04/09/2026
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𝐒𝐚𝐥𝐚𝐦𝐚𝐫𝐳𝐚𝐧𝐚: 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐅𝐮𝐜𝐞𝐜𝐜𝐡𝐢𝐨 𝐭𝐨𝐫𝐧𝐚 𝐧𝐞𝐥 𝐓𝐫𝐞𝐜𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐞 𝐥𝐨 𝐟𝐚 𝐧𝐞𝐥 𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐦𝐨𝐝𝐢
C’è un week end, ogni settembre, in cui Fucecchio smette di essere un paese del 2026 e si concede il lusso di tornare indietro di settecento anni. Si chiama Salamarzana, ha raggiunto quest’anno la sua diciassettesima edizione, e il 5 e 6 settembre trasforma il Parco Corsini in un set a cielo aperto dove dame, cavalieri, mercanti e giullari tornano a popolare l’area storica di Fucecchio che per il resto dell’anno vive ben altri ritmi.
Un luogo che è già di per sé protagonista.
Non è un caso che la manifestazione porti il nome dell’antico Castello di Salamarzana: la rievocazione riporta il Parco Corsini ai primi anni del Trecento, il periodo in cui quel castello raggiunse il suo massimo sviluppo, snodo importante lungo i tracciati della Via Francigena e della Romea Strata.
Camminare per la parte alta di Fucecchio durante Salamarzana significa allora riscoprire pietra su pietra la propria storia: il Palazzo della Volta, le chiese di San Salvatore e di San Giovanni Battista, il Museo Civico e Diocesano, le antiche torri della Rocca fiorentina dentro il Parco Corsini, l’ex Palazzo Pretorio con le sue antiche carceri.
Anche quest’anno, sarà il Parco Corsini il cuore pulsante della due giorni: tra i suoi alberi secolari e le sue torri prendono vita accampamenti militari, botteghe di antichi mestieri e laboratori didattici per i più piccoli, mentre gli anfratti e l’area del parco si riempiono di musici, figuranti e artisti di strada.
Un lavoro organizzativo che non si vede, ma si sente.
Dietro due sere di spettacolo c’è un impianto organizzativo importante, che vale la pena raccontare quanto la festa stessa. Salamarzana nasce da una collaborazione tra il Comune di Fucecchio e l’Associazione Amici del Centro Storico di Fucecchio, con il patrocinio della Regione Toscana, ed è pensata esplicitamente per valorizzare i tracciati storici della Via Francigena e della Romea Strata e per rilanciare turisticamente il territorio, richiamando visitatori da tutta la Toscana e non solo.
Come ogni anno il teatro di strada, rompe la quarta parete, rendendo lo spettatore al centro della scena. La direzione teatrale è affidata alla regista Firenza Guidi, che arricchisce la festa medioevale da altre rievocazioni: le scene messe in strada, tra la gente, non sono un generico repertorio di folklore medievale, ma episodi realmente accaduti e faide nobiliari. È un lavoro di ricerca storica prima ancora che di spettacolo, e si sente nella qualità delle scene che animano l’area interessata alla rievocazione.
Il programma, costruito nel tempo edizione dopo edizione, oggi è ricco e variegato: duelli e artisti di strada, esibizioni di falconeria con falchi, gufi e civette, un mercato medievale con le sue botteghe, giochi e laboratori pensati per i bambini, tra cui il contest fotografico “Un selfie con Guidaccio”, legato alla mascotte cavalleresca della manifestazione e il concorso fotografico organizzato in collaborazione con il Foto Club Fucecchio, che ogni anno premia le immagini capaci di raccontare meglio lo spirito dell’evento.
Non manca certo la parte gastronomica, con pietanze ispirate alla tradizione medievale e il dolce tipico della festa, il salamarzanino.
Un appuntamento da vivere, gratuitamente.
Salamarzana si svolge sabato 5 settembre dalle 18 alle 24 e domenica 6 settembre dalle 16 alle 23, a ingresso libero: una scelta organizzativa precisa, quella della gratuità, che negli anni ha contribuito a rendere la manifestazione un appuntamento aperto davvero a tutti, dalle famiglie fucecchiesi ai visitatori che arrivano da fuori regione apposta per l’occasione.
Diciassette edizioni non sono un traguardo scontato per una festa che vive soprattutto di volontariato, cura del dettaglio storico e amore per il proprio territorio. Ogni settembre, Fucecchio dimostra che un piccolo centro toscano può raccontare la propria storia con la stessa cura e lo stesso rigore di una grande rievocazione, trasformando il proprio castello di Fucecchio in un racconto collettivo che vale la pena vivere almeno una volta, e che ogni anno richiama chi lo ha già vissuto a tornare.
… e tutto questo grazie all’immenso lavoro dell’Associazione degli Amici del Centro Storico.
Alfredo Sabatini