La prima edizione di GREEN UTOPIA, Aprile 2014, Milano, ha dimostrato nei fatti che un altro modo di costruire è possibile e ha indicato una direzione: costruire il proprio spazio con le proprie mani, coi materiali che la terra ci offre da sempre, terra, piante, immaginazione, soprattutto questa, la capacità di immaginare il proprio futuro realizzandolo senza aspettare che cali dall’alto. Riprende
re il contatto sacro con la terra, sviluppare quello che siamo sempre stati da duecentomila anni, esseri mobili fatti per stare all’aperto. La seconda edizione approfondisce proprio questo tema, riallacciandosi a un movimento culturale più vasto che prende il nome di Paradigma Pleistocene che sarà sviluppato in particolare nell’evento PLEISTOCITY, tre giorni di cultura pleistocenica a cura di Matteo Meschiari, Maurizio Corrado e Francesco Gori, che si svolgeranno all’interno di Green Utopia il 22, 23 e 24 aprile. Tra civiltà e apocalisse, tra decadenza e progresso, c’è un prima e un dopo che inspiegabilmente attrae. Gli storici lo chiamano Preistoria, gli ambientalisti Wilderness, i filosofi Utopia, ma più che uno spazio nel tempo o un tempo nello spazio è un modo di vedere il mondo per intuizioni, un sistema di visioni e d’idee che aiuta a pensare il contemporaneo. Il Paradigma Pleistocene, da Giordano Bruno a Paul Shepard, da Lascaux a Keith Haring, attraversa in modo trasversale il pensiero scientifico, filosofico, religioso, emerge nell’arte e nelle abitudini alimentari, e si riassume in un’idea: noi siamo chi eravamo, fatti per muoverci e per stare fuori, siamo memoria genetica e incarnazione attuale dell’uomo del Paleolitico. Mobilità, leggerezza, manualità, ricerca dell’essenziale, materiali primari, comunità, racconto: le tracce di questa presenza sono ovunque e vivranno durante Green Utopia. La seconda edizione della città vegetale
con architetture di salice, arundo donax, bambù, paglia, terra cruda, dall’14 aprile all’8 maggio, Fabbrica del Vapore, Milano, duemila metri quadri con esempi reali di architettura vegetale: salice, arundo donax, bambù, paglia, terra cruda, la più innovativa e concreta risposta alle esigenze di sostenibilità contemporanee nell’architettura e nel design. Il filo conduttore di questa seconda edizione è il Pleistocene, una proposta di azzeramento totale dal quale si può ripartire usando il corpo e ciò che lo circonda. La città vegetale vivrà di giorno con laboratori e workshop operativi di autocostruzione mentre la sera si accenderà di luci, proiezioni, musica, teatro, performance trasformando l’utopia green in uno spettacolo continuo. Fabbrica del vapore, Via Procaccini 4, Milano
A cura di
Maurizio Corrado
In collaborazione con
Milano Makers
Gruppo di progettazione
Luca Gnizio
Giacomo Mencarini
Andrea Facchi
Facoltà di Ingegneria dell’Università La Sapienza di Roma
studio Ziegert Roswag Seiler Architekten Ingenieure di Berlino
Caña Viva di Barcellona
Istallazioni
Gaetano Fracassio
Tarsh*to
Roberto Maci
Media partner
Wolters Kluwer Italia
Patrocini
Accademia di Belle Arti di Verona
Accademia di Belle Arti di Bologna
La Sapienza Università di Roma, Facoltà di Architettura, Dipartimento di architettura e progetto
DMC Design Management Consulting
ADI Associazione Design Industriale
Con l’adesione di AIAPP, Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio, sez. Lombardia
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