23/03/2025
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, tra gli artisti più influenti del nostro tempo, firma il della 68ª edizione del Festival dei Due Mondi di Spoleto ed è ospite al Festival con un ricco programma di spettacoli, mostre e residenze
«Accogliere il mondo, smontarlo, ricostruirlo»
Un tratto vibrante, un segno che è memoria e movimento, poesia e politica. Il manifesto di porta la firma di , uno degli artisti più influenti del nostro tempo. Nato a Johannesburg nel 1955, Kentridge ha costruito un linguaggio ricco, composito, rivelatorio che unisce i codici del disegno, del teatro, del cinema e della musica in un racconto che scava nella storia collettiva e personale. Le sue opere sono luoghi di stratificazione e risonanza, di passato che riscrive il presente e si riscrive nel presente: l’arte, insomma, come gioco del pensiero.
Il Festival quest’anno accoglie il suo universo creativo nella sua interezza, ospitando al Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti lo spettacolo “The Great Yes, The Great No”, un’opera multidimensionale che celebra il non convenzionale, abbraccia il rivoluzionario e immagina un futuro più autentico e libero. La Fondazione Carla Fendi e i Mahler&LeWitt Studios accolgono “The Centre for the Less Good Idea” con la mostra “Unhappen Unhappen Unhappen – Pepper’s Ghost Dioramas” e un ricco programma di workshop e residenze. Infine a Palazzo Collicola è in mostra una personale di Kentridge, a cura di Saverio Verini in collaborazione con il Kentridge Studio e la galleria Lia Rumma.
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