23/01/2026
👊🏼𝗟’𝗮𝗹𝘁𝗮 𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗮𝗯𝘂𝘀𝗼 𝗼: 𝗪𝗔𝗟𝗧𝗘𝗥 𝗟𝗘 𝗠𝗢𝗟𝗜 È 𝗨𝗡 𝗔𝗕𝗨𝗦𝗘𝗥 𝗦𝗘𝗥𝗜𝗔𝗟𝗘
La sentenza del 20 settembre 2025 del Tribunale del lavoro di Parma è storica: per la prima volta definisce la molestia come discriminazione sul luogo di lavoro. Arriva a conclusione del percorso di denuncia di due attrici, seguito da amlet_a e Differenza Donna e 𝗰𝗼𝗻𝗱𝗮𝗻𝗻𝗮 𝗶𝗹 𝗿𝗲𝗴𝗶𝘀𝘁𝗮 𝗲 𝗱𝗶𝗿𝗲𝘁𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗪𝗮𝗹𝘁𝗲𝗿 𝗟𝗲 𝗠𝗼𝗹𝗶 𝗮 𝗿𝗶𝘀𝗮𝗿𝗰𝗶𝗿𝗲 𝗶 𝗱𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗽𝘀𝗶𝗰𝗼𝗳𝗶𝘀𝗶𝗰𝗶 a due lavoratrici in formazione per accertate molestie e violenze sessuali.
𝗖𝗼𝗻𝗱𝗮𝗻𝗻𝗮 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗮 𝗙𝗼𝗻𝗱𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗧𝗲𝗮𝘁𝗿𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝗧𝗲𝗮𝘁𝗿𝗼 𝗗𝘂𝗲 perché pur a conoscenza dei fatti non ha agito in alcun modo per impedirli: è un passaggio importante perchè conferma che 𝗹𝗮 𝘃𝗶𝗼𝗹𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗺𝗮𝘀𝗰𝗵𝗶𝗹𝗲 𝗲 𝗽𝗮𝘁𝗿𝗶𝗮𝗿𝗰𝗮𝗹𝗲 è 𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗺𝗶𝗰𝗮 𝗲 𝗱𝗶𝗳𝗳𝘂𝘀𝗮, non è un’eccezione ma un “ambiente”
𝗪𝗮𝗹𝘁𝗲𝗿 𝗟𝗲 𝗠𝗼𝗹𝗶 è 𝘂𝗻 𝗮𝗯𝘂𝘀𝗲𝗿 𝗲 𝗺𝗼𝗹𝗲𝘀𝘁𝗮𝘁𝗼𝗿𝗲 𝘀𝗲𝗿𝗶𝗮𝗹𝗲. Tutte lo sapevamo. Le molte che hanno subito aggressioni e molestie hanno fatto in modo che le altre sapessero, che stessero attente. 𝗧𝘂𝘁𝘁𝗼 𝗹’𝗮𝗺𝗯𝗶𝗲𝗻𝘁𝗲 𝘁𝗲𝗮𝘁𝗿𝗮𝗹𝗲 𝘀𝗮𝗽𝗲𝘃𝗮. Chi era in posizione di potere, per età o per ruolo, invece non ha fatto nulla per impedirlo. Per proteggerci e tutelarci.
Decine di giovani attrici e di studentesse, nelle scuole, nelle produzioni e in università, sono state esposte a questo sistema di predazione violento, per anni.
𝗖𝗶 𝘀𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗽𝗿𝗼𝘁𝗲𝘁𝘁𝗲 𝗱𝗮 𝘀𝗼𝗹𝗲 (𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗲 𝘀𝗲 𝗮𝗯𝗯𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗽𝗼𝘁𝘂𝘁𝗼).
𝗪𝗮𝗹𝘁𝗲𝗿 𝗟𝗲 𝗠𝗼𝗹𝗶 è 𝗶𝗹 𝗪𝗲𝗶𝗻𝘀𝘁𝗲𝗶𝗻 𝗶𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮𝗻𝗼: tutte lo abbiamo pensato quando è uscito il caso Me Too. Abbiamo pensato che era arrivato il momento. Provini notturni in vestaglia, a casa o in teatro / vediamo a cosa sei disposta / vediamo se sei abbastanza brava da spogliarti un po’ di più / andiamo prima a cena? / sei disposta a spingerti oltre e toccare il sacro fuoco dell’arte? / sei disposta a tutto pur di avere questo ruolo?
𝗪𝗮𝗹𝘁𝗲𝗿 𝗟𝗲 𝗠𝗼𝗹𝗶 𝗵𝗮 𝗰𝗼𝗻𝗰𝗲𝗻𝘁𝗿𝗮𝘁𝗼 𝘀𝘂 𝗱𝗶 𝘀è 𝗺𝗼𝗹𝘁𝗶 𝗿𝘂𝗼𝗹𝗶 𝗱𝗶 𝗽𝗼𝘁𝗲𝗿𝗲 𝗲 𝘀𝗶𝗺𝘂𝗹𝘁𝗮𝗻𝗲𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲: tra i 𝗳𝗼𝗻𝗱𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶 del Teatro Due di Parma e suo 𝗱𝗶𝗿𝗲𝘁𝘁𝗼𝗿𝗲 artistico dal 1980 al 1998, teatro finanziato con risorse pubbliche; poi 𝗱𝗶𝗿𝗲𝘁𝘁𝗼𝗿𝗲 del Teatro Stabile di Torino, finanziato pubblicamente, dal 2002 al 2007; 𝗶𝗱𝗲𝗮𝘁𝗼𝗿𝗲 con Luca Ronconi del “Progetto Domani” in occasione delle Olimpiadi Invernali a Torino 2005/2006 (7,5 milioni di euro da finanziamenti pubblici).
In questi contesti ha anche diretto diversi spettacoli come 𝗿𝗲𝗴𝗶𝘀𝘁𝗮, finanziati con soldi pubblici; ha fondato e diretto dal 2001 al 2016 la 𝗠𝗮𝗴𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮𝗹𝗲 𝗶𝗻 𝗦𝗰𝗶𝗲𝗻𝘇𝗲 𝗲 𝗧𝗲𝗰𝗻𝗶𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗧𝗲𝗮𝘁𝗿𝗼 𝗽𝗿𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗜𝗨𝗔𝗩 𝗱𝗶 𝗩𝗲𝗻𝗲𝘇𝗶𝗮, un’università pubblica.
Poi consigliere per la 𝗕𝗶𝗲𝗻𝗻𝗮𝗹𝗲, presidente dell’𝗜𝘀𝘁𝗶𝘁𝘂𝘁𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗶𝗹 𝗱𝗿𝗮𝗺𝗺𝗮 𝗮𝗻𝘁𝗶𝗰𝗼 (𝗜𝗡𝗗𝗔), componente del 𝗖𝗼𝗻𝘀𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼 𝗡𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗦𝗽𝗲𝘁𝘁𝗮𝗰𝗼𝗹𝗼. È stato l’eminenza grigia dell’era Veltroni-Melandri.
Decenni di aggressioni, abusi di potere, manipolazioni e umiliazioni su studentesse e attrici. È qualcosa che conosciamo bene: 𝗶𝗹 𝗿𝗶𝗰𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗚𝗿𝗮𝗻𝗱𝗲 𝗠𝗮𝗲𝘀𝘁𝗿𝗼, 𝗱𝗲𝗶 𝗣𝗮𝘁𝗿𝗶𝗮𝗿𝗰𝗵𝗶 che dispensano arte e opportunità mentre allungano le mani 𝗲 𝘁𝗶 𝘁𝗼𝗰𝗰𝗮𝗻𝗼 𝗶𝗹 𝗰𝘂𝗹𝗼 𝗶𝗻 𝗻𝗼𝗺𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗹𝗶𝗯𝗲𝗿𝘁à 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗮𝗿𝘁𝗲.
Questa sentenza è storica perchè prima non sarebbe stata possibile: 𝗮𝗿𝗿𝗶𝘃𝗮 𝗱𝗼𝗽𝗼 𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗺𝗼𝘃𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝘁𝗿𝗮𝗻𝘀𝗳𝗲𝗺𝗺𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗶 𝗡𝗼𝗻 𝗨𝗻𝗮 𝗗𝗶 𝗠𝗲𝗻𝗼, dal lavoro politico di 𝗰𝗼𝗹𝗹𝗲𝘁𝘁𝗶𝘃𝗶 𝗲 𝗮𝘀𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 che hanno lottato contro sessismo e discriminazioni anche nel mondo dell’arte. Non torniamo indietro alla cultura del tutti-sanno-tutto e nessuno-parla, di mobbing, sessismo, violenza e insulti nei teatri e dalle sale prove.
𝗤𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝘀𝗲𝗻𝘁𝗲𝗻𝘇𝗮 è 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗮 𝗲𝗺𝗲𝘀𝘀𝗮 𝗱𝗮𝗹 𝗧𝗿𝗶𝗯𝘂𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝗣𝗮𝗿𝗺𝗮. 𝗠𝗮 𝗟’𝗔𝗕𝗕𝗜𝗔𝗠𝗢 𝗦𝗖𝗥𝗜𝗧𝗧𝗔 𝗧𝗨𝗧𝗧𝗘 𝗡𝗢𝗜 𝗡𝗘𝗟𝗟𝗘 𝗣𝗜𝗔𝗭𝗭𝗘. 𝗖𝗢𝗡 𝗜 𝗡𝗢𝗦𝗧𝗥𝗜 𝗖𝗢𝗥𝗣𝗜.
Siamo a fianco dellx studentx in sciopero al Teatro Due in questi giorni, a chi ha subito violenza, a chi ha denunciato, a chi ha accompagnato il processo. 𝗨𝗻𝗮 𝗹𝗼𝘁𝘁𝗮 𝗳𝗮𝘁𝘁𝗮 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗮𝘁𝘁𝗿𝗶𝗰𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗲 𝗮𝘁𝘁𝗿𝗶𝗰𝗶 come pratica di solidarietà attiva. 𝗡𝗢. Sui nostri corpi non si negozia.
Il Campo Innocente