21/04/2022
PIAZZOLLA PER PIVELLI
Ormai mi resta poco tempo, davanti a me c’è l’oscurità. Questa è la mia ultima composizione. Sentite quanto tango ci ho messo dentro, sentite le sincopi, il fraseggio, l’intensità, il canto, la mugre… tutti i connotati del tango al massimo grado possibile. Sentite come sono moderno, come lascio svolazzare Suarez Paz tra i pipistrelli e frugare nella tastiera Ziegler. Geni che smetteranno di esserlo da orfani. Sentite come il bassista finge di essere Kicho. Ma fra poco tutto sarà finito, presto arriverà il chan-chan. Mi ritroverò con Troilo, Vardaro, Gobbi, Laurenz, De Caro… A proposito, com’era quel passaggio? Ah, ecco. Bello, no? Qua, sotto questo lampioncino di barrio, c’è già tutto il tango, io non mi sono mai mosso di qua, sono ancora quel ragazzetto con gli occhi di ossidiana che sapeva tutti i tanghi a memoria. Anche a me, come a Troilo, qualcuno una volta mi è venuto a dire che me n’ero andato. Però quando? Quando, se sempre sto tornando… perché quel Notturno, Troilo, l’ha scritto per tutti noi, un'indulgenza plenaria per tutti noi tangueros…
Anch’io come lui sono sempre stato qua… sono sempre stato qua…
Questo sembra sussurrare l’eretico Astor Piazzolla all’orecchio di Marco Castellani mentre si lascia trasportare in "Camorra I”, cioè in quella che sarà la sua ultima composizione per quintetto.
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