14/03/2026
✨ Quando il metallo diventa segno e il segno diventa stampa
Ieri alla Bottega dell’Arte di Missaglia abbiamo avuto il piacere di assistere a una lezione dedicata all’acquaforte, guidata da Angela Maratese.
Un viaggio affascinante dentro una delle tecniche più poetiche dell’incisione calcografica.
Tutto parte da una lastra di metallo, ricoperta con una vernice protettiva scura.
Con una punta sottile l’artista incide il disegno, scalfendo la vernice e riportando alla luce il metallo.
A questo punto avviene la magia: la lastra viene immersa nell’acido – un tempo chiamato acqua fortis – che corrode solo le parti scoperte.
È qui che il segno prende forma.
Il tempo di immersione determina la profondità dei solchi:
più la lastra resta nell’acido, più la linea diventerà intensa e scura nella stampa.
Una volta terminata la morsura, la vernice viene rimossa e l’inchiostro viene fatto penetrare nei solchi.
La stampa prende vita attraverso il torchio calcografico, che trasferisce l’immagine sulla carta.
L’acquaforte nasce tra XV e XVI secolo e permette un segno più libero e pittorico rispetto al bulino.
Una tecnica amata da grandi maestri come Rembrandt, Piranesi e Goya.
Vedere nascere un’immagine attraverso questo processo è sempre sorprendente:
un equilibrio delicato tra materia, tempo e gesto.
Grazie ad Angela Maratese per aver condiviso con noi la bellezza e i segreti di questa antica tecnica.
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