Spazio Capoeira Bambini - Mestre Baixinho

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L'Associazione Italiana di Capoeira da Angola e' stata costituita da Mestre Baixinho nel 1991 con lo scopo di diffondere la conoscenza e la pratica della Capoeira in Italia.

La verità nuda e cruda: l’Italia è stata svenduta a pezzi (quadro completo e definitivo, maggio 2026).L’Italia è un paes...
16/06/2026

La verità nuda e cruda: l’Italia è stata svenduta a pezzi (quadro completo e definitivo, maggio 2026).
L’Italia è un paese strangolato da un debito pubblico insostenibile di oltre 3.100 miliardi di euro (137,1% del PIL a fine 2025, previsto al 138-138,6% nel 2026, quando supererà la Grecia diventando il peggiore d’Europa). Crescita PIL anemica (0,4-0,6%), produttività stagnante da decenni, burocrazia soffocante, tasse elevate e demografia collassata. Non avendo capitali interni sufficienti, lo Stato cede asset strategici, infrastrutture critiche e pezzi di sovranità a fondi esteri, francesi, cinesi e americani. Ecco tutto, senza filtri, con date, percentuali e cifre precise.
1. Debito pubblico: le cifre complete
Ammontare assoluto: 3.095,5 miliardi di euro a fine 2025 (in aumento di 129 miliardi rispetto al 2024). A febbraio 2026 ha toccato il record storico di 3.140 miliardi di euro.
Rapporto debito/PIL: 137,1% a fine 2025 (secondo dopo la Grecia), previsto 138,4-138,6% nel 2026.
Deficit: ~3,1% nel 2025.
Spesa per interessi (costo annuo del debito):
Cifra storica e comunemente citata: 85-90 miliardi di euro all’anno.
Dati aggiornati 2025/2026: tra 96 e oltre 110 miliardi di euro all’anno (fino al 3,8-4% del PIL), con proiezioni in salita.
Quanto paga l’Italia al giorno: con 85-90 miliardi annui → 233-247 milioni di euro al giorno. Con le cifre attuali più alte → oltre 274 milioni di euro al giorno.
Quanto paga all’anno: 85-90 miliardi (cifra classica) che diventano facilmente 100 miliardi o più oggi. Gran parte di questo denaro finisce a fondi esteri che detengono BTP.
Questo fiume di soldi (che si finanzia emettendo nuovo debito) limita qualsiasi investimento pubblico serio e costringe alla svendita di asset.
2. Fondi esteri che controllano le infrastrutture
Macquarie (Australia) + Blackstone (USA): Dal 5 maggio 2022 controllano tramite Holding Reti Autostradali (HRA) il 24,5% ciascuno di Autostrade per l’Italia (CDP Equity 51%). Valore equity dell’operazione 9,3-9,5 miliardi di euro (enterprise value fino a ~19 miliardi). Rete di ~3.000 km di autostrade a pedaggio. Gli italiani pagano i pedaggi, loro incassano rendimenti stabili.
Partners Group (Svizzera): Nel luglio 2021 ha acquisito il 75% di EOLO (fibra wireless) per enterprise value oltre 1,2 miliardi di euro. Portafoglio residenziale ~800 milioni di euro GAV (Milano/Roma/Torino) + logistica last-mile Nord Italia (pipeline centinaia di migliaia di mq).
KKR: Attivo su broadband (FiberCop/Open Fiber) e operazioni multi-miliardarie.
Ares Management: Private credit e direct lending (deal tipici 50-150 milioni di euro). AUM globale centinaia di miliardi.
Elliott Management: Fondo attivista con interventi passati su aziende italiane quotate (es. Telecom Italia).
BlackRock: Il più grande asset manager al mondo (11-13,5 trilioni di USD AUM). Esposizione massiccia su BTP italiani, azioni di banche e imprese tramite ETF e fondi. Influenza sistemica senza bisogno di quote dirette di controllo.
3. Palantir Technologies
Tecnologia americana per big data, AI, analytics e intelligence. Principalmente clienti privati (Stellantis, UniCredit, Fedrigoni su piattaforma Foundry). Pochi contratti pubblici diretti di rilievo.
4. Moda nelle mani francesi
LVMH (Bernard Arnault): Bulgari, Fendi, Loro Piana, Emilio Pucci.
Kering (François Pinault): Gucci (acquisito 1999), Bottega Veneta (2001), Brioni, Pomellato, oltre al 30% di Valentino.
L’Italia produce e cuce, i gruppi francesi controllano i marchi iconici e incassano i margini alti del lusso “Made in Italy”.
5. Cina: porti e Sardegna
Vado Ligure: Nell’ottobre 2016 COSCO Shipping Ports ha acquisito il 40% di Vado Holding per 53 milioni di euro (da APM Terminals). Qingdao Port International 9,9%, APM ~50,1%. Investimento totale terminal ~450 milioni di euro. Capacità 800.000-1 milione TEU. Terminal semi-automizzato strategico nel Mediterraneo.
Sardegna: Nell’aprile 2024 Chint Solar (cinese) ha acquisito il progetto Palmadula su 900-1.043 ettari per un mega-impianto agri-fotovoltaico da 360 MWp + batterie 82,5 MWh (area tra Stintino, Alghero, Sassari, Porto Torres). Progetto contestato per impatto ambientale.
6. Ryanair e aeroporti italiani
Primo vettore in Italia. Investimenti annunciati: 3,3 miliardi di USD in Lombardia; piani condizionali 4 miliardi di USD per +40 aerei e +20 milioni passeggeri. Totale Italia ~11 miliardi di USD, 111 aerei basati, obiettivo 69 milioni passeggeri nel 2026. Crea dipendenza da un vettore irlandese che detta condizioni tariffarie.
7. Ambiente: sanzioni e multe UE (acque, smog, fogne)
Procedure d’infrazione croniche per depurazione acque reflue (migliaia di agglomerati non conformi). Sentenza Corte di Giustizia UE 27 marzo 2025: multa forfettaria 10 milioni di euro + 13,7 milioni di euro ogni 6 mesi di ritardo (casi Sicilia e Valle d’Aosta). Problemi cronici di smog (PM10/NO2) in Pianura Padana. L’Italia paga mentre cresce poco.
8. Contratti gas: nuova dipendenza diversificata e più cara
Consumo annuo ~60-65 miliardi mc. Post-Russia (azzerato dal 2022):
Algeria: ~20-20,1 miliardi mc via pipeline (~36% del gas immesso).
Azerbaigian (TAP): ~9,5-10 miliardi mc/anno.
LNG (~1/3 del totale): USA principale, Qatar colpito da force majeure nel 2026.
Contratto 20 anni con gli USA: Il 16 luglio 2025 Eni ha firmato con Venture Global un accordo ventennale per 2 milioni di tonnellate all’anno (MTPA) di LNG dal progetto CP2 in Louisiana (consegne a partire dalla fine del decennio, entro 2030). Primo contratto a lungo termine di Eni con un produttore LNG americano. Forniture più diversificate ma sensibilmente più costose del gas russo.
9. Difesa: F-35, basi USA, NATO, Elon Musk
F-35: Spesa cumulativa oltre 11 miliardi di euro (costi triplicati). Nuovi ordini per 25 aerei (~7 miliardi di euro). Target storico fino a 131 velivoli. Programma Lockheed Martin con FACO a Cameri.
Basi americane e NATO: Presenza storica (Aviano, Sigonella ecc.). Italia contribuisce a missioni alleate.
Elon Musk/SpaceX-Starlink: Trattative nel gennaio 2025 per contratto da 1,5 miliardi di euro (5 anni) per servizi telecom sicuri e criptati a governo, intelligence e difesa. Stato incerto.
Il quadro finale senza filtri
L’Italia, strozzata da 3.100+ miliardi di debito che costa 85-90 miliardi all’anno (fino a 100+ miliardi, 233-274 milioni al giorno solo di interessi), cede controllo strategico su:
Autostrade, fibra (EOLO), logistica e residenziale → fondi anglo-americani e svizzeri (Macquarie, Blackstone, Partners Group, BlackRock, KKR, Ares, Elliott).
Lusso → Francia (LVMH e Kering).
Porti e terra/energia → Cina (Vado Ligure 40% dal 2016 + Sardegna 900-1.043 ettari 2024).
Cieli low-cost → Ryanair (Irlanda/USA).
Tech/dati → Palantir (USA).
Difesa, telecom e parte del gas → USA (F-35, basi NATO, possibile Starlink 1,5 mld, contratto LNG 20 anni Venture Global) + Algeria/Azerbaigian.
Regole fiscali, ambientali e multe → UE/BCE (con influenza tedesca).
Conseguenza brutale: Arrivano investimenti, tecnologie e forniture, ma si perde progressivamente sovranità economica su pedaggi, dati, porti, marchi, energia, comunicazioni e infrastrutture critiche. Pochi italiani conoscono i dettagli precisi (meno del 5-10%). Non è un complotto globale: è aritmetica pura del debito. Senza riforme radicali su fisco, giustizia, burocrazia, natalità e produttività, la svendita continua. Nel 2026 è esattamente questo che sta accadendo.

🔴 Smascherato il che vuole governare con ribaltoni e ...

Meloni ha scelto di pagare per arricchire l’AmericaN**o e crudo. Nel 2025 l’Italia ha dichiarato a NATO una spesa per la...
14/04/2026

Meloni ha scelto di pagare per arricchire l’America
N**o e crudo. Nel 2025 l’Italia ha dichiarato a NATO una spesa per la difesa di 45,3 miliardi di euro, raggiungendo il famoso 2% del PIL. Ma il budget reale del Ministero della Difesa è solo 31,3 miliardi. Gli altri quasi 14 miliardi sono stati aggiunti con un trucco contabile: hanno infilato dentro pensioni, parte dei Carabinieri, progetti digitali e altro che c’entra poco con i soldati.
Di questi soldi, una grossa fetta finisce direttamente negli Stati Uniti. Solo per il programma F-35 sono stati stanziati 735 milioni di euro quest’anno, e l’Italia sta aumentando la flotta da 90 a 115 aerei. Ogni F-35 è made in USA, e i contratti di manutenzione e pezzi di ricambio sono in mano alle aziende americane.
Sul gas è la stessa storia. L’Italia ha sostituito quasi tutto il gas russo con il gas naturale liquefatto americano. Quello russo via tubo costava tra i 6 e 8 dollari per milione di BTU, quello americano via nave arriva a 12-15 dollari. Quasi il doppio. Ogni anno decine di miliardi di euro escono dall’Italia e finiscono nelle tasche delle compagnie energetiche USA.
Poi c’è la guerra in Iran. Abbiamo già speso 380 milioni solo per mandare truppe e mezzi nel Golfo. Se il conflitto si allunga, gli esperti parlano di un costo extra per l’economia italiana tra i 10 e i 30 miliardi all’anno tra bollette più care e danni all’industria.
Meloni lo sa benissimo. Non è stata ingenua. Ha scelto di fare la pedina di Trump perché pensava di guadagnarci potere e protezione a Bruxelles. Invece oggi l’Italia sta pagando a caro prezzo: più soldi in armi americane, più soldi in gas americano, più costi per una guerra che non ci riguarda, mentre a casa si tagliano altre spese.
In pratica, stiamo finanziando l’economia americana mentre la nostra diventa sempre più debole. E questo è il vero prezzo di quella amicizia.

🗣️ "Pensavo che il senso della mia dichiarazione di questa mattina fosse chiaro, ma lo ribadisco con maggiore chiarezza. Trovo inaccettabili le parole del Presidente Trump nei confronti del Santo Padre. Il Papa è il capo della Chiesa Cattolica, ed è giusto e normale che invochi la pace e che condanni ogni forma di guerra". Lo afferma la premier Giorgia Meloni in una dichiarazione.

Meloni ha scelto di pagare per arricchire l’AmericaN**o e crudo. Nel 2025 l’Italia ha dichiarato a NATO una spesa per la...
14/04/2026

Meloni ha scelto di pagare per arricchire l’America
N**o e crudo. Nel 2025 l’Italia ha dichiarato a NATO una spesa per la difesa di 45,3 miliardi di euro, raggiungendo il famoso 2% del PIL. Ma il budget reale del Ministero della Difesa è solo 31,3 miliardi. Gli altri quasi 14 miliardi sono stati aggiunti con un trucco contabile: hanno infilato dentro pensioni, parte dei Carabinieri, progetti digitali e altro che c’entra poco con i soldati.
Di questi soldi, una grossa fetta finisce direttamente negli Stati Uniti. Solo per il programma F-35 sono stati stanziati 735 milioni di euro quest’anno, e l’Italia sta aumentando la flotta da 90 a 115 aerei. Ogni F-35 è made in USA, e i contratti di manutenzione e pezzi di ricambio sono in mano alle aziende americane.
Sul gas è la stessa storia. L’Italia ha sostituito quasi tutto il gas russo con il gas naturale liquefatto americano. Quello russo via tubo costava tra i 6 e 8 dollari per milione di BTU, quello americano via nave arriva a 12-15 dollari. Quasi il doppio. Ogni anno decine di miliardi di euro escono dall’Italia e finiscono nelle tasche delle compagnie energetiche USA.
Poi c’è la guerra in Iran. Abbiamo già speso 380 milioni solo per mandare truppe e mezzi nel Golfo. Se il conflitto si allunga, gli esperti parlano di un costo extra per l’economia italiana tra i 10 e i 30 miliardi all’anno tra bollette più care e danni all’industria.
Meloni lo sa benissimo. Non è stata ingenua. Ha scelto di fare la pedina di Trump perché pensava di guadagnarci potere e protezione a Bruxelles. Invece oggi l’Italia sta pagando a caro prezzo: più soldi in armi americane, più soldi in gas americano, più costi per una guerra che non ci riguarda, mentre a casa si tagliano altre spese.
In pratica, stiamo finanziando l’economia americana mentre la nostra diventa sempre più debole. E questo è il vero prezzo di quella amicizia.

Attacchi gratuiti, fango e politica al posto di giornalismo. Noi continuiamo a combattere la mafia, con fermezza e senza pause.

11/04/2026

Meloni, il silenzio della regina ipocrita
Basta con le stronzate.
Giorgia Meloni si riempie la bocca di patria, sovranità e orgoglio italiano, ma quando si tratta delle schifezze vere che stanno distruggendo il Paese, sta zitta come una tomba.
Non parla del marcio che ha dentro Fratelli d’Italia. Il partito è pieno di indagati: ministri, sottosegretari, deputati, sindaci e assessori. Corruzione, peculato, legami con la mafia. Quando saltano fuori gli scandali dice solo “persecuzione giudiziaria”, scarica qualcuno e poi tutto continua come prima. Nessuna pulizia, solo copertura.
Non parla delle multe da capogiro che l’Italia paga all’Europa per essere un Paese sporco. 854 milioni di euro già versati per fogne rotte, acque nere finite in mare, discariche abusive e smog fuori controllo. Nel 2026 ne arriveranno altri 888 milioni. I fiumi sono fogne a cielo aperto, le città soffocano, e lei fa finta di niente.
Non parla del debito pubblico esploso a 3.112 miliardi di euro. Ogni italiano nasce già con 52.000 euro di debito sulla schiena. Nel 2026 dobbiamo rinnovare altri 385 miliardi e lei non dice una parola su chi li pagherà.
Non parla della Cina che si sta comprando pezzi d’Italia: migliaia di ettari in Sardegna finiti ai cinesi, porti sotto la loro influenza, pomodoro cinese venduto come “Made in Italy”. Silenzio assoluto.
Non parla di quanto siamo diventati servi di Bruxelles, Berlino e della BCE, né del fatto che abbiamo mollato il gas russo per fare i bravi con Washington, pagandolo poi il doppio.
Meloni parla solo di immigrati e sicurezza perché sono gli unici argomenti che le portano voti. Tutto il resto — il marcio nel partito, le multe da quasi due miliardi, il debito mostruoso, la Cina che ci colonizza silenziosamente — semplicemente non esiste.
Questa non è sovranità. Questa è pura,

Meloni, il silenzio della regina ipocritaBasta con le stronzate.Giorgia Meloni si riempie la bocca di patria, sovranità ...
11/04/2026

Meloni, il silenzio della regina ipocrita
Basta con le stronzate.
Giorgia Meloni si riempie la bocca di patria, sovranità e orgoglio italiano, ma quando si tratta delle schifezze vere che stanno distruggendo il Paese, sta zitta come una tomba.
Non parla del marcio che ha dentro Fratelli d’Italia. Il partito è pieno di indagati: ministri, sottosegretari, deputati, sindaci e assessori. Corruzione, peculato, legami con la mafia. Quando saltano fuori gli scandali dice solo “persecuzione giudiziaria”, scarica qualcuno e poi tutto continua come prima. Nessuna pulizia, solo copertura.
Non parla delle multe da capogiro che l’Italia paga all’Europa per essere un Paese sporco. 854 milioni di euro già versati per fogne rotte, acque nere finite in mare, discariche abusive e smog fuori controllo. Nel 2026 ne arriveranno altri 888 milioni. I fiumi sono fogne a cielo aperto, le città soffocano, e lei fa finta di niente.
Non parla del debito pubblico esploso a 3.112 miliardi di euro. Ogni italiano nasce già con 52.000 euro di debito sulla schiena. Nel 2026 dobbiamo rinnovare altri 385 miliardi e lei non dice una parola su chi li pagherà.
Non parla della Cina che si sta comprando pezzi d’Italia: migliaia di ettari in Sardegna finiti ai cinesi, porti sotto la loro influenza, pomodoro cinese venduto come “Made in Italy”. Silenzio assoluto.
Non parla di quanto siamo diventati servi di Bruxelles, Berlino e della BCE, né del fatto che abbiamo mollato il gas russo per fare i bravi con Washington, pagandolo poi il doppio.
Meloni parla solo di immigrati e sicurezza perché sono gli unici argomenti che le portano voti. Tutto il resto — il marcio nel partito, le multe da quasi due miliardi, il debito mostruoso, la Cina che ci colonizza silenziosamente — semplicemente non esiste.
Questa non è sovranità. Questa è pura,

𝗜𝗟 𝗦𝗔𝗟𝗔𝗥𝗜𝗢 𝗠𝗜𝗡𝗜𝗠𝗢 𝗥𝗘𝗚𝗜𝗢𝗡𝗔𝗟𝗘 𝗘’ 𝗟𝗘𝗚𝗚𝗘

Il Consiglio regionale ha approvato una legge che interviene in modo preciso nei contratti di appalto e nelle concessioni affidate da Regione, enti locali, aziende sanitarie e società controllate. Introduciamo una soglia minima di 9 euro per le retribuzioni, in particolare nei settori ad alta intensità di manodopera, quelli in cui il costo del personale incide di più e in cui troppo spesso si sono scaricati gli effetti del massimo ribasso.

La legge istituisce anche un Comitato regionale per il monitoraggio della qualità del lavoro, con funzioni di controllo e con report annuali sull’applicazione delle norme e sui costi della manodopera. È un passaggio importante, perché non basta affermare un principio, bisogna anche vigilare sulla sua attuazione.

Anche la Sardegna, dopo Puglia e Toscana, sceglie di rompere l’immobilismo su una questione che riguarda migliaia di lavoratrici e lavoratori.

C’è un principio che per il Movimento 5 Stelle e per le altre forze progressiste che governano la Regione non è mai stato negoziabile, ed è la dignità della persona. È da questo principio che nasce il lavoro politico che oggi porta a un risultato concreto per la Sardegna.

Per questo voglio ringraziare chi ha lavorato in Commissione, chi ha contribuito con proposte e pareri indispensabili a costruire una norma seria e necessaria, e chi oggi ha partecipato al voto in Aula assumendosi la responsabilità di compiere una scelta giusta.

Meloni, il silenzio della regina ipocritaBasta con le stronzate.Giorgia Meloni si riempie la bocca di patria, sovranità ...
11/04/2026

Meloni, il silenzio della regina ipocrita
Basta con le stronzate.
Giorgia Meloni si riempie la bocca di patria, sovranità e orgoglio italiano, ma quando si tratta delle schifezze vere che stanno distruggendo il Paese, sta zitta come una tomba.
Non parla del marcio che ha dentro Fratelli d’Italia. Il partito è pieno di indagati: ministri, sottosegretari, deputati, sindaci e assessori. Corruzione, peculato, legami con la mafia. Quando saltano fuori gli scandali dice solo “persecuzione giudiziaria”, scarica qualcuno e poi tutto continua come prima. Nessuna pulizia, solo copertura.
Non parla delle multe da capogiro che l’Italia paga all’Europa per essere un Paese sporco. 854 milioni di euro già versati per fogne rotte, acque nere finite in mare, discariche abusive e smog fuori controllo. Nel 2026 ne arriveranno altri 888 milioni. I fiumi sono fogne a cielo aperto, le città soffocano, e lei fa finta di niente.
Non parla del debito pubblico esploso a 3.112 miliardi di euro. Ogni italiano nasce già con 52.000 euro di debito sulla schiena. Nel 2026 dobbiamo rinnovare altri 385 miliardi e lei non dice una parola su chi li pagherà.
Non parla della Cina che si sta comprando pezzi d’Italia: migliaia di ettari in Sardegna finiti ai cinesi, porti sotto la loro influenza, pomodoro cinese venduto come “Made in Italy”. Silenzio assoluto.
Non parla di quanto siamo diventati servi di Bruxelles, Berlino e della BCE, né del fatto che abbiamo mollato il gas russo per fare i bravi con Washington, pagandolo poi il doppio.
Meloni parla solo di immigrati e sicurezza perché sono gli unici argomenti che le portano voti. Tutto il resto — il marcio nel partito, le multe da quasi due miliardi, il debito mostruoso, la Cina che ci colonizza silenziosamente — semplicemente non esiste.
Questa non è sovranità. Questa è pura,

Quando nel giugno del 1979 Nilde Iotti è stata eletta prima donna Presidente della Camera, ha preso la parola davanti a un Parlamento stracolmo, tra gli applausi di ogni schieramento politico.

Fino a quel momento era stata:

Staffetta partigiana.
Membro dell'Assemblea Costituente.
Deputata della Repubblica italiana ininterrottamente per gli ultimi 33 anni della sua vita.
Presidente della Bicamerale.
Deputata europea.
A lei - insieme ad altre donne e uomini indimenticabili - si dovevano già allora divorzio, suffragio europeo diretto e alcune tra le più grandi conquiste della donna nel Novecento.

Quel giorno Iotti si alzò in piedi e, dopo aver salutato il Presidente Pertini, pronunciò queste parole memorabili.

“Io stessa - non ve lo nascondo - vivo quasi in modo emblematico questo momento, avvertendo in esso un significato profondo, che supera la mia persona e investe milioni di donne che attraverso lotte faticose, pazienti e tenaci si sono aperte la strada verso la loro emancipazione. Essere stata una di loro e aver speso tanta parte del mio impegno di lavoro per il loro riscatto, per l'affermazione di una loro pari responsabilità sociale e umana, costituisce e costituirà sempre un motivo di orgoglio della mia vita”.

Quanta dignità.
Quanto profondo senso delle istituzioni.
Quanto spaventoso abisso etico, politico, culturale rispetto a quello che abbiamo sentito pronunciare ieri nella stessa aula di Parlamento.

Oggi, esattamente oggi, il 10 aprile del 1920, nasceva a Reggio Emilia Leonilde Iotti detta Nilde.

Una delle donne che hanno fatto l’Italia.

Almeno difendiamola.

Indirizzo

Via Gaetano Di Castillia, 26
Milan
20124

Orario di apertura

17:00 - 18:00

Telefono

+393397313485

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