13/10/2026
Ranarossa 3.0 presenta a The Others 2026 un progetto espositivo site-specific che scardina il classico dispositivo del white cube per riattualizzare l’archetipo della quadreria storica. L’allestimento si sviluppa accogliendo gli stimoli dell’ultima edizione della Summer Exhibition di Londra e si lega direttamente al tema portante della manifestazione “Interconnectedness”.
Attraverso pareti sature di opere che si sviluppano verticalmente dal pavimento al soffitto, Ranarossa 3.0 intende offrire uno spazio di riflessione sulla complessità del presente e sulle infinite possibilità di connessione.
Il progetto utilizza la pittura, la fotografia, il disegno e la specificità stessa della quadreria — oggi spesso considerata elitaria e superata — per dimostrare come l’accumulo visivo e il cortocircuito tra formati diversi possano trasformarsi in uno strumento di narrazione fortemente contemporaneo.
Il display non si affida al caso, ma si configura come una composizione strutturata, una griglia concettuale capace di mettere in connessione linguaggi, formati e generazioni differenti. La forza e il senso profondo della quadreria risiedono proprio in questo accumulo e nella pluralità delle voci, un’esposizione collettiva allargata che permette di restituire una parete vibrante, eterogenea e densa di stili.
L’allestimento si estende tridimensionalmente grazie alla presenza di sculture e ceramiche, capaci di creare ponti fisici e visivi con l’osservatore.
Opere di Claudia Aschieri, Jesse Buratti, Cavallaro/Martegani, Francesco Dabbicco, Romina Di Forti, Alberto Ribe, Ersilia Sarrecchia, Grazia Salierno, Milvia Stefani, Alberto Zecchini