Archivio Opere Ennio Morlotti

Archivio Opere Ennio Morlotti Tutela e archiviazione delle opere di Ennio Morlotti (Lecco, 1910 - Milano, 1992).

Consultazione di documenti inediti e della bibliografia pubblicata dell'artista.

Continuiamo a scoprire il libro "Con Roberto Longhi. Lettere e scritti", da poco edito da Feltrinelli, che presenta inte...
07/04/2026

Continuiamo a scoprire il libro "Con Roberto Longhi. Lettere e scritti", da poco edito da Feltrinelli, che presenta interessanti testi e lettere di Giovanni Testori.

Il 20/11/52 Testori e Morlotti scrivono una lettera a Roberto Longhi, per ringraziarlo del sostegno all'importante saggio di Testori su Morlotti, da poco pubblicato nel numero 33 della rivista "Paragone", diretta dallo stesso Longhi.

Leggendo l'analisi di Davide Dall'Ombra, emerge che è stato lo stesso Longhi a proporre a Testori di ri-concentrarsi su Morlotti, con un taglio ben preciso: "ho convinto Testori ad allargare l'esame a tutto Morlotti e non solo al gruppo dei vecchi paesaggi".

E' Longhi a convincere Testori a includere nell'analisi alcuni quadri, come la famosa Siesta, in cui la ricerca picassiana di Morlotti trova un'armonia con gli studi sul paesaggio portati avanti da Ennio fin dagli anni '40.

A presto per un ultimo focus sull'interessante testo "Con Roberto Longhi. Lettere e scritti"!
In foto, l'opera "La Siesta" e una delle ultime immagini in compagnia di Morlotti e Testori.

"Con Roberto Longhi. Lettere e scritti" è il testo, appena edito da Feltrinelli, che ricostruisce il rapporto tra Giovan...
24/03/2026

"Con Roberto Longhi. Lettere e scritti" è il testo, appena edito da Feltrinelli, che ricostruisce il rapporto tra Giovanni Testori e il suo "maestro" Roberto Longhi.

È Davide Dall'Ombra, curatore del testo, a sottolineare la ricorrente presenza di Ennio Morlotti in questo carteggio. Molte lettere di Giovanni Testori degli anni '50 si chiudono infatti riportando i saluti di Morlotti allo storico d'arte di Alba.

Questa è l'ennesima dimostrazione del costante dialogo tra Morlotti e Testori in quegli anni. Testori passava spesso a trovare Morlotti quando era a Milano, prima di tornare nella natia Novate via treno.

In quegli anni il loro rapporto di scambio fu paragonabile solo a quello tra Morlotti e il critico Francesco Arcangeli, redattore (come Testori) nella rivista "Paragone", fondata da Roberto Longhi nel 1950.

Questo rapporto tra Arcangeli, Testori, Longhi e Morlottii tornerà di attualità anche nei prossimi due post che dedicheremo a questa recente pubblicazione.



Vogliamo veramente ringraziare i numerosi e appassionati partecipanti all'apertura straordinaria della nostra sede duran...
05/03/2026

Vogliamo veramente ringraziare i numerosi e appassionati partecipanti all'apertura straordinaria della nostra sede durante Milano

È stato un piacere ripercorrere con voi la storia artistica di Ennio Morlotti e raccontare le tappe della sua amicizia con Renato Guttuso.

Alla prossima apertura straordinaria!
Grazie ancora per il vostro interesse e la vostra passione verso le opere di Ennio Morlotti.

L’Archivio Opere Ennio Morlotti partecipa al progetto "Museo Segreto" di Milano Museo City: verranno esposti i ritratti ...
20/02/2026

L’Archivio Opere Ennio Morlotti partecipa al progetto "Museo Segreto" di Milano Museo City: verranno esposti i ritratti dipinti da Renato Guttuso a Ennio Morlotti e alla moglie Anna Vitalini.

Il “Ritratto di Anna”, di proprietà della famiglia Morlotti, verrà ricongiunto per l’occasione al “Ritratto di Ennio Morlotti per amicizia di lui e di Enrico Brambilla Pisoni”, grazie al prestito del Sistema Museale Urbano Lecchese.
I due ritratti verranno successivamente esposti a Lecco, presso la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Palazzo delle Paure, nella primavera del 2026

Le visite guidate al nostro Archivio, in Via Aurelio Saffi 23, si terranno nei seguenti orari: venerdì 27, ore 16:00 e 18:30, sabato 28 e domenica 1, ore 11:00, 15:00 e 17:00. Prenotazione obbligatoria via mail ([email protected]) o via Whatsapp (348-0893538).

Il pubblico sarà accolto, sempre su prenotazione obbligatoria, il venerdì, dalle 15:00 alle 20:00, e sabato e domenica, dalle 10:30 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 19:00.

L’Archivio Opere Ennio Morlotti partecipa a  .Da venerdì 27 febbraio a domenica 1 marzo, in Via Aurelio Saffi 23, sarà p...
16/02/2026

L’Archivio Opere Ennio Morlotti partecipa a .

Da venerdì 27 febbraio a domenica 1 marzo, in Via Aurelio Saffi 23, sarà possibile visitare la sede del nostro Archivio!

La proposta prevede visite guidate, dal titolo “Ennio Morlotti: amicizie, collaborazioni, passioni”.
Alessia Mesirca, nipote dell’artista, presenterà il percorso pittorico di Ennio Morlotti e i rapporti intessuti con varie figure del mondo dell’arte e della cultura (colleghi, intellettuali, galleristi…).

Le visite guidate si terranno nei seguenti orari: venerdì 27, ore 16:00 e 18:30, sabato 28 e domenica 1, ore 11:00, 15:00 e 17:00. Prenotazione obbligatoria via mail ([email protected]) o via Whatsapp (348-0893538).

Concludiamo oggi l'analisi della personale di Ennio Morlotti ospitata presso la Catherine Viviano Gallery dal 20 aprile ...
29/01/2026

Concludiamo oggi l'analisi della personale di Ennio Morlotti ospitata presso la Catherine Viviano Gallery dal 20 aprile a 9 maggio 1959.

Catherine Viviano fu una importante figura per la diffusione dell'arte italiana negli Usa a metà degli anni '50. Di nascita italiana, Catherine impara il mestiere di gallerista alla Pierre Matisse Gallery.
All'apertura della sua galleria (1950), Viviano è già amica di artisti italiani del calibro di Afro e Cagli.
Il primo contatto tra Morlotti e Catherine, in base alle lettere conservate presso lo Smithsonian Institute, avviene nel 1949.

La loro amicizia è testimoniata per tutti gli anni '50: la mostra del 1959 rappresenta l'apice del loro rapporto. Catherine apprezzare profondamente l'arte di Ennio: nelle loro lettere, Morlotti chiede gentilmente a Catherine di "non trattarlo come un genio", ma di considerarlo alla stregua di tutti gli altri i suoi artisti.

Morlotti deciderà a malincuore di non recarsi in Usa per la mostra, ma resterà molto contento del catalogo e dell'organizzazione dell'esposizione.
Si concluse così la più importante tappa della proficua e importante collaborazione tra Morlotti e la gallerista italo-americana.

Per la sua mostra alla Galleria Catherine Viviano di New York, nel 1959, è lo stesso Morlotti a contattare Michel Tapiè,...
20/01/2026

Per la sua mostra alla Galleria Catherine Viviano di New York, nel 1959, è lo stesso Morlotti a contattare Michel Tapiè, uno dei più importanti critici d'arte del cosiddetto movimento "informale".

Dopo aver visto le opere di Morlotti a Milano, e averle molto elogiate, Tapiè scrive un breve ma importante testo, che dimostra la sua attenta conoscenza dell'arte del pittore lombardo.

Nonostante l'influsso di Picasso nelle forme e degli espressionisti nei colori, Tapiè sottolinea subito la presenza di un logico progresso nella sua arte, anzi, di una nuova "linfa" che scorre nelle sue opere recenti.

Tapiè elogia l'emergere di una "forza panteistica-tellurica" nei suoi quadri di fine anni '50, piu naturalisti, che presentano una totale rivoluzione formale rispetto ai precedenti quadri post-picassiani.

In foto, l'immagine di un'opera esposta a New York nel 1959: Studio (Vegetazione), 1958, 70 x 60 cm.

Buon anno dall’Archivio Opere Ennio Morlotti! Iniziamo il 2026 scoprendo una importante personale dal maestro lombardo, ...
08/01/2026

Buon anno dall’Archivio Opere Ennio Morlotti!
Iniziamo il 2026 scoprendo una importante personale dal maestro lombardo, organizzata a New York del 1959 dalla Catherine Viviano Gallery.

Catherine Viviano fu una importante sostenitrice dell’arte italiana in America nel secondo dopoguerra, fin dall’apertura della sua galleria a Manhattan, nella 57esima strada. Morlotti intrattenne con Catherine rapporti costanti e cordiali fin dal 1950, anno della storica mostra “5 pittori italiani: Afro, Cagli, Guttuso, Morlotti, Pizzinato”.

Nel 1959 Morlotti espone le sue ultime composizioni naturalistiche, per mostrare il distacco dalle sue precedenti opere “picassiste” apparse oltremanica.
Non a caso il testo critico viene affidato a Michel Tapiè, uno dei principali sostenitori dell’arte informale.

Vedremo nel prossimo post in che modo Tapiè mostrerà il valore e il senso di “questo lungo e logico processo” nell’arte di Morlotti, che lo porterà sempre di più ad ascoltare il richiamo pittorico della Natura.

Nel 1962 Ennio Morlotti vince il Premio del Comune di Venezia, in occasione della XXIX Biennale, in ex aequo con il pitt...
04/12/2025

Nel 1962 Ennio Morlotti vince il Premio del Comune di Venezia, in occasione della XXIX Biennale, in ex aequo con il pittore romano Giuseppe Capogrossi.
Questa scelta della Giuria sollevò un interessante dibattito, che vale la pena ricordare.

In particolare fu molto contestata la decisione di dare un buon numero di "premi ex aequo". Questa soluzione “salomonica” venne interpretata come una mancanza di decisione della giuria, incapace di mostrare una tendenza futura nel complesso scenario artistico di quegli anni. In particolare, si criticò la scelta di non prendere posizione nel grande dibattito-scontro tra realismo, informale e astrattismo, che ancora infuriava nel mondo dell’arte di quegli anni.

In realtà, ascoltando una testimonianza del Conservatore dell'Archivio Storico della Biennale Umbro Apollonio, si scopre che la giuria compì una scelta consapevole: premiare ricerche che sperimentavano un’arte nuova, al di fuori da ogni definizione.

Non a caso in quegli anni lo stesso Capogrossi propose una storica presa di posizione:
“Io non faccio nessuna questione fra il figurativo e l’astratto. Ci sono cattivi pittori da una parte e dall’altra e questo basta per dimostrare che sono due modi validi di dipingere”.
Anche l’arte di Morlotti all'inizio degli anni '60 mantiene un costante ma anche libero legame con la Natura, toccando anche esiti fortemente informali, ma non denigrando mai l'analisi realista della Natura.

In questo senso i due artisti premiati mostravano un sentire comune, una volontà di andare oltre le definizioni: scelta che sarà caratteristica di tutti gli anni ’60, storica epoca di rivoluzioni e cambiamenti.

Grazie alla squisita collaborazione dell’Archivio Capogrossi, vi possiamo mostrare un’opera del Maestro esposta alla Biennale del 1962 (Superficie 399, 1961, olio su tela, 160 x 195 cm), messa in parallelo ad un’opera di Morlotti esposta nella stessa occasione (Motivo Verde, databile 1962, olio su tela, 127 x 90 cm).

Morlotti partecipa alla Biennale del Venezia del 1962 con un chiaro intento: presentare i suoi nuovi lavori, realizzati ...
18/11/2025

Morlotti partecipa alla Biennale del Venezia del 1962 con un chiaro intento: presentare i suoi nuovi lavori, realizzati nell’entroterra di Bordighera. Questa volontà di Morlotti è espressa esplicitamente dal critico milanese Marco Valsecchi, che si occuperà sul catalogo del testo di introduzione all’artista.

“Liguria o Brianza?”: Valsecchi solleva subito questa domanda non banale. L’arte più recente di Morlotti vira verso Bordighera, ma non bisogna mai dimenticare la sua precedente e fondamentale “presa di possesso della sua terra lombarda”.

Tra i due litiganti, emerge però un terzo luogo nel presente di Morlotti, al di fuori della Lombardia, anzi dall'Italia: il Regno Unito, che Morlotti visita poco prima della Biennale di Venezia, come cita lo stesso Valsecchi all’inizio del suo testo.

In quegli anni infatti Morlotti compie diverse esplorazioni fuori dall'Italia, spesso insieme alla moglie Anna. Queste esperienze si sovrappongono alle sue ricerche pittoriche lombarde e liguri, offrendo nuove sollecitazioni alla sua ricerca.

In foto, due “Sterpi di Scozia" del 1960, di cui una (la sottostante) venne esposta nella Biennale del 1962.


Nel 1962 Morlotti è ospitato per la quinta volta alla Biennale di Venezia. E’ la sua seconda presenza in una sala person...
04/11/2025

Nel 1962 Morlotti è ospitato per la quinta volta alla Biennale di Venezia. E’ la sua seconda presenza in una sala personale: ottiene anche il premio “Comune di Venezia”, vinto in ex aequo con Giuseppe Capogrossi.

Morlotti espone nel Padiglione Centrale appena riadattato e riallestito dall’architetto Carlo Scarpa. Sono presenti nuovi criteri per la scelta degli artisti: nella selezione vengono coinvolti anche pittori e scultori, come Bruno Cassinari, Enrico Paolucci e Umberto Mastroianni.

Forse non a caso, nel 1962 vengono presentati numerosi pittori e scultori stimati dagli artisti stessi, anche da Morlotti. Ci riferiamo ad esempio alle retrospettive su Mario Sironi e Arshile Gorky, oltre che alle due sale dedicate ad Alberto Giacometti.

Ennio Morlotti espone 22 opere nella Sala XI: viene presentato in catalogo da Marco Valsecchi. In questa sala Morlotti presenterà alcune sue alcune opere tardo-informali (Passion Fruits, 1959), per poi dare spazio alla sua successiva vendemmia, riscaldata e illuminata dal sole della Liguria.

In foto, oltre a due pagine del catalogo, anche un dettaglio di una sua opera esposta in quell’occasione: Paesaggio (Ulivi a Bordighera), 1961, olio su tela, 60 x 70 cm

Indirizzo

Via Aurelio Saffi 23
Milan
20123

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Archivio Opere Ennio Morlotti pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

In evidenza

Condividi

Digitare