CMF Storytelling

CMF Storytelling Agenzia di Narrazione

05/10/2025

“Se i tempi non chiedono la tua parte migliore, inventa altri tempi”. legge

A volte accadono cose di una tale bellezza, da far diventare belli pure noi ✨grazie
18/07/2025

A volte accadono cose di una tale bellezza, da far diventare belli pure noi ✨grazie

Il cuneese al rum è un tipo di cioccolatino formato da due cialde di meringa che racchiudono una crema pasticcera al cio...
25/03/2025

Il cuneese al rum è un tipo di cioccolatino formato da due cialde di meringa che racchiudono una crema pasticcera al cioccolato fondente e rum, il tutto rivestito da uno strato di cioccolato fondente, che si produce a Cuneo. Solitamente è avvolto in carta rossa con scritte dorate. Ma noi non l’abbiamo notata.

Consigliamo spesso agli allievi dei nostri laboratori di scrittura di misurarsi con concorsi e sfide letterarie, li aiut...
08/01/2025

Consigliamo spesso agli allievi dei nostri laboratori di scrittura di misurarsi con concorsi e sfide letterarie, li aiutiamo a selezionarli e poi li supportiamo nel processo di stesura. Perché abbiamo sperimentato che il limite di battute, la scadenza, il tema, la forma richiesti stimolano la creatività anziché vincolarla e loro, che si fidano, lo fanno, e i più allenati molte volte raccolgono memorabili soddisfazioni.

Congratulazioni a Marialuisa Naìtana Azzena !

🎄 Fate i buoni e se non vi riesce, fate almeno gli originali che 🎶 “Se c’è una cosa che è immorale, è la banalità”.
24/12/2024

🎄 Fate i buoni e se non vi riesce, fate almeno gli originali che 🎶 “Se c’è una cosa che è immorale, è la banalità”.

Gigi Proietti e Dario Fo, Nina Simone, James Brown e Tracy Chapman, Dino Buzzati e Ágota Kristóf, la Linea e Pingu, Raym...
29/11/2024

Gigi Proietti e Dario Fo, Nina Simone, James Brown e Tracy Chapman, Dino Buzzati e Ágota Kristóf, la Linea e Pingu, Raymond Carver e Bertold Brecht. In 10 ore vi abbiamo imbottiti come tacchini il giorno del ringraziamento e siete sopravvissuti, qualcosa di buono ne verrà, ma nel frattempo ❤️

E adesso diteci, quali sono le cose che sapete e che sapete fare?Lui sa richiamare i delfini (segue presunto richiamo). ...
02/11/2024

E adesso diteci, quali sono le cose che sapete e che sapete fare?
Lui sa richiamare i delfini (segue presunto richiamo). Bisognerebbe sapere se i delfini lo capiscono davvero. Capiscono, capiscono prof, tra un po’ li vedrà alla finestra. (Tutta la classe guarda la finestra. Noi pure). Bene, possiamo cominciare.

31/10/2024

Sto cercando traguardi, quelli che non devi sforzarti per raggiungerli ma che hai già raggiunto solo che non ti sei accorto di averlo fatto.
E ne ho trovato uno!
Sono oltre 100 (cento) i racconti che ho scritto per La Stampa e che sono stati pubblicati, la maggior parte nell'inserto . E oltre 30 (trenta) quelli che sono andati su Donna Moderna.

Da piccolo volevo diventare uno scrittore e già scrivevo; in un racconto di oltre 35 anni fa il protagonista era Andrea, un personaggio che detestava gli "intellettuali" tronfi e arroganti che si vantavano dai loro pulpiti televisivi o radiofonici, quelli che occupavano le posizioni preminenti e scrivevano editoriali sulle prime pagine. Questo Andrea invece scriveva piccole storie che venivano pubblicate su riviste femminili o nelle pagine secondarie dei giornali. E però raggiungevano altrettante persone, e muovevano sicuramente più emozioni, di quei tromboni pieni di sé e di soldi. E Andrea era così fiero, che mi emozionava scrivere le sue avventure.
Ora, e me ne accorgo oggi, forse un po' sono diventato quell'Andrea.
E gli voglio bene.

"In Islanda ci sono tre ore di luce, ma ti pare? Mica sono una pianta con le foglie verdi e la fotosintesi clorofilliana...
31/10/2024

"In Islanda ci sono tre ore di luce, ma ti pare? Mica sono una pianta con le foglie verdi e la fotosintesi clorofilliana, ho detto alla Marisa, che vede tutte le differenze nel mondo come un’ingiustizia, anzi ora che mi dici così ci andrei domani, a Reikjiavik; sai quante lucine natalizie? Tu piuttosto che vivi a Pioltello, pane amore e coltello, forse vedi più luce ma hai capannoni, una chiesetta, una pizzeria egiziana, un bar cinese, e quel deprimente mix di anziani arrabbiati e coppie giovani con figli piccoli, che si sono accorti troppo tardi di aver fatto la scelta sbagliata comprando su carta da una cooperativa che promette finiture di lusso. Io vivo a Pioltello perché is the new Sesto san Giovanni - ha detto la Marisa che ieri ha guardato un tutorial sulla pronuncia di South Boston – e poi lì ho riscoperto la dimensione umana; ad Halloween per esempio sai cos’è successo? Cos’è successo, mi sono sentito di doverle domandare, in questa plumbea atmosfera di mezza mattina novembrina in cui si sente, pesante come un’incudine, la mancanza di amicizie vere, il vuoto di non doversi occupare nemmeno di un cane, e l’incubo della telefonata incipiente di uno dei tuoi due genitori che speri di esserti lasciato alle spalle ma che, come tutto il passato, ritornano sempre, e quando meno te lo aspetti, come i vietcong che saltano su da una buca in pieno 1969 mentre cammini nella giungla, a decine di migliaia di km da casa, senza sapere perché sei in quella situazione con una divisa e un’arma, e ti sparano in faccia; e tu pensi, mentre metti una mano inutile sul buco che hai nel petto, che forse hanno anche un po’ ragione. Verso le sette di sera, dopo che ho mangiato la minestrina e prima del gioco dei pacchi, ha detto la Marisa, ho sentito suonare alla porta, che è strano. Ho messo subito mano al coltellino svizzero che tengo in tasca anche nel grembiule di quando lavo i piatti e sono andata a guardare allo spioncino. Chi poteva mai essere, chi poteva aver oltrepassato il portone senza suonare il citofono, e perché a quest’ora? Guardo fuori e vedo niente, poi abbasso lo sguardo e capisco che sono dei bambini, o dei nani, ma più bambini dai movimenti strani. Insomma cose piccole con vestiti molto colorati. Stanno zitti perché tutti i piccoli hanno paura dei grandi, a Pioltello, a meno che non siano i figli di Antonino Nitto detto Rondò. Almeno quindi non sono i figli di Antonino Nitto detto Rondò, mi sono detta, e ho aperto. Avevano gli occhi felici nascosti dietro un trucco spaventoso con finte cicatrici sanguinanti e segni di pennarello in viso. Dolcetto o scherzetto? mi hanno chiesto. E io ho capito che ero fuori copione e non potevo gratificarli nel loro gioco, non potevo fare la nonna buona che tira fuori caramelle e li incoraggia a cercarne altre in giro. Ma so cos’è questa festa, è una cosa sulla paura, sul celebrare la forza dei bambini che imparano a gestire le proprie emozioni, perché io leggo lo sai, mi aggiorno, mi ha detto la Marisa come per giustificare quelle competenze che non sono solo su come collegare manicotti a tubi di acciaio. Lo so che sei una donna di mondo, le ho risposto anche se non ero sicuro di aver detto la cosa giusta. E allora gli ho detto bimbi, siete terrificanti, mi avete fatto una grande paura, siete stati bravi; ora andrò di là a vi porterò qualcosa perché voi non mi facciate uno scherzetto terribile. E loro erano tutti contenti e si parlavano sul mio pianertottolo gelido al neon e senza finestre. Ho accostato la porta d’ingresso senza chiuderla e sono andata in cucina. Mi sono messa una sciarpa nera sulla testa e mi sono cosparsa il viso di sugo di pomodoro preso dal frigo. Ho spento un po’ di luci e ho preso in mano il grosso coltello che uso per tagliare il pane. Intanto, mentre dicevo “arrivo subito”, mi sono avvolta in un plaid grigio scuro e poi ho lentamente riaperto la porta, uscendo dal buio e facendo uscire la mia figura piano piano verso i loro sguardi. Loro si sono ammutoliti, tutti dritti come dei fiammiferi, aspettando il momento giusto per arraffare due cioccolatini e andarsene. I dolci sono di là, nella stanza dove c’è il forno, ho detto loro con una voce molto bassa e roca. Indicavo una zona lontana dietro di me con la lama luccicante del coltello. Venite, venite a prenderli, seguitemi, venite... bambini. Loro sono rimasti fermi come pali della luce e io mi sono di nuovo avvicinata a loro. Non avrete mica paura di una vecchia strega… ho detto. Di là è pieno di biscottini caldi appena sfornati, sono buoni... Il più coraggioso dei quattro ha fatto un passo indietro e gli altri allora ne hanno fatti tre. Io ho fatto una risatina stridula mentre mi chiudevo nelle spalle con una faccia arcigna e ho detto hi hi hi, non mi fate nemmeno uno scherzetto? Che delusione... allora ci vediamo in giro, bambini. Ci vediamo in giro quando fa buio. E poi ho chiuso la porta e li ho guardati scappare."

Tratto da STORIE DA BAR, in attesa di pubblicazione.
Per gentile concessione di Andrea Malaguti, Direttore de La Stampa, e Francesca Sforza Direttrice di Specchio.

Buon Halloween

Ho intervistato il Presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati on. Walter Rizzetto, sul tema della pre...
28/10/2024

Ho intervistato il Presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati on. Walter Rizzetto, sul tema della prevenzione degli infortuni. E, come sempre io cerco di fare, ho cercato di scovare le sue storie personali, quelle che lo hanno portato a occuparsi così fortemente degli incidenti sul lavoro e sulle malattie professionali. Nella certezza che sia il modo per umanizzare la comunicazione, per tenere chi ascolta più vicino possibile ai temi di cui il legislatore si occupa. Per creare un senso di vera utilità, soprattutto se chi ascolta è un giovane. E' il mio intento sempre, e spero di riuscirci. Grazie a Walter per la disponibilità e per la disponibilità a raccontarsi.

con ANMIL Nazionale

Walter Rizzetto spiega il valore di saper dire "no" come elemento fondamentale per la crescita personale e la sicurezza sul lavoro. Condivide il consiglio da...

Indirizzo

Piazza Del Duomo
Milan
20122

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