Museo Poldi Pezzoli

Museo Poldi Pezzoli Aperta al pubblico dal 1881, la nostra casa museo ti aspetta nel cuore di Milano.
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📅 Dal 1° al 18 settembre 2026 nella cornice d’eccezione della Fondazione Giorgio Cini, si riunisce l’eccellenza dell’art...
31/08/2026

📅 Dal 1° al 18 settembre 2026 nella cornice d’eccezione della Fondazione Giorgio Cini, si riunisce l’eccellenza dell’artigianato internazionale per uno degli eventi più attesi dell’anno.

HOMO FABER, la manifestazione internazionale sui mestieri d’arte, quest’anno dedica uno spazio al Museo Poldi Pezzoli tra le straordinarie installazioni e le opere realizzate da 500 artigiani provenienti da tutto il mondo.

In “An Atelier Alive” i restauratori di Open Care - Servizi per l'Arte lavoreranno “live” su due opere della nostra collezione: la tela che rappresenta la Vocazione di san Matteo di Giovanni Paolo Panini e uno stipo in avorio, ebano, lapislazzuli e bronzo dorato. Normalmente questo lavoro si svolge dietro le quinte, a Venezia si può guardare da vicino per scoprire il talento e l’eccellenza del saper fare.

Nelle foto, Enrica Cabianca, responsabile del laboratorio dipinti e opere polimateriche di Open Care, presso Homo Faber.

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📅 From September 1st to 18th 2026, in the exceptional setting of the Giorgio Cini Foundation, the excellence of international craftsmanship will gather for one of the most anticipated events of the year.

Homo Faber, the international exhibition of artistic crafts, this year dedicates a space to the Poldi Pezzoli Museum, showcasing extraordinary installations and works by 500 artisans from around the world.

In “An Atelier Alive,” Open Care restorers will work live on two works from our collection: the canvas depicting the Calling of Saint Matthew by Giovanni Paolo Panini and a cabinet made of ivory, ebony, lapis lazuli and gilded bronze. Normally, this work takes place behind the scenes; in Venice, you can observe it up close to discover the talent and excellence of the craftsmanship.

In the photos is Enrica Cabianca, head of the Open Care paintings and mixed-materials laboratory at Homo Faber.

🌿 Nella Madonna con Bambino di Foppa, il tradizionale fondo oro è sostituito da un drappo damascato, teso dietro la Verg...
25/08/2026

🌿 Nella Madonna con Bambino di Foppa, il tradizionale fondo oro è sostituito da un drappo damascato, teso dietro la Vergine come un prezioso baldacchino.

Scostato dal centro, il drappo svela sul lato sinistro un paesaggio: la figura sacra entra così nel mondo degli uomini, nella sua luce, nella sua atmosfera e nella sua natura.

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🌿 In Foppa’s Madonna and Child, the traditional gold background is replaced by a damask drape, stretched behind the Virgin like a precious canopy.

Moved away from the center, the drape reveals a landscape on the left side: the sacred figure thus enters the world of men, its light, its atmosphere and its nature.

🏛 Le opere più antiche di questa casa museo hanno circa duemilacinquecento anni.C’è un’anfora greca, creata in Attica tr...
21/08/2026

🏛 Le opere più antiche di questa casa museo hanno circa duemilacinquecento anni.

C’è un’anfora greca, creata in Attica tra il 540 e il 530 avanti Cristo, e ci racconta una scena piena di tensione. Due guerrieri nudi, con elmo, scudo e lancia, si affrontano davanti a due spettatori, e uno di loro piega le gambe come per sottrarsi al colpo. Sull’altro lato c’è una quadriga vista di fronte, con l’auriga in piedi al centro.

Una scena di venticinque secoli fa, che ancora ci tiene con il fiato sospeso.

Eppure non è il pezzo più vecchio della sala. Seguici per sapere di più sulla nostra collezione archeologica.

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The oldest works in this house-museum are approximately 2,500 years old.

There’s a Greek amphora, created in Attica between 540 and 530 BC, depicting a tense scene. Two naked warriors with helmets, shields and spears, face each other in front of two spectators, one of whom bends his legs as if to avoid the blow. On the other side there is a quadriga, seen from the front, with the charioteer standing in the center.

A twenty-five centuries old scene that still holds us in suspense.

Yet it’s not the oldest piece in the room. Follow us to learn more about our archeological collection.

📜 Da questo passaporto si legge la vita di Gian Giacomo Poldi Pezzoli.Di lui sappiamo pochissimo, non amava scrivere e g...
19/08/2026

📜 Da questo passaporto si legge la vita di Gian Giacomo Poldi Pezzoli.

Di lui sappiamo pochissimo, non amava scrivere e gran parte delle sue lettere è andata perduta: questo passaporto è una delle poche testimonianze dirette che ci restano.

Autunno 1848. Dopo aver finanziato le Cinque Giornate di Milano, i suoi beni vengono confiscati e ripara a Lugano. Il Canton Ticino gli rilascia questo documento, un anno per attraversare Svizzera, Francia, Inghilterra.

Segnano la rotta: Basilea, Parigi, Marsiglia, l’imbarco per Genova, fino a Firenze.

È lì che si ferma più a lungo. In quei mesi lontano da Milano guarda da vicino il collezionismo europeo, e da quel viaggio forzato nasce l’idea della casa museo che oggi porta il suo nome.

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📜 This passport tells the story of Gian Giacomo Poldi Pezzoli’s life.

We know very little about him; he disliked writing and most of his letters have been lost. This passport is one of the few direct accounts we have.

Autumn 1848. After financing the Five Days of Milan, his assets were confiscated and he fled to Lugano. The Canton of Ticino issued him this document, allowing him a year to travel through Switzerland, France and England.

They marked his route: Basel, Paris, Marseille and then boarding for Genoa, all the way to Florence.

It was there that he stayed the longest. During those months away from Milan, he closely observed European art collecting and from that forced journey was born the idea for the house museum that today bears his name.

Andrea Solario dipinse questa scena nel 1515 e la firmò.Giuseppe, inginocchiato, offre delle pere a Maria e al Bambino, ...
17/08/2026

Andrea Solario dipinse questa scena nel 1515 e la firmò.
Giuseppe, inginocchiato, offre delle pere a Maria e al Bambino, mentre poco distante un asino bruca l’erba, del tutto indifferente al momento.
Ai piedi della famiglia restano gli oggetti di chi cammina da giorni, un bastone, una bisaccia, una fiasca da pellegrino.

Nel 1879, alla morte di Gian Giacomo Poldi Pezzoli, questo dipinto fu stimato il più prezioso della sua raccolta.

Vieni a cercare i dettagli di questa sosta in museo.
La stessa scena, in piccolo, si nasconde anche nel paesaggio di un tondo del Pinturicchio in un’altra sala.

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Andrea Solario painted this scene in 1515 and signed it.
Joseph, kneeling, offers pears to Mary and the Child, while nearby a an indifferent donkey grazes.
At the family’s feet lie the objects of those who have been walking for days: a staff, a saddlebag, a pilgrim’s flask.

In 1879, upon the death of Gian Giacomo Poldi Pezzoli, this was considered the most valuable painting in his collection.

Come and find the details of this moment of rest at the museum.
The same scene, on a smaller scale, is also hidden in a landscape of a tondo by Pinturicchio in another room.

▪️ Nella notte tra il 14 e il 15 agosto 1943 le bombe incendiarie colpirono Milano: 1.250 tonnellate in due ore, sui mon...
14/08/2026

▪️ Nella notte tra il 14 e il 15 agosto 1943 le bombe incendiarie colpirono Milano: 1.250 tonnellate in due ore, sui monumenti simbolo della città, compreso il Museo Poldi Pezzoli.

Bruciò il tetto, crollarono i pavimenti dell’Armeria e della Sala dei Lombardi. Le opere erano già al sicuro altrove, ma tutto quello che non si poteva portare via bruciò quella notte. Compreso il soffitto dorato del Salone.

Dopo la guerra c’era chi pensava che il museo non valesse più la pena di essere ricostruito. Fernanda Wittgens pensava il contrario e si batté perché restasse dov’era sempre stato e vinse. Per il Salone Dorato integrò le perdite con soluzioni nuove, una ricostruzione pensata, ma di necessità.
Nel dicembre 1951 il Poldi Pezzoli riaprì.

Esattamente ottant’anni dopo, il progetto con World Monuments Fund riparte da lì.

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▪️ On the night between August 14th and 15th 1943, incendiary bombs struck Milan: 1,250 tons in two hours, hitting the city’s iconic monuments, including the Poldi Pezzoli Museum.

The roof burned and the floors of the Armory and the Sala dei Lombardi collapsed. The works were already safely stored elsewhere, but everything that couldn’t be removed burned that night. Including the Golden Hall’s ceiling.

After the war, some thought the museum was no longer worth rebuilding. Fernanda Wittgens thought otherwise and fought to keep it where it had always been; and she won. For the Golden Hall, she made up for the losses with new solutions, a thoughtful but necessary reconstruction.

In December 1951, the Poldi Pezzoli reopened.

Exactly eighty years later, the project with the World Monuments Fund restarts from there.

🎙️  Il podcast del Poldi si chiama “Scrigno” e il primo dei quattro episodi è dedicato al viaggio.Parte dal ritratto di ...
12/08/2026

🎙️ Il podcast del Poldi si chiama “Scrigno” e il primo dei quattro episodi è dedicato al viaggio.
Parte dal ritratto di Giangiacomo Poldi Pezzoli dipinto da Francesco Hayez, e da lì racconta come le sue passioni lo portarono lontano, fino a costruire la collezione che oggi si vede nelle sale.

La moda, Il tempo, Il segreto sono i titoli degli altri tre episodi, quindici minuti ciascuno, con le voci di Luca Bizzarri, Mario Calabresi, Francesca Milano e Sara Poma.
Scritto da Silvia Nucini, prodotto da Chora Media | Podcast 🎧.
Gratuito, su tutte le piattaforme audio.

Se dovessi raccontare un viaggio partendo da un solo oggetto, quale sceglieresti tra le cose che hai in casa?

Trovi Scrigno nel link in bio.

🌟 Nel 1568 le stelle giravano ancora intorno alla Terra, almeno secondo questo strumento.La sfera armillare esposta al P...
10/08/2026

🌟 Nel 1568 le stelle giravano ancora intorno alla Terra, almeno secondo questo strumento.

La sfera armillare esposta al Poldi fu realizzata da Gualterus Arsenius, membro di una nota famiglia fiamminga di incisori e costruttori di strumenti matematici e geografici. Il nome viene dal latino “armilla”, cerchio o bracciale, e descrive bene l'oggetto: un'ossatura di anelli dorati attorno a un piccolo globo centrale, la Terra.

I cerchi mobili indicano il tragitto apparente del Sole e della Luna. Un cerchio fisso riproduce l’orizzonte con i segni zodiacali. Quello meridiano rappresenta il circolo orario suddiviso in 360 gradi.

Quasi cinquecento anni dopo, la sfera armillare è ancora qui a raccontare come si guardava il cielo seguendo una visione ancora geocentrica.

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🌟 In 1568, the stars still revolved around the Earth, at least according to this instrument.

The armillary sphere, on show at the Poldi, was created by Gualterus Arsenius, a member of a renowned Flemish family of engravers and makers of mathematical and geographical instruments. Its name comes from the Latin "armilla", meaning circle or bracelet, and aptly describes the object: a framework of gilt rings around a small central globe, the Earth.
Movable rings marks the apparent path of the Sun and Moon. A fixed ring represents the horizon with the zodiac signs, while the meridian ring dived into 360 degrees shows the hour circle.

Nearly five hundred years later, the armillary sphere illustrates how the sky was viewed still following a geocentric theory.

09/08/2026

🔎 "Lavorandoci vicino, ti accorgi di cose che a distanza non si notano."

Lo racconta Licia Brescia, restauratrice specializzata in materiale lapideo, durante il restauro della serliana del Salone Dorato del Poldi, realizzato con il sostegno di World Monuments Fund Italia.

Tra i marmi scelti per decorarla c'è il Candoglia, lo stesso del Duomo di Milano. E le rosette che la incorniciano sono realizzate in un materiale preziosissimo, una lega Christofle, fatta arrivare apposta dalla Francia da Gian Giacomo Poldi Pezzoli.

Dal 15 settembre il Salone Dorato riapre.

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🔎 "Working up close, you notice things that go unnoticed from a distance."

Licia Brescia, a restorer specializing in stone materials, recounts this during the restoration of the Serliana in the Golden Hall of the Poldi Pezzoli Museum, carried out with the support of World Monuments Fund Italy.

Among the marbles chosen to decorate it is Candoglia, the same marble used in the Duomo di Milano. And the rosettes framing it are made of a highly precious material, a Christofle alloy, specially imported from France by Gian Giacomo Poldi Pezzoli.

The Golden Hall reopens on September 15th.

02/08/2026

When Gian Giacomo Poldi Pezzoli decided open his art collection to visitors in 1881, he was guided by the deep conviction that house museums should be public assets. His innovative idea would influence the great American collectors of the Golden Age, becoming a worldwide model of cultural stewardship.

Hear Silvia Beltrametti Krehbiel, Chair of the Advisory Board of World Monuments Fund (WMF) in Italy, discuss the Poldi Pezzoli Museum’s influence and WMF’s work restoring its iconic Golden Room.

-IT-

Quando Gian Giacomo Poldi Pezzoli decise di aprire la sua collezione d’arte al pubblico, nel 1881, era guidato dalla profonda convinzione che le case museo dovessero essere un bene pubblico.

La sua idea innovativa avrebbe influenzato i grandi collezionisti americani dell’Età dell’Oro, diventando un modello di tutela del patrimonio culturale in tutto il mondo.

Ascolta Silvia Beltrametti Krehbiel, Chair dell’Advisory Board di World Monuments Fund (WMF) in Italy, raccontare l’influenza del Museo Poldi Pezzoli e il lavoro di WMF per il recupero del suo iconico Salone Dorato.

Indirizzo

Via Alessandro Manzoni, 12
Milan
20121

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