22/01/2026
"L'Anima russa, il Cuore italiano: un viaggio tra i Giganti"
Il Centro Culturale di Ricerca e Formazione organizza nel mese di Marzo un ciclo di conferenze sui classici della letteratura russa.
Perché parlare della letteratura russa? La risposta è semplice: perché la letteratura russa è di respiro universale non è 'letteratura', è un corpo a corpo con la vita.
Gli autori di cui parleremo non vogliono solo intrattenere; vogliono capire perché soffriamo, perché amiamo e come possiamo restare umani anche nei momenti più bui.
I Protagonisti: I quattro pilastri
1. Aleksandr Puškin: Il Sole della Poesia
Puškin. Immaginatelo come il nostro Dante o il nostro Leopardi. Se l'italiano è la lingua del bel canto, Puškin è colui che ha dato alla Russia una voce limpida e universale. Leggerlo significa tornare alla sorgente: alla bellezza pura, all'onore e a quel senso di destino che agita il cuore di ogni uomo.
2. Lev Tolstoj: Lo Specchio del Mondo
Leggere Tolstoj è come guardare la terra da un satellite e, contemporaneamente, osservare al microscopio i battiti del cuore di una donna innamorata. Lui ci insegna che la Storia con la 'S' maiuscola è fatta dalle nostre piccole, invisibili scelte quotidiane. Ci sfida a chiederci: 'Sto vivendo una vita vera o una finzione?'.
3. Fëdor Dostoevskij:
E poi c'è il tormento. Dostoevskij non bussa alla porta: entra e accende la luce nei ripostigli della nostra anima, quelli dove nascondiamo le nostre colpe e le nostre paure. Ma attenzione: non ci lascia nel buio. Ci insegna che proprio attraverso la sofferenza si può arrivare a una comprensione del mondo che nessun manuale di psicologia potrà mai darci.
4. Aleksandr Solženicyn:
Infine, arriveremo al Novecento con Solženicyn. Lui è l'uomo che ha preso il dolore di milioni di persone e lo ha trasformato in inchiostro. Se gli altri autori ci hanno insegnato a sentire, lui ci insegna a resistere. La sua vita ci dice che un solo uomo che dice la verità può far tremare un intero impero. È il richiamo alla responsabilità: non possiamo dire 'io non sapevo'.
Cari amici, l'invito che vi faccio non è di studiare questi autori, ma di frequentarli. Non cercate in loro risposte facili, ma cercate compagni di viaggio.
Perché, in fondo, tra le steppe innevate descritte da Tolstoj e le piazze assolate della nostra Italia, batte lo stesso cuore: un cuore che cerca disperatamente la verità.
Buon viaggio a tutti voi tra queste pagine immortali.
Seguirà a breve il programma dettagliato del corso a numero chiuso.