27/03/2026
ED RUSCHA (1937)
𝘚𝘶𝘥𝘴, 1971. Trittico di serigrafie.
Pittore, grafico e fotografo statunitense, nel corso della sua carriera ha dedicato ampio spazio alla sperimentazione compositiva e all’uso di materiali eterogenei. Prendendo ispirazione da figure come Jasper Johns e Robert Rauschenberg, crea opere che producono 𝐠𝐢𝐨𝐜𝐨 𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐞 𝐭𝐫𝐚 𝐬𝐞𝐠𝐧𝐨, 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐞𝐝 𝐢𝐦𝐦𝐚𝐠𝐢𝐧𝐞.
I suoi lavori, spesso ricollegati al movimento della Pop Art americana, sono stati inseriti all’interno del gruppo di artisti della West Coast (Irwin, Joe Goode, Kenneth Price, Billy Al Bengston) della c.d. “𝐂𝐨𝐨𝐥 𝐒𝐜𝐡𝐨𝐨𝐥”: una reazione vivace e “fredda”, quasi “respingente”, alla dominanza del movimento dell’espressionismo astratto che, partito da New York, stava imponendosi come il più alto raggiungimento artistico del periodo. Satirici, irriverenti ed ambigui, sono lavori in cui la precisione esecutiva e l’eliminazione del superfluo portano lo spettatore a prendere in considerazione una nuova visione della simbologia del quotidiano. “𝘓’𝘢𝘳𝘵𝘦 𝘥𝘦𝘷𝘦 𝘦𝘴𝘴𝘦𝘳𝘦 𝘲𝘶𝘢𝘭𝘤𝘰𝘴𝘢 𝘤𝘩𝘦 𝘵𝘪 𝘧𝘢 𝘨𝘳𝘢𝘵𝘵𝘢𝘳𝘦 𝘭𝘢 𝘵𝘦𝘴𝘵𝘢”.
La sua palette de-saturata ed estremamente precisa e pulita è espressamente polemica ed ai confini con l’astratto. La sua ossessione per la ripetizione di medesimi soggetti sottende alla necessità di fare ordine, dalla necessità di 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐫𝐮𝐢𝐫𝐞 𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐢𝐫𝐞 𝐝𝐚𝐥 𝐧𝐮𝐥𝐥𝐚: Ruscha descrive come LA in quel periodo fosse una grande landa di “nulla”, lontana dal centro di produzione artistico che era NY. Tra mondano e sublime, utilizza oggetti comuni e quasi “neutri”, combinandoli a grafica, citazioni ad altri importanti artisti dell’epoca e funzione (e forma) del linguaggio.
💧𝐴𝑙𝑙𝑎 𝑔𝑜𝑐𝑐𝑖𝑎 𝑐ℎ𝑒 𝑚𝑖 𝑒̀ 𝑐𝑎𝑑𝑢𝑡𝑎 𝑖𝑛 𝑡𝑒𝑠𝑡𝑎 𝑝𝑎𝑠𝑠𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑠𝑜𝑡𝑡𝑜 𝑎𝑙 𝑡𝑢𝑜 𝑏𝑎𝑙𝑐𝑜𝑛𝑒 a cura di Giovanni Oberti vi aspetta in Fondazione dal giovedì al sabato, dalle 14 alle 19!