Carrozzeria delle Rose_Studio

Carrozzeria delle Rose_Studio Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Carrozzeria delle Rose_Studio, Arte, Porto di Mare, Milan.

Carrozzeria delle Rose è lo studio di Miriam Montani, verrà inaugurato con un'esposizione il 5 giugno insieme a Valentina Avanzini, Claudia Petraroli, Emanuele Resce, Stella Stefani e Vincenzo Zancana.

In occasione dell'Art Week Torinese, presentiamo, con immenso piacere, la performance "Atmospheric Sample  #2" di , che ...
29/10/2025

In occasione dell'Art Week Torinese, presentiamo, con immenso piacere, la performance "Atmospheric Sample #2" di , che avrà inizio alle ore 20.00 a che non avrà una conclusione definita.
Alle 22.00 circa, si inizierà a preparare le mozzarelle e tofu in carrozza fino circa alle 00.00, data la vicinanza dello studio con Le Roi, discoteca dove si tiene la festa delle Gallerie in terza serata.
VI ASPETTIMO!!!

👀👀Postponed to 10 ottobre!
06/10/2025

👀👀Postponed to 10 ottobre!

💥ZatCrepuscolare!💥Questo evento era in programma per il mese di giugno, eccoci con un po' di ritardo, ora ci siamo più c...
26/08/2025

💥ZatCrepuscolare!💥
Questo evento era in programma per il mese di giugno, eccoci con un po' di ritardo, ora ci siamo più che mai! ⚡
Vi aspettiamo numerosi il 26 settembre dalle ore 19.00 alle ore 23.30.
Punto di ritrovo in Via Cigna angolo Via Sassari, Torino (To) alle ore 18.45.
Intervento di a cura di
Grafica

💫Siamo anche  in "Agendissima", guida all'Art Week di Torino. Venite a trovarci!
01/11/2023

💫Siamo anche in "Agendissima", guida all'Art Week di Torino. Venite a trovarci!

Se siete a Torino per Artissima consultate la nostra praticissima guida a tutti gli eventi della settimana dell’arte

💥THE BLAZING SHARER di Luca Poncettaprosegue presso il magico museo della Madonna del Pozzo.Questa volta l'intervento è ...
10/11/2022

💥THE BLAZING SHARER
di Luca Poncetta
prosegue presso il magico museo della Madonna del Pozzo.
Questa volta l'intervento è a cura di Studio A'87 di Franco Troiani, progetto "Opus & Light" .
Troverete anche un nuovo testo di Bianca Basile.
👉👀Vi aspettiamo numerosi sabato 12 novembre dalle ore 17.00 presso la Madonna del Pozzo, Via Monterone 6.

THE BLAZING SHARERSpoleto 8 ottobre 2022      Interventi site specific di Luca PoncettaA cura di Carrozzeria delle Rose_...
08/11/2022

THE BLAZING SHARER
Spoleto 8 ottobre 2022
Interventi site specific di Luca Poncetta
A cura di Carrozzeria delle Rose_Studio
Con un testo di Bianca Basile

In occasione della diciottesima Giornata del Contemporaneo, all’interno dell’evento “SPOLIA 5. Bestiario Post/Atomico”, (9° itinerario), progetto ideato e curato da Studio A'87 Franco Troiani .
Segue il testo di Bianca Basile :

In un mondo che sembra avviarsi con tanto ardimento verso la luminosità dell'analisi, senza che nulla più protegga ormai le nostre palpebre traslucide, credo, come Mallarmè, che un po' di tenebra sia necessaria. Le scienze decifrano o aspirano a decifrare tutto, ma noi non ne possiamo più! Dobbiamo trovare un rifugio, e dove se non nelle nostre viscere ingegnosamente rischiarate? ... No, mi sbaglio: non trovare rifugio, ma scoprire un'ombra fresca e torrida che sarà la nostra opera.
Quella strana Parola, Jean Genet, da “Il funambolo e altri scritti”, 1997

Sei sulla soglia di una bocca nera, cerchi di scorgere la sua fine e mentre lo fai, quasi senza accorgertene, cominci a scendere lungo i suoi gradini, vertebre che compongono lo scheletro di questa lunga trachea terrestre. D’un tratto ti accorgi di essere arrivato nelle viscere interrate di questa passerella. Sei sottoterra. Ne prendi coscienza in modo subitaneo perché, finché camminavi, guardavi verso il basso e, ora che hai la strada sbarrata, guardi in alto e vedi un ponte per te impercorribile: ne hai infatti una visione laterale, propria del fiume che sino al Medioevo vi passava sotto, e ti trovi a metà della sua altezza. Ti rendi conto allora della tua dimensione viscerale, e questa consapevolezza arriva, in tutta la sua concretezza, dopo aver rivolto lo sguardo nuovamente in basso. Alla fine della passerella, una creatura accovacciata si compone davanti ai tuoi occhi. Quello che si sta svolgendo non è però un processo concluso, bensì una trasformazione in atto. I frammenti di pietra serena, formatisi milioni di anni fa, sono stati riuniti dall’artista Luca Poncetta in una costellazione unica e presente: un tempo stratificato e multiforme, frammentario e in perenne movimento si cristallizza per un momento, rendendosi percepibile alla vista. La creatura dà l’impressione che, mentre prende forma, stia a sua volta creando qualcosa. E mentre svolge questa azione, viene da chiederti se ha volutamente ignorato o non ha percepito un duplice avvicinamento: il tuo e quello delle due zampe affilate che, silenziose e sottili, si sono fatte compagne della tua discesa.
Il titolo del lavoro site-specific, curato da Carrozzeria delle Rose per il Ponte Sanguinario di Spoleto, The Blazing Sharer, racchiude questa consapevolezza improvvisa e questa condivisione indefinibile. La pietra serena e il contesto del Ponte Sanguinario partecipano entrambi di una stratificazione temporale e materiale. La prima è un’arenaria, che si compone di sedimenti stratificatisi per milioni di anni. Il secondo è un artefatto umano che è mutato per millenni, in primo luogo strutturalmente tramite le naturali deviazioni del fiume, i crolli, il suo conseguente interramento, i lavori di costruzione che lo hanno riscoperto, ormai defunzionalizzato e infine i restauri, che ne hanno salvato la visibilità e ne hanno consentito l’accesso sotterraneo. Il secondo tipo di stratificazione che informa il ponte è di tipo culturale o, per meglio dire, leggendario: dalla decapitazione dei santi, le cui teste venivano gettate nel fiume, per arrivare al tunnel segreto che nel Quattrocento permetteva agli amanti di Lucrezia Borgia di raggiungere la reggia da qui. Questo movimento sedimentario, minerale e culturale riconduce l’essere umano in connessione con il sottosuolo su cui abita - e che è, a sua volta, abitato -; che nel bene e nel male lo nutre e ne è nutrito, che fremendo, lo fa tremare.
La soglia permeabile tra una pietra e l’altra, tra naturale e artificiale, è qui da interpretare come il filosofo Georges Didi-Huberman: in francese la parola pas indica il passaggio e, per estensione, l’utopia del possibile, ma anche la sua negazione: l’impasse, l’oppressione, la vita mutilata. Il trucco non è fossilizzarsi su una delle due accezioni di significato, ma intenderle esattamente come si manifestano: due facce di una medesima medaglia. Il concetto di soglia ritorna nelle stesse creature, nel loro essere transeunti, metamorfiche, e nei materiali usati, quali le lame e le pietre lanceolate, che lo concretizzano. Per motivi diversi, è infatti difficile definirle come sculture, in senso tradizionale. Innanzitutto sono frutto di un assemblaggio di materiali preesistenti; i frammenti di pietra serena, da un lato; le lame n**e di due coltelli, dall’altro. In secondo luogo, per la consistenza sottile degli stessi materiali che però non tendono per questo a una dimensione aerea; bensì mantengono tutta la loro concretezza e matericità. A riconferma di ciò, Carrozzeria delle Rose sottolinea come i vermetti in argento – colore fluido e alchemico – catturino l’occhio e la sintesi del lavoro: la visceralità dell’esistente. Blazing Sharer è infatti la materializzazione del sottosuolo, ente adiacente e invisibile a noi che, rendendosi percepibile, ci ricorda che la vita assume infinite forme e che il nostro modo di trasmettere energia non è il solo.

💫Qualche immagine della presentazione delle rivista Animot,CATTIVI VICINI Del potere, della crudeltà SPOLETO 9 – 31 LUGL...
26/09/2022

💫Qualche immagine della presentazione delle rivista Animot,

CATTIVI VICINI
Del potere, della crudeltà
SPOLETO 9 – 31 LUGLIO 2022

Dialogo a partire da Animot 12 – Del Potere, della crudeltà (a cura di Bruno Milone)
Con la partecipazione di Valentina Avanzini (codirettrice Animot), Gabi Scardi(curatrice, codirettrice Animot), Kompatsiaris (critico, scrittore e professore di arte e media)
A cura di Carrozzeria delle Rose_Studio

All’interno dell’evento “SPOLIA 5. Bestiario Post/Atomico”, (7° itinerario), progetto ideato e curato da Studio A'87, Franco Troiani


In occasione di Spolia 5. Bestiario Post/Atomico, progetto ideato da Franco Troiani a cura di Studio A’87, Carrozzeria delle Rose_Studiozeria delle Rose, in occasione dell’ultimo Weekend del 65° Festival dei Due Mondi di Spoleto, ha il piacere di invitare la rivista Animot a prendere parte all’evento.
Il termine Animot è stato coniato da Derrida nel tentativo di pluralizzare e dare volto agli animali, considerare gli esseri con cui impariamo e disimpariamo a convivere come entità singolari e non generiche. Ma quali entità? Quali convivenze?
Animot è una rivista accademica semestrale patrocinata dall’università di Torino entro il progetto Sirio. Dal 2014 esplora il tema dell’animalità alla luce degli Animal Studies, in un dialogo tra filosofia e architettura, scienze naturali e storia dell’arte, teoria politica e letteratura. L’animalità diventa, dunque, chiave di lettura di un’infinita gamma di questioni teoriche che assumono una luce nuova e inaspettata.
A partire da Animot 12 – Del potere, della crudeltà (a cura di Bruno Milone) le direttrici Gabi Scardi e Valentina Avanzini converseranno con il critico e scrittore Panos Komaptsiaris, interrogando i temi di Bestiario Post/Atomico 2022: “La vita contro la morte, una riflessione sull’attuale caotica condizione umana che indaga il rapporto tra umani, animali e ambiente nel corso dei secoli, creature post-atomiche, post-umane, ibride, contaminate.”
Nel suo intervento per Animot 12, Panos Kompatsiaris racconta di un pesce, il Lagocephalus Sceleratus, giunto in Europa dopo l’apertura del canale di Suez. Privo di predatori naturali nel mediterraneo, dannoso per il pescato, i pescatori e i turisti, tossico se ingerito, il Lagocephalus incrina ogni utopia di fratellanza e contaminazione interspecie, costringendoci ad affrontare le convivenze– soprattutto quelle provocate dalla disastrosa azione umana – come quello che sono: processi complessi, dolorosi, lentissimi, fatti di corpi che molto spesso non vorrebbero essere lì. Eppure, imparano.

👉 Ultimo giorno per visitare l'esposizione Emanuele Resce, AL- KHWARIZMI presso Museo Archeologico Naz.le e Teatro Roman...
30/07/2022

👉 Ultimo giorno per visitare l'esposizione Emanuele Resce, AL- KHWARIZMI presso Museo Archeologico Naz.le e Teatro Romano di Spoleto - Pagina Istituzionale.
Seguono le immagini di uno dei lavori in esposizione "Disordini nel bracciale martellato" e il testo di Davide Silvioli.
Ph Emanuela Duranti

Al-Khwarizmi: il codice di Emanuele Resce
Davide Silvioli

Al-Khwarizmi, esposizione di Emanuele Resce (Benevento, 1987), che avviene a quasi quattro anni di distanza dalla sua ultima personale, coincide con un’occasione di confronto costruttivo con gli esiti più recenti del suo lavoro. L’evento propone un ragionato corpus di quattro sculture che, denominate con citazioni estrapolate da tavole sumere tradotte, giungono insieme a comporre un ipotetico bestiario distopico. Fulcro di questa serie di opere è la nozione di algoritmo, già evocata in sede di titolazione della mostra, volutamente rinominata come il suo ideatore; il matematico persiano Al-Khwarizmi (IX° secolo d.c.). Il concetto di algoritmo rientra tra gli interessi di Resce, poiché costituisce un nesso che collega l’antichità all’attualità e che – come sostiene lui stesso – “interseca le dinamiche del mondo antico e di quello contemporaneo”. In effetti, il principio dell'algoritmo sembra fosse già conosciuto nell’antico Egitto e nella civiltà sumera, in cui era sfruttato per fini mercantili, fino a ritrovarsi oggigiorno nella gestione di dati e network informatici. L’intersezione sottesa dall’artista, il quale suppone gradi di permeabilità fra dimensione storica e contemporaneità, si rispecchia con pertinenza nella metodologia da lui perseverata, tesa a sottoporre materiali del nostro presente, in particolare dismessi, di recupero o di scarto industriale, agli effetti di procedimenti del fare arte propri delle civiltà antiche, ricalibrando, così, il rapporto fra la categoria del primitivismo e lo scenario culturale odierno. Secondo tali accenti, la pratica dell’artista procede assecondando percorsi costruiti su intuizioni di carattere più empirico che filologico, scaturendo associazioni che suggeriscono corrispondenze fra cronologie, retaggi iconografici, soluzioni tecniche e territori dello scibile ordinariamente mantenuti separati. Il parallelismo concettuale fra lo studioso Al-Khwarizmi e il cratere omonimo – a lui dedicato – posto sul lato oscuro della luna, quindi, è da reputarsi in questa chiave. Entrambi, difatti, alla voce destinata a questo appellativo, compaiono indiscriminatamente nei motori di ricerca web, a loro volta organizzati su processi di computazione algoritmica.
L’inclinazione a riconoscere punti di contatto laddove la convenzione frappone confini ha portato Resce a precisare un linguaggio artistico declinato al plurale, perciò in grado di coniugare, all’interno del medesimo dominio estetico, suggestioni provenienti tanto dal passato quanto dal presente, ora appannaggio della storia dell’arte e ora di quella della tecnica, nonché a raccordare materie, materiali e metodi altrettanto diversificati. Come ravvisabile dalle sculture qui incluse e finora mai presentate al pubblico, l’autore conduce una sperimentazione di ordine innanzitutto materico, in cui componenti organici si fondono con derivati industriali, che termina nel rinnovare problemi formali senza tempo, esonerando questo novero di conseguimenti dall’appartenenza a nomenclature precostituite. Le quattro opere hanno sembianze anamorfiche, dunque un aspetto non didascalico e svicolato da direzioni di lettura prescrittive, che a volte svela caratteristiche tendenti alla figurazione, in altre trasmette il mistero del reperto, in altre ancora restituisce la dura autoreferenzialità delle parti costitutive.
Di notte oscurava i cieli, che giace a terra, congiunge un volto avente la fisiognomica distintiva della cultura di Ubaid fatto con argilla a prodotti tubolari in acciaio avvolti in pellicola, usati normalmente nella meccanica, sortendo la parvenza di un resto archeologico quantomai enigmatico. Disordini nel bracciale martellato, eretta su sostegni realizzati con chiavi inglesi saldate fra loro, presenta una superficie in pietra grezza, in cui si intravede l’accenno a tre occhi, due nasi e una bocca infuocati, che vanno a formare i connotati di una mostruosità perturbante e ancestrale, il tutto nei ranghi di una configurazione essenziale. Colui che è l’argilla della terra, titolo che riprende la definizione sumera del primo uomo venuto alla luce, si denota per le fattezze antropomorfe e la postura ascensionale, determinata da oggetti dall’estrazione pop quali due tavole da skateboard, modulate insieme a plastilina e spray fino a ottenere una fisionomia archetipica, che rinvia ai modelli dell’Adamu sumero, dei Kouroi greci. Di un nero intenso, Luogo dei carri, con un ossatura in metallo e sospesa da terra, vede la compresenza di plastica combusta e di una sezione di pneumatico che rimanda all’epidermide di un serpente (nella mitologia classica era simbolo di rigenerazione), tale da far pensare a una sorta di moderna v***a di Asclepio.
Infine, nella complessità dei riferimenti plausibili qui indotti dall’operato di Emanuele Resce, è d’interesse critico, nella quadratura totale del progetto, registrare come la sua prassi vada a riformulare espedienti, metodi e allusioni dissimili, compendiandoli nello stesso codice espressivo, analogamente a come, al giorno d’oggi, gli algoritmi convertiti in codici digitali normano le informazioni ridotte a bit.
Franco Troiani Emanuele Resce Studio A'87 Miriam Montani

💥l'esposizione Al-Kawarizmi  di Emanuele Resce presso il Museo Archeologico Naz.le e Teatro Romano di Spoleto - Pagina I...
28/07/2022

💥l'esposizione Al-Kawarizmi di Emanuele Resce presso il Museo Archeologico Naz.le e Teatro Romano di Spoleto - Pagina Istituzionale, all'interno di "Bestiario Post-Atomico" di Studio A'87 è su ARTRIBUNE, buona lettura! 🤟
ph. Emanuela Duranti
Emanuele Resce Emanuele Resce Davide Silvioli Valentina Avanzini Franco Troiani Miriam Montani

Scheletri di skateboard e plastilina nera: sono due fra i materiali più strani che l'artista di Benevento utilizza per mandare in cortocircuito antichità e contemporaneo

Indirizzo

Porto Di Mare
Milan
20139

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