributi vocali, letture , poesie, testi eretici e ribelli, desideri : Pensieri sulla casa, la città, il quartiere, l’urbanismo, overturismo, gentrificazione . Siete tutti invitati al nostro aperitivo e chi desidera puo’ peartecipare con un proprio contibruto.

𝐌𝐨𝐝𝐢𝐜𝐚 𝐀𝐥𝐭𝐚: 𝐚𝐩𝐩𝐮𝐧𝐭𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐫𝐚𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐢 𝐫𝐢𝐚𝐩𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐚𝐥 𝐛𝐚𝐬𝐬𝐨Negli ultimi cinque o sei anni, a Modica Alta si sono ...
31/05/2026

𝐌𝐨𝐝𝐢𝐜𝐚 𝐀𝐥𝐭𝐚: 𝐚𝐩𝐩𝐮𝐧𝐭𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐫𝐚𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐢 𝐫𝐢𝐚𝐩𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐚𝐥 𝐛𝐚𝐬𝐬𝐨

Negli ultimi cinque o sei anni, a Modica Alta si sono sviluppati gruppi, associazioni e percorsi collettivi che hanno cercato di affrontare le criticità del quartiere attraverso analisi, proposte, incontri e consultazioni informali.
Tuttavia, al di là della vitalità di questi momenti, i risultati concreti sul piano delle trasformazioni reali sono rimasti pressoché assenti. Il dialogo con le amministrazioni locali, spesso perseguito come via privilegiata, non ha prodotto cambiamenti sostanziali. Nella migliore delle ipotesi, si è assistito a interventi parziali, correttivi minimi, o a una funzione di contenimento delle criticità già prodotte.
In questo quadro, emerge una domanda preliminare: cosa significa davvero “migliorare la qualità della vita” in un quartiere, in una città?
La risposta non è univoca. Ogni individuo, ogni gruppo sociale, porta con sé desideri, bisogni e visioni differenti. Tuttavia, ignorare la dimensione materiale e sociale di queste differenze significa nascondere una delle chiavi fondamentali della questione: la posizione di classe.
All’interno dei processi partecipativi, prima o poi emergono interessi divergenti. Da un lato chi ha investito nel patrimonio immobiliare, immaginando un centro storico valorizzato secondo canoni estetici e turistici — una sorta di “bijou à la suisse”, ordinato, decorato, vetrinizzato. Dall’altro chi vive il quartiere nella precarietà quotidiana, spesso senza reddito stabile, in una condizione di dipendenza e sopravvivenza.In particolare non si è mai cercato un dialogo con le persone provenienti dai paesi del Nord-Africa che vivono una seconda discriminazione di cittadini di serie C.
Non si tratta di opporre meccanicamente questi interessi, ma di riconoscere che entrambi esistono e devono essere ascoltati. Tuttavia, ogni progetto di trasformazione che ignori queste tensioni è destinato a produrre esclusione.
Negli ultimi decenni il termine “riqualificazione” è diventato centrale nel lessico urbano. Una parola apparentemente neutra, ma profondamente ambigua. Troppo spesso, in Sicilia come altrove, essa ha significato processi di trasformazione che hanno progressivamente svuotato i centri storici della loro complessità sociale, culturale e umana, trasformandoli in spazi estetizzati, turistici, assimilabili a scenografie: città ridotte a Disneyland. Ricordo un piccolo scritto di Raoul Vanegeim , tra i fondatori in vita dell’Internazionale Situazione, dal titolo "Lo Stato non è più nulla, spetta a noi essere tutto”. In questo senso, la crisi non è semplicemente il risultato di cattive amministrazioni o di insufficiente volontà politica. Essa appare piuttosto come una crisi strutturale, interna al modello economico e sociale dominante, fondato sulla produzione del valore e sulla sua accumulazione.
Di fronte a questo scenario, rivolgersi esclusivamente alle istituzioni come agenti di cambiamento risulta insufficiente. Le amministrazioni possono, nei casi migliori, accompagnare o mitigare alcuni effetti, ma raramente incidono sulla sostanza delle trasformazioni.
Le esperienze che invece hanno generato fiducia e coesione reale sono nate altrove: dal basso, in forma autonoma e spontanea. Le coperte delle mamme di Modica, le cene di quartiere, le feste di strada, le grigliate collettive non sono semplici momenti conviviali, ma forme embrionali di organizzazione sociale. In questi spazi si produce conoscenza reciproca, si ricostruisce legame, si attiva una capacità minima di auto-organizzazione.
È in queste pratiche che si intravede una possibilità diversa: non la delega, ma la costruzione diretta di relazioni e forme di vita comuni. Una sorta di territori temporaneamente autonomi, o — per usare un linguaggio più radicale — la produzione di situazioni.
Guy Debord e l’Internazionale Situazionista hanno definito la “situazione” come un momento costruito di esperienza vissuta, capace di interrompere la passività della vita quotidiana e la sua riduzione a consumo. Contro la società dello spettacolo, la situazione rappresenta un tentativo di restituire all’esistenza la sua immediatezza, sottraendola alla mediazione continua delle merci, delle immagini e delle rappresentazioni.
È in questa direzione che si può leggere anche l’esperienza dei piccoli gesti collettivi: non come folklore o spontaneità residuale, ma come embrioni di una possibile riappropriazione del quotidiano.
In un non-luogo, fine maggio 2026
Alberto Sipione

29/05/2026
𝐓𝐑𝐀𝐌𝐄 𝐀𝐁𝐈𝐓𝐀𝐓𝐄 𝐎ʀᴀᴢɪᴏ 𝐂ᴀʀᴜ𝐬ᴏ (𝐌ᴏᴅɪᴄᴀ) -𝐀ʟғʀᴇᴅᴏ 𝐂ᴏᴠᴀᴛᴏ (𝐌ᴏᴅɪᴄᴀ) -𝐌ᴀʀᴄᴏ 𝐍ᴏᴠɪᴇʟʟᴏ (𝐑ᴇɢɢɪᴏ 𝐄ᴍɪʟɪᴀ)𝟴 𝗠𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 - 𝟳 𝗚𝗶𝘂𝗴𝗻𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟲APE...
28/05/2026

𝐓𝐑𝐀𝐌𝐄 𝐀𝐁𝐈𝐓𝐀𝐓𝐄
𝐎ʀᴀᴢɪᴏ 𝐂ᴀʀᴜ𝐬ᴏ (𝐌ᴏᴅɪᴄᴀ) -𝐀ʟғʀᴇᴅᴏ 𝐂ᴏᴠᴀᴛᴏ (𝐌ᴏᴅɪᴄᴀ) -𝐌ᴀʀᴄᴏ 𝐍ᴏᴠɪᴇʟʟᴏ (𝐑ᴇɢɢɪᴏ 𝐄ᴍɪʟɪᴀ)
𝟴 𝗠𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 - 𝟳 𝗚𝗶𝘂𝗴𝗻𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟲
APERTA DAL LU-SA dalle 17.00 alle 20.00
𝗩𝗶𝗮 𝗣𝗶𝘇𝘇𝗼 𝟰𝟮, 𝗠𝗼𝗱𝗶𝗰𝗮 𝗔𝗹𝘁𝗮 , 𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮

Tra disegno, installazione e sperimentazione visiva, i lavori in mostra restituiscono una pluralità di sguardi sull’abitare contemporaneo: la casa come rifugio o prigione, come luogo di cura o di conflitto, come spazio di immobilità o di possibilità. Ogni opera si configura come una trama, un frammento di esperienza che contribuisce a un racconto più ampio sulla condizione umana.
Trame Abitate si propone così come un’esperienza immersiva e contemplativa, capace di attivare una riflessione critica e sensibile sul vivere quotidiano. Una mostra che invita a immaginare una casa che si apre alla città e una città che torna a essere spazio di relazione, gioco e libertà.

𝐓𝐑𝐀𝐌𝐄 𝐀𝐁𝐈𝐓𝐀𝐓𝐄 𝐎ʀᴀᴢɪᴏ 𝐂ᴀʀᴜ𝐬ᴏ (𝐌ᴏᴅɪᴄᴀ) -𝐀ʟғʀᴇᴅᴏ 𝐂ᴏᴠᴀᴛᴏ (𝐌ᴏᴅɪᴄᴀ) -𝐌ᴀʀᴄᴏ 𝐍ᴏᴠɪᴇʟʟᴏ (𝐑ᴇɢɢɪᴏ 𝐄ᴍɪʟɪᴀ)𝟴 𝗠𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 - 𝟳 𝗚𝗶𝘂𝗴𝗻𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟲APE...
19/05/2026

𝐓𝐑𝐀𝐌𝐄 𝐀𝐁𝐈𝐓𝐀𝐓𝐄
𝐎ʀᴀᴢɪᴏ 𝐂ᴀʀᴜ𝐬ᴏ (𝐌ᴏᴅɪᴄᴀ) -𝐀ʟғʀᴇᴅᴏ 𝐂ᴏᴠᴀᴛᴏ (𝐌ᴏᴅɪᴄᴀ) -𝐌ᴀʀᴄᴏ 𝐍ᴏᴠɪᴇʟʟᴏ (𝐑ᴇɢɢɪᴏ 𝐄ᴍɪʟɪᴀ)

𝟴 𝗠𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 - 𝟳 𝗚𝗶𝘂𝗴𝗻𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟲
APERTA DAL LU-SA dalle 17.00 alle 20.00
𝗩𝗶𝗮 𝗣𝗶𝘇𝘇𝗼 𝟰𝟮, 𝗠𝗼𝗱𝗶𝗰𝗮 𝗔𝗹𝘁𝗮 , 𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮

ORAZIO CARUSO Studia Architettura a Roma, all’Università La Sapienza, dove si laurea con lode nel 2012. Vive a Modica, d...
11/05/2026

ORAZIO CARUSO Studia Architettura a Roma, all’Università La Sapienza, dove si laurea con lode nel 2012. Vive a Modica, dove svolge la libera professione, occupandosi di progettazione, ristrutturazione edilizia e restauro, presso lo Studio di famiglia Kouros.Dal 2014 al 2017 scrive sulla webzine Parola d’Arte, svolgendo attività di ricerca su varie tematiche legate all’attualità ed al lavoro creativo dei giovani professionisti. Da diversi anni svolge studi sui centri storici delle città del sud-est della Sicilia, con lo scopo di evidenziarne la forte valenza paesaggistica, le peculiarità ed i caratteri architettonici tipici.Nel 2017 espone dei disegni di studio sui centri storici di Modica, Ragusa Ibla e Scicli, presso il foyer del Teatro Garibaldi a Modica. Nel 2018, la fondazione G.P. Grimaldi ospita la mostra “Modica, il Collegio e la città”, dove viene riproposto il materiale del precedente progetto ed una sezione interamente dedicata all’ex Collegio gesuitico, il Palazzo degli Studi, sede attuale del Liceo Classico Tommaso Campailla.
Nel 2020 collabora come tecnico progettista con il Gal Terra Barocca. Il lavoro di ricerca prosegue nel 2023 con la mostra “Spaccati di società”, ancora presso la Fondazione G.P. Grimaldi di Modica, dove vengono esposti nuovi disegni di studio, in prevalenza spaccati prospettici di edifici notevoli e prospettive e vedute dall’alto dell’area iblea. Del 2024 la mostra “L’Intimità del Sacro”, in collaborazione con la società Ecclesia, presso il Museo Diocesano di Noto. Dallo stesso anno, alcuni suoi disegni sono esposti in maniera permanente presso il refettorio del Seminario Vescovile di Noto. Nel 2025, presso l’Archivio di Stato di Siracusa – sezione di Noto, in occasione delle giornate europee del Patrimonio, ai suoi disegni vengono accostati i documenti d’archivio storici, relativi all’epoca di costruzione delle architetture stesse in essi rappresentate.

Indirizzo

Via Pizzo 42
Modica
97015

Orario di apertura

Lunedì 17:00 - 20:00
Martedì 17:00 - 20:00
Mercoledì 17:00 - 20:00
Giovedì 17:00 - 20:00
Venerdì 17:00 - 20:00
Sabato 17:00 - 20:00

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