25/02/2026
Mostra
Luogo: Roma, Scuderie del Quirinale
Indirizzo: Via XXIV Maggio 16
Orari: dalle 10:00 alle 20:00 (ultimo ingresso ore 19:00)
Curatori: Tarek El Awady
Prolungata: fino al 14 giugno 2026
Sito ufficiale: http://scuderiequirinale.it
Fino al 14 giugno 2026
Alle Scuderie del Quirinale è in scena Tesori dei Faraoni , un grande progetto culturale che porta nella Capitale una selezione di 130 capolavori dell'arte dell'Antico Egitto, provenienti dal Museo Egizio del Cairo e dal Museo di Luxor, molti dei quali esposti per la prima volta fuori dal loro paese.
La mostra, curata da Tarek El Awady , già direttore del Museo Egizio del Cairo, è prodotta da ALES - Arte Lavoro e Servizi del Ministero della Cultura con MondoMostre , in collaborazione con il Supreme Council of Antiquities of Egypt , con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale , del Ministero della Cultura , del Ministero del Turismo e delle Antichità d'Egitto.
Tesori dei Faraoni è un viaggio nella civiltà egizia attraverso le sue forme più alte e insieme più intime: potere, fede, vita quotidiana. Il percorso apre con lo splendore dell'oro, materia divina e simbolo dell'eternità. Il sarcofago dorato della regina Ahhotep II, la Collana delle Mosche d'oro, antica onorificenza militare per il valore in battaglia, e il collare di Psusennes I introducono al mondo delle élite egizie, dove l'ornamento diventa linguaggio politico e riflesso di una teologia del potere. Intorno al corredo funerario di
Psusennes I , scoperto a Tanis nel 1940, si concentrano oggetti di straordinaria raffinatezza: amuleti, coppe e gioielli che, dopo tremila anni, conservano intatta la loro luce.
Una delle sezioni più interessanti è dedicata alla “Città d'Oro” di Amenofi III , scoperta nel 2021 da Zahi Hawass . Gli utensili, i sigilli e gli amuleti provenienti da questo straordinario sito restituiscono la voce degli artigiani e dei lavoratori che costruiscono la grandezza dei faraoni. Lì, tra le officine e le case, la civiltà egizia appare nel suo volto più umano e produttivo.