Nell'affascinante cornice del centro di Marzamemi, borgo marinaro in provincia di Siracusa, ogni mercoledì dalle 23.30 il ristorante "Il Principino" è lieto di ospitare il Folk Club, momento d'incontro dedicato a musicisti e appassionati. La brezza marina accarezza i fianchi di una chitarra. I camerieri del Principino si affrettano a cambiare volto alla veranda sul mare, che da sala di ristorante
si trasforma nello spazio in cui, a breve, dalla nota di una singola corda pizzicata qualcosa
di effimero avrà inizio. Guardo i colleghi affaccendarsi, sento le casse frusciare in sottofondo al tintinnare di posate e stoviglie. Come sarà stasera, mi domando? E nel frattempo ripenso al Friuli.
…Dalle vetrate di una rustica osteria nel centro di Udine trapelano indizi che qualcosa sta succedendo. Gente, chiacchiere e, soprattutto, musica. Al centro del locale, un signore dagli indomabili capelli grigi suona
il suo strumento seduto su un alto sgabello. Altri verranno dopo di lui, cellule di un organismo appena nato e destinato a morire nell’arco della stessa sera. Per rinascere tra sette giorni, diverso ma sempre sé stesso. Ora però sono qui, a millecinquecento chilometri e tre anni di distanza, e tutto ha ancora da avvenire.
..Di cosa stiamo parlando? Risposta: di una scommessa. Ecco l’idea nella sua semplicità: un incontro cadenzato in cui musicisti e appassionati di musica d’autore si ritrovano per passare la serata in compagnia. In quelle poche ore a cavallo tra sera e notte, timidi
esordienti e suonatori navigati si susseguono condividendo i propri brani. Il pubblico è amichevole, l’ambiente raccolto: il terreno ideale per sperimentare e muovere i primi passi. E, col passare delle settimane, avere il piacere di vedersi crescere. Il primo Folk Club a cui abbia mai partecipato è stato appunto a Udine, e per due anni i miei giovedì sera li ho passati, lì, alla Girada di via Baldissera. Una manciata di pezzi a testa fino a fine serata. Lì ho iniziato a misurarmi con il pubblico, nutrendomi dei pareri degli altri ragazzi e beneficiando dei consigli dei più anziani, che in silenzio ascoltavano per poi regalare le giuste parole. Là dentro ho visto nascere un’infinità di
amicizie e collaborazioni. Questo è il seme che vorrei gettare anche qui, affinchè, in questo ecosistema così diverso dal mio di origine ma ugualmente fertile a livello potenziale, una creatura nuova nasca e prenda la sua via reggendosi con la forza delle proprie gambe. La musica la fanno le persone, e non c’è scopo nel coltivare il proprio orto in solitudine. Che i musicisti si conoscano, si confrontino, e chissà che in futuro non nasca qualcosa di meraviglioso. Ringrazio questa strana famiglia chiamata Principino per dare un’opportunità a questa iniziativa. In un mondo di foreste che con fragore cadono, concediamoci di notare il singolo albero che in silenzio cresce. Vi aspettiamo ogni mercoledì! Voi e le vostre chitarre.