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Borgo BluI vola a ExpoAID 2026 su invito del Ministero per le Disabilità​Cari soci, amici e sostenitori,​È con profonda ...
08/06/2026

Borgo BluI vola a ExpoAID 2026 su invito del Ministero per le Disabilità
​Cari soci, amici e sostenitori,
​È con profonda emozione e immenso orgoglio, in qualità di Presidente dell'Associazione Progetto Isola, che condivido con tutti voi un riconoscimento straordinario che premia il cuore pulsante dei nostri progetti sul territorio.
​Il Centro Borgo Blu di Mazara del Vallo è stato ufficialmente invitato dal Ministero per le Disabilità a partecipare a ExpoAID 2026, il più grande e importante evento istituzionale nazionale dedicato all’inclusione, alla disabilità e alla valorizzazione della persona, fortemente voluto dal Ministro Alessandra Locatelli. L'appuntamento si terrà al Palacongressi di Rimini dal 25 al 27 giugno.
​Questo invito, giunto direttamente dallo staff del Ministro, non è solo un traguardo prestigioso: è la testimonianza concreta del valore scientifico e umano del percorso che stiamo tracciando. Essere scelti tra le realtà italiane protagoniste a Rimini significa che la nostra missione comune, — fondata sul rispetto profondo per l'uomo, sull'inclusione sensoriale e su fondamentali progetti in cantiere come "Scuola Amica del Blu" — è diventata un modello di riferimento visibile e apprezzato a livello nazionale.
​"La cultura del rispetto per l'uomo e per il creato non è un concetto astratto, ma si costruisce giorno dopo giorno, offre a tutti coloro che, insieme a noi, credono in un futuro senza barriere."
​A Rimini porteremo la voce, l'esperienza e l'energia di Mazara del Vallo, fieri di rappresentare un Sud che innova nell'assistenza, nell'inclusione e nel supporto alle famiglie.
​Un grazie speciale va a tutto il team di Borgo Blu, ai agli operatori, ai volontari e a chi lavora instancabilmente per trasformare le idee in realtà concrete.
​Il cammino continua, uniti verso traguardi sempre più alti 💙

​Giancarlo Di Simone
Presidente Associazione Progetto Isola (API)https://www.facebook.com/share/1CwzcX4pqv/

𝐄𝐱𝐩𝐨𝐀𝐈𝐃 𝟐𝟎𝟐𝟔, 𝐁𝐨𝐫𝐠𝐨 𝐁𝐥𝐮 𝐝𝐢 𝐌𝐚𝐳𝐚𝐫𝐚 𝐭𝐫𝐚 𝐥𝐞 𝐞𝐜𝐜𝐞𝐥𝐥𝐞𝐧𝐳𝐞 𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐢𝐧𝐜𝐥𝐮𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞

Ci sarà anche Borgo Blu di Mazara del Vallo tra le realtà italiane protagoniste di ExpoAID 2026, il più grande evento istituzionale e nazionale in Italia dedicato ai temi della disabilità, dell'inclusione e della valorizzazione di ogni persona, in programma a Rimini dal 25 al 27 giugno. La manifestazione, fortemente voluta dal Ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli, è dedicata all’inclusione, alla promozione dei diritti e alla valorizzazione delle persone con disabilità attraverso esperienze concrete di lavoro, autonomia e partecipazione sociale.

A testimonianza del valore del percorso intrapreso dalla cooperativa mazarese, è stato proprio il Ministero, attraverso lo staff del ministro, a invitare Borgo Blu a partecipare all’importante appuntamento nazionale. Un riconoscimento prestigioso che premia l’impegno quotidiano e i risultati raggiunti nel campo dell’inclusione sociale.

A ExpoAID 2026, Borgo Blu presenterà due progetti ormai pronti a entrare pienamente nella fase operativa: il biscottificio artigianale e la produzione di passata di pomodoro. Due iniziative nate con l’obiettivo di creare concrete opportunità lavorative per ragazzi con disabilità e persone in condizioni di fragilità, trasformando il lavoro in uno strumento di crescita personale, autonomia e integrazione.

Quella di Borgo Blu è una storia costruita giorno dopo giorno, fatta di impegno, visione e attenzione alle persone. Nel tempo, la cooperativa è diventata un punto di riferimento non solo per Mazara del Vallo, ma per l’intero territorio, grazie a progetti capaci di coniugare solidarietà, formazione e produzione artigianale di qualità. Attraverso laboratori, percorsi educativi e nuove attività produttive, ha dato vita a uno spazio inclusivo in cui ciascuno può valorizzare le proprie capacità e sentirsi parte attiva della comunità.

La partecipazione a ExpoAID rappresenta un’importante vetrina nazionale e un ulteriore riconoscimento del lavoro svolto. Sarà l’occasione per raccontare un’esperienza nata a Mazara del Vallo e diventata un esempio concreto di come l’inclusione possa realizzarsi anche attraverso il lavoro e la partecipazione attiva.

«Portare le nostre produzioni e, soprattutto, la nostra esperienza a ExpoAID significa dare voce ai ragazzi, alle famiglie e a tutte le persone che ogni giorno credono in un modello di società più inclusivo e partecipato», afferma Piero Titone, presidente della cooperativa Borgo Blu.

Da Mazara del Vallo a Rimini, il viaggio di Borgo Blu porterà all’Expo non soltanto i progetti del biscottificio e dell’orto solidale destinato alla produzione della passata di pomodoro, ma soprattutto storie, volti e percorsi di vita che dimostrano come inclusione e lavoro possano davvero crescere insieme, generando valore per l’intera comunità.

Roberto Rubino (tessera ODG 186146)
addetto stampa Borgo Blu

8 giugno 2026

La pulizia e la gestione dei rifiuti urbani non sono soltanto una questione di decoro, ma un aspetto fondamentale della ...
02/06/2026

La pulizia e la gestione dei rifiuti urbani non sono soltanto una questione di decoro, ma un aspetto fondamentale della tutela ambientale e, indirettamente, della lotta al cambiamento climatico. Quando un’amministrazione comunale non garantisce un servizio efficiente di igiene urbana, le conseguenze vanno oltre il semplice degrado visivo e coinvolgono l’ambiente, la salute pubblica e anche, seppur in modo meno immediato, il surriscaldamento globale.

Il sindaco e l’amministrazione comunale hanno una responsabilità diretta nella gestione dei rifiuti e nella qualità della vita urbana. Devono assicurare una raccolta regolare, promuovere la raccolta differenziata, prevenire l’abbandono illecito dei rifiuti e investire in campagne di sensibilizzazione ambientale. Quando questi compiti vengono svolti in modo inefficace, si crea un sistema disorganizzato che favorisce il degrado urbano.

Anche una cattiva gestione dei rifiuti può contribuire al riscaldamento del pianeta. I rifiuti organici non correttamente trattati producono metano, un gas serra molto potente. Inoltre, una scarsa differenziazione porta a un aumento del ricorso a materie prime vergini, con un maggiore consumo di energia e quindi più emissioni di CO₂. A ciò si aggiunge il fatto che il degrado urbano riduce la presenza di verde e aumenta l’effetto “isola di calore” nelle città.

La responsabilità amministrativa non è solo tecnica ma anche politica, perché dipende da scelte di gestione, investimenti e controllo dei servizi. Una cattiva organizzazione può derivare da pianificazione inefficiente, mancanza di controlli o insufficiente attenzione alle politiche ambientali.

In conclusione, la mancata pulizia delle città non è un problema marginale: riflette l’efficienza delle amministrazioni locali e ha conseguenze concrete sull’ambiente e sul clima.

Rifugiato politico e rifugiato climatico: non sono la stessa cosaLa Convenzione di Ginevra del 1951 riconosce e tutela i...
01/06/2026

Rifugiato politico e rifugiato climatico: non sono la stessa cosa

La Convenzione di Ginevra del 1951 riconosce e tutela il rifugiato politico, cioè chi fugge dal proprio Paese per persecuzioni legate a motivi politici, religiosi, etnici o sociali.

Diverso è il caso del cosiddetto rifugiato climatico, una definizione sempre più utilizzata per indicare chi è costretto a lasciare la propria terra a causa di disastri ambientali, cambiamenti climatici, siccità, desertificazione o innalzamento del livello del mare.

Il punto è che il rifugiato climatico, ad oggi, non esiste come figura giuridica riconosciuta dal diritto internazionale. Nessuna norma equipara queste persone ai rifugiati previsti dalla Convenzione di Ginevra.

Perché allora la giustizia italiana ha riconosciuto tutela a un cittadino proveniente dal Delta del Niger?

La risposta sta in una sentenza della Cassazione nata da un procedimento del Tribunale di Ancona. I giudici non hanno creato un nuovo status di "rifugiato climatico", ma hanno riconosciuto che il gravissimo degrado ambientale del Delta del Niger può compromettere diritti fondamentali come la salute, il sostentamento e la dignità della persona.

In altre parole, non è stato riconosciuto un nuovo tipo di rifugiato, ma è stata applicata una forma di protezione prevista dall'ordinamento italiano per tutelare chi rischia di vedere lesi i propri diritti fondamentali.

Questa decisione ha però aperto un dibattito giuridico e politico. Se la tutela viene riconosciuta non in base a uno status specifico ma alla compromissione dei diritti fondamentali, molti altri migranti provenienti da aree caratterizzate da grave degrado ambientale, povertà estrema o condizioni di vita incompatibili con la dignità umana potrebbero tentare di richiamare lo stesso principio affermato nel caso del Delta del Niger.

Ciò non significa che tutti avrebbero automaticamente diritto alla protezione. Ogni caso dovrebbe essere valutato singolarmente da un giudice. Tuttavia, un aumento dei ricorsi fondati sulla lesione dei diritti fondamentali potrebbe portare i tribunali a confrontarsi sempre più spesso con situazioni analoghe, alimentando il dibattito sulla necessità di definire regole più chiare per chi migra a causa di disastri ambientali e cambiamenti climatici.

Se il diritto internazionale non riconosce ancora lo status di rifugiato climatico, sarà possibile però utilizzare la tutela dei diritti fondamentali per proteggere chi fugge da territori dove una vita dignitosa non è possibile, ed oltre ad intasare i tribunali probabilmente la tanta temuta" invasione" dei migranti diventerebbe automaticamente legittima perchè sarebbe diffiicile negare i disastri climatici di buona parte di quelle aree.

Il modello Borgo Blu: un’eccellenza unica in Italia che la Sanità Siciliana non può continuare a ignorare​di Giancarlo D...
28/05/2026

Il modello Borgo Blu: un’eccellenza unica in Italia che la Sanità Siciliana non può continuare a ignorare
​di Giancarlo Di Simone
Presidente dell’Associazione Progetto Isola (API)
​Esistono realtà che non nascono da un freddo protocollo burocratico, ma dalla determinazione incrollabile di chi decide di trasformare un vuoto assistenziale in un modello d’eccellenza. Una di queste è Borgo Blu a Mazara del Vallo. Oggi, in veste di Presidente dell’Associazione Progetto Isola (API), sento il dovere di porre pubblicamente una domanda tanto semplice quanto cruciale: com’è possibile che una struttura quasi unica nel panorama nazionale non attiri la piena attenzione e il totale sostegno della sanità siciliana per essere valorizzata come centro specializzato di riferimento?
​L'Associazione Progetto Isola è orgogliosamente gemellata con il centro Borgo Blu. Ne condividiamo la filosofia profonda, la visione e, soprattutto, ne peroriamo la causa in ogni modo e in ogni sede possibile, convinti che questa struttura rappresenti un patrimonio insostituibile per la collettività.
​Se guardiamo all’Italia, esistono splendide esperienze dedicate all'autismo e alla neurodivergenza, ma la maggior parte di esse eccelle in un singolo segmento: c’è chi fa ristorazione, chi gestisce strutture ricettive, chi si limita alla clinica. La straordinaria unicità di Borgo Blu sta invece nella sua visione globale a 360 gradi. Siamo di fronte a un ecosistema integrato che unisce ciò che altrove viaggia separato: un approccio clinico-scientifico rigoroso basato sull'Analisi Comportamentale Applicata (ABA), l'abbattimento del sovraccarico sensoriale, una rete formativa che entra nelle scuole (come il nostro progetto Scuola Amica del Blu), un ponte concreto con il tessuto imprenditoriale locale e la progettualità a lungo termine del "Dopo di Noi".
​Trovare una realtà che metta insieme scienza, scuola, impresa, ambiente e residenzialità in un unico disegno sinergico è quasi impossibile. Se filtriamo il panorama nazionale con questo livello di completezza, i centri in Italia si riducono a pochissime unità. Borgo Blu non è semplicemente uno dei tanti presidi: è un modello pilota nazionale nato dall'ostinazione di chi crede ciecamente nel principio del profondo rispetto per l’uomo e per il creato.
​Davanti a questa eccellenza, la domanda alla sanità regionale sorge spontanea: perché le famiglie del nostro territorio devono ancora essere costrette a un faticoso e costosissimo "turismo assistenziale", saltando da una struttura all'altra per cercare, per lo più invano, di coprire i bisogni dei propri figli, quando esiste già qui una filiera completa e pronta all'uso?
​Come API, continueremo a lottare e a far sentire la nostra voce affinché questo centro venga riconosciuto per il suo reale valore. Mettere pienamente a regime Borgo Blu, integrandolo in modo stabile e strutturato nella rete sanitaria siciliana, non sarebbe un atto di beneficenza. Sarebbe una scelta strategica, lungimirante e amministrativamente impeccabile. Significherebbe offrire risposte concrete basate sull'evidenza scientifica e dare dignità a centinaia di ragazzi e alle loro famiglie, generando al contempo un immenso valore sociale ed economico per l'intera comunità.
​Noi abbiamo gettato le fondamenta e dimostrato che un'alternativa d'avanguardia è possibile. Adesso spetta alle istituzioni sanitarie della Regione Siciliana fare la propria parte: riconoscere questa risorsa, valorizzarla e metterla pienamente a disposizione di un territorio che ne ha un disperato e urgente bisogno.

BUROCRAZIA VS REALTÀ: IL PARADOSSO SANITARIO E IL VALORE DEGLI OPERATORI IN PRIMA LINEAdi Giancarlo Di Simone Presidente...
22/05/2026

BUROCRAZIA VS REALTÀ: IL PARADOSSO SANITARIO E IL VALORE DEGLI OPERATORI IN PRIMA LINEA
di Giancarlo Di Simone
Presidente Associazione Progetto Isola

​Ricordate la gestione dell’emergenza Covid-19? Per accelerare la campagna vaccinale, lo Stato abilitò rapidamente i farmacisti alla somministrazione dei vaccini. Una scelta logistica necessaria, che dimostrò come, di fronte al bisogno, i confini professionali potessero essere ridisegnati in pochi giorni. I farmacisti, professionisti dalla solida base scientifica e chimica, si ritrovarono a compiere un atto pratico e iniettivo che storicamente non apparteneva al loro quotidiano.
​Questo precedente fa riflettere e solleva una domanda che chi vive la trincea della sanità e dell'assistenza si pone ogni giorno: se è possibile formare e abilitare rapidamente una figura all'atto iniettivo per rispondere a un'emergenza, perché il sistema continua a porre un muro burocratico invalicabile attorno agli OSS e agli operatori di supporto?
​Parliamoci chiaramente. L'OSS svolge, nei fatti, molte delle mansioni pratiche che un tempo appartenevano al vecchio "infermiere generico". È la figura che vive a contatto quotidiano con il corpo, le fragilità e le necessità primarie del paziente. Tantissimi operatori possiedono l'esperienza, la manualità e la prontezza per gestire una terapia intramuscolare o manovre assistenziali più avanzate. Eppure, la legge si ferma davanti al vincolo formale del pezzo di carta, separando rigidamente l'atto tecnico da quello clinico.
​Abilitare e specializzare in modo uniforme e strutturato questo straordinario capitale umano avrebbe significato – e significherebbe tuttora – dotare l'Italia di un numeroso, motivato e capillare "esercito al servizio della sanità per sempre". Un esercito già pronto, già testato sul campo, capace di colmare quel vuoto drammatico di personale che sta svuotando i nostri ospedali e le RSA.
​Oggi, però, assistiamo a un paradosso speculare e ancora più doloroso: quegli stessi operatori che ai tempi del Covid venivano celebrati come "eroi" nazionali, oggi vengono troppo spesso trattati come vera e propria carne da macello. È una realtà drammatica che si consuma in particolare nel mondo delle cooperative sociali. A causa dei cronici ritardi nei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni – siano essi Comuni o Prefetture – che non onorano i contratti con la dovuta regolarità, questi lavoratori percepiscono lo stipendio una tantum, con intervalli scoperti che vanno dai 2, ai 3, fino a 5 mesi.
​Ci troviamo di fronte a una valanga di professionisti della cura trattati alla stregua di dilettanti. Parliamo di una categoria indispensabile per la tenuta sociale e sanitaria del Paese, costretta a lavorare con contratti indicibili da 8 o 10 euro lordi all'ora. Una condizione di sfruttamento sistematico che grida vendetta, spesso ignorata da quegli stessi sindacati che scendono in piazza per qualsiasi altra rivendicazione, ma che sembrano scordarsi del settore socio-assistenziale, lasciando questi operatori nell'invisibilità più totale, come se il loro lavoro e le loro vite non esistessero.
​Come API - Associazione Progetto Isola, fondiamo la nostra azione sul rispetto per l'uomo e per il creato. E rispetto significa anche valorizzare le competenze, garantire la stabilità economica e difendere la dignità di chi lavora. Non si può fare retorica sulla salute pubblica se poi si permette che chi assiste i nostri cari viva nella precarietà finanziaria e nell'incertezza del domani.
​La sanità e il soccorso non sono fatti di compartimenti stagni. Chi unisce la qualifica di OSS all'esperienza sul disagio psichico, chi si forma con il 118 ANPAS, chi diventa istruttore BLSD, chi opera nella Funzione 2 della Protezione Civile o nella cinofilia da soccorso, fino a chi si specializza come Tecnico ABA per l'inclusione sensoriale (come nel nostro progetto "Scuola Amica del Blu"), non è un semplice "esecutore". È un professionista del benessere sociale e della gestione delle emergenze.
​Mentre i tavoli politici e gli ordini professionali discutono lentamente l'evoluzione del profilo dell'OSS e delle figure di supporto, la realtà del campo ha già deciso: senza questo esercito invisibile, la sanità non può respirare. È tempo che la lungimiranza della programmazione superi la rigidità dei confini corporativi e che la tutela contrattuale restituisca dignità alla prima linea dell'assistenza.
​A tutti gli operatori, i tecnici e i soccorritori che ogni giorno mettono le mani e il cuore dove la burocrazia e la tutela dei diritti si fermano: grazie. Siete la forza motrice della nostra comunità.

Un'associazione culturale,  che esercita, come fa API, un'azione incisiva sul territorio sul piano socioeconomico e cult...
21/05/2026

Un'associazione culturale, che esercita, come fa API, un'azione incisiva sul territorio sul piano socioeconomico e culturale non può passare inosservata.

La scarsa attenzione verso l'associazione API che propone, che contribuisce allo sviluppo di una comunità, non può e non deve essere oggetto di discriminazione e disinteresse da parte dell'amministrazione pubblica.

Un convegno internazionale sulla pesca, della portata di quello svoltosi a Mazara del Vallo sabato scorso, alla presenza di autorità libiche e relatori di altissimo livello scientifico e culturale, settore produttivo primario della città, non deve essere ignorato da chi ci rappresenta, quantunque l'area politica possa essere differente.

Se si invoca il dialogo, il confronto, se si condanna aspramente l'uscita dall'aula consiliare dell'opposizione, ciò per fare un esempio, parimenti lo si può dire dell'amministrazione comunale di Mazara del Vallo totalmente assente all'evento, ancorché invitata a partecipare.

Il convegno è servito a buttare le basi per una nuova stagione, per una nuova e diversa visione di come la pesca dovrà essere gestita, e se ciò avverrà, questa amministrazione verrà anche ricordata, per il totale disinteresse verso il settore produttivo di maggiore interesse, che dicono, solamente a parole, di proteggere.

Bastoni e l'ipocrisia di chi scaglia la prima pietra.In questi giorni il tribunale del sentimento popolare si è riunito ...
16/02/2026

Bastoni e l'ipocrisia di chi scaglia la prima pietra.

In questi giorni il tribunale del sentimento popolare si è riunito per condannare Alessandro Bastoni. Le immagini parlano chiaro: un avversario espulso per un fallo inesistente e un’esultanza che poco ha a che fare con la sportività. "Dov'è finito il rispetto?", urlano i social. "I valori dello sport sono morti", sentenziano i salotti televisivi.

È tutto vero. Quel gesto è brutto, antisportivo e meriterebbe una punizione esemplare per ricordare a chi guadagna milioni che la maglia che indossa comporta delle responsabilità morali verso i giovani che lo guardano.

Ma la vera domanda non è chi sia Bastoni, ma chi siamo noi.

Il calcio non è una bolla isolata; è lo specchio riflesso di una società malata. Milioni di italiani oggi si ergono a moralizzatori, lanciando pietre dalle loro case. È paradossale vedere tanta foga etica da parte di un popolo che, nella quotidianità, pratica lo "stile Bastoni" con una naturalezza disarmante.

Siamo una società che grida allo scandalo per un finto fallo, ma che poi:

- occupa i posti riservati ai disabili con la scusa del "resto solo un minuto".
-salta la fila facendo finta di non vedere chi aspetta.
-cerca la raccomandazione per scavalcare qualcuno che avrebbe più diritto, salvo poi lamentarsi del merito che manca.
-evade le tasse appena può, convinta che il bene comune sia un problema degli altri.
- abbandona i rifiuti ai bordi delle strade per non fare la fatica di differenziare.
-usa il "lei non sa chi sono io" come scudo contro il rispetto delle regole.
-chiede il favore all'amico vigile o al politico di turno per annullare una multa meritata.
-approfitta di posizioni di potere...e potremmo continuare all'infinito

Dalle basse e alte sfere della politica, fino al semplice cittadino, sembra che il valore supremo non sia più l'onestà, ma la capacità di "farla franca" e, se possibile, esultare in faccia a chi ha perso.

Bastoni ha sbagliato? Certamente. Ma prima di invocare l'etica sportiva, dovremmo chiederci quanta etica civile sia rimasta nelle nostre giornate. Se vogliamo condannare l'ipocrisia del campo, dobbiamo avere il coraggio di guardare quella che portiamo nel portafoglio, in auto e negli uffici.

Non abbiamo bisogno solo di un giudice sportivo severo. Abbiamo bisogno di un totale reset culturale. Perché finché celebreremo la "furbizia" come una dote e l'onestà come una debolezza, Bastoni non sarà un'eccezione, ma solo il nostro riflesso più nitido, proiettato in prima serata.

Smettiamola di fare i santi a casa degli altri se non riusciamo a essere cittadini onesti a casa nostra.

Generalizzare è sempre un'esagerazione, chiaramente, c'è chi è puro e perbene dimostrandolo con i fatti.

A.P.I Associazione Progetto Isola

SCANDALO SILENZIOSO NELLA SANITÀ SICILIANA: OPERATORI DEL SOCIALE SENZA DIGNITÀ​La Sicilia, e in particolare la Provinci...
04/12/2025

SCANDALO SILENZIOSO NELLA SANITÀ SICILIANA: OPERATORI DEL SOCIALE SENZA DIGNITÀ

​La Sicilia, e in particolare la Provincia di Trapani, è il teatro di una crisi che svela il collasso etico e gestionale del sistema socio-sanitario regionale.

​Mentre l'attenzione mediatica e l'indignazione pubblica si concentrano sulle drammatiche evidenze della sanità malgestita—dai ritardi intollerabili sui referti oncologici nella provincia, fino alle ombre sulla corruzione che investono la classe dirigente- esiste un'altra emergenza, anch'essa parte integrante del circuito: la negazione dei diritti fondamentali dei lavoratori del Terzo Settore.

​Gli Operatori Socio Sanitari (OSS) e i professionisti delle Cooperative Sociali, che operano a 360 gradi nel sistema di assistenza a favore delle persone con disabilità, attendono da oltre un anno i loro stipendi. Sono vittime di ritardi nei pagamenti che ammontano a svariati milioni di euro, causati da Comuni e Prefetture.

​Questi professionisti, acclamati come "eroi" durante il Covid, sono oggi ridotti a "carne da macello", privati di dignità e dei diritti più elementari.

​Il fallimento del sistema non è circoscritto; è unico. La crisi dei pagamenti nel welfare non è una questione secondaria, ma un sintomo diretto e inaccettabile della incapacità di garantire la legalità e continuità dei servizi essenziali.

​L'interrogativo è assordante: Perché su questa tragedia, che coinvolge chi è parte attiva del sistema sanitario e assistenziale, non si scandalizza nessuno?

​L'auspicio è che possano essere saldati quanto prima tutti gli arretrati. E' un atto di profonda giustizia nel mentre la vergogna sia il preludio alle dimissioni per chi ha leso la dignità di migliaia di lavoratori.

A.P.I Associazione Progetto Isola

Il Presidente
Giancarlo Di Simone

03/11/2025

Pesca e maricoltura si uniscono per un futuro sostenibile che tutela ambiente, economia e cultura marinara. In Sicilia

Indirizzo

Mazara Del Vallo
0926

Sito Web

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