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07/08/2026

“La tua voce, non quella che vogliono loro”. Come costruire un’identità artistica autentica. A cura di Fabrizio Galassi. Ogni musicista ha una storia che lo rende unico. In questa lezione-laboratorio, Fabrizio Galassi guiderà i partecipanti a utilizzare la propria storia come fonte creativa, per trasformarla in uno stile coerente e riconoscibile. Attraverso esempi pratici e sperimentazioni con i social, gli artisti impareranno a comunicare in modo autentico, distinguendosi nel panorama musicale contemporaneo. La seconda parte sarà laboratoriale: i partecipanti lavoreranno su elementi concreti della propria voce artistica, traducendoli in idee musicali e di comunicazione.

https://midance.it/
https://esibirsi.it/milano-music-week-2025/
https://4cmpacademy.it/carriere-mondo-musica/masterclass-musicista-per-lavoropromossa-da-esibirsi-it-in-collaborazione-con-4cmp-academy-midance-2025/

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03/08/2026

Suno Studio, la piattaforma di intelligenza artificiale già capace di generare brani completi da un semplice prompt testuale, ha lanciato una funzione chiamata "hum to instrument" che sta ridisegnando gli equilibri commerciali del comparto sample library. Basta caricare un file audio, registrare la propria voce o suonare uno strumento acustico per ottenere in output la stessa parte musicale trasformata nel timbro di uno strumento reale, con slide, hammer-on e accenti dinamici generati in autonomia dal sistema. Non si tratta di un pitch-shifting né di una conversione audio-midi tradizionale: il software interpreta il gesto musicale nella sua interezza e restituisce qualcosa di molto simile a una performance vera, imprecisioni comprese. Il thread aperto sul forum vi-control a gennaio 2026 dall'utente robgb, tuttora attivo con oltre cento interventi, offre uno spaccato prezioso sulle reazioni dei professionisti del settore. Gli sviluppatori di librerie sonore come Spitfire Audio, EastWest, Native Instruments, Output e Splice osservano con attenzione un mercato che vale miliardi di dollari e che oggi si interroga su quali segmenti siano davvero a rischio erosione. Il sound designer StefanoM ha sintetizzato la posizione degli scettici: le librerie campionate non servono solo a riprodurre uno strumento acustico, ma a catturare carattere, layering e approcci ibridi che un'imitazione algoritmica non può replicare. Resta però un nodo strategico non secondario, quello del controllo produttivo: con un campionatore virtuale il produttore modifica ogni singola nota, mentre con Suno ogni variazione richiede una rigenerazione completa, un limite già segnalato dai video maker che lavorano con l'ia generativa per le immagini in movimento. Sul fronte industriale pesa anche la questione del training dei modelli. L'accordo siglato con Warner Brothers ha offerto una prima cornice di legittimità al catalogo utilizzato per l'addestramento, ma alcuni ingegneri del suono intervenuti nella discussione fanno notare che se il materiale di partenza proviene da file mp3 compressi e da stem estratti tramite separatori audio basati su intelligenza artificiale, la qualità del modello resterà strutturalmente condizionata da quella degradazione originaria, con conseguenze già visibili nei mix professionali in termini di rumore di fondo e perdita di transitorie. Non mancano però letture meno allarmiste. Una parte della community considera "hum to instrument" l'applicazione più autenticamente musicale mai proposta da Suno, perché richiede in ingresso una competenza reale: chi ha orecchio e senso ritmico ottiene risultati sorprendenti, chi non lo ha ottiene output scadenti. L'utente Richard Wilkinson ha osservato che se Suno fosse debuttata con questa funzione anziché con il generatore testo-canzone, l'ostilità del mondo musicale professionale sarebbe stata drasticamente inferiore. Il paragone storico con l'arrivo dei sintetizzatori negli anni settanta, quando i queen scrivevano "no synths" sulle copertine dei propri dischi salvo poi vedere quegli strumenti diventare classici, circola con insistenza tra gli operatori del settore. Per gli investitori e gli sviluppatori di librerie sonore la domanda non riguarda più il se, ma il dove: le librerie di archi, ottoni e legni solistici di fascia medio-bassa risultano le più esposte, mentre quelle orientate al sound design creativo e alle texture inedite mantengono un vantaggio competitivo difficilmente replicabile dall'automazione.

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31/07/2026

A Milano la nascita di Sushi & Sound Records l'abbiamo raccontata grazie a Sabrina M. Antenucci, business strategist con una carriera costruita tra multinazionali ed esperienza diretta d'impresa, il producer e musicista Benny Camaro e l'imprenditore Lello Mascolo, ideatore del locale milanese che unisce cucina giapponese, etichetta discografica e magazine. Alla domanda su cosa significhi far convivere musica e ristorazione, Antenucci risponde: "Non c'è modo migliore di unire due forme d'arte. Cibo e musica si contaminano quasi naturalmente da sole. Se pensiamo alle famiglie tradizionali, il primo suono che riconosci è il ragù che scoppietta sul fuoco. Unire una forma d'arte già riconosciuta a una cucina dalle tradizioni millenarie come quella giapponese è un filo azzardato, ma è una bella sfida". Napoletano, da quindici anni nella scena elettronica italiana, con dischi per Armada, Toolroom, Zulu e Jango Music e set a WMC Miami, MIDEM e Bora Bora Ibiza, Camaro firma la prima uscita di Sushi & Sound Records. "Ringrazio Lello per questa opportunità. Sposando cucina e musica c'è la possibilità di creare qualcosa di unico. Oggi il cibo non solo si assapora ma si vede, la musica non solo si ascolta ma in qualche modo si assapora, e abbinarla a una proposta culinaria può ricatalogare le mille forme musicali nate di recente". Per Antenucci il valore aggiunto sta nell'unicità, difficile da imitare a lungo. "Quello che ha fatto Mascolo è unire un'emozione a un momento, creare uno storytelling emozionale, come una colonna sonora su misura pensata per la serata, che oggi non fa più nessuno". Interrogato su come tenere insieme gusto, vista e olfatto, Camaro parla di sperimentazione: "Il cerchio si chiude con il tentativo di provare, come per le fotografie dei piatti. Anche il dj può proporre un assaggio musicale, contaminato da tecniche diverse, creando curiosità in chi ascolta". Sul tema della rottura degli schemi, Antenucci aggiunge: "Le regole, se non si rompono, non creano niente. Rompere le regole significa non piacere a tutti, scegliere un pubblico e restargli fedele fino in fondo". Mascolo, alla soglia dei cinquantaquattro anni, racconta la genesi del progetto citando Tomasi di Lampedusa: "Tutto deve cambiare perché non cambi nulla. Ho ripreso il mio passato, musica ed editoria, e ho immaginato Sushi & Sound non come un ristorante ma come una factory di idee, che vende esperienze, non piatti". Due le strade scelte per uscire dal locale: l'etichetta discografica e il magazine, quest'ultimo costruito insieme alla figlia, anche lei nell'editoria. "Sono due vagoni che partono insieme e invadono il territorio, il nostro modo di essere differenti". Tra sushi, dj set su misura e carta stampata, il progetto costruisce uno storytelling in cui cibo, musica ed editoria si rincorrono.
https://www.sabrinaantenucci.com/
https://www.bennycamaro.com/
https://sushiandsound.it/sushi-sound-records/

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27/07/2026

L’industria musicale globale sta affrontando una crisi senza precedenti. E no, non si tratta del solito passaggio da un formato all’altro o della guerra alla pirateria. Il problema oggi è molto più radicale: la generazione della musica è stata completamente automatizzata. Suno ha ormai superato i 300 milioni di dollari di ricavi annuali ricorrenti, con 2 milioni di abbonati paganti che producono la bellezza di 7 milioni di brani al giorno. Per dare un termine di paragone, questa utenza sintetizza l’equivalente dell’intero catalogo storico di Spotify ogni due settimane. Così il valore della musica crolla e la quantità si mangia la qualità. Un operatore indipendente, partito con un abbonamento base da 10 dollari al mese su Suno, è riuscito a guadagnare 8.500 dollari in sei mesi semplicemente confezionando pacchetti di brani generate e vendendoli online. E mentre la produzione si moltiplica all’infinito, il senso stesso di opera d’arte viene trattato come una commodity. Il fenomeno dei ghost artist in questo modo dilaga è non è più una leggenda metropolitana. Case discografiche vere e proprie firmano contratti milionari con atti virtuali creati dall’IA. Telisha Jones ha trasformato le sue poesie in un progetto gospel e R&B di nome "Xania Monet" usando Suno, ottenendo un accordo con Hallwood Media del valore di 3 milioni di dollari. La cantante Kehlani ha commentato con amarezza: “Sono davvero triste per chi sta cercando di emergere e si vede rubare lo spazio da un programma per computer”. Nel frattempo, su Spotify e altri servizi di streaming pullulano artisti inesistenti come Blow Records, The Devil Inside e Aventhis. Solo Blow Records ha accumulato oltre 45 milioni di stream e circa 123.000 sterline di royalties grazie a un brano diventato virale su TikTok. Ma il lato più oscuro è quello criminale. Negli Stati Uniti, il musicista Michael Smith si è dichiarato colpevole di una colossale frode ai danni dello streaming: ha generato con l’IA centinaia di migliaia di tracce e ha usato un esercito di bot per riprodurle miliardi di volte su Spotify, Apple Music e Amazon Music, rubando oltre 8 milioni di dollari. Come ha dichiarato il procuratore Jay Clayton, “anche se le canzoni e gli ascoltatori erano falsi, i milioni rubati da Smith erano veri”. La musica dance è particolarmente vulnerabile, dato che si basa su strutture a griglia e sound design basico e spesso ripetitivo. Suno da mesi ha persino aggiornato la piattaforma trasformandola in una workstation audio completa, in grado di sincronizzare loop e beat perfettamente per i mixati e il clubbing. Beatport ha vietato la vendita di musica interamente generata dall’AI e Bandcamp ha seguito l’esempio. Stiamo parlando di puro low effort. La nuova moneta di scambio diventa quindi la presenza biologica, la comunità reale e l’esecuzione dal vivo. Mettici tu la faccia che io prompto e schiaccio il pulsante Generate.

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24/07/2026

Gianni Gadau nasce a Sassari il 28 maggio 1976. Inizia a suonare il basso elettrico a 19 anni presso la scuola Musicando Insieme per poi continuare presso la scuola civica di musica Fabrizio de André di Porto Torres, dove diventerà docente di basso elettrico. Approfondisce i suoi studi iscrivendosi presso il conservatorio di Musica "Luigi Canepa"di Sassari, frequentando il corso di contrabbasso sotto la guida del maestro Sergio Fois. In varie occasioni collabora con l'orchestra del Conservatorio di Sassari in qualità di primo e secondo contrabbasso; collabora con l'associazione “Albatros” in veste di orchestrale ed arrangiatore. Collabora, inoltre, con l'agenzia di spettacolo "R&G Music". Ha frequentato Master Classes di contrabbasso con Alfredo Trebbi e di quartetto d'archi con il Quartetto d'archi di Fiesole; ha suonato musica contemporanea sia come bassista che come contrabbassista in festival internazionali; ha frequentato seminari Jazz di Nuoro. Nel 2003 vince un concorso jazz internazionale Sant'Anna Arresi e il premio della critica con il "Luca Sirigu Trio", conquistando così la possibilità di esibirsi nel concerto di apertura del concorso nel 2004, trasmesso su Rai Radio3 Suite. Nel 2007 suona al Festival di "Spazio Musica" il Requiem di "Alfred Schnittke" in anteprima italiana. Incide quattro dischi, con artisti di rilievo regionale, nei quali spazia dalla musica classica alla musica contemporanea, alternando il basso al contrabbasso, prediligendo il genere fusion, jazz e pop. Attualmente insegna in due scuole civiche e partecipa a progetti regionali in scuole medie superiori.
https://www.instagram.com/giannigadau/

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13/07/2026

Chi lavora nella musica elettronica, e in particolare chi produce o distribuisce contenuti in questo settore, farebbe bene a smettere di ragionare in termini di numeri di stream. Non è più quella la valuta che conta. Nel 2026, le principali piattaforme di distribuzione digitale hanno affinato i propri sistemi di raccomandazione al punto da rendere quasi irrilevante il conteggio grezzo degli ascolti, privilegiando invece la qualità dell'interazione e la coerenza del comportamento dell'ascoltatore. Spotify non si chiede quante volte è stato riprodotto un brano, ma chi lo ha ascoltato, se lo ha salvato, se lo ha rimesso dall'inizio, se è poi andato a esplorare il resto della discografia dell'artista. Sono questi micro-segnali a determinare se un pezzo viene spinto verso nuovi utenti attraverso playlist algoritmiche come Discover Weekly o Release Radar, o se invece resta nel limbo digitale senza mai trovare una seconda vita. Su TikTok e YouTube il principio è identico: un video che trattiene l'attenzione fino alla fine viene premiato con una distribuzione più ampia, mentre quello che genera visualizzazioni passive viene tagliato fuori dalla rotazione consigliata. La scoperta, poi, non avviene più dentro le piattaforme di streaming. Avviene prima. Un utente che sente un brano in un video, lo cerca attivamente su Spotify o Apple Music e lo ascolta con intenzione consapevole vale enormemente di più di una riproduzione casuale intercettata su una playlist generica. Questo significa che la coerenza del nome d'arte, la rintracciabilità del titolo del brano e la facilità di accesso ai link diventano fattori strategici, non dettagli marginali. C'è poi una dimensione spesso trascurata: le piattaforme non valutano i brani in isolamento, ma costruiscono contesti attorno alla musica, osservando come gli ascoltatori si muovono attraverso un catalogo nel tempo. Se qualcuno ascolta un pezzo e poi ne esplora altri dello stesso progetto, quell'azione modifica il modo in cui il sistema raggruppa e raccomanda tutta la produzione di quell'artista. Non è un caso se certe tracce più vecchie tornano a circolare dopo l'uscita di un nuovo singolo: è la conseguenza diretta di nuovi ascoltatori che entrano nel catalogo e lo attraversano. La strategia, in questo scenario, non consiste nel pubblicare il più possibile o nell'inseguire ogni tendenza: consiste nell'identificare cosa già funziona e nel reinforzarlo con continuità, lasciando che i meccanismi algoritmici facciano il resto.

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10/07/2026

Ci sono luoghi che chiudono le loro porte, ma continuano a vivere nella memoria di chi li ha frequentati. La Gineria da Braco è uno di questi. Sono passati quasi due anni dalla sua definitiva chiusura e, nel frattempo, Braco ha scelto una nuova vita, trasferendosi lontano, nei Balcani. Eppure, il ricordo di quel locale e della straordinaria persona che lo ha reso speciale continua a essere vivo tra chi ha avuto la fortuna di condividere anche solo una serata in sua compagnia. Con l'estate ormai entrata nel vivo, ci piace concederci anche qualche racconto più leggero, fatto di emozioni, incontri e momenti di spensieratezza. Perché le cose belle non meritano di essere dimenticate. Anzi, meritano di essere raccontate ancora, affinché continuino a far parte della memoria collettiva del nostro territorio. Per questo torniamo con la mente a sabato 31 agosto 2024, quando la Gineria da Braco salutò la stagione estiva con quello che sarebbe diventato uno dei suoi ultimi grandi appuntamenti. A fare da cornice fu la splendida località di Fosse, a Sant'Anna d'Alfaedo, dove, dalle 16 fino a mezzanotte, musica, sorrisi e voglia di stare insieme regalarono un pomeriggio e una serata difficili da dimenticare. L'evento portava ancora una volta la firma del celebre Hollywood Dance Club di Bardolino, sinonimo di divertimento e intrattenimento di qualità. In consolle c'era Luca Martini, capace di accompagnare il pubblico con una selezione musicale coinvolgente che trasformò la montagna in una vera pista da ballo all'aperto. Come da tradizione, non mancò l'attenzione per la convivialità. Gli ospiti poterono gustare gratuitamente gli immancabili gnocchi di malga, autentica specialità della Lessinia, condividendo tavolate, brindisi e risate in un'atmosfera familiare che rappresentava l'essenza della Gineria da Braco. Oggi quel locale non esiste più, ma resta il ricordo di un posto autentico, costruito sull'ospitalità, sulla semplicità e sulla capacità di far sentire tutti a casa. E soprattutto resta il ricordo di Braco, una persona che ha lasciato un segno profondo in tanti. Perché i luoghi possono chiudere, ma le emozioni vissute al loro interno continuano a camminare insieme a noi, estate dopo estate. Se vuoi, posso renderlo ancora più giornalistico oppure più nostalgico ed emozionale, come un vero pezzo di memoria locale.

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06/07/2026

Pensare che la musica sia destinata a restare un'attività puramente auditiva è un errore che molti stanno già pagando. Mentre lo streaming ha progressivamente svuotato l'ascolto di qualsiasi dimensione visiva, tattile e collettiva, una fetta crescente di ascoltatori, e non parliamo di nostalgici quarantenni, sta dimostrando con i propri acquisti che vuole qualcosa di più. La Gen Z, cresciuta digitalmente ma affamata di fisicità, sta guidando una rinascita del vinile che ha poco a che fare con la nostalgia e molto a fare con l'identità. Secondo un'indagine MIDiA Research del terzo trimestre 2025, i 16-24enni risultano la fascia d'età più propensa ad aver acquistato un disco in vinile negli ultimi dodici mesi, e sono anche tra i più inclini ad acquistare più versioni dello stesso album fisico. Le ragioni? Ascoltarlo, certo, ma soprattutto tenerlo tra le mani e mostrarlo. La musica è diventata un oggetto da esibire, un gesto di appartenenza, un elemento dell'identità personale. Lo streaming ha reso la musica invisibile e onnipresente, come l'aria, con il risultato paradossale di farla percepire come qualcosa di meno prezioso. Il formato fisico, al contrario, restituisce peso specifico a ciò che si ama. Non si tratta però di una semplice opposizione tra analogico e digitale. Il vero scenario emergente è quello di una fusione tra i due mondi, e il k-pop lo sta dimostrando con anni di anticipo. In un settore da sempre noto per la produzione di oggetti fisici elaboratissimi, si sta facendo strada una nuova generazione di album che rinunciano al cd e si connettono invece a piattaforme dedicate tramite tecnologia NFC, come nel caso di aziende come KiTbetter, NEMOZ Lab e MAKESTAR. L'oggetto fisico diventa una chiave d'accesso a contenuti esclusivi, fotografie, note di copertina, community di fan, strumenti per modificare l'audio. L'album non è più un supporto, è un'esperienza. Replicare queste dinamiche al di fuori del k-pop non è semplice, perché parte di quei comportamenti sono specifici di quella fanbase, ma il principio sottostante è universale: le persone vogliono contesto, connessione e profondità. Anche i grandi servizi di streaming stanno iniziando ad accorgersene. Spotify ha lanciato di recente funzionalità come "About the Song" e "SongDNA", entrambe pensate per offrire agli ascoltatori una comprensione più ricca di ciò che stanno ascoltando. Il pendolo sta tornando verso un ascolto più consapevole e stratificato. Per chi lavora nella musica elettronica, questo cambiamento apre scenari interessanti. Un genere costruito su culture di club, artwork visionari, producer quasi mitologici e un pubblico che colleziona dischi con dedizione quasi religiosa, ha tutti gli strumenti per abbracciare questa nuova multidimensionalità. La domanda non è se il pubblico voglia più di una semplice traccia audio. La domanda è chi sarà abbastanza veloce da offrirgliene.

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02/07/2026

Il Salone del Libro si chiude in un clima di festa, con numeri da record e una partecipazione che racconta molto più di un semplice successo di pubblico. Dal 14 al 18 maggio i visitatori sono stati 254.000, superando ampiamente i 231.000 dell’edizione precedente. Protagonisti assoluti i più giovani, ai quali era dedicata la ###VIII edizione: il 24% del pubblico aveva meno di 25 anni, il 49% era under 35 e il 63% under 45. Un dato particolarmente significativo arriva dal mondo della scuola: 34.500 presenze tra studenti e docenti, con un incremento del 25% rispetto all’anno scorso e oltre 5.400 arrivi da fuori regione. Grande entusiasmo anche per il Romance Pop Up, sold out in entrambe le giornate, con 6.500 partecipanti e oltre 30.000 copie firmate. Il Salone Off ha invaso Torino con 1.100 appuntamenti in 400 spazi, coinvolgendo 50.000 persone. In questo scenario c’eravamo anche noi di TrafficJam, dentro un Salone vivo, affollato, curioso, attraversato da lettori, editori, autori, scuole, professionisti e nuove generazioni. Una presenza che per noi ha significato osservare da vicino un ecosistema culturale in movimento, capace di mescolare libri, musica, cinema, arte, incontri e visioni. La direttrice Annalena Benini ha parlato di un Salone sereno e felice, senza polemiche, dove la formula “il mondo salvato dai ragazzini” non è soltanto una questione anagrafica, ma uno stato dello spirito: restare curiosi, aperti, giovani nello sguardo. Le 36 sale incontri e le 8 sale laboratorio hanno ospitato un programma fittissimo, con il 40% degli appuntamenti sold out e circa 132.000 lettrici e lettori presenti agli incontri con autrici e autori italiani e internazionali. Da Bernie Sanders a Zadie Smith, da Emmanuel Carrère a David Grossman, fino ai tanti protagonisti italiani, il Salone ha confermato la sua forza culturale e popolare. Gli editori hanno registrato una netta crescita delle vendite, con molti libri acquistati dai ragazzi. Ora lo sguardo è già rivolto alla prossima edizione, in programma dal 13 al 17 maggio del 2027. Vogliamo dare un'occhiata, dito sull'obiettivo incluso, grazie alle telecamere di TrafficJam?

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26/06/2026

ApuliArt nasce dall'incontro di professionisti che hanno trasformato la propria esperienza artistica e professionale in un progetto dedicato alla formazione e alla diffusione della cultura musicale elettronica. Tra i principali protagonisti di questa realtà ci sono Marco Iacobone e Gabriele Congedo, due figure accomunate da una lunga esperienza nel mondo del djing, della produzione musicale e dello sviluppo di progetti culturali legati alla musica. Marco Iacobone, in arte IACO, dj e producer pugliese, muove i primi passi nel mondo della musica nel 1997, debuttando a soli quindici anni nello storico club Camelot. Fin dagli esordi ha avuto l'opportunità di confrontarsi da vicino con artisti e dj internazionali, sviluppando una visione musicale che lo porterà negli anni a esibirsi nei più importanti club della Puglia, tra cui Divine Follie, Nafura, Clorophilla, Guendalina, Malè, Summer System e Lulla Bay. Il suo stile, caratterizzato da sonorità House con influenze Afro e Tech, si distingue per energia, groove e capacità di coinvolgere il pubblico. Dal 2018 intraprende con successo il percorso della produzione musicale, pubblicando su etichette internazionali di riferimento come Salted Music, Let There Be House, King Street Sounds, Mood Funk Records, Full Time, Purple Music e Traxx Records. Nello stesso anno partecipa per la prima volta all'Amsterdam Dance Event, appuntamento che diventa una presenza costante nel suo percorso di crescita professionale e networking internazionale. Accanto a lui, Gabriele Congedo porta in ApuliArt una visione internazionale maturata attraverso oltre trent'anni di passione per la cultura club e la musica House. Nato nel Sud Italia e residente in Germania, si avvicina al djing nei primi anni Novanta, costruendo nel tempo una solida identità artistica influenzata da pionieri come David Morales, Junior Vasquez, Masters At Work, François K e Danny Tenaglia. Nel corso della sua carriera si è esibito in club, festival ed eventi in diversi Paesi europei, tra cui Italia, Germania, Paesi Bassi, Belgio e Spagna, sviluppando un linguaggio musicale che attraversa House, Deep House, Afro House, Garage, Tech House e sonorità Deep Tech. Dal 2019 si dedica intensamente alla produzione musicale, pubblicando su etichette internazionali e consolidando la propria presenza nella scena underground europea. Parallelamente ha maturato importanti competenze manageriali nel settore discografico come co-fondatore e co-gestore di etichette indipendenti, occupandosi di A&R, promozione, artist management, organizzazione eventi e sviluppo di reti professionali internazionali. L'unione delle competenze artistiche, tecniche e organizzative di Marco Iacobone e Gabriele Congedo rappresenta uno dei punti di forza di ApuliArt, una realtà che si propone come centro di formazione, crescita e condivisione per dj, producer e appassionati di musica elettronica. Grazie alla collaborazione con professionisti del settore, docenti certificati e partner di prestigio, ApuliArt offre un percorso formativo orientato sia allo sviluppo delle competenze tecniche sia alla costruzione di una visione professionale moderna del mercato musicale. L'obiettivo è creare una comunità capace di valorizzare il talento, favorire il confronto tra artisti e costruire connessioni nazionali e internazionali, trasformando la passione per la musica in una concreta opportunità di crescita artistica e professionale.
https://apuliart.org/
https://www.instagram.com/apuliartbari/
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