15/02/2024
Dal nuovo libro in stampa a breve: Maria detta la Maddalena. La via della coppia sacra. Chiara Genova
..Voi non fatevi chiamare “rabbi” perché uno solo è il vostro maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate nessuno “padre” perché uno solo è il padre vostro, quello del cielo. E non fatevi chiamare “maestri” perché uno solo è il vostro maestro, il Cristo.
Quindi ci dice che il Maestro, l’unico maestro che dobbiamo avere è il Cristo che in greco significa l’unto. Quando parla dell’unto, che tra l’altro nel testo greco è scritto in minuscolo proprio come un aggettivo non come un appellativo, non sembra parlare di sé ma di un’altra persona.
Numerosi studiosi, non riconosciuti dalla tradizione cattolica, ritengono che parlare di Cristo significhi parlare dello sposo, del sovrano che veniva unto attraverso il rito delle nozze sacre narrate nella poesia liturgica sumera, espressione dei culti della fertilità dell’antico Oriente, di Babilonia, dell’Egitto e di Canaan (paese che nel Vangelo è citato proprio per le famose nozze di Cana, ricordi quelle in cui viene a mancare il vino…).
Anche il testo biblico Cantico dei cantici sembrerebbe parlare di questo rito: è l’ode reciproca e appassionata degli sposi che attendono l’incontro sacro e l’unzione con profumi preziosi che sigilla l’unione regale.
Ad ungere il sovrano era la sposa, che successivamente incontrava il suo sposo sacrificato e risorto, proprio in un giardino. E’ inevitabile non notare le analogie tra questi poemetti e il racconto della passione in cui Maria la Maddalena incontra Gesù risorto nel giardino, sicuramente dopo averne unto il corpo morto. La tradizione inoltre vuole che fosse colei che lo aveva unto anche da vivo con un nardo preziosissimo, prima di arrivare a Gerusalemme per la pasqua ebraica.
Benchè sia evidente il sincretismo di tradizioni avvenuto nel culto cristiano, nella nostra analisi ci limitiamo ai Vangeli canonici nei quali una donna innominata, da sempre associata a Maria la Maddalena, in possesso di olio prezioso conservato in un contenitore raffinato, sicuramente ricca tanto da rompere senza indugio la boccetta, unge il capo con un gesto solenne e si comporta come una sposa.
Essa unge Gesù spezzando appunto il vaso di alabastro (narrato in Marco 14, in Matteo 26 e in Giovanni 12) e poi incontra in seguito l’unto nel giardino dopo la resurrezione.
Maria la Maddalena è presente sicuramente al momento della morte, della deposizione e dell’unzione del corpo morto. Inoltre si reca al sepolcro nelle prime ore della domenica mattina, probabilmente per stare ancora vicina all’amato defunto e terminare quanto sospeso la sera prima. Infatti si narra che la deposizione dalla croce fu molto veloce perché si vedevano già accese le luci rituali della vigilia del sabato, giorno nel quale per gli Ebrei non si può svolgere alcuna attività. Quindi il corpo di Gesù venne velocemente unto dalle donne presenti (Maria la madre, Maria la Maddalena e altre donne), con 100 libbre e tantissimi aromi come si usava per l’unzione di un re, pari circa a 30 kili di aloe e mirra.
Passato il sabato, di buon mattino, Maria la Maddalena, Maria di Giacomo e Salomè comprarono oli aromatici per andare ad imbalsamare Gesù. Di buon mattino, il primo giorno dopo il sabato vennero al sepolcro al levare del sole. Esse dicevano tra loro: “Chi ci rotolerà via il masso dall’ingresso del sepolcro? Mc, 16,1-3
Insomma Gesù viene unto prima e dopo la morte da colei che è chiamata e rappresentata tradizionalmente come la mirrafora o mirrofora, cioè colei che porta la mirra.
Quindi Maria la Maddalena è indiscutibilmente e a pieno titolo colei che rende Gesù il Cristo, cioè colei che lo unge.