Dal 2011 promuove il circo contemporaneo a Milano, proponendone la pratica e incoraggiandone la visione, contribuendo così allo sviluppo del settore in Italia. La prima ha come focus l’insegnamento delle discipline acrobatiche e circensi ai bambini, in ambito ludico educativo, e agli adulti, attraverso corsi, seminari e approfondimenti. Guarda al circo come ad un’attività sportiva nel senso più pu
ro del termine, valorizzando la qualità del movimento fisico privato di ogni accenno ad agonismo o competizione. Lavora sullo sviluppo delle capacità motorie utilizzando il corpo come mezzo di espressione e di riscoperta della relazione con l’altro, sia nel lavoro con i bambini e ragazzi, dove sviluppo motorio e cognitivo corrono paralleli, sia con gli adulti, per i quali le discipline circensi possono essere occasione di riscoperta del proprio corpo. A livello culturale, Quattrox4 si impegna per la valorizzazione del circo contemporaneo come linguaggio artistico, collaborando con le realtà che riconoscano le potenzialità espressive, sociali e culturali delle discipline circensi. Quattrox4 collabora con CircoSfera, network delle scuole di circo italiane, ed è socio fondatore di ACCI – Associazione Circo Contemporaneo Italia; ha ideato Censimento Circo Italia, riconosciuto dal MiBAC come primo progetto di studio approfondito delle compagnie circensi italiane. Quattrox4 è stata chiamata a dare il suo contributo in numerosi convegni in Italia (Milano, Bologna, Torino) e all’estero (Francia, Germania, Canada). Tra le partnership continuative instaurate negli anni vi sono compagnie (MagdaClan e Circo El Grito), festival (Dinamico, Berlin Circus Festival e Milano Musica), scuole (Flic scuola di circo), teatri (Teatro del Buratto e Teatro Gerolamo) e centri culturali (Cascina Martesana). Dal 2017-2018 la programmazione culturale di Quattrox4 si è strutturata nella rassegna teatrale FUORI ASSE – circo contemporaneo a Milano, patrocinata dal Comune di Milano e sostenuta da Fondazione Cariplo, che promuove il circo contemporaneo come un nuovo linguaggio della scena e mira ad una sua programmazione in teatro, in linea con i modelli di Francia, Belgio e Svezia.