27/08/2015
In matematica Δ è variazione e rapporto tra entità finite, π costante indeterminabile.
Costante non naturale ma matematica, definita in modo astratto, indipendente dalle misure di carattere fisico: trascendente, irrazionale, non algebrica. Δ è definito, fisico, relativo.
Δ e π, dove non esiste variazione si genera la costante. Variazione e costante possono coesistere? In un'ellisse il raggio di curvatura è determinato dal rapporto tra le distanze dei fuochi: un'ellisse esiste per relazione. In una circonferenza non vi sono segmenti che uniscono due punti, non vi è variazione, nasce la costante.
Possono variazione e costante coesistere nelle Arti? Variazione è varietà di stili, di tematiche, di mezzi. Costante è il fuoco che ci muove, l'estremo fisso delle differenze, l'unità che si irradia nelle varietà espressive: uno sguardo diramato, antitetico ai movimenti artistici.
* * *
Nella geometria Δ indica il punto singolare di una parabola, il discriminante.
Δ può essere uguale, maggiore o minore di zero: se è maggiore, le soluzioni sono due e reali; se è minore, non tocca mai l'asse x della realtà, ma punta agli asintoti sull'asse y dell'altezza, del pensiero.
Ma non andiamo troppo oltre, non partiamo per quella linea che non si potrà mai toccare! Fermi tutti. Ricominciamo daccapo.
Variazioni. Variazioni ripetute costantemente nel tempo. Un cerchio è il moto sempiterno, dove tutto torna uguale a sé medesimo. Prendete una matita, fate il vostro cerchio. Ora sviluppatelo nel tempo. Ribaltatelo ogni volta che incontra l'asse degli istanti, in senso contrario e negativo. Non tornate mai indietro. Otterrete una sinusoide.
Differenze?
Il cerchio si chiude su se stesso, il suo π torna sempre e si afferma, immutato, conservatore, imperatore dei pochi attimi che decide di dominare. La sinusoide resta aperta, segue una direzione, persegue un obbiettivo, si afferma e si nega. La costante esce da sé, si unisce alla variabile, π si dimezza in funzione di Δ, il ritmo si spande nel tempo.
* * *
Dormite. Dormite un sonno senza sogni. Il ritmo rallenta, il corpo si rigenera. Il vostro cervello lavora a basse frequenze.
Le onde delta, inattive durante la veglia, tornano a vibrare preparando la mente al sogno.
La vostra coscienza si assottiglia, il cerchio si spezza. Due fuochi che erano uno si separano, il vostro cervello decontestualizza veglia e realtà. Nulla scorre, eppure tutto cambia. Dove sei, non lo sai, chi sei non importa; ogni luce è distante, nessun colore, sei tabula rasa. Sei la condizione del sogno, non il sogno. Le onde sono il tuo Caronte sullo Stige, lente ti traghettano sulla sponda ignota, là lo spettacolo prenderà forma, metamorfosi mnemonica smarrita nella tratta.
Cosa succede nella tua testa? Che fa il tuo corpo mentre non ci sei? Gli impulsi neuronali separano nella mente tutti i sedimenti accumulatisi nei gangli del cervello durante la giornata, le onde vibrano all'unisono, lavano via l'inutile e fanno di ciò che rimane origine delle visioni notturne.
Dove prima il paesaggio regnava confuso e aleggiante di nebbia, il vento della rigenerazione lo spazza e lo solleva, la nuda terra sostituisce le forme confuse, la foschia si condensa, viene spinta verso l'alto e, levando lo sguardo, vedrai magnifiche nuvole.
Non illuderti. Non siamo tra le nubi. Non siamo nel vento rigeneratore.
Ci troverai sulla nuda terra, dove scorriamo e, distruggendo, fecondiamo ogni cosa. Siamo le acque che la modellano, che si incanalano in conche e vallate. L'acqua le nutre e le consuma. Guardaci: delle nuvole che volano alte e veloci, vedrai riflessi azzurri, immagine del cielo e della terra.
* * *
Le acque convogliano nei fiumi, ogni fiume corre al mare. Non tutti lo raggiungono. Quelli che hanno successo, poi, lo fanno per diverse vie. C'è chi si getta deciso, senza chiedere nulla a nessuno, in un unico corso. Ogni estuario sa bene quello che vuole.
Anche noi lo sappiamo. Ma noi non vogliamo essere un estuario. Noi scegliamo di essere delta, una foce ramificata e complessa, che si intreccia e attorciglia in mille canali, e a volte preferiamo dimenticarci dove sia il mare a cui confluire.
I fiumi non sono mai limpidi o cristallini. Il fango accompagna sempre il loro corso, si deposita lungo la strada, si lascia accompagnare fino all'ultima riva e là riposa. Le spiagge s'allungano, la ricerca si allarga, ogni ramo aggiunto è nuova terra ove spandere la foce.
E seguendo un moto sincrono, scandendo un ritmo lieve, questo delta in tutte le sue forme e in tutti i suoi intenti forma un unico progetto d'arte. Un progetto dove Δ variabile determinata ma incostante, e π, costante indeterminabile, confluiscono come l'acqua in una sola corrente.