19/04/2021
Secondo appuntamento per
🌊 🖼 la rubrica che vede insieme il Museo e Real Bosco di Capodimonte e la Stazione Zoologica Anton Dohrn alla scoperta della biologia marina nascosta nelle opere.
Protagonista: Polifemo e Galatea
Olio su tavola di Luca Giordano.
Di gusto classicheggiante, questa tavola rappresenta un episodio tratto dalle Metamorfosi di Ovidio e racconta la storia di Galatea, una delle 50 Nereidi, la cui abituale residenza era in fondo agli oceani e il compito di assistere i marinai.
Il mito narra che ella fosse innamorata di Aci, un giovane pastore, che la ricambiava. Aci, però, non era il solo ad essere innamorato di Galatea, lo era anche il ciclope Polifemo, il quale, un giorno, tentò di attirare l’attenzione della ninfa con il suono del suo flauto, senza però riuscirci. Adirato dalla gelosia, trovando i due amanti al chiaro di luna in riva al mare, scagliò contro il pastore un grosso masso di lava, uccidendolo. Galatea trasformò il suo sangue in una sorgente, per poter mantenere vivo il loro amore.
Nel quadro, però, non è descritto tutto il racconto, ma è fissato il momento in cui il ciclope rincorre la ninfa in mare.
L’analisi dell’opera evidenzia quanto gli aspetti storico-classici e quelli scientifici siano connessi.
Galatea è, infatti, figlia di Nereo e di Doride e nipote del titano Oceano. Lei e le sue sorelle sono chiamate Nereidi, ninfe del mare che seguivano il corteo di Poseidone, Dio del Mare.
Questa famiglia mitologica ha ispirato gli esperti di sistematica e tassonomia.
Con Galatea, ad esempio, in biologia marina viene indicato un genere dell’ordine di decapodi (i granchi, le aragoste, gli scampi e i gamberi).
Beroe è il nome di un genere di Ctenofori, animali planctonici gelatinosi di forma sferica o ovoidale, che possono emettere una straordinaria e ipnotica luminescenza. Cimodoce ha ispirato il nome di un’erba marina, la Cymodocea nodosa.
Lo stesso nome Nereide è stato utilizzato per identificare una famiglia di anellidi marini, i Nereidi, appunto.