28/05/2026
Si è chiusa un’intensa stagione. E non ci va di celebrarla.
Ci va, invece, di guardarci. E dire grazie.
Quattro spettacoli, Bianco, La forma delle cose, Replica, Figliol Prodigo, portati in giro tra Catania, Aci Castello, Canicattì, Leonforte, Gravina, Barcellona Pozzo di Gotto, Misterbianco. Ma quando ripensiamo a quest’anno, gli applausi non sono la prima cosa che ci viene in mente.
Ci vengono in mente le prove fino a tardi. La battuta sbagliata per la decima volta e le risate fino alle lacrime. I viaggi in macchina con la scenografia stipata dietro. I panini consumati in piedi davanti a un camion. I cambi di costume in camerini improvvisati. I riti propiziatori in cerchio un attimo prima di andare in scena. Gli abbracci e le lacrime di gioia alla fine di ogni spettacolo, quando le luci si spengono e resta solo il fiato corto. Le facce di chi era venuto da lontano solo per esserci.
Le difficoltà ci sono state. Tutte. E forse è proprio per questo che siamo ancora qui: perché ogni volta che qualcosa non andava, qualcuno c’era.
Grazie ad Anthony, Amedeo, Maria Chiara, Maria Rosa, Cecilia, Giuseppe, Salvatore Gabriel, Serena, Sofia, GianMarco, Laura, Chiara, Francesco, Paola, Marco, Aurora, Marcello, Damiano, Ismaele, Eros, Riccardo, Marco e Sergio. A chi è salito sul palco e a chi è rimasto dietro le quinte. A chi ha cucito, caricato, tenuto la sala, portato il caffè. Grazie a chi ci ha sostenuto e protetto . A chi ha riso e pianto grazie a noi, seduto al buio in platea. Senza di voi, niente.
Un capitolo si chiude. Un altro è già lì, che aspetta. Stiamo lavorando a cose nuove, qualcuna ancora segreta, che presto vi racconteremo.
Per ora ci teniamo stretta una battuta da Bianco che ci ha attraversati più volte, e che in questi mesi abbiamo imparato a riconoscere anche fuori dal palco: “L’amicizia è come un’opera d’arte. Va trattata con cura, con attenzione. Sempre.”
Quarta Paréte