HoperAperta

HoperAperta HoperAperta è un progetto culturale che produce mostre, un magazine digitale e una serie di attivit

SENZA TITOLOdi Rudy Ricciotti con la collaborazione di Marco ArioldiVaso in marmo ispirato a un’esperienza vissuta da Cu...
07/06/2022

SENZA TITOLO
di Rudy Ricciotti con la collaborazione
di Marco Arioldi

Vaso in marmo ispirato a un’esperienza vissuta da Curzio Malaparte sul confine tra Italia e Francia nella Prima guerra mondiale, quando andò ad arruolarsi con l’esercito francese, e nella seconda, quando varcò la frontiera come soldato italiano. “Per Malaparte, da quel momento in poi, l’immagine di quello stesso confine si trasforma in rimorso, senso di colpa e sacrificio. L’assurdità della guerra e l’insolvenza della frontiera si ritrovano congiunte intorno allo stesso sanguinoso prezzo da pagare. Sui ghiacciai le granate francesi che colpiscono le masse granitiche… disegnano angeli argentati. Al suolo, sulla terra carbonizzata, gli impatti sollevano delle seppie monumentali. Nel candore della neve, diventano colonne di marmo bianco”.

Rudy Ricciotti. Nasce ad Algeri nel 1952 e si laurea in architettura a Marsiglia nel 1980. Il suo studio, con sede in Provenza, ha progettato il Musée des Civilisations de l'Europe et de la Méditerranée a Marsiglia. È stato insignito del Grand Prix National d’Architecture, ha ricevuto la Medaglia d’Oro della Fondation de l’Académie d’Architecture e ha progettato la nuova sede di Chanel Métiers d’Art di Parigi.

Marble Marblingdi Zanellato/Bortotto L’idea riprende la tecnica della marmorizzazione ed il suo utilizzo. Vasi larghi e ...
07/06/2022

Marble Marbling
di Zanellato/Bortotto

L’idea riprende la tecnica della marmorizzazione ed il suo utilizzo. Vasi larghi e bassi ricordano le vasche utilizzate per riprodurre la tecnica stessa, piene di acqua sopra la quale si formerà il finto marmo. La coppia di oggetti parla di processo e applicazione, di interno ed esterno, di marmo e marmorizzazione.

La scelta delle cromie riprende, attraverso una selezione di marmi quasi tutti italiani, i colori tipici delle carte marmorizzate.

Realizzazione: Del Savio 1910

Zanellato / Bortotto. Nel 2013 presentano al Salone Satellite di Milano il loro primo progetto, la collezione Acqua Alta, che è un omaggio alla città di Venezia: questo momento segna l’inizio di una lunga e continua ricerca sulla relazione tra i luoghi e lo scorrere del tempo, condotta attraverso l’analisi e la reinterpretazione di tecniche artigianali legate al territorio. Il lavoro dello studio spazia dal design del prodotto alle edizioni limitate per gallerie, dall’art direction per aziende alla progettazione di interni per privati. Collaborano con aziende italiane e internazionali e i loro lavori sono stati esposti in gallerie ed istituzioni quali MAXXI Roma, Triennale Design Museum, Somerset House e The Aram Gallery a Londra.

Marble Marblingdi Zanellato/Bortotto L’idea riprende la tecnica della marmorizzazione ed il suo utilizzo. Un vaso largo ...
06/06/2022

Marble Marbling
di Zanellato/Bortotto

L’idea riprende la tecnica della marmorizzazione ed il suo utilizzo. Un vaso largo e basso ricorda le vasche utilizzate per riprodurre la tecnica stessa, piene di acqua sopra la quale si formerà il finto marmo.

Zanellato / Bortotto. Nel 2013 presentano, al Salone Satellite di Milano, il loro primo progetto, la collezione Acqua Alta, che è un omaggio alla città di Venezia: questo momento segna l’inizio di una lunga e continua ricerca sulla relazione tra i luoghi e lo scorrere del tempo, condotta attraverso l’analisi e la reinterpretazione di tecniche artigianali legate al territorio. Il lavoro dello studio spazia dal design del prodotto alle edizioni limitate per gallerie, dall’art direction per aziende alla progettazione di interni per privati. Collaborano con aziende italiane e internazionali e i loro lavori sono stati esposti in gallerie ed istituzioni quali MAXXI Roma, Triennale Design Museum, Somerset House e The Aram Gallery a Londra.

Souvenir  #03 e  #06di Matteo Pellegrino Con il progetto Souvenir, edito da Galleria Luisa Delle Piane, Matteo Pellegrin...
05/06/2022

Souvenir #03 e #06
di Matteo Pellegrino

Con il progetto Souvenir, edito da Galleria Luisa Delle Piane, Matteo Pellegrino approfondisce la sua ricerca sullo sviluppo e l’utilizzo di resine, schiume poliuretaniche e siliconi, questa volta utilizzati come medium per legare insieme frammenti di roccia Carparo, dando vita ad una collezione di vasi e contenitori dalle forme primitive.

Matteo Pellegrino. A 22 anni ha iniziato la sua collaborazione con "Fish Design" di Gaetano Pesce. Progressivamente ha collaborato alla realizzazione delle collezioni di Alessandro Mendini, Mendinismi, e Nativo Camapana, dei F.lli Campana. Nel 2015 si trasferisce a New York per collaborare con Gaetano Pesce e avviare una serie di nuovi progetti individuali lavorando tra design, arte e moda. Il suo lavoro si concentra principalmente sulla lavorazione di materie plastiche, schiume poliuretaniche, resine e siliconi, cercando di indagare ed esplorare diverse tecniche creative applicate allo sviluppo del prodotto. Attualmente vive e lavora a Milano dove ha fondato il proprio studio. Collabora con la Galleria Luisa delle Piane con cui ha realizzato la Collezione Souvenir #.


Courtesy:

La reunióndi Ivan Forcadell, in collaborazione con Juan Salvadoispirato alla forma dei vasi greco romani, ‘La reunión’ r...
05/06/2022

La reunión
di Ivan Forcadell, in collaborazione
con Juan Salvado

ispirato alla forma dei vasi greco romani, ‘La reunión’ richiama le antiche narrazioni del commercio (come la vendita del vino e dell’olio) e le reinterpreta in chiave contemporanea

Ivan Forcadell. Nato ad Alcanar nel 1993 è un artista e art director spagnolo. Il suo lavoro si concentra sul collegamento tra tradizione, campagna, cultura popolare ma soprattutto scena mediterranea.

Juan Salvado. Ha lavorato a lungo nell’ambito della moda co fondando il marchio Moschino e successivamente lavorando come creative director per Aspesi. Rientrato in Cataluña, si è dedicato alla’insegnamento collaborando come docente al Master
di Moda dello IED di Barcellona

LDTOdi Anne-Sophie OberkromeLTDO Vase è una scultura analogico-digitale, un collage di corpo e superficie, un ibrido di ...
04/06/2022

LDTO
di Anne-Sophie Oberkrome

LTDO Vase è una scultura analogico-digitale, un collage di corpo e superficie, un ibrido di immagine e oggetto. Stampato in 3D dalla sabbia (la materia prima del vetro), il vaso trasmette una granulosità che ricorda i pixel.

Anne-Sophie Oberkrome è una designer tedesca che attualmente vive e lavora a Berlino. Ha studiato design del prodotto presso la Karlsruhe University of Arts and Design (HfG). Durante i suoi studi ha lavorato presso lo Studio Aisslinger, Berlino. Dopo la laurea nel 2019 ha co-fondato il Bio Design Lab presso HfG Karlsruhe, una piattaforma ibrida. Nel 2021 ha aperto lo Studio Œ insieme a Lisa Ertel. Inoltre collabora con il collettivo FAN e il gruppo di lavoro Many-to-Many, entrambi formati da artisti e designer multidisciplinari.

VOIDdi Analogia ProjectVoid, “nulla”, letteralmente spazio vuoto, esplora il tema della superficie assoluta del vaso par...
03/06/2022

VOID
di Analogia Project

Void, “nulla”, letteralmente spazio vuoto, esplora il tema della superficie assoluta del vaso partendo da un’esplosione: la forma dell’oggetto è data infatti da diverse piccole esplosioni all’interno di un parallelepipedo di argilla fresca. Il risultato è un insieme di vasi in fusione di bronzo a cera persa che assumono una forma scultorea, in contrapposizione con l’originaria perfezione e matericità del blocco d’argilla.

Realizzazione: Fonderia Artistica Campagner

Analogia Project. Il lavoro di Andrea Mancuso trova un sottile equilibrio tra il fantastico e il quotidiano. Originario di Roma, Mancuso ha trascorso i primi anni della sua attività a Londra, un periodo creativamente formativo che ha orientato la sua pratica verso lo sperimentale e l'immaginario. Da allora ha coltivato un approccio rigorosamente basato sulla ricerca, profondamente in debito con il potere persuasivo della narrazione. Ha prestato la sua prospettiva a marchi e istituzioni come Hermés, Fendi, Perrier-Jouët, Nilufar Gallery, Bulgari, Lema, Slamp e Wallpaper*, creando mobili e installazioni che evocano narrazioni in un modo che trascende cultura, tempo e spazio. I suoi progetti sono stati pubblicati in tutto il mondo ed esposti nelle principali fiere internazionali.

Dressed Vesseldi Cristina Fiorenza “La funzione dei miei vasi non è il fine; sono un mezzo per indagare la superficie, r...
02/06/2022

Dressed Vessel
di Cristina Fiorenza

“La funzione dei miei vasi non è il fine; sono un mezzo per indagare la superficie, rispettando le forme tradizionali del contenitore. Sperimento molto sull'uso dello smalto per creare delle superfici ruvide e frastagliate, che mi ricordano le pietre laviche, l'erosione e le sedimentazioni secolari degli scogli”.

Cristina Fiorenza. Architetto, artista e ceramista, ha studiato architettura a Napoli, Weimar e Berlino ha completato la propria formazione all’Università Angewandte di Vienna città dove attualmente vive.
Ha lavorato per vari anni come architetto e parallelamente come artista, un dualismo che si riflette nella sua ricerca artistica.

Materiadi Roberta Orio Il lavoro di Roberta Orio è un processo di sottrazione dell'immagine dal reale. In Materia la fot...
01/06/2022

Materia
di Roberta Orio

Il lavoro di Roberta Orio è un processo di sottrazione dell'immagine dal reale. In Materia la fotografia diventa medium necessario per portare in superficie, astrarre. La “rivoluzione copernicana” compiuta da Roberta Orio, consiste nel verticalizzare l'Immagine, rendendola, in questo modo, assoluta.

Il lavoro di Roberta Orio nasce dalla necessità di documentare e di indagare l’identità umana. Le sue fotografie vogliono comprendere i luoghi e gli spazi abitati, in quanto esternazione di chi li vive, e colgono i dettagli, le tracce che ne divengono i ritratti della loro essenza. Le sue numerose collaborazioni con istituzioni, pubbliche e private, si inseriscono all’interno di questo percorso sviluppando un linguaggio visivo capace di narrare le singole realtà e il rapporto fra la comunità e l’individualità.

L’Entre Deuxdi Alfonso Femia / AF*DESIGN“Ci muoviamo tra dimensioni dello spazio dove piani apparentemente semplici, car...
01/06/2022

L’Entre Deux
di Alfonso Femia / AF*DESIGN

“Ci muoviamo tra dimensioni dello spazio dove piani apparentemente semplici, caratterizzati da materie differenti e reagenti alla luce, ci pongono in una relazione assoluta tra noi, la natura, l’artificio, lo spazio e il tempo. La superficie assoluta unisce i mondi collocati tra le dimensioni individuali (il percorso che attraversa lo spazio e l’entre-deux) e quelle collettive (il paesaggio). La superfice assoluta crea una sequenza di luoghi-immagini-soglie che mettono a confronto l’immaginario con la realtà”

Realizzazione: con Danilo Trogu

Atelier(s) Alfonso Femia, è uno studio di architettura internazionale con sede a Genova, Milano e Parigi. L’esperienza maturata in più di 25 anni di attività progettuale, sviluppata a tutte le scale di intervento, si riflette nella profondità di approccio ai temi più sensibili della città e del territorio. L’appartenenza fisica (i tre atelier) a tre geografie differenti - Genova, Milano e Parigi - caratterizza un atipico aspetto professionale che si ispira alla contaminazione con arte, fotografia, letteratura, musica.

Olonia detta anche dell’amore come simmetria di dominio di Maurizio BarberisConsolle in metallo con finitura bronzo e fo...
01/06/2022

Olonia detta anche dell’amore come simmetria di dominio
di Maurizio Barberis

Consolle in metallo con finitura bronzo e foto stampata su metallo. Le architetture rappresentate sono quelle della città buzziana (Tommaso Buzzi) in Umbria, fotografate dall’autore, un altro esempio di superficie assoluta.

Realizzazione: Cromonichel, Oemmebi

Maurizio Barberis. Laureato in Architettura allo IUAV di Venezia è attivo nel mondo dell'arte e dell’art-design dagli anni '80, producendo mostre e installazioni personali (Dilmos Milano, Morat Institut Friburgo-D) e collaborazioni (tra cui la Galleria Nilufar a Milano). Ha inoltre preso parte come autore a due edizioni della Triennale di Milano. Ha collaborato con il Museo del Vetro di Murano e il Museo Fortuny di Venezia, organizzando numerose conferenze e workshop e l’allestimento della mostra per il 50°anniversario di Mariano Fortuny. Ha pubblicato libri di fotografia (Electa, Damiani, MondadoriArte, RizzoliItalia, RizzoliNewYork) e un volume sulla Teoria del Colore. Ha vinto il premio per la migliore fotografia alla Biennale di Architettura di Venezia del 2012.

Indirizzo

Via Cesare Correnti 15
Milan
20123

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