28/08/2026
Ben-Gvir pubblica un libro per bambini che glorifica i suoi "successi" di criminale
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Il partito di estrema destra israeliano "Jewish Power party" pubblica un libro per bambini che celebra le "attività e i successi" del suo leader, il ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben-Gvir.
Il partito ha in programma di distribuire il libro agli studenti per raggiungere una parte fondamentale e in espansione della base elettorale di Ben-Gvir: i giovani israeliani. Infatti, una ricerca pubblicata dall'Israel Democracy Institute ha rilevato che il 73 per cento degli israeliani ebrei di età compresa tra i 18 e i 24 anni si identifica come di destra, creando un terreno fertile per politici come Ben-Gvir.
Intitolato "Il ministro che non si è fermato", il libro scritto, "in un linguaggio accessibile e adatto ai bambini", racconta, "la storia degli straordinari successi ottenuti da Ben-Gvir durante i suoi quattro anni come Ministro della Sicurezza Nazionale".
Tra i suoi "grandi successi" figurano l'introduzione nelle carceri israeliane di politiche che, sono centro di gravi accuse e indagini internazionali riguardanti le torture sistematiche, i maltrattamenti e le detenzioni arbitrarie inflitti ai prigionieri palestinesi e agli attivisti internazionali.
Ben-Gvir ha personalmente ordinato riduzioni delle razioni alimentari, perchè ha spiegato "Uno dei miei obiettivi principali... è peggiorare le condizioni dei prigionieri".
Il 18 agosto ha diffuso un video nel quale mostra i lavori per una nuova ala carceraria destinata ai detenuti condannati a morte e, al suo interno, la costruzione dell’impianto per le esecuzioni mediante impiccagione. Nella struttura sono previste cabine di osservazione per le vittime e i loro familiari, affinché possano godersi lo spettacolo delle esecuzioni.
Nel video Ben-Gvir presenta l’iniziativa come una realizzazione delle promesse politiche da lui fatte: peggiorare le condizioni dei detenuti palestinesi, approvare la pena di morte e praticarla senza ritegno. Non c’è dubbio che Ben-Gvir abbia realizzato il suo progetto di rendere sovrana la tortura nell’universo carcerario che egli stesso amministra.
La pena di morte arriva alla fine di un percorso di disumanizzazione dei palestinesi e di dominio totale dei loro corpi, intriso di fame, di umiliazioni, di torture materiali e psichiche, fino all’estremo limite della soppressione dei corpi, come risulta dal rapporto (Tortura e Genocidio) presentato a Ginevra il 23 marzo dalla relatrice speciale per i territori palestinesi occupati Francesca Albanese.
Ma per Ben-Gvir la morte non è mai abbastanza: in un podcast ha sostenuto che Israele dovrebbe effettuare 30-40 uccisioni mirate ogni notte a Gaza, perché, "i palestinesi non meritano di vivere" in quanto "non sono nemmeno persone".
Sotto: la copertina del libro per bambini che celebra i "successi" della "spalla" di Netanjahu.