ScienSee

ScienSee Sketchnotes, scarabocchi e Visual Thinking per illustrare metodi, idee, conoscenze, storie e news dal mondo della scienza!

21/04/2026

La nitrogenasi è uno degli più importanti per la vita: è ciò che permette di trasformare l’ atmosferico (N₂) in forme utilizzabili dagli organismi.

In uno studio pubblicato su Nature Communications, i ricercatori hanno "resuscitato" la forma primordiale di questo enzima.

Basandosi sull'albero evolutivo delle nitrogenasi ricostruito le sequenze di dei geni ancestrali per questo enzima, a partire da circa 700 milioni di anni fa

Ne emerso che la nitrogenasi, anche se in modo meno efficiente rispetto alle forme attuali, funzionava già 3,2 miliardi di anni fa. La sua attività ha lasciato nelle rocce tracce molto chiare, simili a quelle osservabili nei batteri attuali capaci di fissare l'azoto.

Questo studio sottolinea come, una volta che un pezzo di così utile e vantaggioso per le forme di vita si afferma nella biosfera, il suo funzionamento – e persino la struttura degli enzimi che lo portano avanti – possono rimanere incredibilmente stabili per miliardi di anni, nonostante l'evoluzione vada avanti.

Fonte: Resurrected nitrogenases recapitulate canonical N-isotope biosignatures over two billion years | Nature Communications https://share.google/yGE7S3WrGbdxB5ylB

I benefici dell'uso e della creazione di   nella  Disegni,  ,  , grafici,  , visualizzazioni di dati... Non servono a "r...
17/04/2026

I benefici dell'uso e della creazione di nella

Disegni, , , grafici, , visualizzazioni di dati... Non servono a "rendere tutto più bello", né fanno da semplice corollario a un articolo scientifico. Che è quello che un uso sconsiderato dell'IA sembra spesso tradire.

Sia dalla letteratura, sia dalla prativa professionale, emerge come creare e fruire di contenuti scientifici visuali:
📖 Migliori la comprensione di informazioni complesse;
💭 Alleggeriscono il carico cognitivo e rendono il ragionamento più efficiente ed elaborato, permettendo di visualizzare connessioni, gerarchie, collegamenti non previsti;
🗨️ Possono aiutare a disseminare i contenuti scientifici, a veicolarli con maggiore chiarezza e a discutere su uno scenario condiviso.

Le immagini non arrivano alla fine del processo scientifico; ne fanno parte dall'inizio alla fine.

Un percorso di   che ha dato i suoi frutti!  Nelle prime settimane di quest'anno ho lavorato con 13 ricercatrici e comun...
14/04/2026

Un percorso di che ha dato i suoi frutti!

Nelle prime settimane di quest'anno ho lavorato con 13 ricercatrici e comunicatrici di INGVambiente in un corso di 20 ore sulla creazione di per comunicazione visiva della scienza.

Ognuna di loro ha sviluppato la propria infografica passo dopo passo: partendo dalla definizione di obiettivi, pubblico e messaggio… alla costruzione di struttura, gerarchie dei contenuti, uso di spazio, colori, testi e immagini.

La parte più interessante, per me, è stata vedere come, nel giro di poche settimane, la stessa persona potesse passare da schizzi a mano, ancora abbozzati e insicuri, a contenuti organizzati graficamente in maniera coerente ed efficace. Per molte di loro, il miglioramento tra "prima" e "dopo" il corso è stato evidente e gratificante!

Nel carosello vi ho messo:
👁️‍🗨️ Il confronto tra il lavoro fatto da due partecipanti all'inizio del corso VS la stessa infografica rivista al termine del percorso;
👁️‍🗨️ alcuni passaggi di processo, dagli sketch iniziali alle versioni finali.

Non è solo una questione estetica. Quello che cambia qui è la chiarezza del messaggio, la struttura delle informazioni, la coerenza tra contenuto e immagini e la capacità di guidare chi legge dentro temi complessi

Per me, questo è “pensare visivamente” applicato alla comunicazione della scienza: non tanto produrre belle immagini, ma mettere in piedi una comunicazione di contenuti complessi che funziona, per quello scopo e per quel pubblico. La bellezza, con le giuste scelte, a quel punto diventa un effetto collaterale.

------

Grazie nuovamente a Marina Locritani e a INGV Ambiente per la fiducia e per il percorso fatto insieme 🌋🌊

Se siete impressionati da un percorso di 20 ore come questo, sto iniziando a esplorare la possibilità di proporre brevi masterclass su e infografiche per la comunicazione scientifica.

Se lavori nella scienza o nella divulgazione e ti interessa, scrivimi 👀

10/04/2026

Come funziona la ? Come facciamo a misurare la complessità biologica?

Dietro allo studio dei metaboliti, le piccole molecole organiche prodotte dalle reazioni chimiche che tengono in piedi la cellula, ci sono tecnologie di analisi molto potenti. In particolare:

⚗️ La permette di separare le molecole presenti in un campione biologico.
🔍 La di massa permette di identificarle e quantificarle, anche in quantità molto piccole.

Insieme, queste tecniche sono alla base della metabolomica. Combinando diverse soluzioni tecnologiche per la separazione e l'identificazione, diventa possibile analizzare diversi profili metabolici, con diversi livelli di risoluzione e da diversi tipi di campioni biologici.

Questo è proprio ciò che si fa negli impianti di OASI, Open Access Scientific Infrastructure dell’Istituto di Bioimmagini e Sistemi Biologici Complessi (IBSBC) del , con cui ho avuto il piacere di realizzare questo video.

09/04/2026

Come fare a capire cosa succede dentro una cellula o in tessuto organico?

Con la possiamo misurare simultaneamente un gran numero di metaboliti in un campione. È come avere una fotografia dello stato metabolico di un organismo, che riflette risposte a stimoli esterni, cambiamenti fisiopatologici e mutazioni genetiche.

Ma cosa succede se vogliamo essere più precisi?
Se partiamo da un’ipotesi precisa su una via metabolica, entra in gioco la metabolomica "targeted" con carbonio marcato.

In questo approccio, alcuni metaboliti vengono “tracciati” con isotopi di carbonio più pesanti (ad esempio ¹³C). Introducendo queste molecole in un sistema biologico, è possibile seguire il percorso degli atomi di carbonio attraverso le diverse reazioni metaboliche.

In altre parole: non osserviamo solo cosa c’è nell'organismo, ma iniziamo a capire da dove viene e dove va.

Questo cambia completamente prospettiva.
La metabolomica non è più solo una fotografia statica, ma diventa uno strumento per studiare i flussi metabolici, cioè come le reazioni biochimiche sono dinamicamente connesse tra loro.

Studiando specifiche classi di metaboliti, come amminoacidi, acidi organici o lipidi, i ricercatori possonl così interpretare le vie metaboliche e capire come vengono alterate da condizioni fisiologiche o patologiche.

Soprattutto, l'approccio "targeted" rende “visibili” processi che altrimenti resterebbero astratti: enzimi, vie metaboliche e reti di reazioni diventano qualcosa che possiamo tracciare nel tempo.

Questo è il terzo di una breve serie sviluppata in collaborazione con OASI – Open Access Scientific Infrastructure (IBSBC), un'infrastruttura del

08/04/2026

A cosa serve la ?

Se nel primo video che vi ho condiviso si cercava di spiegare in cosa consiste questa avanzata metodologia di studio dei processi che regolano il funzionamento cellulare, qui entriamo nel vivo: le sue applicazioni nel mondo reale.

Dalla salute umana e animale, all’industria, fino al monitoraggio ambientale. In tutti questi ambiti, i metaboliti (le piccole molecole organiche prodotte nei processi metabolici) non raccontano solo cosa succede dentro un organismo, ma anche come quell’organismo interagisce con l’ambiente.

Per questo motivo la metabolomica si inserisce perfettamente nella prospettiva , un approccio che considera la salute umana, animale e ambientale come profondamente interconnesse.

Dall’identificazione di di malattia,
al monitoraggio della salute animale,
all’ottimizzazione dei processi industriali,
fino allo studio degli ecosistemi, la metabolomica ci permette di leggere sistemi biologici complessi nel loro insieme.

🎥 Questo è il secondo di una serie sul tema realizzato in collaborazione con OASI, Open Access Scientific Infrastructure dell’Istituto di Bioimmagini e Sistemi Biologici Complessi (IBSBC) del .

Per approfondire: oasi.ibsbc.cnr.it/metabolomics/

07/04/2026

... Che cos'è?

Capire la spesso significa imparare a vedere ciò che non è visibile.
È qui che entra in gioco la metabolomica.

Negli ultimi decenni la è diventata una scienza sempre più ricca di dati, strutturata su diversi livelli di analisi. In questo ecosistema sono nate e si sono sviluppate molte discipline “-omiche”. Ovvero "di sistema", che guardano al quadro di insieme.

La genomica, per esempio, studia il genoma, cioè l’insieme completo delle informazioni genetiche di un organismo o di una cellula. La proteomica studia l’insieme delle proteine che possono essere espresse in un determinato momento.

La metabolomica, invece, studia i metaboliti: piccole molecole organiche che rappresentano il prodotto finale dei processi cellulari.
In un certo senso, offre una fotografia in tempo reale di ciò che sta accadendo in un sistema biologico, integrando geni, proteine e ambiente.

In questo breve video – il primo di una piccola serie che condividerò nei prossimi giorni – ho provato a raccontare questi concetti in modo accessibile e visivo per gli studenti del mondo delle life science che si approcciano a questa disciplina, trasformando un ambito complesso e ricco di dati in qualcosa di più intuitivo e accessibile.

Questo lavoro è stato realizzato in collaborazione con OASI, Open Access Scientific Infrastructure dell’Istituto di Bioimmagini e Sistemi Biologici Complessi (IBSBC) del .

OASI è un’infrastruttura open access che supporta la ricerca con tecnologie avanzate per lo studio di sistemi biologici complessi, tra cui metabolomica, imaging e approcci multi-omici.

27/03/2026

Step 5: dalla visualizzazione alla comprensione condivisa

Alla fine del simposio sul Protein Folding Cluster, ho avuto il grande piacere di presentare la visual roadmap creata prima dell’evento, nell’Aula Medica del .

È stata l’occasione per raccontare il processo creativo e il ragionamento dietro la progettazione di questo supporto comunicativo a più livelli per l’iniziativa di ricerca svedese.

Mostrare questa dal vivo è stato davvero un onore e mi ha permesso di offrire al pubblico di ricercatori una lettura strutturata dello sforzo dietro questo grande progetto scientifico, utilizzando la roadmap stessa come guida.

Dopo tre giorni di sintesi visiva in tempo reale, costruita con il intorno ai ritratti dei singoli speaker, questo momento ha aiutato a collegare i punti e a mettere in evidenza le idee chiave che attraversavano le diverse prospettive.

È qui che vedo il valore del in ambito scientifico: non solo come strumento di comunicazione, ma come strategia per favorire comprensione, dialogo e integrazione tra discipline.

Un grazie al prof. Giovanni Volpe e alla dott.ssa Sviatlana Shashkova (Università di Göteborg), e a tutto il team per avermi dato l’opportunità di contribuire a questo progetto!

Fase 4: prepararsi all’imprevedibileQuando si pensa al   di un evento dal vivo, il primo pensiero va al  .L'abitudine co...
26/03/2026

Fase 4: prepararsi all’imprevedibile

Quando si pensa al di un evento dal vivo, il primo pensiero va al .

L'abitudine consolidata di realizzare più o meno dettagliati degli speaker esiste perché fa il suo gioco. Il ritratto anche abbozzato di un volto umano attira l’attenzione, crea engagement e diverte il pubblico che assiste alla conferenza (e anche gli speaker, che sono sempre felici di riceverne uno!).

Ma i ritratti sono solo un corollario del lavoro.
La vera sfida è cogliere e interpretare contenuti complessi abbastanza velocemente da tradurli in immagini, a beneficio del pubblico.

Non è un caso che questa parte del grosso progetto di visualizzazione per il Protein Folding Cluster (http://proteinfolding.org), a cui ho lavorato dal vivo due settimane fa a Stoccolma presso il , si sia rivelata particolarmente... Interessante.

A differenza di altre occasioni simili, infatti, ho avuto pochissimo accesso ai contenuti degli interventi in anticipo: 29 speaker, temi altamente tecnici e solo materiale parziale disponibile prima dell’evento!
Senza background da biologo molecolare avrei fatto veramente fatica a tenere il passo.

Durante i tre intensi giorni di sintesi visiva, ho cercato di cogliere le idee chiave di questo ambito di ricerca avanzato:
👁️‍🗨️ individuando pattern ricorrenti e domande aperte che collegano i diversi campi di ricerca;
👁️‍🗨️ sviluppando un vocabolario visuale solido, per costruire una sintesi coerente e chiara del simposio
👁️‍🗨️ destreggiandomi nel linguaggio tecnico per far emergere conclusioni e interpretazioni

Durante l’evento, questo supporto visivo ha aiutato il pubblico a rimanere concentrato anche durante giornate molto dense di contenuti.
Dopo l’evento, molti dei relatori sono passati dall'essere felici per il proprio ritratto ad apprezzare la sintesi fornita da uno sguardo esterno, di un ascoltatore attento ma non immerso nel loro specifico ambito, su ciò che avevano presentato.

25/03/2026

Fase 3: ma quindi… cos’è il protein folding?

Prima di entrare nel clou del simposio tenuto al Karolinska Institutet a Stoccolma, a cui ho potuto fornire supporto con tre giorni di live scribing, serve un attimo di contesto.

Le proteine sono catene di amminoacidi che devono “ripiegarsi” in una forma 3D precisa per funzionare. Per anni, la grande sfida è stata prevedere quella struttura finale a partire dalla sequenza amminoacidica. Oggi, anche grazie a strumenti come AlphaFold e all’intelligenza artificiale, ci riusciamo abbastanza bene.

Il paradosso, però, è che ancora non capiamo davvero come avviene questo processo nel tempo e quali stadi attraversa. In altre parole, nel ripiegamento delle proteine conosciamo spesso la destinazione ma non il percorso per arrivarci.

Sarebbe interessante capirlo, perché a volte, dentro la cellula, qualcosa in questo processo va storto, la proteina prende “percorsi” di ripiegamento sbagliati e assume conformazioni che non la rendono adatta alla sua funzione. Peggio ancora, possono renderla pericolosa e portarla a causare aggregati che, per esempio, sono associati a malattie neurodegenerative come l’Alzheimer

Proprio in questo gap di conoscenza si inserisce il progetto di ricerca interuniversitario svedese cui ho avuto il collaborare nei giorni scorsi, e che avete visto riassunto nelle mappe visuali dei post precedenti.

Nel prossimo post vi racconto cosa significa mappare e sintetizzare dal vivo le ricerche che quasi 30 ricercatori conducono attorno a questo tema.

Fase 2: dagli schizzi alla   visualeCosa succede dopo la fase “caotica” degli scarabocchi?La sfida di visualizzare un te...
24/03/2026

Fase 2: dagli schizzi alla visuale

Cosa succede dopo la fase “caotica” degli scarabocchi?

La sfida di visualizzare un tema complesso come il Protein Folding Cluster 2026 (https://proteinfold.org), un progetto di ricerca svedese che coinvolge diverse università del Paese, non richiedeva soltanto di "pulire" e rifinire le idee abbozzate su carta.
Serviva costruire un vero e proprio sistema visivo.
Un sistema pensato per funzionare su più livelli:

🖼️ come complessiva del progetto, in cui si connettevano tutti i suoi aspetti e la vision futura per creare una roadmap visuale di 250x90cm
🖼️ come autonome, ciascuna a sintetizzare le tre principali fonti di informazione sul progetto di ricerca (due articoli scientifici ed un accademico)
🖼️ come singoli disegni ed elementi grafici modulari, riutilizzabili per slide, report e comunicazione

Questo significa progettare fin dall’inizio struttura, gerarchie e possibilità di riuso.

Ma c’era anche un’altra sfida. Molte di queste immagini, infatti, erano state pensate per essere integrate negli articoli scientifici da cui prendono spunto.

Spesso abbiamo l'idea che le immagini utilizzate nei paper finiscano con l'essere precise, ma fredde.
Qui l’obiettivo era diverso: creare immagini che fossero rigorose, ma anche leggibili, coinvolgenti e "umane".

Penso che questo si inserisca perfettamente ad una delle linee guida del progetto di ricerca, che si riferisce esplicitamente al ruolo di una comunicazione visiva efficace anche nelle iniziative di ricerca scientifica avanzata.

Non è semplice decorazione o supporto, è parte di come la conoscenza si struttura, si condivide e si comprende.

Le grafiche così realizzate sono state presentate al convegno finale del progetto, tenutosi due settimane fa al ... Ma di questo vi parlerò nel prossimo post

Indirizzo

Milan

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 18:00

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando ScienSee pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a ScienSee:

In evidenza

Condividi