18/05/2026
Giovedì 21 maggio - ore 19.00 Shahram Khosravi presenta
Storie di contrabbando e contrabbandieri
Leila bar, via Termopili 29, Milano
L’autore di Io sono confine torna a Milano per presentare il libro che
ha curato insieme a Mahmoud Keshavarz.
Il contrabbando? È l’ombra della legge. Le sue pratiche «illegali»
vivono infatti in simbiosi con lo Stato-nazione e la sua pretesa
egemonica sul territorio che governa e i corpi che lo abitano. Ma se
abbandoniamo lo sguardo dall’alto dello Stato e facciamo nostro lo
sguardo dal basso del contrabbandiere, ecco che la prospettiva cambia, e
a illuminare la parte in ombra sono gli oppressi, gli emarginati, i
clandestini… i «fuorilegge» creati dallo Stato.
Se al posto di accettare la narrazione ufficiale si chiede direttamente
alle popolazioni di confine cos’è per loro il contrabbando, a mutare
radicalmente è la stessa concezione di lecito e illecito. Come appunto
dimostrano queste ricerche sul campo condotte in vari paesi del mondo
non-occidentale: dall’Etiopia al Guatemala, dall’Afghanistan allo
Zimbabwe, dal Kurdistan al Bangladesh. D’altronde, sono proprio le
comunità di confine l’humus socioeconomico e culturale da cui emerge la
figura del contrabbandiere. Ma lungi dall’essere percepito come un
«bandito», o come lo spietato «trafficante» evocato da Stati-nazione e
organismi internazionali, il contrabbandiere è considerato un membro
pienamente integrato nella sua comunità che svolge un lavoro moralmente
lecito. Da qui a farne un eroe romantico il passo è lungo, come sanno
bene gli autori di questi saggi. Ma di certo il loro sguardo dal basso
consente una contro-narrazione che rimette al centro le persone reali, e
non le loro rappresentazioni giuridiche, insieme alle pratiche informali
con cui affrontano le disuguaglianze globali e le restrizioni alla
libera circolazione.