FIPI Italia

FIPI Italia INFORMAZIONI ONLINE DI https://www.fipi.mi.it/

Tutela dell’artista: FIPI promuove un dibattito online per la Festa della MusicaLink in bio
10/06/2026

Tutela dell’artista: FIPI promuove un dibattito online per la Festa della Musica

Link in bio

08/06/2026

Spotify e Universal Music Group hanno annunciato un accordo storico che potrebbe ridefinire i confini tra fruizione musicale e creatività dei fan. L'intesa, che copre sia la musica registrata sia l'editoria musicale, apre la strada al lancio di un nuovo strumento che permetterà agli utenti di creare cover e remix dei brani dei loro artisti preferiti, con il consenso esplicito degli aventi diritto e attraverso una tecnologia di intelligenza artificiale generativa sviluppata nel rispetto delle norme sul diritto d'autore. Non si tratta di un esperimento isolato né di una concessione tattica, ma di un cambio di paradigma nel modo in cui le piattaforme di streaming intendono il rapporto tra musica, tecnologia e comunità. Il nuovo strumento sarà disponibile come componente aggiuntivo a pagamento per gli abbonati Spotify Premium, creando così una fonte di reddito supplementare per artisti e autori, che parteciperanno direttamente alla distribuzione del valore generato dalle creazioni assistite dall'intelligenza artificiale. Alex Norström, co-CEO di Spotify, ha sottolineato come l'accordo sia fondato su tre principi irrinunciabili: consenso, credito e compensazione per tutti i partecipanti. Una dichiarazione che suona come una risposta diretta alle polemiche che negli ultimi anni hanno attraversato il settore musicale attorno all'uso non autorizzato di materiale protetto da copyright per l'addestramento dei modelli generativi. Sir Lucian Grainge, Chairman e CEO di Universal Music Group, ha invece inquadrato l'iniziativa come un'evoluzione naturale del legame tra artisti e fan, sottolineando la centralità della figura umana in un ecosistema che rischiava di essere travolto dall'automazione. La mossa arriva in un momento in cui il dibattito sull'intelligenza artificiale applicata alla musica è più acceso che mai, con etichette, autori e piattaforme ancora alla ricerca di un equilibrio sostenibile tra innovazione e tutela. Spotify, che conta 761 milioni di utenti attivi in 184 mercati di cui 293 milioni abbonati, consolida con questo accordo il suo ruolo di laboratorio privilegiato per le trasformazioni dell'industria musicale globale, confermando che la prossima frontiera non sarà solo la distribuzione, ma la creazione stessa.

� Nuovo allo streaming o vuoi migliorare? Dai un'occhiata a StreamYard e ottieni uno sconto di $10! �

SI FESTEGGIA 7 ANNI  DEL NS GRUPPO
08/06/2026

SI FESTEGGIA 7 ANNI DEL NS GRUPPO

FIPI SI PREPARA A FESTA DELLA MUSICA DEL 21 GIUGNO*Tutela dell'artista: FIPI promuove un dibattito online per la Festa d...
08/06/2026

FIPI SI PREPARA A FESTA DELLA MUSICA DEL 21 GIUGNO
*Tutela dell'artista: FIPI promuove un dibattito online per la Festa della Musica*

In occasione del 21 giugno, giornata dedicata alla celebrazione della musica in tutto il mondo, la Federazione Internazionale per la Proprietà Intellettuale scende in campo con un'iniziativa concreta a difesa dei diritti di chi la musica la crea e la interpreta.
Il presidente di FIPI, Davide Rossi, ha promosso un confronto online organizzato in collaborazione con Kdope, che vedrà riuniti attorno allo stesso tavolo virtuale Sabino Mogavero e Franco Donato di Talent One. Al centro della discussione, le sfide ancora aperte sul fronte della tutela giuridica ed economica degli artisti interpreti ed esecutori, in un momento in cui il mercato musicale attraversa trasformazioni profonde legate alla digitalizzazione e all'intelligenza artificiale.
L'appuntamento online intende offrire un contributo concreto al dibattito pubblico su un tema che riguarda migliaia di professionisti del settore, a partire da chi è iscritto a F.I.P.I. e gestisce in autonomia i propri dati di repertorio e compenso.

Tag: festadellamusica, diritti degli artisti, proprietà intellettuale, fipi, tutela artisti

01/06/2026

Si chiama OpenPlay Connect ed è lo store e marketplace pensato esclusivamente per chi lavora nell’industria musicale. La piattaforma, lanciata dalla società tech OpenPlay, si propone come un hub digitale di servizi e prodotti utili a etichette, editori, distributori e professionisti del settore. L’obiettivo è offrire una vetrina dedicata a tutte quelle aziende che sviluppano soluzioni innovative per il music business, creando un ecosistema digitale in grado di mettere in contatto domanda e offerta in modo mirato ed efficiente. Alla base del progetto c’è la constatazione che il mondo della musica, sempre più complesso e frammentato, ha bisogno di strumenti specifici e spesso difficili da individuare tra la miriade di offerte presenti sul mercato generale. OpenPlay Connect vuole diventare il punto di riferimento unico per chi cerca servizi professionali pensati su misura per le proprie esigenze. L’iniziativa porta la firma di Tracy Maddux, manager con una lunga esperienza ai vertici di Downtown e fondatore di OpenPlay, che nel 2025 è riuscito a ottenere un importante finanziamento multimilionario per sviluppare il progetto. Secondo quanto reso noto dalla società, sono già 125 le aziende che hanno aderito o sono in procinto di essere inserite nel database di OpenPlay Connect. Tra queste figurano nomi già affermati nel panorama music tech come Audioshake, specializzata nell’estrazione di stem tramite intelligenza artificiale, BeatBread che offre soluzioni di finanziamento per artisti, Beatdapp attiva nel contrasto alle frodi nello streaming, LyricFind per la gestione dei testi, Muserk nel campo della gestione dei diritti, Musixmatch per le piattaforme di lyric e Pex per l’identificazione dei contenuti. La piattaforma si presenta quindi come un consorzio di servizi in versione nativa digitale, capace di aggregare competenze e tecnologie diverse tutte orientate al mondo della musica. Per i professionisti del settore, OpenPlay Connect rappresenta una novità significativa perché semplifica la ricerca di partner tecnologici e fornitori specializzati, riducendo i tempi e le difficoltà legate allo scouting. Allo stesso tempo, per le aziende che offrono servizi, il marketplace costituisce un canale diretto per farsi conoscere da un pubblico altamente qualificato e interessato. La piattaforma si propone insomma come un vero e proprio catalogo ragionato dell’innovazione musicale, uno strumento che mancava e che potrebbe rivelarsi prezioso in un momento in cui la tecnologia gioca un ruolo sempre più centrale nelle dinamiche dell’industria. Con OpenPlay Connect, l’ecosistema della musica si dota di un nuovo punto di incontro digitale pensato per crescere e innovare in modo più rapido e consapevole.

� Nuovo allo streaming o vuoi migliorare? Dai un'occhiata a StreamYard e ottieni uno sconto di $10! �

29/05/2026

Massimo Gurini, nato nel 1992, è un DJ e producer svizzero che vive a St. Moritz e che ha trasformato la propria passione per la musica elettronica in una carriera internazionale costruita con costanza, ricerca sonora e grande presenza scenica. Il suo percorso artistico inizia nel 2005, quando muove i primi passi nel mondo del DJing nelle località alpine della Svizzera. Fin dagli esordi sviluppa uno stile personale capace di fondere house, tech house e techno, creando set energici ma allo stesso tempo eleganti, caratterizzati da melodie coinvolgenti, elementi organici e linee di basso profonde e trascinanti. Nel 2013 fonda il proprio studio di registrazione professionale a St. Moritz, luogo in cui realizza produzioni originali curate nei dettagli e costruite con una forte identità sonora. Lo studio diventa rapidamente il centro creativo della sua attività artistica e gli permette di affinare ulteriormente la qualità delle sue produzioni. Parallelamente alla carriera da producer, Massimo Gurini consolida il proprio ruolo nella scena elettronica internazionale come resident DJ, booking agent e art director del Vivai Club di St. Moritz, contribuendo alla crescita artistica del club e alla programmazione di eventi con ospiti di rilievo provenienti da tutto il mondo. La sua esperienza professionale si amplia anche attraverso la radio, grazie ai suoi show settimanali trasmessi su piattaforme internazionali come My House Radio di New York sotto il marchio Deep Snow. Nel corso degli anni si è esibito in alcuni dei club e festival più conosciuti del panorama elettronico mondiale, portando la sua musica in città e location iconiche come Londra, Ibiza, Amsterdam, Miami, Zurigo, Gallipoli, Tenerife ed Egitto. Tra le venue più importanti in cui ha suonato figurano Ministry of Sound di Londra, Eden Ibiza, Pacha, Praja Gallipoli, SunIce Festival, Villa delle Rose e numerosi eventi collegati all’ADE di Amsterdam. Ha inoltre condiviso il palco con artisti di fama internazionale come Lost Frequencies, Sven Väth, Hugel, Quintino, Riton, Tatana, Angelo Ferreri, Sunnery James & Ryan Marciano, Dr. Motte e molti altri protagonisti della scena elettronica contemporanea. La filosofia artistica di Massimo Gurini si basa sulla volontà di superare continuamente i propri limiti creativi e di trasformare ogni DJ set in un’esperienza intensa e coinvolgente. Secondo la sua visione, un DJ deve avere il coraggio di rischiare e sperimentare, perché solo così la musica può creare una connessione autentica con il pubblico. Grazie alla sua energia, alla sua esperienza e alla continua ricerca musicale, Massimo Gurini rappresenta oggi una figura riconosciuta nel panorama internazionale della musica elettronica. La sua capacità di leggere il pubblico e adattare ogni performance al contesto rende ogni esibizione unica, intensa e capace di lasciare un ricordo duraturo negli ascoltatori.
www.massimogurini.com
www.facebook.com/massimogurinidj
https://www.youtube.com/
www.instagram.com/massimogurinidj/

� Nuovo allo streaming o vuoi migliorare? Dai un'occhiata a StreamYard e ottieni uno sconto di $10! �

25/05/2026

Il recente stop forzato di Angelina Mango, come già accaduto ad altri artisti, evidenzia la disarmante superficialità con cui l'industria musicale gestisce i giovani talenti. Quando il talento viene trattato come una risorsa illimitata da sfruttare, il prezzo è spesso pagato dagli stessi artisti, spinti al limite senza riguardo per la loro salute mentale e fisica. Questa problematica non è affatto nuova; sono diversi i casi di artisti famosi che, dietro al successo, hanno affrontato gravi problemi di salute mentale, esacerbati dallo stile di vita logorante che l’industria impone. Anche quando alcuni hanno scelto di ritirarsi dalle performance live per proteggersi, la combinazione di ansia, depressione e un ritmo di lavoro insostenibile li ha portati a una fine prematura. Queste storie sono diventate simbolo dei costi umani di un settore che spesso ignora il benessere dei propri artisti, concentrandosi esclusivamente sui guadagni a breve termine. La stessa pressione ha portato altri celebri dj e performer a sospendere la carriera, dichiarando che la costante frenesia li aveva portati a perdere il controllo sulla propria vita personale. Alcuni hanno vissuto un esaurimento mentale tale da dover prendere una pausa forzata, nel tentativo di riequilibrare le priorità e prendersi cura della propria salute. Questi esempi mostrano quanto il sistema sfrutti artisti e dj senza garantire loro le condizioni necessarie per preservare salute e talento. La voce, così come il corpo e la mente, è uno strumento delicato che richiede cura, rispetto e attenzione. Tuttavia, manager e produttori, spesso più interessati al profitto immediato che alla longevità artistica, continuano a spingere gli interpreti e i dj oltre i propri limiti, con richieste estenuanti sia in studio sia nei live. Il mantra “spingi un po’ di più”, “vai, ce la fai!”, pare diventato il riflesso di un’industria che guarda esclusivamente al breve termine, ignorando l’impatto devastante che simili pressioni possono avere. Questa logica consumistica si estende anche alla preparazione dei tour, dove ogni dettaglio – dalla dieta al riposo, dal monitoraggio medico al riscaldamento vocale – dovrebbe essere attentamente pianificato, come in una maratona. Al contrario, l’obiettivo sembra essere solo massimizzare le performance, con un’indifferenza per l’impatto sul lungo termine che testimonia una pericolosa superficialità. Manager e produttori devono prendere coscienza del fatto che ogni artista ha limiti umani. Senza rispetto e una tutela adeguata, il rischio di distruggere irrimediabilmente il talento e il futuro degli artisti è altissimo. Non si tratta di "spremere" una carriera fino all’ultima goccia, ma di preservarla affinché possa maturare e durare. Diversamente, ciò che resta sono vite spezzate, carriere interrotte e artisti sacrificati a un sistema che non si ferma mai a riflettere sulle proprie responsabilità.

� Nuovo allo streaming o vuoi migliorare? Dai un'occhiata a StreamYard e ottieni uno sconto di $10! �

18/05/2026

L’industria musicale vive da anni dentro un paradosso che oggi mostra tutte le sue crepe. Le piattaforme tecnologiche hanno convinto pubblico e addetti ai lavori che affittare l’accesso alla musica fosse il punto più alto dell’evoluzione digitale. In cambio della comodità assoluta abbiamo rinunciato al possesso fisico del cd, del vinile e persino del download, consegnando però il controllo totale agli algoritmi. Un compromesso che ora presenta il conto, soprattutto alla scena elettronica. La dance music, nata nei club, nei warehouse e nella dimensione collettiva della notte, è stata progressivamente trasformata in sottofondo da playlist per studiare, rilassarsi o lavorare. Brani pensati per far esplodere una pista sono diventati semplici file intercambiabili, privati della loro identità culturale. Il produttore, intanto, è sparito dietro il sistema. Il problema è strutturale. I principali servizi di streaming offrono lo stesso catalogo e vendono la medesima utilità: accesso immediato a milioni di tracce. Se il prodotto è identico ovunque, il valore percepito si abbassa e la musica diventa una commodity. In questo scenario conta più la piattaforma del creatore. Non sorprende quindi la provocazione di Jimmy Iovine, che ha definito i servizi di streaming vicinissimi all’obsolescenza. Il motivo è economico: i costi aumentano a ogni ascolto e i margini restano compressi. Per reggere il modello serve un consumo passivo, continuo, distratto. Serve l’utente che lascia scorrere musica senza chiedersi chi l’abbia composta. Da qui nasce anche la pressione artistica che sta cambiando la forma dei brani. Intro lunghe, costruzioni lente e strutture tipiche della musica elettronica vengono sacrificate in favore di aperture immediate e durate ridotte, pensate per trattenere attenzione nei primi secondi. Molti producer inseguono metriche social invece di una visione sonora, costruendo carriere su terreni che non appartengono loro. Lo streaming prometteva democrazia distributiva. In parte l’ha mantenuta: oggi chiunque può caricare una traccia senza passare da una major. Ma la vera barriera non è pubblicare musica, è conquistare attenzione reale. E qui il sistema è più chiuso che mai. Piattaforme come Spotify e Apple Music custodiscono i dati del pubblico. Un artista può vantare milioni di ascoltatori mensili e non sapere nulla di loro. Nessuna mail, nessun numero, nessun canale diretto. Se l’algoritmo cambia, la visibilità evapora in una notte. Per questo molti nomi della nuova scena stanno cambiando strategia. Il caso di Fred again.. è emblematico: community private, gruppi WhatsApp, server Discord, anteprime distribuite ai fan più fedeli e eventi lanciati in tempi record. Non semplice promozione, ma relazione diretta. L’ascoltatore diventa parte attiva del progetto e non semplice statistica. Anche piattaforme a pagamento come Patreon offrono una risposta solo parziale, perché spesso mantengono il controllo dei dati strategici. La vera indipendenza richiede infrastrutture proprietarie, siti propri, database propri, merchandising diretto e community gestite senza intermediari. Il futuro della dance music non sarà nelle playlist infinite ma nelle stanze piene, nei contatti reali e nei fan raggiungibili senza chiedere permesso a un algoritmo. Lo streaming ha salvato il business discografico. Ora rischia di soffocare chi la musica la crea davvero.

� Nuovo allo streaming o vuoi migliorare? Dai un'occhiata a StreamYard e ottieni uno sconto di $10! �

Indirizzo

Milan

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando FIPI Italia pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a FIPI Italia:

In evidenza

Condividi